<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Francesco Bellucci, dentista specializzato in endodonzia</title>
	<atom:link href="https://www.zerodonto.com/author/dr-francesco-bellucci/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.zerodonto.com/author/dr-francesco-bellucci/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Tue, 30 Jan 2018 17:23:57 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1</generator>

<image>
	<url>https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2024/10/cropped-pitto_red-32x32.png</url>
	<title>Francesco Bellucci, dentista specializzato in endodonzia</title>
	<link>https://www.zerodonto.com/author/dr-francesco-bellucci/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>La sagomatura canalare con strumenti espansivi di ultima generazione</title>
		<link>https://www.zerodonto.com/2017/12/sagomatura-canalare-strumenti-espansivi/</link>
					<comments>https://www.zerodonto.com/2017/12/sagomatura-canalare-strumenti-espansivi/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Bellucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Dec 2017 08:53:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Endodonzia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.zerodonto.com/?p=7178</guid>

					<description><![CDATA[<p>INTRODUZIONE La necessità di dover sagomare un canale radicolare in maniera completa è sicuramente lo scopo primario di ogni  corretto trattamento endodontico. Solo grazie alla rimozione del contenuto canalare  (sia esso o meno di origine organica) si può permettere agli irriganti di svolgere la propria azione, permettendo poi ai sealer e ai  materiali da otturazione di sigillare l’endodonto.  A tale scopo negli anni sono state messe a punto differenti metodiche di strumentazione avvalendosi di materiali sempre più performanti, ma gli studi finora condotti, soprattutto grazie all’ausilio delle Micro-Ct, hanno dimostrato che lasciamo inalterata, e quindi non detersa, una superficie endodontica residua che può arrivare anche al 70% a seconda del tipo di anatomia e di sezione canalare che prendiamo in esame ( Fig 1-2) [36,37] Aree strumentate in Giallo &#8211; Aree non strumentate in Rosso La ricerca clinica e merceologica, si è focalizzata sulla risoluzione dei problemi lavorando principalmente su tre fronti: 1- miglioramento della irrigazione 2- creazione di nuovi sealer 3- creazione di nuove leghe per gli strumenti Dell’irrigazione e delle sue problematiche associate ai vari dispositivi in circolazione, se ne è parlato in un precedente articolo su questo blog  [41] e ad oggi non ci sono state ulteriori novità, se [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.zerodonto.com/2017/12/sagomatura-canalare-strumenti-espansivi/">La sagomatura canalare con strumenti espansivi di ultima generazione</a> proviene da <a href="https://www.zerodonto.com">Zerodonto</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="p1"><span class="s1"><b>INTRODUZIONE</b></span></h2>
<p class="p1"><span class="s1">La necessità di dover sagomare un canale radicolare in maniera completa è sicuramente lo scopo primario di ogni<span class="Apple-converted-space">  </span>corretto trattamento endodontico. Solo grazie alla rimozione del contenuto canalare<span class="Apple-converted-space">  </span>(sia esso o meno di origine organica) si può permettere agli irriganti di svolgere la propria azione, permettendo poi ai sealer e ai<span class="Apple-converted-space">  </span>materiali da otturazione di sigillare l’endodonto. </span><span id="more-7178"></span></p>
<p class="p1"><span class="s1"> A tale scopo negli anni sono state messe a punto differenti metodiche di strumentazione avvalendosi di materiali sempre più performanti, ma gli studi finora condotti, soprattutto grazie all’ausilio delle Micro-Ct, hanno dimostrato che lasciamo inalterata, e quindi non detersa, una superficie endodontica residua che può arrivare anche al 70% a seconda del tipo di anatomia e di sezione canalare che prendiamo in esame ( Fig 1-2) </span><span class="s1">[36,37]</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Aree strumentate in </span> <span class="s3"><span style="color: #ffcc00;">Giallo</span> &#8211; </span><span class="s1">Aree non strumentate in </span><span class="s4" style="color: #ff0000;">Rosso</span></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7179" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/image16-21.jpg" alt="" width="466" height="450" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/image16-21.jpg 466w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/image16-21-300x290.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/image16-21-414x400.jpg 414w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/image16-21-32x32.jpg 32w" sizes="(max-width: 466px) 100vw, 466px" /> <img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7180" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/image17-22.jpg" alt="" width="481" height="450" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/image17-22.jpg 481w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/image17-22-300x281.