Faccette in ceramica

Faccette in ceramica

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RIABILITAZIONE ESTETICA MINIMAMENTE INVASIVA DEI SETTORI ANTERIORI CON FACCETTE IN CERAMICA.

 

 

 

 

Dr. Fabio Cozzolino

Dr. Roberto Sorrentino

Odt: Vincenzo Mutone

 

Una paziente di sesso femminile di 33 anni di età richiedeva un miglioramento estetico e funzionale del gruppo anteriore mascellare precedentemente restaurato con faccette in composito. All’esame obiettivo si rilevavano una marcata opacizzazione dei restauri ed una evidente usura generalizzata dei margini incisali del gruppo anteriore sia mascellare che mandibolare.

faccette ceramicafaccettefaccette porcellana

faccette feldspatica

faccette ceramica feldspatica

lumineers

faccette composito

faccetta

Dopo aver presentato alla paziente le diverse opzioni terapeutiche, si optava per la realizzazione di 6 faccette in ceramica feldspatica a restauro degli elementi 11, 12, 13, 21, 22 e 23 con allungamento dei margini incisali, al fine di migliorare l’estetica e di ripristinare una corretta funzione di protrusiva, regolarizzando overjet ed overbite.

La valutazione dei parametri occlusali risulta di fondamentale importanza per il successo a lungo termine delle faccette in ceramica. La relazione centrica e la funzione di protrusiva, in particolare, vanno attentamente valutate per stabilire se e fin dove estendere la preparazione palatale degli elementi dentari. E’ necessario infatti che il contatto di centrica avvenga su ceramica, onde evitare che durante la protrusione l’interfacie adesivo tra tessuto dentario residuo e restauro venga interessato da stress tensivi.

corona parziale restauro indiretto overjet overbite

E’ stata rilevata una impronta in alginato per la realizzazione di un modello di studio sulla base del quale l’odontotecnico ha realizzato un mock-up. Il mock-up è un presidio diagnostico utile per decidere con il paziente forma, lunghezza e colore dei restauri.

 

Parte odontotecnica

Dopo la ricezione delle impronte in alginato in laboratorio vengono realizzati dei modelli di studio sui quali si procederà alla realizzazione di una ceratura che servirà a stabilire le dimensioni ed i volumi dei restauri finali.

Questi ricordiamo sono determinati dalle informazioni ricevute dal clinico. Il professionista infatti avrà cura di trasmetterci i modelli corredati di cere di centrica, lateralità e protusiva, indispensabili per la realizzazione delle guide anteriori, e le foto del caso con delle informazioni dettagliate sulla anatomia e sulla dinamica delle espressioni facciali e labiali e del sorriso. Tutte queste notizie ci permetteranno di poter fare delle valutazioni estetiche e funzionali utili alla scelta della forma ed al ripristino della lunghezza dei margini incisali, caratteristiche anatomiche che, nel caso specifico, richiedevano una correzione per la presenza di vecchie ed inadeguate faccette in composito .

mock upmock-up

Completata la ceratura si passa alla successiva costruzione del mock-up vero banco di prova e di controllo della programmazione effettuata in laboratorio che sarà in grado di fornirci, durante la sua prova sul paziente, tutte quelle informazioni necessarie alla realizzazione del provvisorio prima e del restauro finale successivamente.

La nostra attenzione prestata alla fase di diagnosi riveste un ruolo primario nella realizzazione dei nostri restauri protesici tradizionali; e diventa ancor più alta nel caso che l’opzione protesica scelta sia quella della realizzazione di faccette feldspatiche, poiché la loro realizzazione non lascia spazi ad aggiustamenti e soluzioni improvvisate ed estemporanee, che ne comprometterebbero il risultato finale.

wax up

 

 

Parte clinica

Una volta inserito il mock-up intraoralmente mediante semplice apposizione sugli elementi da restaurare e senza alcun mezzo di fissaggio, viene individuata la lunghezza ottimale dei margini incisali, contrassegnandola con inchiostro nero per avere un netto contrasto visivo e verificare la corretta morfologia dei futuri restauri. Una volta individuata la corretta lunghezza, è possibile eliminare la porzione contrassegnata in nero con strumenti rotanti, in modo da offrire al paziente un’idea di quelle che saranno le nuove morfologie dentarie.

wax-up previsualizzazionesorriso

prova estetica

 

Parte odontotecnica

Il provvisorio quindi verrà confezionato dopo la prova del mock-up che potrà fornire ulteriori informazioni per la costruzione dello stesso. Il provvisorio, realizzato in resina acrilica, sarà costruito su di un modello sul quale avremo effettuato delle preparazioni pre-limatura, effettuate con l’ausilio di mascherine guida in silicone, ricavate dalla ceratura e dal mock-up eventualmente modificato, come in questo caso, dopo la prova.

