Protesi

16/05/17
Riabilitazione completa adesiva, senza preparazione, in un caso di erosione ed attrito – Il caso vincitore del contest The Award “Excellence in Prosthodontics” 2017
Ionut Branzan Cristian Petri

31/03/17
Approccio multidisciplinare al trattamento di un caso complesso: procedure analogiche e digitali
Matteo Chiapasco Piero Venezia Emilia Casiello Raffaele Cavalcanti

20/07/16
La tecnica 3-STEP classica, un protocollo semplificato per riabilitazioni adesive ADDITIVE
Francesca Vailati Urs Christoph Belser

03/12/15
Approccio interdisciplinare al Digital Smile Design
Ernesto Guzman

01/10/15
Riabilitazione di edentulia mascellare con chirurgia implantare computer-guidata e protesi provvisoria a carico immediato
Fabio Cozzolino Roberto Sorrentino Luigi De Stefano

18/11/14
Riabilitazione protesica complessa a seguito di severa usura dentaria
Mauro Fradeani

19/02/14
Impronta digitale con sistema Itero per la realizzazione di corone singole in zirconia
Roberto Sorrentino Fabio Cozzolino Dario Mari Odt. Sig. Vincenzo Mutone

04/10/12
Chirurgia Implantare Guidata Straumann con Protesi a Carico Immediato e software Codiagnostix
Fabio Cozzolino Roberto Sorrentino Odt. Sig. Vincenzo Mutone

20/07/12
Restauro con faccette in ceramica feldspatica in un settore ad elevata valenza estetica
Roberto Sorrentino Fabio Cozzolino Attilio Sommella

06/12/11
Chirurgia implantare guidata Nobel Guide e software Nobel Clinician
Roberto Sorrentino Fabio Cozzolino Odt. Sig. Vincenzo Mutone

21/06/11
Riabilitazione mandibolare mediante full-arch in zirconia e mesostruttura metallica con impianti Straumann: case report
Roberto Sorrentino Fabio Cozzolino

04/02/11
Innovativa tecnica di Ortodonzia provvisorio-guidata: case series
Fabio Cozzolino Anna Mariniello Roberto Sorrentino Marcello Sacchetta

02/07/10
Split Crest Controllata e Chirurgia Sonica
Fabio Cozzolino Giuseppe Cozzolino Roberto Sorrentino Odt. Sig. Vincenzo Mutone

15/03/10
Protesizzazione in zona estetica con Corona in Ceramica Integrale su Impianto Straumann Slactive e Moncone in Zirconia Procera™
Fabio Cozzolino Roberto Sorrentino Anna Mariniello Odt. Sig. Vincenzo Mutone

16/07/09
Agenesia dei laterali trattata con impianti Straumann Bone Level e monconi in zirconia Etkon
Fabio Cozzolino Roberto Sorrentino Anna Mariniello Odt. Sig. Vincenzo Mutone

19/01/09
Faccette in ceramica
Fabio Cozzolino Roberto Sorrentino Odt. Sig. Vincenzo Mutone

07/02/08
Nuova tecnica per il recupero di spazio protesico in regione implantare: case report
Fabio Cozzolino Anna Mariniello

28/12/07
Corone in oro ceramica vs zirconia
Fabio Cozzolino

05/11/07
Protesi in allumina e zirconia: queste sconosciute
Roberto Sorrentino

25/10/07
Anche i ricchi piangono: re Mida, oggi, sarebbe disoccupato!
Roberto Sorrentino


Introduzione rivolta ai pazienti che approdano in questa pagina: Il contenuto degli articoli presenti in questa categoria è un contenuto scientifico rivolto ad un pubblico di professionisti del settore. Pertanto si utilizza un linguaggio tecnico e le immagini sono spesso forti e possono urtare la sensibilità di un pubblico non settoriale.

Avere una bocca sana e ben curata è essenziale sia dal punto di vista estetico sia per il benessere psico-fisico della persona. Quando mancano uno o più denti infatti, non solo la masticazione e la fonazione vengono compromesse, ma si rischia di cadere in uno stato d’ansia soprattutto nei rapporti con gli altri, in quando non ci si sente più a proprio agio con se stessi.

Fortunatamente questa situazione può essere risolta più o meno facilmente con l’utilizzo di una protesi dentaria.