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/image17-22-428x400.jpg 428w" sizes="(max-width: 481px) 100vw, 481px" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">La ricerca clinica e merceologica, si è focalizzata sulla risoluzione dei problemi lavorando principalmente su tre fronti:</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">1- miglioramento della irrigazione</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">2- creazione di nuovi sealer </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">3- creazione di nuove leghe per gli strumenti</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Dell’irrigazione e delle sue problematiche associate ai vari dispositivi in circolazione, se ne è parlato in <a href="https://www.zerodonto.com/2015/06/la-tecnica-self-adjusting-file/" target="_blank" rel="noopener">un precedente articolo su questo blog</a>  </span><span class="s3">[41] </span><span class="s1">e ad oggi non ci sono state ulteriori novità, se non alcuni studi su<span class="Apple-converted-space">  </span>tecniche laser assistite (PIPS)</span><span class="s3"> [42]</span><span class="s1"> . Rimangono tuttavia dubbi circa la loro reale validità, soprattutto se poi si prende in considerazione<span class="Apple-converted-space">  </span>il rapporto costo-beneficio.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Per ciò che concerne i nuovi sealer (bioceramiche ) si rimanda ad un successivo articolo che ne<span class="Apple-converted-space">  </span>prenderà in esame le caratteristiche e le modalità di utilizzo.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Cercheremo in questa sede di descrivere quelle che sono state le innovazioni apportate dalla ricerca merceologica nel campo degli strumenti in Ni-Ti.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Quando parliamo di strumenti e strumentazione, la cosa che maggiormente preoccupa è il rischio di frattura a cui questi ultimi sono soggetti. A meno che non si parli di imperfezioni strutturali native degli<span class="Apple-converted-space">  </span>stessi (fratture creep) </span><span class="s3">[23]</span><span class="s1">, dobbiamo<span class="Apple-converted-space">  </span>tenere conto principalmente dell’accumulo di fatica ciclica a cui gli strumenti sono sottoposti </span><span class="s3">[24]</span><span class="s1">, e dello stress torsionale che si esercita durante le manovre di taglio.</span></p>
<p><iframe width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/pXa7Fob6OUc?feature=oembed" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
<p class="p1"><span class="s1">Naturalmente la qualità della sagomatura va di pari passo con la qualità della detersione, perché solo se riusciamo a pulire , potremmo dare agli irriganti la capacità di penetrare a detergere le pareti canalari. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Per ridurre lo stress cui sono sottoposti gli strumenti si è<span class="Apple-converted-space">  </span>inizialmente provato a modificare il movimento di rotazione continua tradizionale con l’introduzione di movimenti reciprocanti</span><span class="s2"> [25]</span><span class="s1">. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Considerando che alcuni studi sostenevano che la reciprocazione conferiva<span class="Apple-converted-space">  </span>una maggiore durata degli strumenti </span><span class="s2">[26,30]</span><span class="s1">, alcune aziende hanno creato motori con movimenti specifici, atti a ridurre sempre di più lo stress contro le pareti canalari creando movimenti dedicati come la sistematica Adaptive Motion Tecnology <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> (Kerr) </span><span class="s2">[27</span><span class="s1">] o la Optimum Torque Reverse <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> (Morita) </span><span class="s2">[31].</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7181" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/pasted-image-16.jpg" alt="" width="900" height="518" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/pasted-image-16.jpg 900w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/pasted-image-16-300x173.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/pasted-image-16-768x442.jpg 768w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/pasted-image-16-550x317.jpg 550w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-7182 aligncenter" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/pasted-image-23.jpg" alt="" width="220" height="218" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/pasted-image-23.jpg 220w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/pasted-image-23-150x150.jpg 150w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/pasted-image-23-60x60.jpg 60w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/pasted-image-23-32x32.jpg 32w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/pasted-image-23-50x50.jpg 50w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/pasted-image-23-64x64.jpg 64w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/pasted-image-23-96x96.jpg 96w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/pasted-image-23-128x128.jpg 128w" sizes="auto, (max-width: 220px) 100vw, 220px" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il concetto è quello di ridurre il contatto di superficie dello strumento con le pareti canalari evitando che le lame si impegnino fino ad arrivare ad un punto di stress tale da causarne la deformazione e quindi la rottura. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Questo si verifica soprattutto perché tutti gli strumenti in questione lavorano con un torque che può essere più o meno elevato a seconda del tipo di design dello strumento .</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Questi accorgimenti comunque non hanno portato alla risoluzione delle problematiche sopraelencate.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Si è cercato quindi di migliorare<span class="Apple-converted-space">  </span>l’efficacia degli strumenti, e questo grazie alla lavorazione delle barre di Ni-TI con cicli termici alterati.Questo ha permesso alle varie aziende di ottenere strumenti che avessero una fase di transizione Austenitica-Martensitica (Fig5) a temperature differenti rispetto al<span class="Apple-converted-space">  </span>passato </span><span class="s2">[32]</span><span class="s1"> ,al fine di ottenere degli strumenti maggiormente flessibili, con un livello di sopportazione della fatica ciclica<span class="Apple-converted-space">  </span>e torsionale decisamente migliore rispetto al passato</span><span class="s2"> [33,34]</span><span class="s1">, anche se a discapito della capacità di taglio.</span></p>
