Endodonzia

04/12/17
La sagomatura canalare con strumenti espansivi di ultima generazione
Francesco Bellucci Emanuele Ambu

06/03/17
L’isolamento del campo. La diga di gomma, consigliata od obbligatoria?
Arnaldo Castellucci

01/06/15
La tecnica Self-Adjusting-File (SAF)
Francesco Bellucci Dr. Zvi Metzger, DMD

09/01/12
L’irrigazione canalare nell’endonzia moderna: casi complessi
Filippo Santarcangelo Arnaldo Castellucci

27/10/11
L’irrigazione canalare nell’Endodonzia moderna: Casi semplici
Filippo Santarcangelo Arnaldo Castellucci

27/04/10
Apicectomia: lo stato dell’arte in Endodonzia Chirurgica
Arnaldo Castellucci Matteo Papaleoni

14/06/09
Pathfiles: un nuovo strumento rotante in Nichel Titanio per il preallargamento e la creazione del Glide Path meccanico
Giuseppe Cantatore Elio Berutti Arnaldo Castellucci

01/06/09
Il nuovo sistema di sagomatura con strumenti rotanti Serie GT X
L. Stephen Buchanan DDS, FICD

13/03/09
Tetraclean: un contributo alla detersione canalare
Luciano Giardino

12/09/08
Gli strumenti Nickel Titanio (Ni-Ti) Endowave Morita
Giorgio Uccelli


Introduzione rivolta ai pazienti che approdano in questa pagina: Il contenuto degli articoli presenti in questa categoria è un contenuto scientifico rivolto ad un pubblico di professionisti del settore. Pertanto si utilizza un linguaggio tecnico e le immagini sono spesso forti e possono urtare la sensibilità di un pubblico non settoriale.

Lo studio e la cura dei tessuti interni del dente e delle patologie correlate sono appannaggio di una branca specifica dell’odontoiatria, l’endodonzia.

Lo scopo del trattamento endodontico, o devitalizzazione come è conosciuto dalla maggior parte delle persone, è salvare il dente del paziente evitandone l’estrazione.

Questo tipo di terapia è necessaria quando la polpa, tessuto formato da arterie, nervi e cellule connettivali, si infiamma o si infetta a causa di una carie profonda o di un forte trauma.

Nello specifico, dopo aver anestetizzato la parte da trattare e isolato il dente con la diga di gomma, il dentista ripulisce i canali radicolari dalla polpa e dai residui batterici e procede alla disinfezione e all’allargamento dei canali che saranno poi riempiti con materiali biocompatibili in modo da evitare un nuovo attacco batterico.

Infine il dente devitalizzato viene ricostruito con del materiale composito e ricoperto con una corona protesica per proteggerlo da eventuali fratture.

Per garantire la perfetta riuscita della terapia canalare, ci si avvale di due strumenti fondamentali, il microscopio elettronico, per avere una visione chiara del campo sottoposto a trattamento, e la diga di gomma che protegge il sistema canalare dai batteri contenuti nella saliva, dal sangue e dai residui organici, evitando inoltre ferite accidentali alle mucose orali ed eventuali ingestioni di piccoli strumenti o materiali usati dal dentista.

Se non si procede a rimuovere la polpa infetta o infiammata il paziente andrà incontro a pulpiti e ascessi molto dolorosi.

Lo stesso discorso vale per i denti decidui. Anche se la maggior parte delle persone pensa ancora che il dente da latte cariato vada semplicemente estratto, in realtà deve essere curato esattamente come quello di un adulto, procedendo alla devitalizzazione nel caso in cui sia necessaria.

È importante che i denti da latte restino al loro posto fino a quanto non sia pronta la permuta del dente permanente, con un estrazione si andrebbero a creare spazi che rischierebbero di alterare il corretto sviluppo della dentatura permanente del bambino.