Gli obiettivi principali delle protesi dentarie sono riabilitare o mantenere la funzionalità della bocca e donare nuovamente bellezza al sorriso in situazioni di edentulia parziale o totale, mediante la sostituzione dei denti naturali con elementi artificiali.

Le protesi possono essere fisse e mobili, a seconda del caso specifico e per una corretta riabilitazione della bocca del paziente il dentista sceglierà di seguire l’una o l’altra strada.

Le protesi mobili, generalmente utilizzate quando c’è la necessità di sostituire i denti di un’intera arcata, possono essere tolte facilmente dal paziente per eseguire le consuete manovre di igiene, e sono essenzialmente di due tipi:

  1. parziale, formata da una struttura metallica che viene ancorata tramite ganci ai denti naturali o agli impianti;
  2. totale, formata da denti fatti in resina che poggiano su un supporto che riproduce l’aspetto delle gengive

Le protesi fisse sostituiscono i denti stabilmente e possono essere rimosse o sostituite solo a seguito di un intervento professionale. Possono essere fissate su perni, che prevedono la sostituzione degli elementi dentali mancanti tramite l’inserimento di impianti in titanio sui quali verranno cementate o avvitate le protesi, oppure direttamente sui denti naturali del paziente.

Per interventi di tipo estetico che mirano a recuperare la bellezza del sorriso dopo una frattura dentale o per l’irregolarità nella forma e nella dimensione dei denti anteriori, discromie o macchie vengono utilizzate le faccette in ceramica.

Questo tipo di protesi dentali rappresentano restauri poco invasivi che richiedono una minima preparazione iniziale del dente. La fase iniziale prevede una limatura di una piccola quantità di smalto pari allo spessore della faccetta che sarà applicata, che con i nuovi materiali, quali il disilicato di litio, è di circa 0,2 mm.

Questa operazione è fondamentale e deve essere eseguita perfettamente altrimenti c’è il pericolo che venga a formarsi uno scalino al margine che con il tempo rischia di rendere vano tutto il lavoro fatto a causa delle infiltrazioni di cibo e placca.

Riabilitazione completa adesiva, senza preparazione, in un caso di erosione ed attrito – Il caso vincitore del contest The Award “Excellence in Prosthodontics” 2017

Riabilitazione completa adesiva, senza preparazione, in un caso di erosione ed attrito – Il caso vincitore del contest The Award “Excellence in Prosthodontics” 2017

Una paziente di 28 anni giunge all’osservazione degli autori lamentando problemi di sensibilità dentale. Durante l’anamnesi nega la presenza di traumi facciali o dentali. Dichiara, inoltre, di assumere limone 2 volte al giorno da 12 anni. Durante la visita clinica non sono evidenziati disordini temporo-mandibolari né problemi muscolari o parodontali.

In base al nostro protocollo, viene richiesta una ortopantomografia e viene effettuata una documentazione fotografica con immagini del viso ed intraorali per discutere con la paziente dei problemi dentali. Nonostante lei lamenti solo ipersensibilità, dopo aver visto la documentazione fotografica si rende conto di avere anche problemi estetici.

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Approccio multidisciplinare al trattamento di un caso complesso: procedure analogiche e digitali

Approccio multidisciplinare al trattamento  di un caso complesso: procedure analogiche e digitali

Al momento dell’inizio della sua storia clinica, la ragazza viene ricoverata d’urgenza presso una unità di Otorinolaringoiatria il 16 maggio 2014 in seguito a gravissimo incidente automobilistico dove rimaneva l’unica sopravvissuta su 4 passeggeri.

 

La tecnica 3-STEP classica, un protocollo semplificato per riabilitazioni adesive ADDITIVE

La tecnica 3-STEP classica, un protocollo semplificato per riabilitazioni adesive ADDITIVE

Introduzione

I pazienti affetti da usura dentale spesso aspettano a farsi trattare solo quando la loro dentatura diventa estremamente compromessa. Se patologie come l’erosione dentale, o le parafunzioni non vengono intercettate in una fase iniziale, sono spesso necessarie riabilitazioni complete con corone. Grazie al miglioramento delle tecniche adesive, le indicazioni per corone potrebbero essere diminuite e un approccio più conservativo può essere proposto per preservare la struttura del dente rimanente.