<div id="attachment_7183" style="width: 610px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-7183" class="wp-image-7183 size-full" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/pasted-image-17.jpg" alt="" width="600" height="328" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/pasted-image-17.jpg 600w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/pasted-image-17-300x164.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/pasted-image-17-550x301.jpg 550w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /><p id="caption-attachment-7183" class="wp-caption-text">Fig. 5</p></div>
<p class="p1"><span class="s1">Sono cosi nate le leghe M-Wire<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> (Dentsply- Tulsa Dental Specialities &amp; WDV) , R-Phase<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> (Kerr), CM-Wire<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> (Coltène Whaledent), Blue<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> (Dentsply- Tulsa Dental Specialities) , Gold<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />(Dentsply-Tulsa Dental Specialities) e Max-Wire<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> (FKG) caratterizzate tra loro dalla differente capacità di virare da fase martensitica ad austenitica a differenti temperature . Così facendo si sono ottenuti strumenti che possono lavorare in fase martensitica a temperatura ambiente, e che ritornano in fase autentica se vengono riscaldati e portati al loro punto di trasformazione di fase </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Le temperature di passaggio da <span class="Apple-converted-space">  </span>M—&gt; A sono 17°C per la R-Phase, 35°C per la Max-Wire, 38°C per la Blue, 50°C per la M-Wire, 55°C per la CM e la Gold [</span><span class="s2">23] </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">In questo modo la struttura policristallina del Ni-Ti, si viene a trovare a temperature ambiente in fasi maggiormente plastiche che<span class="Apple-converted-space">  </span>a seconda delle varie specifiche commerciali , danno ai singoli strumenti le loro caratteristiche peculiari.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Da un punto di vista clinico questo si traduce nella possibilità di utilizzare i file con prevalente fase Martensitica in canali curvi, mentre si può optare per strumenti con prevalenza di fase Austenitica in<span class="Apple-converted-space">  </span>tutti i casi dove necessita una maggiore “rigidità” dello strumento stesso (es. canali calcificati, ritrattamenti ).</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">L’utilizzo di queste nuove leghe ha permesso di aumentare il livello di sicurezza di utilizzo degli strumenti, e ridurre i trasporti di apice che si potevano creare; </span><span class="s2">[39] </span><span class="s1">tuttavia rimangono ancora dei problemi . </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Dagli studi effettuati sugli strumenti reciprocanti , si è visto come residui una alta percentuale di accumulo di detriti </span><span class="s2">[28] </span><span class="s1">che, in alcune situazioni (istmi e ramificazioni) vanno ad obliterare parte del canale </span></p>
<div id="attachment_7184" style="width: 585px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-7184" class="wp-image-7184 size-full" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/pasted-image-19.jpg" alt="" width="575" height="151" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/pasted-image-19.jpg 575w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/pasted-image-19-300x79.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/pasted-image-19-550x144.jpg 550w" sizes="auto, (max-width: 575px) 100vw, 575px" /><p id="caption-attachment-7184" class="wp-caption-text">Istmo dopo uso di Wave-One<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Matthew A. et al</p></div>
<p class="p1"><span class="s1"> Si è ridotta, ma non si è eliminata la possibilità di creare </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">dei crack dentali nelle fasi di lavorazione per torque troppo alti </span><span class="s2">[29,38]</span><span class="s1"> (Fig7) ,inoltre in taluni casi<span class="Apple-converted-space">  </span>l’eccessiva flessibilità di alcuni strumenti va a scapito della efficacia di taglio, ma soprattutto ancora non si è riusciti a migliorare la percentuale di superficie canalare detersa<span class="Apple-converted-space">  </span>specie nei canali ovali</span><span class="s1">. [40]</span></p>