Non tutti i genitori sanno che è possibile ridurre il rischio di formazione della carie facendo assumere ai bambini soluzioni a base di fluoro prescritte dal dentista che rendono i dentini più resistenti agli acidi del batterio responsabile del processo carioso.

La sagomatura canalare con strumenti espansivi di ultima generazione

La sagomatura canalare con strumenti espansivi di ultima generazione

INTRODUZIONE

La necessità di dover sagomare un canale radicolare in maniera completa è sicuramente lo scopo primario di ogni  corretto trattamento endodontico. Solo grazie alla rimozione del contenuto canalare  (sia esso o meno di origine organica) si può permettere agli irriganti di svolgere la propria azione, permettendo poi ai sealer e ai  materiali da otturazione di sigillare l’endodonto. 

 

L’isolamento del campo. La diga di gomma, consigliata od obbligatoria?

L’isolamento del campo. La diga di gomma, consigliata od obbligatoria?

L’esigenza di poter lavorare all’asciutto, al riparo dalla saliva, è stata sentita per secoli e l’idea di usare un foglio di gomma per isolare il dente risale a ben 153 anni fa. L’invenzione si deve ad un giovane dentista americano, Sanford Christie Barnum di New York, il quale il 15 marzo del 1864 mostrò per la prima volta i vantaggi derivanti dall’isolamento del dente con un foglio di gomma.

 

La tecnica Self-Adjusting-File (SAF)

La tecnica Self-Adjusting-File (SAF)

Introduzione

 

Nel 1993 venivano introdotti nel mercato odontoiatrico i primi file endodontici composti da una lega in Nichel Titanio (NiTi) che di certo contribuirono a cambiare radicalmente l’approccio operativo all’endodonto [1]. Rispetto alle precedenti lime in acciaio risultavano molto più flessibili, più efficienti e performanti nel sagomare i canali radicolari. Negli ultimi anni poi, il progredire delle conoscenze e della tecnica , ha permesso di apportare una serie di interessanti modifiche a queste leghe, permettendo di renderle sempre più resistenti alle forze torsionali e quindi più sicure nel loro utilizzo. Si è così arrivati alla creazione di “single file” per la sagomatura con un solo strumento di tutto il canale come i Wave One ® (Maillefer-Dentsply, Ballaugues, Svizzera) o i Reciproc ® (VDW, Monaco, Germania )[2].

Nonostante questi miglioramenti in ambito strutturale, il design del file rimane sempre lo stesso : un uno corpo solido con scanalature più o meno accentuate, che incidono il canale con con varie angolazioni raccogliendo  i detriti di lavorazione nelle loro spire. Da ciò si deduce che, nonostante le differenti varianti endodontiche riscontrabili in natura, noi non facciamo altro che improntare la forma dello strumento all’interno del canale, indipendentemente dal tipo di anatomia  che ci troviamo di fronte, con la conseguenza di affrontare allo stesso modo canali a sezione rotonda o ovale, con curvature più o meno accentuate.

Dagli studi effettuati da Paqué [3] analizzando delle sezioni di Micro-CT, si evince bene come la strumentazione con classici strumenti Ni-Ti non riesca a fornire una adeguata pulizia di tutto il sistema canalare (fig1). Questi ultimi infatti, proprio per la loro conformazione, non riescono a venire in contatto con tutte le pareti della radice, lasciando in sede una quantità di tessuto non rimosso che riduce anche la qualità della successiva chiusura, cosa già evidenziata da De Deus (Fig2) [4,5].

 

L’irrigazione canalare nell’endonzia moderna: casi complessi

L’irrigazione canalare nell’endonzia moderna: casi complessi

 

Prosegue da:

L’IRRIGAZIONE CANALARE NELL’ENDODONZIA MODERNA: Casi semplici

ANATOMIA : SFIDA QUOTIDIANA PER L’ENDODONTISTA

Prima di dedicarmi completamente all’Endodonzia nei primi anni della mia attività di dentista mi sono occupato un po’ di tutte le branche odontoiatriche.