 

Riabilitazione di edentulia mascellare con chirurgia implantare computer-guidata e protesi provvisoria a carico immediato

Riabilitazione di edentulia mascellare con chirurgia implantare computer-guidata e protesi provvisoria a carico immediato

Implantologia guidata con protesi provvisoria avvitata a carico immediato di tipo full-arch realizzata con tecnologia CAD-CAM

 

All’attenzione degli autori si presentava una paziente di sesso femminile di 41 anni di età nella quale si evidenziava l’assenza di elementi dentari multipli ad entrambe le arcate dentarie e permanenza di pochi elementi dei quali alcuni fratturati e non vitali. La paziente, in buone condizioni di salute generale ma con carente igiene orale, presentava, inoltre, perdita di dimensione verticale di occlusione (DVO), insufficiente supporto labiale e spazi protesici ridotti dalla macroglossia. La paziente lamentava severi problemi di carattere funzionale, legati sia alla masticazione che alla fonazione, nonchè rilevanti problemi di ordine estetico, causati prevalentemente dalla totale invisibilità degli elementi mascellari sia a riposo sia durante la funzione.

1

 

Riabilitazione protesica complessa a seguito di severa usura dentaria

Riabilitazione protesica complessa a seguito di severa usura dentaria

 

Con la collaborazione del Dott. Leonardo Bacherini

Parecchi sono i fattori che interagiscono durante la vita di un dente e quindi diverse sono le cause che conducono all’usura dentale. Purtroppo i loro effetti sono cumulativi e irreversibili e, indipendentemente da quale sia il principale responsabile dell’usura, essa comincia immediatamente dopo l’eruzione del dente. Per questa ragione i clinici devono fare diagnosi precocemente quando l’usura si instaura in modo rapido e progressivo in pazienti di giovane eta’.

I processi che sono considerati responsabili dell’usura dentale sono l’attrito, l’erosione, l’abrasione, la demasticazione, l’abfraction e le lesioni cervicali non cariose.

 

Aspettative del paziente

    • Anamnesi patologica remota: bulimia in età adolescenziale
    • Anamnesi patologica prossima: reflusso gastro-esofageo
    • Non fumatrice
    • Anamnesi dentale: la pz lamenta spiccata sensibilità a carico di tutti gli elementi dentari e vorrebbe migliorare l’estetica del suo sorriso; i denti le appaiono corti ed abrasi

 

Impronta digitale con sistema Itero per la realizzazione di corone singole in zirconia

Impronta digitale con sistema Itero per la realizzazione di corone singole in zirconia

Analisi stereomicroscopica della precisione di strutture in metallo-ceramica prodotte con impronta tradizionale vs protesi in zirconia realizzate con impronta ottica

Presentazione del caso


Una paziente di sesso femminile di 42 anni, insoddisfatta dell’estetica del proprio sorriso, richiedeva la protesizzazione degli incisivi mascellari, sostituendo 4 pregresse corone singole in metallo-ceramica.

 

 

Chirurgia Implantare Guidata Straumann con Protesi a Carico Immediato e software Codiagnostix

Chirurgia Implantare Guidata Straumann con Protesi a Carico Immediato e software Codiagnostix

Edentulia totale mascellare e mandibolare riabilitata con impianti a carico immediato e protesi provvisorie avvitate di tipo full-arch 

SITUAZIONE INIZIALE
                
Si presentava all’osservazione degli autori una paziente di sesso femminile di 54 anni di età interessata da edentulia totale ad entrambe le arcate dentarie.

- (7) ortopantomografia

All’anamnesi, la paziente riferiva una storia clinica di severa parodontite cronica dell’adulto. L’edentulia totale mascellare sussisteva da circa 3 anni mentre all’arcata mandibolare le estrazioni più recenti erano state effettuate circa 6 mesi prima che la paziente giungesse all’osservazione degli autori. Le condizioni di salute generale e di igiene orale erano buone.
All’esame clinico, si rilevava la presenza di due protesi totali rimovibili (mascellare e mandibolare) del tutto insoddisfacenti soggettivamente ed oggettivamente sia per funzione che per estetica.

 

Restauro con faccette in ceramica feldspatica in un settore ad elevata valenza estetica

Restauro con faccette in ceramica feldspatica in un settore ad elevata valenza estetica

RICOSTRUZIONE DI INCISIVI CENTRALI MASCELLARI MEDIANTE PREPARAZIONE BUTT-JOINT MINIMAMENTE INVASIVA E VENEERS IN CERAMICA FELDSPATICA STRATIFICATA SU MODELLO REFRATTARIO.