preparazione dente

restauro estetico faccetta window

 

Parte clinica

 

Prima di procedere alle preparazioni dentarie, al fine di proteggere i tessuti parodontali, è stato inserito intrasulcuralmente un filo di retrazione poliintrecciato per ciascun elemento dentario. Successivamente, sono state eseguite le preparazioni per mezzo di una fresa diamantata cilindrica a punta arrotondata a grana grossa con diametro 0.14 montata su moltiplicatore di giri. Una fresa diamantata a grana extra-fine con la medesima morfologia è stata, poi, impiegata per la rifinitura delle geometrie di preparazione; laddove necessario, è possibile utilizzare una pietra di Arkansas per la levigatura e la regolarizzazione delle superfici.

filo retrazionefaccetta butt jointfresa diamantata

preparazione vestibolare

Le preparazioni sono state eseguite con una profondità vestibolare pari a circa 0.7 mm, controllata affondando per metà la fresa durante la preparazione. Sono state realizzate preparazioni a chamfer palatale, estendendosi circa 2 mm coronalmente al margine incisale sulla superficie palatale.

Qualora le condizioni cliniche locali lo consentano, tale geometria di preparazione può risultare vantaggiosa rispetto alla preparazione window limitata alla superficie vestibolare per diversi motivi:

  • limitato stress dell’interfacie adesivo durante la funzione di protrusiva;
  • possibilità per l’odontotecnico di gestire al meglio le trasparenze incisali dei restuari, senza la necessità di mascherare a livello del margine tessuto dentario residuo;
  • posizionamento univoco dei restauri e raggiungimento di un fondo corsa al momento della cementazione.

preparazione chamfer preparazione overlap palatale preparazione a chamfer con overlap palatale preparazione faccetta

I pregressi restauri in composito presenti sugli elementi da restaurare sono stati integralmente asportati nelle zone interprossimali per garantire un corretto sigillo protesico. Viceversa, sulle superfici vestibolari aree di composito non infiltrate sono state lasciate in situ laddove la loro rimozione avrebbe potuto provocare un indebolimento strutturale degli elementi dentari. La letteratura è oggi concorde nell’affermare che la presenza di una superficie in composito uguale o inferiore al 30% dell’intera superficie di adesione non rappresenta un fattore di rischio per la cementazione di faccette in ceramica.

Il composito residuo può essere sabbiato intraoralmente o, semplicemente, ripulito ed irruvidito per favorire le successive procedure adesive.

Gli spazi interprossimali sono stati aperti utilizzando una strip abrasiva metallica sulle cornici di smalto; tale procedura facilita la realizzazione di corrette aree di contatto.

preparazione interprossimale

rifinitura faccette

Terminate le preparazioni dentarie, è stata rilevata una impronta bifase in polietere con materiale a bassa viscosità iniettato intraoralmente a livello delle preparazioni e materiale a media viscosità inserito nel portaimpronte. Quindi, sono state registrate le relazioni intermascellari mediante una cera di centrica sulle preparazioni dentarie.

impronta faccette

cera centrica

Successivamente è stato ribasato intraoralmente con resina acrilica autopolimerizzante il provvisorio precedentemente realizzato. Tale provvisorio è stato progettato solidarizzando tutti gli elementi frontali al fine di migliorare la ritenzione del manufatto, essendo le faccette in ceramica restauri privi di ritenzione primaria. Una volta rifinito, il provvisorio è stato fissato intraoralmente con del composito fluido, senza mordenzatura dei tessuti dentari sottostanti.

faccette provvisorie faccetta provvisoria

provvisorio faccettemargine incisaleterzo incisale

 

Parte odontotecnica

La costruzione delle faccette in ceramica feldspatica prevede la necessita di realizzare più modelli di lavoro, modelli master in gesso e modelli duplicati in materiale refrattario (rivestimento). Il rivestimento adoperato per i duplicati in refrattario dovrà avere delle caratteristiche specifiche per la cottura della ceramica.

  • Ottima riproducibilità dei dettagli
  • Sufficiente durezza durante le fasi di manipolazione
  • Possibilità dell’eliminazione di tutti i residui inquinanti durante la fase di degassificazione
  • Coefficiente di espansione (C.T.E) compatibile con quello della ceramica adoperata
  • Facilità di rimozione dalle faccette dopo il completamento delle stesse

modello lavoro modello maestro

Realizzato il modello con i duplicati in refrattario si potrà procedere dapprima alla degassificazione, poi all’impermeabilizzazione dei refrattari. Questo procedimento consiste nel coprire tutta la superficie che riproduce la zona preparata con uno strato di ceramica trasparente.

