Riabilitazione protesica complessa a seguito di severa usura dentaria

Riabilitazione protesica complessa a seguito di severa usura dentaria

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Con la collaborazione del Dott. Leonardo Bacherini

Parecchi sono i fattori che interagiscono durante la vita di un dente e quindi diverse sono le cause che conducono all’usura dentale. Purtroppo i loro effetti sono cumulativi e irreversibili e, indipendentemente da quale sia il principale responsabile dell’usura, essa comincia immediatamente dopo l’eruzione del dente. Per questa ragione i clinici devono fare diagnosi precocemente quando l’usura si instaura in modo rapido e progressivo in pazienti di giovane eta’.

I processi che sono considerati responsabili dell’usura dentale sono l’attrito, l’erosione, l’abrasione, la demasticazione, l’abfraction e le lesioni cervicali non cariose.

 

Aspettative del paziente

  • Anamnesi patologica remota: bulimia in età adolescenziale
  • Anamnesi patologica prossima: reflusso gastro-esofageo
  • Non fumatrice
  • Anamnesi dentale: la pz lamenta spiccata sensibilità a carico di tutti gli elementi dentari e vorrebbe migliorare l’estetica del suo sorriso; i denti le appaiono corti ed abrasi

Localized Management of Sinus Floor

Localized Management of Sinus Floor

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OBIETTIVI

Il Localized Management of Sinus Floor è una tecnica di rialzo del pavimento del seno per via crestale che si pone l’obiettivo di creare un sito chirurgico per accogliere l’impianto dislocando, all’interno della cavità del seno mascellare, l’intera porzione dell’osso nativo, presente al di sotto del pavimento della cavità sinusale, dislocandola verticalmente a creare la nuova porzione alveolare dell’impianto. Nella configurazione finale, dell’alveolo creato chirurgicamente, la struttura ossea coronale dà la stabilità primaria all’impianto e la porzione di osso coronale, spinta all’interno della cavità sinusale, forma una specie di tenda continua, chiusa dalla membrana distesa, che si riempie di coagulo originato dalle pareti alveolari.

La riparazione dell’alveolo peri-implantare, creato chirurgicamente, è totalmente affidata al fisiologico meccanismo di riparazione dell’alveolo post-estrattivo3-4-13-14.

L’obiettivo è di modificare l’altezza dell’osso naturale disponibile creando un tunnel chirurgico iniziale, che partendo dalla posizione protesica crestale vada, non verticalmente, ma trasversalmente in una direzione parallela all’arco palatino spingendo la spugnosa contro il pavimento del seno mascellare evitando di consumarla e di ridurne il volume residuo.

Estetica in Protesi Totale Rimovibile

Estetica in Protesi Totale Rimovibile

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Dal portaimpronte al manufatto protesico: tecniche per la realizzazione
La perdita degli elementi dentari è percepita dai pazienti come un netto peggioramento della qualità di vita. Benchè negli ultimi anni la prevenzione odontoiatrica abbia raggiunto livelli sempre più confortanti, l’allungamento della vita media si associa spesso ad un aumento dell’incidenza delle malattie parodontali e della perdita di supporto dentario, causando con il tempo una condizione di edentulia totale. Il superamento dei problemi che il paziente edentulo pone nell’ambito della riabilitazione richiede allo specialista di esercitare tutta la sua perizia e stimola la ricerca nel campo di materiali e tecniche innovative. Ogni fase sia clinica che tecnica, infatti, va eseguita nel rispetto di concetti tradizionali, dall’estensione dell’area basale alla precisone dell’interfaccia tra tessuti molli e superficie d’impronta della protesi, dalla funzionalizzazione del bordo alla modellazione del corpo protesico, da una corretta e fisiologica determinazione dei rapporti maxillo-facciali orizzontali e verticali ad un ottimale montaggio dei denti artificiali.

Impronta digitale con sistema Itero per la realizzazione di corone singole in zirconia

Impronta digitale con sistema Itero per la realizzazione di corone singole in zirconia

Analisi stereomicroscopica della precisione di strutture in metallo-ceramica prodotte con impronta tradizionale vs protesi in zirconia realizzate con impronta ottica

 

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Presentazione del caso
Una paziente di sesso femminile di 42 anni, insoddisfatta dell’estetica del proprio sorriso, richiedeva la protesizzazione degli incisivi mascellari, sostituendo 4 pregresse corone singole in metallo-ceramica.

 

Split Crest controllata e rigenerazione ossea guidata (GBR) contestuali al posizionamento degli impianti: razionale e limiti nelle applicazioni cliniche in regione estetica.

Split Crest controllata e rigenerazione ossea guidata (GBR) contestuali al posizionamento degli impianti: razionale e limiti nelle applicazioni cliniche in regione estetica.

La nostra esperienza nel medio-termine.

 

Introduzione

 

Alla luce delle più attuali indicazioni della letteratura scientifica, nelle riabilitazioni implanto-protesiche è necessario inserire impianti in posizione protesicamente guidata, anche in presenza di riassorbimenti ossei orizzontali e/o verticali. A tal scopo, possono essere utilizzate diverse tecniche ricostruttive per ripristinare un’anatomia ossea che consenta un adeguato inserimento implantare.
Tra le tecniche a disposizione, gli autori hanno maturato maggiore esperienza con la “Edentulous Ridge Expansion” (E.R.E.), presentata nel 1994 dai Dott. Bruschi e Scipioni.
La tecnica sfrutta il potenziale riparativo dell’osso spugnoso, associato ad un attento approccio chirurgico con conservazione del periostio. La fessura intraossea è inizialmente colmata da un coagulo ematico che, con il trascorrere dei giorni (circa 40), si trasforma in tessuto osteoide. Quest’ultimo, a sua volta, tende progressivamente (dopo circa 90-120 giorni) a maturare per un incremento della mineralizzazione della matrice extracellulare e la trasformazione degli osteoblasti in osteociti.
Nella rigenerazione ossea con split-crest è fondamentale assicurare un’ottimale base trofica all’osso, garantendo al tassello uno spessore minimo di 1-1.5 mm; inoltre, è necessaria un’abbondante irrorazione sanguigna periostale. Ciò permette di limitare l’insorgenza di fenestrazioni, deiscenze o necrosi del piatto osseo vestibolare durante le fasi di inserimento e guarigione degli impianti.
La tecnica E.R.E. è indicata in creste a lama di coltello con un’altezza di almeno 10 mm ed uno spessore minimo di 4 mm.