 

PRESENTAZIONE DEL CASO

E’ stato trattato il caso di una paziente di 26 anni di sesso femminile, che presentava la frattura dei margini incisali di 11 e 21.

2 affollamento inferiore

3 occlusione centrica

La paziente riferiva di aver già provveduto alla ricostruzione di tali elementi dentari in due occasioni e che in entrambe le circostanze i restauri erano andati in contro a frattura; inoltre, la paziente lamentava un risultato estetico non soddisfacente.

 

Chirurgia implantare guidata Nobel Guide e software Nobel Clinician

Chirurgia implantare guidata Nobel Guide e software Nobel Clinician

Edentulia totale mascellare riabilitata con impianti a carico immediato paralleli ed angolati con protesi provvisoria avvitata di tipo full-arch 

SITUAZIONE INIZIALE

Si presentava all’osservazione degli autori una paziente di sesso femminile di 65 anni di età interessata da edentulia totale all’arcata mascellare.
Al momento dell’anamnesi, la paziente riferiva una storia clinica di parodontite cronica dell’adulto; l’edentulia totale mascellare sussisteva da circa 9 anni. Le condizioni di salute generale e di igiene orale erano buone. La paziente si dichiarava una fumatrice moderata (circa 10 sigarette al giorno).
All’esame clinico, si rilevava la presenza di una protesi totale rimovibile all’arcata mascellare, (Fig. 1-2) giudicata soddisfacente sia da un punto di vista occlusale che da un punto di vista morfologico; di contro, l’estetica appariva insoddisfacente a causa di usure e pigmentazioni degli elementi protesici.
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Riabilitazione mandibolare mediante full-arch in zirconia e mesostruttura metallica con impianti Straumann: case report

Riabilitazione mandibolare mediante full-arch in zirconia e mesostruttura metallica con impianti Straumann: case report

Una paziente di sesso femminile di 63 anni di età si presentava all’osservazione degli autori con gli esiti di una marcata parodontite cronica all’arcata mandibolare. Residuavano in arcata il 33 ed il 44, impiegati come pilastri di una protesi parziale rimovibile in resina e ganci in filo che risultava incongrua sia da un punto di vista funzionale sia sotto il profilo estetico. Inoltre, si evidenziava la presenza di una corona in metallo-ceramica sul 33 con margine ampiamente sopragengivale e con un connettore metallico esposto nella regione mesiale; all’atto della raccolta anamnestica, la paziente riferiva la presenza di una pregressa protesi parziale fissa in metallo-ceramica che solidarizzava il gruppo frontale mandibolare, realizzata per limitare il discomfort legato alla mobilità di tali elementi dentari. All’arcata superiore, la paziente mostrava una protesi totale rimovibile incongrua sotto il profilo estetico ma adattabile ad una soddisfacente funzione stomatognatica.

edentulia mascellare

 

Innovativa tecnica di Ortodonzia provvisorio-guidata: case series

Innovativa tecnica di Ortodonzia provvisorio-guidata: case series

 

Viene proposta una metodica innovativa di spostamento ortodontico di elementi dentari monconizzati a fini protesici mediante protesi parziali fisse provvisorie in resina individualizzate con materiali resilienti. Vengono presentati due casi clinici con follow-up a 4 anni.
Caso clinico 1

Si presentava all’osservazione degli operatori un paziente di sesso maschile di 26 anni, precedentemente trattato con una protesi fissa incongrua di tipo full-arch all’arcata mascellare a seguito di un trauma. Il paziente aveva riportato l’avulsione di 21 e la realizzazione del ponte aveva previsto la monconizzazione degli elementi da 15 a 25.

protesi fissa incongrua

 

Split Crest Controllata e Chirurgia Sonica

Split Crest Controllata e Chirurgia Sonica


RIABILITAZIONE IMPLANTARE E PROTESICA CON ESPANSIONE OSSEA CONTROLLATA MEDIANTE PUNTE SONICHE SONOSURGERY ED ESPANSORI OSSEI A VITE (OSTWILL)

 

In implantoprotesi è fondamentale il concetto di posizionamento protesicamente guidato di un impianto: l’impianto non deve più essere posizionato dove c’è osso (come si era soliti fare quando non esistevano ancora delle tecniche rigenerative predicibili), ma il chirurgo deve inserire delle fixture di forma e dimensione adeguata ai denti da sostituire in modo da ottenere dei validi profili di emergenza, e nella giusta posizione m-d e v-l in modo che le forze masticatorie possano essere scaricate lungo l’asse dell’ impianto.