 

L’irrigazione canalare nell’Endodonzia moderna: Casi semplici

L’irrigazione canalare nell’Endodonzia moderna: Casi semplici

Segue l’articolo :

L’IRRIGAZIONE CANALARE NELL’ENDODONZIA MODERNA: Casi complessi

Dr. Filippo Santarcangelo, Dr Arnaldo Castellucci

Perchè irrighiamo?

Il successo di un trattamento endodontico in accordo con quanto enunziato dal Prof.Schilder, padre della moderna Endodonzia, dipende dall’abilità dell’operatore nel detergere meccanicamente e chimicamente il sistema dei canali radicolari e poi nell’otturarlo tridimensionalmente . 1

L’endodonto si compone di spazi facilmente accessibili agli strumenti rotanti e manuali (canali principali) e, così come confermato da numerosi studi clinici ed istologici, di spazi difficilmente accessibili o del tutto inaccessibili (delta, anse, istmi, canali laterali ed accessori e tubuli dentinali) .

In modo particolare, canali laterali ed accessori si ritrovano con frequenza significativa soprattutto nel terzo apicale della radice e nelle forcazioni dei molari.

La sagomatura canalare non è in grado di raggiungere alcune aree che risultano non toccate dagli strumenti, indipendentemente dalla tecnica adoperata ; e quasi metà dell’endodonto rimane, dunque, non trattato.2

La complessità dell’endodonto può essere, perciò, uno dei fattori determinanti l’insuccesso della terapia canalare e possono andarvi incontro anche elementi dentari ben trattati, a causa degli spazi irregolari e talora imprevedibili che caratterizzano i canali radicolari .3-4

Alla luce di quanto detto, una delle sfide più entusiasmanti dell’endodonzia moderna è rappresentata dalla detersione biochimica dell’endodonto (sondabile e non); questo, una volta deterso lege artis, potrà in egual modo essere riempito e sigillato da cemento e guttaperca al momento dell’otturazione.

L’irrigazione dunque riveste un ruolo cruciale nel determinare l’esito della terapia canalare.


 

Apicectomia: lo stato dell’arte in Endodonzia Chirurgica

Apicectomia: lo stato dell’arte in Endodonzia Chirurgica

 

Introduzione

Per Endodonzia Chirurgica s’intende quella branca dell’Odontoiatria che si occupa della diagnosi e del trattamento delle lesioni di origine endodontica che non rispondono alla terapia endodontica convenzionale o che non possono essere trattate con la terapia endodontica convenzionale.

Lo scopo dell’Endodonzia Chirurgica pertanto è quello di ottenere la detersione, sagomatura ed otturazione tridimensionale della porzione apicale del sistema dei canali radicolari non trattabili attraverso la cavità d’accesso, ma raggiungibili solo attraverso un lembo chirurgico (Fig. 1 a,b,c,d).

Apicectomia endodonzia chirurgica

 

Pathfiles: un nuovo strumento rotante in Nichel Titanio per il preallargamento e la creazione del Glide Path meccanico

Pathfiles: un nuovo strumento rotante in Nichel Titanio per il preallargamento e la creazione del Glide Path meccanico