Questo trattamento ha una duplice funzione:

la prima sarà quella di isolare completamente gli strati successivi di ceramica che si andranno stratificando preservandoli dall’azione assorbente della superfice porosa del rivestimento che ne causerebbe una continua perdita di umidità durante le fasi di stratificazione; la seconda sarà quella di formare una zona di contorno periferico di massa ceramica trasparente che più facilmente riuscirà a nascondere le zone di passaggio tra restauro e preparazione (effetto lente).

stratificazione ceramica massa dentina

Si procederà infine alla stratificazione semplificata, al termine della quale, dopo le verifiche estetiche intraorali ,sarà possibile liberare le ceramiche dai modelli refrattari e procedere al controllo del punti di contatto sui modelli master ed inviarle allo studio per la cementazione.

cottura ceramica

rifinitura ceramica polishing ceramicamodello refrattario disilicato litio

 

Parte clinica

 

A 7 giorni dal posizionamento del provvisorio, sono stati verificati la scelta del colore ed il rendimento estetico dei manufatti. Le faccette sono state realizzate in ceramica feldspatica, dal momento che essa garantisce una estetica ottimale ed è mordenzabile, laddove le ceramiche integrali a base di allumina e zirconia non sono aggredibili chimicamente. La mordenzatura della ceramica feldspatica determina la formazione di cavitazioni superficiali che incrementano la ritenzione micromeccanica dei restauri. I restauri sono giunti dal laboratorio odontotecnico sabbiati.

ceramica dentina ceramica smalto massa dentinale cermica massa smaltea ceramica

Di seguito, è stata effettuata la cementazione per mezzo di un cemento resinoso duale dedicato.

Il campo operatorio è stato isolato mediante diga di gomma senza legature: i margini del foglio di diga sono stati invaginati nello spazio intrasulculare mediante inserimento di un filo di retrazione poliintrecciato intorno a ciascun elemento dentario.

Tale filo è anche utile al fine di facilitare la rimozione degli eccessi di cemento.

cemento faccette diga di gomma

Il colore del cemento è stato scelto utilizzando due paste prova idrosolubili inserite nelle faccette a copertura degli elementi 11 e 21: sull’elemento 11 è stata utilizzata una tonalità “clear” (trasparente) mentre sull’elemento 21 è stata impiegata una tonalità “universal” (universale). Concordemente con la paziente, si è optato per la cementazione con tonalità “universal”.

Data la natura del tutto idrosolubile, eventuali residui di pasta prova sono stati eliminati mediante un semplice risciacquo ed asciugatura. pasta prova cemento cementazione faccette cemento per faccette

Secondo protocollo, gli elementi dentari sono stati mordenzati per 10 secondi mentre la superficie interna delle faccette per 5 secondi. Una volta risciacquate ed asciugate, le superfici interne dei restauri sono state condizionate mediante un primer per ceramica.

mordenzatura faccette

silanizzazione faccette

Sono state quindi cementate le sei faccette e sono state effettuate le consuete operazioni di rimozione degli eccessi di cemento e, dove necessario, di rifinitura e lucidatura dei margini mediante gommini per ceramica.

Particolare attenzione è stata dedicata al controllo occlusale in centrica, protrusiva e lateralità.

silano

controllo faccette faccetta labbro

faccetta labbro faccetta dente

PRIMA

cemento resina

DOPO

cemento resinoso faccette

PRIMA

faccette acido fluoridrico

DOPO

faccette adesivo

Si sconsiglia l’utilizzo di paste dentrificie contenenti fluoro e di agenti fluorati nelle 2 settimane precedenti la cementazione, onde evitare una ipermineralizzazione dei tessuti dentari che potrebbe interferire con le procedure adesive.

 

 

 

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    Analisi estetica

 

 

Per informazioni:

 

Sig.. Vincenzo Mutone

Nato a Napoli il 20 gennaio 1965 e diplomato in odontotecnica presso l’istituto IPSIA Casanova di Napoli.

Titolare di laboratorio dal 1983.