Una delle limitazioni anatomiche più frequenti che ci impedisce un corretto posizionamento implantare, è il riassorbimento osseo orizzontale che si verifica in maniera più o meno marcata dopo l’estrazione di un dente.

In effetti in alcuni casi, anche se apparentemente la quota ossea in senso vestibolo-palatale sembrerebbe permetterci l’inserzione della fixture senza dover effettuare alcuna manovra rigenerativa, tale riassorbimento orizzontale sposta il centro della cresta ossea in posizione più palatale. Inserire l’impianto senza riportare il centro della cresta in posizione più vestibolare, ci porterebbe a volte ad avere un profilo di emergenza della protesi non corretto con problemi a medio e lungo termine.

Una delle tecniche ricostruttive più predicibili per aumentare la quota ossea vestibolare è l’osteotomia sagittale della cresta (E.R.E.) sviluppata dai Dott.Bruschi e Scipioni. Tale tecnica ha un’altissima percentuale di successo (98-100%) ed è la tecnica che mostra la minore contrazione volumetrica a lungo termine poiché viene lasciato in situ il piatto osseo vestibolare con una irrorazione sia endostale che periostale che ne limita notevolmente il riassorbimento secondario.

Nel caso preso in esame ci veniva inviato un paziente per l’inserimento di un impianto endo-osseo in zona 13; il dente era stato estratto un anno prima per motivi parodontali.

split crest controllata con chirurgia sonica

 

Protesizzazione in zona estetica con Corona in Ceramica Integrale su Impianto Straumann Slactive e Moncone in Zirconia Procera™

Protesizzazione in zona estetica con Corona in Ceramica Integrale su Impianto Straumann Slactive e Moncone in Zirconia Procera™

FASE PROTESICA

E’ stata precedentemente illustrata la FASE CHIRURGICA di un caso di frattura radicolare di un incisivo centrale mascellare non diagnosticata tempestivamente e trattato mediante terapia ortodontica pre-chirurgica, dopo estrazione, per correggere un diastema di circa 3 mm tra i 2 centrali superiori, cui ha fatto seguito l’inserimento di un impianto Straumann RN 3.3x 10 mm con superficie SLActive.

diastema incisivo

 

Agenesia dei laterali trattata con impianti Straumann Bone Level e monconi in zirconia Etkon

Agenesia dei laterali trattata con impianti Straumann Bone Level e monconi in zirconia Etkon

PARTE PROTESICA

 

E’ stata precedentemente illustrata la FASE CHIRURGICA di un caso di agenesia di due laterali trattati mediante l’inserimento di due impianti Straumann Bone Level SLActive di diametro 4,1 lunghi 10 mm.

Il paziente PA, di sesso maschile e 23 anni di età, affetto da agenesia bilaterale degli incisivi laterali mascellari, veniva esaustivamente istruito in merito alle possibilità terapeutiche disponibili per la sua riabilitazione protesica. Precedentemente e successivamente all’inserimento degli impianti il paziente veniva sottoposto a terapia ortodontica. Il paziente giungeva alla nostra osservazione infatti con una malocclusione caratterizzata da morso profondo, una prima classe molare e canina a destra, mentre a sinistra presentava una prima classe molare e un testa a testa canino, per mesializzazione del 23.

agenesia denti impianti straumann bone level zirconia etkon

 

Faccette in ceramica

Faccette in ceramica

 

RIABILITAZIONE ESTETICA MINIMAMENTE INVASIVA DEI SETTORI ANTERIORI CON FACCETTE IN CERAMICA.

 

Dr. Fabio Cozzolino

Dr. Roberto Sorrentino

Odt: Vincenzo Mutone

 

Una paziente di sesso femminile di 33 anni di età richiedeva un miglioramento estetico e funzionale del gruppo anteriore mascellare precedentemente restaurato con faccette in composito. All’esame obiettivo si rilevavano una marcata opacizzazione dei restauri ed una evidente usura generalizzata dei margini incisali del gruppo anteriore sia mascellare che mandibolare.

faccette ceramicafaccettefaccette porcellana

 

Nuova tecnica per il recupero di spazio protesico in regione implantare: case report

Nuova tecnica per il recupero di spazio protesico in regione implantare: case report

 