Gli strumenti rotanti NiTi hanno rivoluzionato l’endodonzia, permettendo anche all’operatore meno esperto di realizzare sagomature perfettamente tronco-coniche in armonia con l’anatomia originaria e migliorando notevolmente la prognosi anche di casi più complessi.
Molti studi condotti sia “in vitro”1-13 che “in vivo”14-17 dimostrano ampiamente che la lega nichel-titanio è di gran lunga superiore all’acciaio, in quanto con gli strumenti in NiTi si possono sagomare in tutta sicurezza anche canali con curvature molto accentuate senza rischi di fare gradini o di raddrizzare le curve originali.
Numerosi studi 16,17 hanno dimostrato che anche l’operatore privo di esperienza otteneva con l’uso del NiTi risultati migliori rispetto a quelli ottenuti con l’uso dell’acciaio. D’altra parte, l’uso del NiTi ha un serio limite, rappresentato da un maggiore rischio di frattura di strumenti rispetto all’acciaio.18
Numerosi studi hanno quindi preso in considerazione l’influenza dei vari fattori sulla frattura degli strumenti rotanti in NiTi e hanno dimostrato che la loro frattura il più delle volte dipende da stress da torsione 19-25 e da stress da flessione.21-23, 26,28
Lo stress da flessione dipende essenzialmente dall’anatomia originale del canale, dal raggio di curvatura del canale, dalla velocità di rotazione e dalla flessibilità dello strumento, dalla presenza di interferenze intracanalari, dai bruschi cambiamenti di traiettoria, come si ha ad esempio in caso di canali confluenti. L’operatore può fare solo ben poco per ridurre questo tipo di stress.
Lo stress da torsione dipende dall’area di contatto tra le lame dello strumento e le pareti canalari, dalla pressione che l’operatore esercita sul manipolo, dal calibro della sezione dello strumento e il lume del canale nel quale sta lavorando, dalla conicità, dal diametro della punta dello strumento, dalla porzione di strumento che è soggetto alla torsione, dalla robustezza intrinseca dello strumento (dal disegno della sua sezione), dal disegno delle sue lame e infine dalla forza torsionale applicata allo strumento.27,28
In poche parole, la frattura si verifica quando la sezione del canale è più piccola della punta dello strumento, questo non riesce a tagliare la dentina e avviene quello che viene definito come “taper lock”. A questo segue la deformazione plastica e quindi la frattura dello strumento.
L’analisi degli strumenti in NiTi fratturati da stress torsionale rivela che la maggior parte delle fratture avviene negli ultimi millimetri, dove la conicità è minore e il diametro è minore.24,25,27,28
Di conseguenza, la punta delle più piccola lima in NiTi presenta il maggiore rischio di frattura da torsione, da cui deve essere protetta utilizzando un basso valore di torque, una ridotta pressione assiale e soprattutto evitando che la punta si impegni contro le pareti dentinali.
Numerosi studi hanno valutato le cause delle fratture degli strumenti in NiTi ed hanno concluso che una notevole riduzione delle fratture degli strumenti rotanti si può ottenere quando il loro utilizzo è preceduto da un allargamento manuale preliminare e dall’ottenimento di un “glide path”, ovverosia di un sentiero di percorribilità, cioè da pareti canalari lisce lungo le quali gli strumenti NiTi possano facilmente scivolare per raggiungere la lunghezza di lavoro.
Numerosi sono gli studi che hanno messo in evidenza l’importanza del pre-allargamento manuale per ridurre l’incidenza di fratture.

 

Il nuovo sistema di sagomatura con strumenti rotanti Serie GT X

Il nuovo sistema di sagomatura con strumenti rotanti Serie GT X

 

Ridisegnamo un nuovo standard di lavoro, quale attrazione professionale mondiale.

 

Il Sistema GT Rotary File è stato introdotto nel mercato americano nel 1996 e nel resto del mondo circa 18 mesi dopo; malgrado abbia fatto presa sul mercato americano con un impatto ed un effetto travolgente, questo sistema ha invece incontrato maggiore resistenza sui mercati internazionali, e ciò è dovuto a sostanziali differenze all’interno delle popolazioni dei dentisti, alle condizioni ambientali tradizionali variamente competitive ed infine anche alle diverse modalità di distribuzione agli utilizzatori finali.

Dal momento che mi sono prefissato di ridisegnare e sviluppare ciò che avrebbe dovuto diventare la prima vera “nuova generazione” di questa linea di prodotti, ho tenuto in debita ed attenta considerazione tutte le esigenze di coloro che eseguono i trattamenti dei canali radicolari.

Dopo due anni di studi e ricerche, il Sistema Endodontico GT Serie X (GTX) è stato presentato al Meeting Annuale dell’American Dental Association nel mese di Ottobre 2007, e ne è stata programmata la distribuzione su scala mondiale nella primavera del 2008.