<div id="attachment_7185" style="width: 809px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-7185" class="size-full wp-image-7185" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/image-15.jpg" alt="" width="799" height="655" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/image-15.jpg 799w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/image-15-300x246.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/image-15-768x630.jpg 768w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/image-15-488x400.jpg 488w" sizes="auto, (max-width: 799px) 100vw, 799px" /><p id="caption-attachment-7185" class="wp-caption-text">Shemesh et al</p></div>
<p class="p1"><span class="s1">Aree strumentate in </span> <span class="s4"><span style="color: #ffcc00;">Giallo</span> &#8211; </span><span class="s1">Aree non strumentate in </span><span class="s5" style="color: #ff0000;">Rosso</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7186" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/image29-20.jpg" alt="" width="328" height="184" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/image29-20.jpg 328w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/image29-20-300x168.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 328px) 100vw, 328px" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">Per cercare di dare più contatto con le pareti canalari, si è passati anche a modificare il movimento dell’asse degli strumenti stessi , passando da movimenti tradizionali (rotanti o reciprocanti) con asse di rotazione centrato al flute del file, a strumenti con movimento eccentrico come avvenuto con i Pro-TaperNext <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> (Dentsply-Sirona), gli Endosequence<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> (Brasseler USA) e TruShape<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> (Dentsply-Sirona) </span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7188" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Foto-Files.001-33.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Foto-Files.001-33.jpg 1280w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Foto-Files.001-33-300x169.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Foto-Files.001-33-768x432.jpg 768w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Foto-Files.001-33-1024x576.jpg 1024w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Foto-Files.001-33-550x309.jpg 550w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">A queste due categoria di strumenti, si sono aggiunti gli strumenti “espandibili”<span class="Apple-converted-space">  </span>che hanno come loro caratteristica peculiare quella di adattarsi alla anatomia del canale, senza determinarne una alterazione, ma cercando di contattare la maggiore superficie possibile grazie alle loro caratteristiche morfologiche.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Appartengono a questa categoria il SAF<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> ( ReDent Nova- Israel) e l’Xp-Endo Finisher<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> e Xp-Endo Shaper<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> (FKG- Swizerland) [43] </span><span class="s1">e la sistematica Gentlefile (MedicNRG, Kibbutz Afikim, Israel).</span></p>
<h2 class="p1"><span class="s1"><b>XP-Endo Finisher &amp; XP-Endo Shaper</b></span></h2>
<p class="p1"><span class="s1">Gia nel 2010<span class="Apple-converted-space">  </span>dalla ReDent- Nova viene lanciato sul mercato internazionale il SAF<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></span><span class="s2">[1]</span><span class="s1"><span class="Apple-converted-space">  </span>che rivoluziona il concetto di detersione e sagomatura, creando uno strumento che migliora percentualmente il contatto del file con le pareti canalari, arrivando a pulire fino al 70-80 % dell’endodonto (<a href="https://www.zerodonto.com/2015/06/la-tecnica-self-adjusting-file/"><span class="s3">https://www.zerodonto.com/2015/06/la-tecnica-self-adjusting-file/</span></a>)</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Nel 2015 l’ FKG produce un file altrettanto singolare, l’XP-Endo-Finisher<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> (XPEF) , nato con lo scopo di rifinire il canale alla fine della sagomature per amplificare l’azione degli irriganti e migliorare la rimozione dello smear-layer dalle pareti.</span><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7192" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/pasted-image-15.jpg" alt="" width="715" height="357" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/pasted-image-15.jpg 715w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/pasted-image-15-300x150.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/pasted-image-15-550x275.jpg 550w" sizes="auto, (max-width: 715px) 100vw, 715px" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">A differenza del SAF@, può essere utilizzato<span class="Apple-converted-space">  </span>senza un motore dedicato, e funge da “rifinitura” alla fine di una normale sequenza di strumentazione canalare.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Lo strumento è realizzato con una lega a formulazione brevettata dalla FKG che prende il nome di Max-Wire<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />, e si trova in uno stato di fase martensitica a temperatura ambiente (fig2), per arrivare ad una trasformazione di fase sopra i 35°C (video1)</span></p>
