Chirurgia

07/09/16
Edentulia parziale anteriore: la Fence Technique
Mauro Merli

07/04/16
Una nuova sfida per l’odontoiatra – La Chirurgia Orale complessa in studio
Roberto Barone Carlo Clauser Angelo Baleani

11/01/16
La chirurgia del seno mascellare: elevazione con approccio crestale. Lo stato dell’arte.
Tiziano Testori

02/07/15
“Fence Technique”: una procedura ricostruttiva innovativa
Mauro Merli

08/07/14
Localized Management of Sinus Floor
Giovanni Battista Bruschi

19/02/13
Chirurgia Orale per il bambino e l’adolescente
Roberto Barone Carlo Clauser Angelo Baleani

24/02/12
Estrazione chirurgica dei denti del giudizio inferiori: un metodo razionale e sicuro
Roberto Barone Carlo Clauser Angelo Baleani

27/07/11
Membrana liquida Membragel Straumann. Un nuovo contributo alla Rigenerazione Ossea Guidata.
Fabio Cozzolino

27/04/10
Apicectomia: lo stato dell’arte in Endodonzia Chirurgica
Arnaldo Castellucci Matteo Papaleoni

30/10/07
Microviti in Ortodonzia: problematiche cliniche
Fabio Cozzolino Anna Mariniello


Introduzione rivolta ai pazienti che approdano in questa pagina: Il contenuto degli articoli presenti in questa categoria è un contenuto scientifico rivolto ad un pubblico di professionisti del settore. Pertanto si utilizza un linguaggio tecnico e le immagini sono spesso forti e possono urtare la sensibilità di un pubblico non settoriale.

La chirurgia odontostomatologica si occupa di tutte quelle problematiche che necessitano di un intervento chirurgico per essere risolte.

La chirurgia orale include un grande numero di trattamenti che, grazie all’ausilio di specifici strumenti e tecniche avanzate come la microscopia, la chirurgia sonica e la chirurgia computer guidata, sono sempre meno invasivi e meno traumatici per il paziente.

Le aree di intervento della chirurgia odontostomatologica sono diverse, come le estrazioni dentarie, la chirurgia ortodontica, le asportazioni di cisti, le frenulectomie e gli interventi di parodontologia e d’implantologia.

L’ estrazione dentaria è praticata solo in caso di un grave affollamento dentale o quando non c’è più alcuna possibilità di salvare il dente del paziente generalmente dopo una frattura, una carie profonda o una mobilità dentale irreversibile. Oggi è possibile attuare un’estrazione in modo atraumatico grazie all’uso esclusivo di leve che permettono di esercitare pressioni notevoli con il minimo sforzo.

L’asportazione cisti o di altre piccole lesioni del cavo orale è necessaria perché aumentando di volume può portare al riassorbimento dei tessuti ossei che la contengono.

L’apicectomia è un intervento che prevede la rimozione chirurgica dell’apice radicolare di un dente allo scopo di risolvere un’infezione.

La chirurgia mucogengivale punta a ridurre o eliminare inestetismi della gengiva. Solitamente si interviene chirurgicamente quando il paziente presenta una recessione gengivale, un gummy smile oppure quando la gengiva appare più grigia in corrispondenza di un impianto dentale.

La ricostruzione e rigenerazione delle ossa mascellari tende ad aumentare il volume dell’osso mascellare in modo tale da permettere il posizionamento di impianti dentali e garantirne la stabilità.

Edentulia parziale anteriore: la Fence Technique

Edentulia parziale anteriore: la Fence Technique

Un grave incidente stradale aveva provocato ingenti danni a livello sistemico e del cavo orale a una giovane ragazza di diciassette anni (Fig. 1).
La perdita dei denti in corrispondenza del quinto sestante e dei tessuti duri e molli aveva generato un grave deficit estetico-funzionale.

La paziente chiedeva il ripristino dell’area compromessa mediante una riabilitazione protesica che fosse il più simile possibile alla situazione preesistente, evitando soluzioni che prevedessero la presenza di gengiva artificiale.

La rigenerazione ossea verticale necessaria rappresenta una delle procedure tra le più complesse, soprattutto per la corretta gestione dei tessuti molli ulteriormente compromessi dagli esiti del trauma.

Dopo aver appurato il raggiungimento della maturità scheletrica mediante indagini clinico-radiografiche, si è intrapreso il complesso percorso terapeutico (Figg. 2, 3).

