22/set/2010

Fasi di procedura clinica nell'applicazione dei retainers attivi.

English Version

Dr. Anna Mariniello

Dr. Fabio Cozzolino

Il seguente caso clinico è caratterizzato da un affollamento dentario in una giovane ragazza di 28 anni. La sistematica fotografica intraorale mostra un affollamento dentario maggiore all’arcata inferiore con il 43 in posizione ectopica vestibolare e la linea mediana inferiore deviata verso destra.

Sistematica iniziale:

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L’Ortopantomografia delle arcate dentarie superiore ed inferiore mostra la presenza di tutti gli elementi dentari, eccetto del terzo molare superiore di destra.

Ortopantomografia:

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Dalla teleradiografia L-L del cranio possiamo notare l'a proclinazione vestibolare degli incisive inferiori.

Teleradiografia L-L+ tracciato cefalometrico:

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Pertanto l’allineamento dentario è stato eseguito mediante una riduzione dello smalto a livello interdentale (stripping) per evitare di proclinare ulteriormente gli incisivi.

La richiesta del paziente era quella di una ortodonzia invisibile e confortevole, senza alterazioni fonetiche e problematiche ai tessuti molli. Pertanto la malocclusione è stata trattata mediante una ortodonzia linguale fissa senza brackets mediante l’utilizzo di fili intrecciati in acciaio dello spessore di .0175 inch (retainers) direttamente bondati sui denti mediante resina composita. Questi fili sono stati modellati prima di essere bondati in modo da ottenere lo spostamento dentario desiderato (per cui sono denominati “retainers attivi”). La modellazione dei retainers può essere effettuata sui modelli in gesso o direttamente sulle superficie linguale dei denti.

I fili sono modellati con pieghe di primo e secondo ordine, come le pieghe ad U e le pieghe di inset ed offset, mediante una pinza a becco di uccello o tonda quadra.

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Ulteriori attivazioni si realizzano piegando i fili in senso vestibolare o linguale e mediante apertura o chiusura delle pieghe di secondo ordine.

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I retainers sono stati applicati all’arcata dentaria superiore ed inferiore dal primo premolare di destra al primo premolare di sinistra.

Dopo le attivazioni i retainers avevano una lunghezza maggiore rispetto a quella della superficie linguale dei denti coinvolti. Questo dava la forza per espandere l’arcata.

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Dapprima è stata eseguita la procedura di stripping all’arcata dentaria inferiore.

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Poi il retainer attivo è stato applicato secondo la procedura tradizionale di bondaggio. Dopo aver pulito i denti con una pasta pomice ed uno spazzolino a basso numero di giri la superficie linguale è stata mordenzata per 30 secondi con acido idrofluoridico al 37%.

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Poi è stato applicato l’adesivo e fotopolimerizzato.

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Il filo è stato accostato ai denti mediante una pinzetta odontoiatrica ed è stato bondato dapprima al dente più lingualizzato mediante del composito fluido.


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Quindi è stato bondato sugli altri denti, chiudendo le anse ad U e spingendolo sulla superficie linguale degli stessi li dove non si adattasse passivamente a causa delle precedenti attivazioni.

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Foto dei retainers superiori ed inferiori dopo il bondaggio:

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Un’accurata procedura di bonding prevede:

- il mantenimento del piano orizzontale del filo;

-evitare che il composito fluido defluisca nel solco gengivale o negli spazi interdentali;

-ricoprire il filo con uno strato di circa 1.5-2 mm di composito fluido;

-realizzare una sequenza di bondaggio precisa , ad esempio iniziando dal dente più lingualizzato e vicino al filo.

Dopo l’applicazione dei retainer all’arcata dentaria superiore ed inferiore il paziente è stato controllato ogni 3-4 settimane. Durante ciascun appuntamento il filo veniva staccato dai denti che necessitavano di essere attivati, veniva ulteriormente modellato e quindi bondato nuovamente. Il de-bonding si realizza assottigliando lo strato di composito mediante una fresa diamantata a basso numero di giri sotto irrigazione ed utilizzando poi uno specillo per staccare il filo. Per riattaccarlo è necessario applicare nuovamente l’adesivo ed il composito fluido.

I fili vengono sostituiti solo se è necessario introdurre attivazioni diverse o in caso si siano danneggiati.

Notiamo la riduzione dell'affollamento man mano che si trasmettono ai denti le attivazioni date ai retainers attivi:

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L’allineamento dentario è stato raggiunto dopo circa 10 mesi ed i retainers attivi sono stati sostituiti da retainers passivi.


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Come possiamo vedere dalle radiografie la terapia non ha comportato riassorbimenti radicolari ne un’ulteriore vestibolarizzazione del gruppo frontale inferiore.