 

Tetraclean: un contributo alla detersione canalare

Tetraclean: un contributo alla detersione canalare


L’obiettivo della terapia endodontica è quello di rimuovere l’infezione e di eradicare i batteri dal sistema dei canali radicolari (Sjogren U, Fidgor D, Persson S, Sundqvist G. Influence of infection at the time of root filling on the outcome of endodontic treatment of teeth with periapical periodontitits Int. End. J 1997; 30(5): 297-306).

La strumentazione è, da sola, insufficiente ad eradicare la carica batterica (Bystrom A, Sundqvist G. Bacteriologic evaluation of the efficacy of mechanical root canal instrumentation in endodontic therapy. Scan J Dent Res 1981; 89(4): 321-8).

Questi risultati sono stati confermati anche da successivi lavori, come quello di Dalton et Al. (Dalton BC et Al. bacterial reduction with nickel-titanium rotary instrumentation. J Endod 1998; 24(11): 763-7) che ha rilevato come non vi siano differenze significative nella detersione quando si utilizzano strumenti rotanti o manuali.

Nella fase della strumentazione l’azione principale degli irriganti è quello di rimuovere i detriti dal canale ed è proprio la sinergia tra strumentazione ed irrigazione a causare una significativa diminuizione nel numero di batteri all’interno del canale (Siqueira JF, et al. Mechanical reduction of the bacterial population in the root canal by three instrumentation techniques. J Endod 1999; 25(5): 332-5)).

Come evidenziato da Radcliffe (Radcliffe CE et Al: Antimicrobial activity of varying concentrations of sodium hypochlorite on the endodontic microrganisms Actinomices Israelii, A. naeslundii Candida Albicans and Enterococcus Faecalis Int. Endod. J 2004; 37: 438-46) l’azione dell’ipoclorito di sodio è resa ardua dalla complessità anatomica dell’endodonto (fig 1), dalla natura polimicrobica della flora batterica (fig 2), dalla presenza di biofilm (fig 3) e dalla presenza di smear layer (fig 4) prodotto dai nostri strumenti.

tetraclean

 

Gli strumenti Nickel Titanio (Ni-Ti) Endowave Morita

Gli strumenti Nickel Titanio (Ni-Ti) Endowave Morita

“L’ECCELLENZA DELLA TERAPIA ENDODONTICA ASSOCIATA ALLA SEMPLICITA’ ”
PARTE I°: LA SAGOMATURA DELLO SPAZIO ENDODONTICO.

INTRODUZIONE:
E’ fatto inconfutabile ed universalmente accettato che il successo della terapia endodontica, prescindendo ovviamente dall’esecuzione di una corretta cavità d’accesso tendente a rimuovere le interferenze coronali,sia legata all’azione sinergica di tre momenti fondamentali rappresentati dalla corretta sagomatura,dalla detersione-sterilizzazione dello spazio endodontico e dall’otturazione ermetica e stabile dello stesso.

Nell’era del Nickel-Titanio assistiamo quasi quotidianamente all’immissione sul mercato di nuovi strumenti che dovrebbero consentire all’operatore un lavoro più rapido e sicuro,di attrezzature atte a rendere l’otturazione canalare semplice,veloce e predicibile.
Scopo di questo lavoro è di proporre una nuova tecnica che pur rispettando la sopracitata triade sagomatura-detersione-otturazione, consenta non solo allo specialista in endodonzia ma anche al “generico” di eseguire una terapia canalare rapida, sicura, predicibile ed estremamente ergonomica.

A tutt’oggi la guttaperca rimane il materiale da otturazione canalare più usato, in vari modi quali la tecnica di compattazione a caldo, la veicolazione a mezzo di carriers, l’otturazione laterale a freddo, la compattazione meccanica, l’ausilio di costose attrezzature per l’apporto di calore e/o per il backfilling.