Igiene e Cosmetica

15/11/10
Sbiancamento Dentale
Natascia Raciti Fabio Cozzolino

04/04/08
Ipersensibilità dentinale
Natascia Raciti


Introduzione rivolta ai pazienti che approdano in questa pagina: Il contenuto degli articoli presenti in questa categoria è un contenuto scientifico rivolto ad un pubblico di professionisti del settore. Pertanto si utilizza un linguaggio tecnico e le immagini sono spesso forti e possono urtare la sensibilità di un pubblico non settoriale.

Solitamente le prima cosa che colpiscono di una persona sono il viso e tutti gli elementi che lo compongono, tra cui il sorriso. Va da sé quindi che avere una bocca sana con denti bianchi e diritti incide molto sulla bellezza e sull’armonia del volto.

In alcuni casi, difetti alla dentatura anche se non provocano fastidi funzionali, possono avere ripercussioni sul benessere fisico della persona, che prova imbarazzo nel sorridere. Talvolta questo disagio è talmente forte e sentito che chi lo prova cerca di evitare il più possibile di ridere oppure è sempre attento a coprirsi la bocca con una mano.

Gli inestetismi che limitano l’armonia di un sorriso sono diversi, ognuno di loro può essere però corretto mettendo in atto una terapia specifica che richiede tempi più o meno lunghi.

Ad esempio nel caso dei denti gialli uno sbiancamento professionale riporterà gli elementi dentali a riottenere il proprio colore originale. 

Per mantenere il risultato ottenuto nel tempo il paziente dovrà comunque impegnarsi ad avere una corretta e scrupolosa pulizia dentale domiciliare e a sottoporsi periodicamente a sedute di igiene professionale durante le quali vengono impiegate sia procedure meccaniche che presidi chimici per il controllo e la riduzione dell’accumulo di placca.

Oltre a cancellare i difetti estetici di un sorriso quindi l’igiene dentale professionale mira a mantenere la bocca sana eliminando tutti quei fattori che possono con il tempo portare allo sviluppo di patologie più o meno gravi.

Nel caso di denti storti invece, l’unica strada percorribile è la terapia ortodontica che può essere fatta con l’utilizzo di un apparecchio linguale senza attacchi completamente invisibile dall’esterno. Con l’ortodonzia invisibile è possibile correggere anche un diastema che può essere un elemento caratterizzante, come un fattore di disagio a seconda dei casi.

Per quanto riguarda i denti rotti o scheggiati invece, in base alla gravità del problema si procede con la ricostruzione con materiali in composito se il trauma è lieve, mentre se la frattura è molto estesa si ricorre all’utilizzo di faccette dentali.

Sbiancamento Dentale

Sbiancamento Dentale

 

Il colore naturale dei denti è determinato da una componente intrinseca associata alle proprietà ottiche di assorbimento e diffusione della luce di smalto e dentina e viene influenzato dalla presenza di discromie di superficie o interne. Lo sbiancamento rappresenta il trattamento estetico a notevole approccio conservativo, vantaggioso rapporto costo-beneficio, che consente di decolorare i composti organici responsabili delle pigmentazioni che macchiano i denti. Richiede un esame clinico endorale preliminare, la formulazione di una corretta diagnosi e la supervisione da parte dell’operatore odontoiatrico. Fattori determinanti per il successo del trattamento, relativi al paziente (esigenze individuali, età, aspettative, possibilità economiche) e all’operatore (disponibilità dei prodotti, conoscenza della scienza dei materiali), concorrono alla pianificazione di un appropriato programma terapeutico. Le pigmentazioni evidenti dei denti non costituiscono un problema solo dal punto di vista cosmetico, ma possono rappresentare un handicap fisico fino al punto di generare una distorsione della propria immagine personale, con conseguente sfiducia in se stessi. Per tale motivo lo sbiancamento dentale ha trovato ampia diffusione diventando uno dei trattamenti estetici più popolari e di successo. L’interesse crescente del pubblico nei confronti della bellezza del sorriso ha trovato conforto nello sviluppo e nella distribuzione di prodotti commerciali perfezionati e diversificati associati a nuovi metodi applicativi ed all’introduzione delle procedure di sbiancamento dentale nella pratica clinica degli odontoiatri.

 

Eziologia

Fattori intrinseci: includono le discromie irreversibili dovute all’assorbimento di molecole cromogene nel contesto di smalto e dentina, durante le fasi dello sviluppo dentale o dopo l’eruzione degli elementi dentari. Sono legate a lesioni della camera pulpare (emorragia intrapulpare, necrosi, calcificazione con deposito di dentina terziaria), terapia endodontica, difetti congeniti (fenilchetonuria, fibrosi cistica, iperbilirubinemia congenita, amelogenesi e dentinogenesi imperfecta), assunzione di farmaci (tetracicline, fluoro).

 

Ipersensibilità dentinale

Ipersensibilità dentinale

Dott.ssa Natascia Raciti

L’ipersensibilità dentinale rappresenta una patologia odontoiatrica di grande interesse clinico. Si manifesta come sintomatologia dolorosa, generalmente localizzata ad uno o più elementi dentari che presentano esposizione del tessuto dentinale, evocata da stimoli di varia natura (termici, tattili, chimici od osmotici) i quali agiscono in assenza di altre patologie dentarie. Traumi cronici quali attrito, abrasione ed erosione a carico di elementi dentari vitali possono rimuovere in alcuni punti lo smalto o il cemento che normalmente proteggono la dentina provocandone l’esposizione ed il conseguente contatto diretto tra ambiente esterno intraorale e tessuto pulpare dentale [In alcuni individui può non esservi contatto a livello cervicale tra smalto e cemento per variabilità anatomica]. La comparsa dei sintomi dolorosi può colpire qualsiasi elemento dentario e pazienti di ogni età con maggior incidenza negli individui di sesso femminile che hanno dai 20 ai 40 anni (1, 2). Si osserva inoltre con maggior incidenza nei pazienti affetti da malattia parodontale (3, 4), con comparsa transitoria nei pazienti sottoposti a terapia di deep scaling, root planing e chirurgia parodontale (5) ed in corso di sbiancamento dentale e terapie conservative (6). Il ruolo del fattore placca batterica nella comparsa della patologia rimane tuttavia controverso. L’accumulo di placca sulle superfici radicolari e la sua azione demineralizzante della struttura dentaria può essere associata all’apertura degli orifici dei tubuli dentinali (7). Secondo alcuni autori i pazienti in grado di mantenere un buon controllo della placca hanno minore probabilità di sviluppare ipersensibilità dentinale (8). In opposizione a questi risultati appare interessante l’osservazione di molti pazienti che malgrado presentino recessioni gengivali associate a minimi accumuli di placca lamentano una sintomatologia da ipersensibilità dentinale (9,10).