Nella progettazione di un piano di trattamento di un paziente implanto-protesico, ai fini di una prognosi fausta della riabilitazione a lungo termine, è fondamentale l’approccio multidisciplinare. Tuttavia a volte, nonostante l’impegno a realizzare un piano di trattamento ideale, può accadere di doversi confrontare con uno spazio incongruo al momento di inizio delle procedure protesiche.
Tale evenienza può essere dovuta o ad una mancata stabilità occlusale, erroneamente non corretta all’inizio del trattamento, o alla scarsa compliance dei pazienti che, spesso, non rispettano i tempi dei richiami periodici stabiliti dall’odontoiatra.
In assenza di un corretto ingranaggio occlusale e/o di opportuni mantenitori di spazio, gli elementi dentari adiacenti ad una sella edentula, infatti, possono andare incontro a versioni anche di pochi decimi di millimetro che esitano, però, in complicanze protesiche tutt’altro che trascurabili. Nei casi più estremi, come in questo caso, può risultare addirittura impossibile accoppiare le componentistiche implanto-protesiche a causa di uno spazio di accesso occlusale insufficiente per accedere al collo dell’impianto.
Pertanto sfruttando l’impianto che, essendo osteointegrato, è un punto fermo di ancoraggio e non può quindi spostarsi dalla sua posizione, ho ideato una tecnica per spostare gli elementi dentari. L’idea è nata osservando lo spazio che si crea mesialmente e distalmente ai molari utilizzando gli elastici separatori per l’inserimento delle bande in ortodonzia. Tale tecnica permette di risolvere semplicemente problematiche di recupero spazio in maniera non invasiva. Determina un movimento ortodontico di inclinazione incontrollata indicato per la risoluzione di tali inclinazioni dentarie.

Case report

Il paziente S.R., di sesso maschile e 32 anni di età, era stato sottoposto con successo a terapia chirurgica implantare in regione 16, al fine di sostituire un elemento dentario precedentemente avulso.
Una attenta analisi degli spazi era stata effettuata durante la pianificazione del trattamento per poter inserire la fixture in una posizione protesicamente guidata ottimale. Ciò nonostante, il paziente era mancato più volte ai controlli periodici richiesti, presentandosi dopo 2 anni dalla chirurgia implantare. E’ stata immediatamente evidenziata una mesio-versione dell’elemento 17 (figg.1-2) intervenuta in quel lasso di tempo.
Recupero spazio
Spazio impianto
Tale mesio-versione inficiava la pianificazione restaurativa programmata, rendendo necessaria la distalizzazione della corona dell’elemento 17 al fine di riaprire correttamente lo spazio protesico. Il paziente, però, ha rifiutato sia la realizzazione di un intarsio sull’elemento 17, giustificato esclusivamente dalla possibilità di recuperare almeno parte di tale spazio modificando il profilo mesiale del dente, sia una tradizionale terapia ortodontica.
Si è proceduto, pertanto, all’avvitamento di un abutment implantare pieno (figg.3) che è stato, poi, preparato intraoralmente per ottimizzare gli spessori sia in senso mesiodistale che in senso occlusale necessari alla realizzazione del manufatto protesico definitivo (figg.4-5-6).Pilastro
Pilastro Straumann
Preparazione moncone Preparazione impianto

Di seguito, è stata effettuata una tradizionale ribasatura intraorale con resina autopolimerizzante di una corona provvisoria in resina acrilica realizzata in laboratorio (fig.7). La rifinitura di quest’ultima è stata invece realizzata extraoralmente utilizzando un analogo implantare da laboratorio (fig.8), in modo da rendere ottimale la chiusura del margine e riducendo il discomfort del paziente (figg.9-10-11-12-13).
Ribasatura

 

Corone in oro ceramica vs zirconia

Corone in oro ceramica vs zirconia

RIABILITAZIONE PROTESICA NEI SETTORI ANTERIORI AD ELEVATO IMPATTO ESTETICO: CASO CLINICO

 