Ortopantomografia finale

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Teleradiografia finale

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Bibliografia:

1. Macchi A, Rania S, Cirulli N. Una proposta per la gestione di disallineamenti anteriori: il mantenitore attivo di contenzione (MAC)". Mondo Ortodontico, 1999; 5: 389-393.

2. Macchi A, Cirulli N. Fixed active retainer for minor anterior tooth movement. Journal of Clinical Orthodontics, 2000; 34: 48-49.

3. Liou EJW, Chen LIJ, Huang CS. Nickel-titanium mandibular bonded lingual 3-3 retainer: for permanent retention and solving relapse of mandibular anterior crowding. American Journal of Orthodontics and Dentofacial Orthopedics 2001; 119:443-449.

4. Mariniello A, Cozzolino F. Lingual active retainers to achieve teeth levelling in orthodontics: case series. International Dentistry SA Vol 10 N 5, pag. 24-29, 2008.



Per informazioni:

Dott.ssa Anna Mariniello:

anna.mariniello@libero.it

tel. 0039 081 2451805

Dott.Fabio Cozzolino:

fabio.cozzolino@fastwebnet.it

tel. 0039 081 2451805

11 commenti:

Mario ha detto...

Eccezionale! Niente brackets, niente mascherine (che si mettono nel contenitore, e là giacciono...).
Praticamente così il paziente durante la fase attiva già si adatta a tenere sulla superficie dentale quel qualcosa che ci salva dalla tanto temuta recidiva!
Complimenti

Anonimo ha detto...

Ottimo.
Lo stesso risultato lo puoi ottenere con un arco 014 NiTi e in seguito 016 NiTi ben adattato alle superfici dentarie, cioè non deve passare diritto da un dente all'altro , ma seguire tutti gli angoli dei denti affollati, in maniera da effettuare una spinta espansiva.
Fabrizio

anna mariniello ha detto...

Grazie colleghi sia per l'interesse mostrato che per i commenti che sono molto importanti per il confronto e per la crescita.

Per quanto riguarda la metodica suggerita da Fabrizio con gli archi NiTi la eseguo raramente poiché preferisco i retainers attivi che danno movimenti più controllati e predicibili.
Le motivazioni alla mia scelta sono diverse. Ad esempio se consideriamo il caso esposto nel presente articolo vediamo come fosse necessario controllare la vestibolarizzazione del gruppo frontale e centrare la linea mediana. Gli archi NiTi facilmente iper-espandono aprendo spazi tra i denti a causa dell'eccessiva vestibolarizzazione.Inoltre non consentono di spostare i denti in maniera selettiva anche in senso mesio-distale centrando la linea mediana.
Questi e molti altri motivi mi hanno fatto abbandonare quasi del tutto l'uso degli archi NiTi ed usare esclusivamente retainers attivati per ottenere un fine controllo degli spostamenti dentari.

Francesco ha detto...

Personalmente faccio ortodonzia linguale con attacchi ed ho provato ad eseguire un caso con un retainer attivo. Il punto è che non sono ancora riuscito a controllare i movimenti degli elementi dentari in modo fine e preciso, ma credo sia solo una questione di esperienza. Ed è per questo che ti rinnovo i complimenti che già ti ho fatto in passato. Ancor di più ora che ho capito quanto è difficile... ;)

Anonimo ha detto...

imparato molto

Anonimo ha detto...

L'affollamento è risolto in maniera eccellente. Mi chiedevo se fosse possibile vedere le foto extra-orali di questo paziente prima e dopo il trattamento, grazie.

Anonimo ha detto...

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Anonimo ha detto...

excellent points and the details are more specific than elsewhere, thanks.

- Mark

dott. Spena ha detto...

Ottimo lavoro, ben spiegato. Difficile da riprodurre...già lavorare in linguale con attacchi lo è figuriamoci senza.
Complimenti Anna, sono il dott. Spena e spero di conoscerti al prossimo incontro SIDO a firenze.

Anonimo ha detto...

Sono un papà in cerca di soluzioni per la figlia di 8 anni. Il risultato visto in queste immagini è eccellente ma resto dubbioso: il mio dentista ha sempre detto che le azioni correttive per risolvere questi problemi hanno bisogno di tempo e non solo 10 mesi altrimenti il problema si ripresenta quanto prima. Il costo come varia rispetto al metodo tradizionale che conosciamo? Certo, perchè anche questo (anche se sembra brutto dirlo) ha la sua importanza. I complimenti per l'innovazione sono comunque d'obbligo perchè denota amore per il vostro lavoro. Stefano

Anonimo ha detto...

Complimenti! Ma ogni volta che stacchi il filo per le attivazioni esegui nuovamente lo stripping?
Grazie in anticipo per la tua risposta