Ha partecipato a numerosi corsi in Italia e all’estero fra cui alcuni con Klaus Muetherties e Willi Geller, dal quale ne ha appreso l’insegnamento pratico e la filosofia dell’estetica, frequentando numerose volte il suo laboratorio a Zurigo (CH). E’ stato Socio e cootitolare, insieme al sign.re Giuseppe Zuppardi, del laboratorio Oral-Design 2 (Napoli), nel periodo 1994/96. Terminata questa esperienza vi è stato un incontro professionale con il Sig. Atoshi Aoshima che lo ha portato ad apprezzare la scuola estetica giapponese. Dopo questa esperienza ha, dunque, iniziato un altro progetto che lo ha portato a realizzare la sistematica per la multistratificazione delle masse ceramiche della ditta Noritake Kizai, LTD Japan.

Ha tenuto nell’ultimo decennio, conferenze e comunicazioni sulla metallo ceramica e l’estetica in numerosi congressi nazionali e internazionali.

Oggi focalizza la sua attenzione soprattutto sulla ImplantoProtesi e sull’estetica attraverso i moderni materiali come lo Zirconia e le metodiche Cad-Cam, inoltre sta partecipando a progetti di realizzazione e divulgazione sull’implantologia basata sulla pianificazione computerizzata con l’applicazione di funzione immediata. Inoltre è impegnato sulla realizzazione di un sistema per multistratificazione su strutture in ossido di Zirconia.

Per informazioni:

zerodonto@gmail.com

Sito Web: www.vincenzomutone.it

Email: vincenzomutone@virgilio.it

Faccette in ceramica ultima modifica: 2009-01-19T20:47:00+00:00 da Fabio Cozzolino
 

13 Commenti

Danilo Savini

about 9 anni ago

Un bel caso soprattutto vista la richiesta estetica. Dalla parte di quello che mi è piaciuto molto c'è sicuramente (oltre al risultato ovviamente) l'evidente clima di collaborazione che siete riusciti ad instaturare con la paziente mediante i mock up. Ritengo questa una fase fondamentale in questi casi dove il paziente è e si deve sentire parte del team; in questo siete stati bravissimi come nella realizzazione tecnica. Dalla parte dei dubbi:con questo tipo di preparazione quale il rapporto costo-beneficio tenendo in conto i fattori resistenza e sacrificio di sostanza rispetto ad una metal free? Di nuovo complimenti per progettazione, esecuzione e risultato ma soprattutto un 10 nella casella condivisione delle esperienze.

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Anonymous

about 9 anni ago

Mi associo ai complimenti fatti dal Sig.Danilo Savini, ache se il dubbio della preparazione anch'io lo notavo , in questi giorni leggevo il libro dei fratelli P.e M. Magne (una bibbia secondo il mio parere sui RAC) e proprio nel capitolo delle preparazioni e quindi ,resistenza, stabilità dei RACindicavano un tipo di preparazione minimamente invasisa e con un taglio netto nella zona incisale senza ridurre la palatale favorendo la guida incisiva. Inoltre volevo chidervi notavo il 21 più lungo rispetto all'11 una differenza che sul modello non c'era è un illusione della foto ? se non fosse cosi come è potuto succedere ??? Quali sono i punti da rivedere ? i modelli l'impronta o....?? Scusate la mia ansia e forse indisponenza ma vorrei iniziare con riabilitazioni in ceramica adesiva e sono un pò preoccupato . Comunque vi faccio di nuovo tanti complimenti anzi approfitto di complimentarmi proprio con la scuola napoletana sull'estetica che anche in altri casi ho visto cose veramente belle come (dt.Miraldi,Paolantoni,Marangini,Borriello lo stesso come vale per i tecnici anzi posso segnalarvi un sito odontotecnicagdg grazie

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Bortorroni

about 9 anni ago

Molti prediligono la preparazione con taglio netto incisale (butt joint) sulla scorta dei lavori di Magne. Tuttavia, proprio la scuola napoletana ha pubblicato svariati lavori negli ultimi anni dimostrando come l'estensione palatale presenti una serie di indubbi vantaggi operativi in determinate situazioni. Nel caso specifico, abbiamo preferito utilizzare il minichamfer palatale per rendere più predicibile la cementazione. In presenza di elementi multipli, infatti, la preparazione a butt joint non offre un valido stop in direzione mesio-distale durante la cementazione ed il rischio di slittamento laterale dei restauri non è infrequente. Per quanto riguarda la lunghezza degli incisivi centrali, sulla scorta del montaggio in articolatore, è stata scelta volutamente una minima asimmetria per rendere la riabilitazione più naturale. Margini troppo lineari e simmetrici possono apparire, talvolta, artefatti. E' bene, comunque, concordare sempre forme e geometrie dei restauri con il paziente mediante il mock-up. Senza dimenticare, che minimi slivellamenti possono essere corretti semplicemente lucidando con gommini dedicati il margine della ceramica.