Un paziente di sesso maschile di 28 anni giungeva alla nostra osservazione lamentando un discomfort estetico a carico di due restauri in resina composita in regione 11 e 21, per altro fratturati e strutturalmente compromessi. Il paziente segnalava, inoltre, contatti occlusali disomogenei durante il movimento di protrusione mandibolare. L’esame radiografico mediante radiografia endorale mostrava una evidente infiltrazione dei restauri (fig.1).Radiografia iniziale
Dopo aver esposto al paziente le varie possibilità terapeutiche del caso, si concordava la sostituzione dei pregressi restauri con 2 corone in ceramica integrale con strutture in zirconia prodotte mediante tecnologia CAD-CAM.
Veniva effettuata una terapia parodontale di supporto mediante detartrasi e profilassi domiciliare. I pregressi restauri in composito sono stati opportunamente rimossi e sostituiti.
Di seguito, si procedeva alla correzione delle geometrie protesiche realizzando due preparazioni con spalla circonferenziale a chamfer con ampiezza pari ad 1 mm, secondo i principi tradizionali di preparazione per protesi fissa; ai monconi veniva conferita una convergenza complessiva di circa 15° (fig.2), secondo quanto prescritto per le preparazioni protesiche per restauri in ceramica integrale. La letteratura motiva tale indicazione in virtù delle modalità di scansione CAD-CAM; alla minore ritenzione rispetto a preparazioni protesiche tradizionali per corone in metallo-ceramica si sopperisce mediante la cementazione adesiva meccano-chimica delle ceramiche integrali.

 

Protesi in allumina e zirconia: queste sconosciute

Protesi in allumina e zirconia: queste sconosciute

 

Quando gioca la nazionale di calcio, tutti, anche chi non sa nemmeno cosa sia “La domenica sportiva”, diventano tifosi: non si può andare il giorno dopo al bar senza sapere quale risultato sia stato ottenuto per poterne discutere, anche senza alcuna cognizione di causa, con amici e conoscenti! Negli ultimi anni, con le protesi in ceramica integrale, stiamo assistendo ad un fenomeno simile: tutti ne parlano, tutti le utilizzano, tutti si improvvisano navigati protesisti, magari senza nemmeno sapere bene di cosa si parli! Perché un odontoiatra, oggi, “non può” non utilizzare i materiali più innovativi e le tecniche più all’avanguardia…!

Ciò nonostante, la confusione è, purtroppo, diffusa e ne è prova evidente il fatto che a corsi e congressi, spesso, non ci sia chiarezza nemmeno per quanto riguarda la terminologia. Come si chiamano queste ceramiche integrali? Allumina e zirconio? Allumina e zirconia? Qualcuno racconta addirittura che siano degli ossidi ma un materiale ossidato non suscita in tutti l’idea di qualcosa di consumato, danneggiato o, comunque, non eccessivamente resistente? Ebbene, chiariamoci le idee.

Come abbiamo già avuto modo di mettere in luce, l’uso in protesi odontoiatrica dell’oro e delle leghe metalliche in generale va tramontando grazie all’introduzione di materiali “bianchi” la cui estetica risulta senza dubbio più gradevole. La possibilità di eliminare la visibilità di antiestetici margini metallici è una soluzione che piace molto sia agli operatori clinici che ai pazienti. Ed oggi le ceramiche integrali permettono sia di progettare nuove riabilitazioni sia di reintervenire su lavori realizzati in precedenza che non soddisfano le sempre più pressanti esigenze estetiche.


Figura 1 – Protesi parziale fissa in oro ceramica.


Figura 2 – Protesi parziale fissa in zirconia ceramica.

 

Anche i ricchi piangono: re Mida, oggi, sarebbe disoccupato!


A chi non piacerebbe poter trasformare in oro tutto ciò che si tocca, proprio come il mitologico Re Mida? La risposta farà storcere il naso a molti: probabilmente una simile capacità non farebbe comodo agli odontoiatri!

Ce ne hanno dette di tutti i colori: siamo l’unica categoria a mangiare con la bocca degli altri, ci salutano con un ampio sorriso accompagnato da un “Carissimo” riferendosi più alle nostre (spesso presunte) onerose parcelle di categoria che al sentimento di affetto che può legarci all’interlocutore! Eppure, oggi giorno, stiamo assistendo ad una completa inversione di tendenza nel mondo dell’odontoiatria: l’oro non piace più a (quasi) nessuno.

Il classico “dente d’oro” in bella vista, peculiare, nell’immaginario collettivo, di determinati gruppi etnici o limitato agli appartenenti di alcune periferie metropolitane, oggi non fa più tendenza, eccezion fatta per taluni eccentrici personaggi da palcoscenico statunitensi. Se non c’è richiesta, cade anche l’offerta e a questa legge di mercato non possono sottrarsi nemmeno gli odontoiatri.