 

Una nuova sfida per l’odontoiatra – La Chirurgia Orale complessa in studio

Una nuova sfida per l’odontoiatra – La Chirurgia Orale complessa in studio

50 anni fa, devitalizzare un molare era un trattamento sofisticato: l’estrazione era la regola.

Oggi la devitalizzazione di un molare è sempre un trattamento sofisticato, ma fa parte della routine odontoiatrica.

Che cosa è cambiato? Strumenti, tecnica, mentalità del dentista ed esigenze dei pazienti.
Gli odontoiatri oggi sono abituati a lavorare in spazi molto ristretti.
Il progresso in alcune discipline chirurgiche, come parodontologia e implantologia, è stato straordinario.

La chirurgia orale, invece, è rimasta esclusa: nei filmati che vediamo oggi in rete, gli strumenti e le tecniche per l’estrazione di denti del giudizio sono gli stessi di 50 anni fa.
Il contrasto è ancora più stridente se pensiamo che gli odontoiatri eseguono tranquillamente i rialzi di seno nei loro studi, mentre inviano alle strutture ospedaliere i casi di cisti. Eppure, il distacco della membrana del seno richiede un’abilità superiore rispetto al distacco della parete cistica.

 

La chirurgia del seno mascellare: elevazione con approccio crestale. Lo stato dell’arte.

La chirurgia del seno mascellare: elevazione con approccio crestale. Lo stato dell’arte.

Introduzione

Il fisiologico riassorbimento del processo alveolare in senso cranio-caudale e vestibolo-palatale in seguito alla perdita degli elementi dentari spesso non permette il posizionamento di impianti osteointegrati nella zona posteriore del mascellare superiore senza un’adeguata ricostruzione ossea.

I carichi funzionali esercitati sulla cresta residua che si trasformano in carichi compressivi, favoriscono il riassorbimento osseo in senso centripeto e cranio-caudale (Cawood et al. 1988) con conseguente riduzione dimensionale del processo alveolare associata da una progressiva pneumatizzazione del seno mascellare.

Tra le procedure chirurgiche preimplantari proposte per ripristinare il volume osseo perso, la chirurgia del seno mascellare ha dimostrato di essere una procedura con elevata predicibilità clinica (Wallace et al. 2003, Del Fabbro et al. 2004-2008-2012-2013 a-b, Pjetursson et al. 2008, Testori et al. 2012). L’approccio laterale è utilizzato in presenza di atrofia ossea con osso residuo inferiore a 4/mm senza deficit ossei nei tre piani dello spazio che compromettono la costruzione di una protesi corretta.

 

“Fence Technique”: una procedura ricostruttiva innovativa

“Fence Technique”: una procedura ricostruttiva innovativa

L’edentulia è stata definita come condizione patologica dall’Organizzazione Mondiale della Salute nel 1990. I disagi che tale condizione può generare in termini estetici, funzionali e psicologici possono essere talmente invalidanti da far considerare l’edentulismo un handicap sociale.

Il progressivo aumento dell’età media ha incrementato in maniera sensibile quelle che sono le aspettative dei pazienti in termini di funzione ed estetica.

In definitiva, sono sempre di più oggi i settantenni che, godendo di un ottimo status di salute generale ed avendo ancora una vita ricca di interrelazioni personali, non si accontentano più della classica protesi mobile totale ma fanno esplicita richiesta di soluzioni protesiche fisse con canoni estetici molto elevati.

Ne è un esempio il paziente giunto all’osservazione nel 2009 lamentando gravi disagi funzionali ed estetici (Fig. 1). Le protesi mobili presenti risultavano usurate e instabili, provocando frequenti lacerazioni e decubiti dei tessuti gengivali e delle mucose orali. Il paziente riferiva che questa condizione era causa di difficoltà psicologiche e di riduzione del livello di autostima, pertanto il desiderio era quello di risolvere i complessi problemi presenti per mezzo di una soluzione protesica che possibilmente non fosse mobile. L’analisi del profilo di rischio sistemico evidenziava che le condizioni di salute generale erano buone e che il paziente poteva essere riferito alla categoria ASA I (Owens e Coll. 1978).

La valutazione dei fattori locali di rischio evidenziava la presenza di pochi elementi dentali (peraltro compromessi) e un quadro particolarmente accentuato di atrofia ossea a carico di entrambi i mascellari. Il grave deficit osseo poteva essere messo in relazione anche al mancato riadattamento periodico delle protesi ai tessuti di supporto.