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Anonymous

about 9 anni ago

E' vero che per un riposizionamento delle faccette è favorevole fare una mini preparazione palatale ma la perplessità sta nel fatto che la guida incisiva non ha un passaggio netto dente naturale ceramica ma in escursione trova uno scalino e visto che l'indice di abrasione tra dente naturale e ceramica non è uguale ,anche con le ceramiche di ultima generazione, si potrebbero verificarsi degl'insuccessi . Proprio in questo paziente è evidente una forte attività di scivolmento dei denti ,visto il caso iniziale con la completa mancanza di guida canina ,almeno dalle immagini , forse per questo potevano sorgere dei dubbi ? comunque complimenti a tutti .

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Bortorroni

about 9 anni ago

Infatti è fondamentale, come in questo caso, realizzare una funzione di gruppo che coinvolga gli elementi restaurati e che si esprima direttamente sulla superficie in ceramica, evitando la transizione sull'interfacie adesivo.

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Antonio .72

about 9 anni ago

Sono d'accordissimo con il commento del secondo anonimo ,caro dt.Bortorroni ho qualche perplessità , studi scientifici fatti dall'università di Ginevra in Svizzera hanno dimostrato che è deleterio creare una sorta di preparazione palatale a modi chanfer . Per quanto riguarda gli articoli pubblicati dalla scuola napoetana me ne può elencare qualcuno e dirmi che valenza scientifica hanno Grazie

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Bortorroni

about 9 anni ago

Le perplessità sono sempre plausibili laddove le tecniche sono operatore-sensibile! La gestione dell'occlusione resta uno dei punti di più difficile gestione in ambito restaurativo. Per quanto concerne le evidenze scientifiche, la scuola di Ginevra ha contribuito molto al perfezionamento del restauro con faccette in ceramica ma non vi è ancora univocità di vedute su quale sia la geometria di preparazione ideale. O, meglio, esistono preparazioni "preferenziali" a seconda del tipo di dente da restaurare e dello schema occlusale. Per rispondere ad Antonio, per valutare la "valenza" degli studi della scuola di Napoli, provi a digitare in Pubmed "Zarone veneers", dia un'occhiata alle date di pubblicazione (piuttosto recenti, direi...) ed alle riviste su cui tali studi sono stati pubblicati.

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Antonio.72

about 9 anni ago

Certo "univocità di vedute" no però dopo aver realizzato circa 1500 casi RAC seguendoli tutti con dei follow up a 5, 7 e qualcuno a dieci anni penso che possono avere la presunzione di indicarci dei protocolli da seguire nella realizzazione di riabilitazioni di questo tipo. Sull'occlusione e la sua complessità penso la questione sarebbe d'approfondire. Che dirle oltre ai complimenti sarebbe bello avere un follow up del vostro caso magari tra uno o due anni che ne pensa ???La saluto

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Bortorroni

about 9 anni ago

Non mancheremo di pubblicare il follow-up del caso! Di recente, ad ogni modo, ho assistito ad una relazione del Prof. Zarone di Napoli che ha mostrato un caso di preparazioni con chamfer palatale con follow-up a 16 anni! Ai posteri l'ardua sentenza!

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Antoni.72

about 9 anni ago

Si anch'io l'ho visto quel caso del prf. Zarone ma non si trattava di sei incisivi mal messi con l'occlusione e ....ma di una sola faccetta di un 22 Beh aspettiamo un follow up !!!

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Bortorroni

about 9 anni ago

Solo per essere precisi, il caso cui mi riferivo riguardava 11 e 21 e, per quanto riguarda l'occlusione, come in ogni riabilitazione protesica, l'odontoiatra, laddove necessario, deve "ridisegnare" una occlusione corretta proprio per garantire la longevità nel tempo dei restauri. Ad ogni modo, aspettiamo il follow-up...!

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Studente di odontoiatria

about 8 anni ago

secondo me insieme all'allungamento coronale del margine incisale, doveva essere eseguito anche un intervento parodontale allo stato di diminuire l'altezza tra il margine gengivale apicale e il bordo vermiglio del labbro superiore, infatti il paziente in questione presenta da come vedo in foto un tipo di sorriso "GUMMY SMILE" cioè alto, un sorriso ideale invece dovrebbe avere un altezza media, quindi quantomeno facendo un intervento parodontale di allungamento coronale si poteva "migliorare" l'estetica. Nelle foto post-trattamento il paziente non sorride, quindi sicuramente il trattamento non è stato completato nell'insieme.

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Anonymous

about 7 anni ago

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