 

Localized Management of Sinus Floor

Localized Management of Sinus Floor

OBIETTIVI

Il Localized Management of Sinus Floor è una tecnica di rialzo del pavimento del seno per via crestale che si pone l’obiettivo di creare un sito chirurgico per accogliere l’impianto dislocando, all’interno della cavità del seno mascellare, l’intera porzione dell’osso nativo, presente al di sotto del pavimento della cavità sinusale, dislocandola verticalmente a creare la nuova porzione alveolare dell’impianto. Nella configurazione finale, dell’alveolo creato chirurgicamente, la struttura ossea coronale dà la stabilità primaria all’impianto e la porzione di osso coronale, spinta all’interno della cavità sinusale, forma una specie di tenda continua, chiusa dalla membrana distesa, che si riempie di coagulo originato dalle pareti alveolari.

La riparazione dell’alveolo peri-implantare, creato chirurgicamente, è totalmente affidata al fisiologico meccanismo di riparazione dell’alveolo post-estrattivo3-4-13-14.

L’obiettivo è di modificare l’altezza dell’osso naturale disponibile creando un tunnel chirurgico iniziale, che partendo dalla posizione protesica crestale vada, non verticalmente, ma trasversalmente in una direzione parallela all’arco palatino spingendo la spugnosa contro il pavimento del seno mascellare evitando di consumarla e di ridurne il volume residuo.

 

Chirurgia Orale per il bambino e l’adolescente

Chirurgia Orale per il bambino e l’adolescente

 

Introduzione

La chirurgia orale nel bambino non è una piccola chirurgia anzi è spesso complessa per:

  • patologie specifiche dell’età, non sempre facili da riconoscere
  • anatomia complessa associata alla dentizione mista
  • accesso chirurgico ridotto
  • difficoltà a ottenere la collaborazione
  • necessità di coordinare la chirurgia con l’ortodonzia

Esistono occasioni di chirurgia orale tipiche dell’età evolutiva e altre situazioni che richiedono nel bambino un approccio diverso da quello consueto per i pazienti adulti:

  • estrazione di denti decidui infraocclusi
  • estrazione di denti sovrannumerari inclusi
  • trattamento di cisti
  • germectomie di denti del giudizio inferiori

 

Estrazione chirurgica dei denti del giudizio inferiori: un metodo razionale e sicuro

Estrazione chirurgica dei denti del giudizio inferiori: un metodo razionale e sicuro

 

Introduzione

 

L’estrazione di denti del giudizio inferiori rappresenta l’intervento più comune in chirurgia orale, e, come tutti gli interventi chirurgici, si associa talvolta a complicanze più o meno gravi. Fra queste, la più temuta è il danno al nervo alveolare inferiore.
1 radiografia panoramica ottavo incluso
Nel corso degli ultimi decenni, grazie alla migliore capacità di individuare i casi a rischio e all’affinamento della tecnica chirurgica, la frequenza delle complicanze si è progressivamente ridotta.
In questo articolo si descrive un metodo razionale per l’asportazione chirurgica dei denti del giudizio inferiori, finalizzato alla riduzione delle complicanze.
Quando si parla di metodo, si intende un insieme di fattori che concorrono al successo e che comprendono:
– una diagnosi preoperatoria correttamente eseguita
– una scelta razionale dello strumentario chirurgico
– una tecnica chirurgica poco invasiva
Gli ultimi due punti sono strettamente interdipendenti.

 

Diagnosi preoperatoria

 

La diagnosi comprende:

 

– studio delle indicazioni e controindicazioni all’intervento chirurgico
– valutazione del rischio e della difficoltà
– pianificazione dell’intervento
L’OPT è l’esame standard per la diagnosi preoperatoria.
Sull’OPT è possibile valutare:
– posizione dell’ottavo (inclinazione, profondità e vicinanza con il fascio vascolonervoso)
– presenza di fattori di rischio di danno al nervo alveolare inferiore, secondo i criteri di Rood & Shehab (1990)
– patologie (carie, cisti ecc.)

 

Indicatori di rischio di danno al nervo alveolare inferiore identificabili sulla radiografia panoramica, secondo Rood & Shebab
– radiotrasparenza della radice
– radici angolate
– interruzione delle linee bianche che delimitano il canale alveolare
– restringimento del canale alveolare inferiore
– radice radiotrasparente e bifida
– restringimento della radice
– deviazione del canale alveolare inferiore
Oggi, in alcune circostanze, dato che l’OPT non è in grado di stabilire la posizione delle radici e del fascio vascolonervoso in senso vestibolo-linguale, ricorriamo all’imaging 3D, in particolare alla tecnologia a fascio conico (Cone Beam).

 

Le indicazioni cliniche all’imaging 3D sono:
– presenza di segni di rischio con sovrapposizione completa dell’immagine del canale con le radici
– canale alveolare che incrocia le radici in prossimità della biforcazione
Dal punto di vista operativo, l’indicazione all’imaging 3D consiste nella necessità di sapere su quale lato del dente decorre il canale alveolare, per pianificare correttamente la resezione ossea e l’odontotomia.
2 ortopantomografia dente del giudizio incluso

 

Membrana liquida Membragel Straumann. Un nuovo contributo alla Rigenerazione Ossea Guidata.

Membrana liquida Membragel Straumann. Un nuovo contributo alla Rigenerazione Ossea Guidata.

 

La Straumann® Membragel™ è una membrana riassorbibile tecnologicamente avanzata che semplifica notevolmente le procedure cliniche di rigenerazione ossea guidata (GBR).
La tecnica di applicazione della membrana liquida è molto semplice, rapida e precisa. Una volta solidificata, la membrana stabilizza il materiale di innesto osseo offrendo proprietà di barriera che durano per 4 – 6 mesi prima della biodegradazione.
Dati da studi preclinici dimostrano che la Membragel™ si degrada significativamente più lentamente rispetto ad una membrana standard in collagene, presentando un eccellente grado di biocompatibilità con i tessuti circostanti.
Grazie alla sua consistenza simile ad un gel, può essere applicata con precisione sul difetto osseo al di sopra del materiale da innesto. Per la stabilizzazione, è sufficiente estendere la membrana 1 – 2 mm oltre i margini del difetto osseo.
L’uso della Straumann® Membragel™ comporta la formazione di tessuto osseo neoformato in quantità simile a quello ottenibile con membrane ePTFE non riassorbibili.
La Straumann® Membragel™ è indicata nelle procedure di rigenerazione ossea guidata quali:
· difetti periimplantari (deiscenze, fenestrazioni);
· siti post estrattivi;
· difetti ossei orizzontali.
La Straumann® Membragel™ è composta da PEG (glicole polietilenico). La sua gelificazione è attivata dalla combinazione di PEG A (che contiene acrilato come gruppo funzionale terminale), PEG B (che contiene tiolo come gruppo funzionale terminale) e degli attivatori A (modificatore della viscosità) e B (soluzione isotonica chimica che crea un PH ottimale per la reazione chimica).
I componenti di PEG A e B formano una rete molecolare di glicole di polietilene (PEG) che crea una barriera impedendo il passaggio delle cellule dei tessuti molli, rimanendo al contempo permeabile alle sostanze nutritive.
La biodegradazione della membrana avviene per idrolisi e non comporta acidificazione dei tessuti circostanti.
In Italia, la sperimentazione clinica relativa a tale innovativa membrana è stata effettuata dal gruppo coordinato dal Prof. Luca Cordaro, Direttore dell’Istituto Eastman di Roma.

 

Apicectomia: lo stato dell’arte in Endodonzia Chirurgica

Apicectomia: lo stato dell’arte in Endodonzia Chirurgica

 

Introduzione

Per Endodonzia Chirurgica s’intende quella branca dell’Odontoiatria che si occupa della diagnosi e del trattamento delle lesioni di origine endodontica che non rispondono alla terapia endodontica convenzionale o che non possono essere trattate con la terapia endodontica convenzionale.

Lo scopo dell’Endodonzia Chirurgica pertanto è quello di ottenere la detersione, sagomatura ed otturazione tridimensionale della porzione apicale del sistema dei canali radicolari non trattabili attraverso la cavità d’accesso, ma raggiungibili solo attraverso un lembo chirurgico (Fig. 1 a,b,c,d).

Apicectomia endodonzia chirurgica

 

Microviti in Ortodonzia: problematiche cliniche

Microviti in Ortodonzia: problematiche cliniche

 

L’utilizzo delle microviti come ancoraggio in ortodonzia è sempre più frequente
sia nella tecnica vestibolare e linguale con attacchi che nelle tecniche più estetiche e confortevoli senza attacchi.

L’inserimento delle microviti è da considerarsi comunque un atto chirurgico poiché
un’ errata manipolazione dell’osso può facilmente portare ad una reazione infiammatoria attorno alle stesse ed un errato posizionamento può portare al loro svitamento.

Pertanto cercando di fare un po’ di chiarezza e per rispondere alle domande che ci sono state fatte da molti colleghi, possiamo elencare i problemi che si possono avere e condividere la nostra esperienza con voi su come abbiamo cercato di risolverli.