<div id="attachment_7193" style="width: 810px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-7193" class="size-full wp-image-7193" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Fig5b-72.jpg" alt="" width="800" height="318" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Fig5b-72.jpg 800w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Fig5b-72-300x119.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Fig5b-72-768x305.jpg 768w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Fig5b-72-550x219.jpg 550w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><p id="caption-attachment-7193" class="wp-caption-text">Fig. 2</p></div>
<p><iframe loading="lazy" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/dsYjSlIrc54?feature=oembed" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
<p class="p1"><span class="s1">Lo strumento si presenta confezionato in un astuccio di plexiglas rigido, sulla cui estremità sono presenti<span class="Apple-converted-space">  </span>delle tacche millimetrate che consentono di calcolare la lunghezza di lavoro (LDL) prima di inserire il file all’interno del canale. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il diametro dello strumento è di ISO #.25 e la sua conicità è pari a 0. Viene utilizzato<span class="Apple-converted-space">  </span>a velocità di 800-1000 rpm ad un torque pari a 1 in quanto non svolge alcuna azione di taglio attiva. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il file nella sua fase austentica è caratterizzato dalla presenza, negli ultimi 10 mm di parte lavorante, di una sorta di ansa ad uncino che permette di impattare una<span class="Apple-converted-space">  </span>superficie più ampia<span class="Apple-converted-space">  </span>di canale rispetto agli strumenti tradizionali.</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-7194 size-full" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/pasted-image-24-e1507894969387.jpg" alt="" width="1015" height="438" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/pasted-image-24-e1507894969387.jpg 1015w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/pasted-image-24-e1507894969387-300x129.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/pasted-image-24-e1507894969387-768x331.jpg 768w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/pasted-image-24-e1507894969387-550x237.jpg 550w" sizes="auto, (max-width: 1015px) 100vw, 1015px" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">Trattandosi di un file estremamente sottile e flessibile, per effetto della forza centrifuga, genera un movimento<span class="Apple-converted-space">  </span>che imprime alla porzione lavorante traiettorie sempre differenti che,<span class="Apple-converted-space">  </span>nell’arco di un minuto di lavoro, gli consentono di entrare in contatto con l’80% della superficie canalare </span><span class="s2">[20]</span><span class="s1">.</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7195" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/pasted-image-27.jpg" alt="" width="1280" height="1062" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/pasted-image-27.jpg 1280w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/pasted-image-27-300x249.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/pasted-image-27-768x637.jpg 768w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/pasted-image-27-1024x850.jpg 1024w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/pasted-image-27-482x400.jpg 482w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">Molteplici studi hanno messo a confronto le capacità di detersione dell’ XPEF paragonandolo alla PUI<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />, alla Vib-Ringe Syringe<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />e alla PIPS ,sia nelle fasi di rimozione delle paste da medicazione (idrossido di calcio e antibiotici)</span><span class="s2"> [2,6,10,11,12,13,14] </span><span class="s1">che in quelle di asportazione di strati di biofilm appositamente inseriti all&#8217;interno dei canali </span><span class="s2">[1,8,9,15,16]</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Considerata non solo l’azione di attivazione dell’ipoclorito, ma anche una azione di contatto con le pareti del canale, l’XPEF si è dimostrato maggiormente efficace in quasi tutte le situazioni (video2), solo in alcuni casi si è visto possedere una capacità di detersione paragonabile alla PUI, anche se in taluni lavori </span><span class="s2">[2]</span><span class="s1"> non è stato specificato se la soluzione irrigante era mantenuta sopra i 35°C, condizione obbligatoria se si vuole ottenere la massima performance dallo strumento</span></p>
<p><iframe loading="lazy" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/ZHrjJtIEkzk?feature=oembed" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
<p class="p1"><span class="s1">L’analisi comparativa eseguita tra XPEF e strumenti Ni-Ti di ultima generazione sulla capacità di disgregare il biofilm, ha confermato che questi ultimi lasciavano comunque una quota di batteri non asportata per valori statisticamente significativi</span><span class="s2"> [1,9].</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Ulteriori analisi sono state fatte sulla quantità di detriti espulsi dall’apice durante la lavorazione, e da queste si è valutato che la sola azione lavorante dell’ XPEF<span class="Apple-converted-space">  </span>non produce di per sé detriti</span><span class="s2"><span class="Apple-converted-space">  </span></span><span class="s1">apprezzabili </span><span class="s2">[3]</span><span class="s1"> ( paragonabile alla quantità di pulviscolo prodotto dal SAF) ma è la sequenza operativa preliminare al suo utilizzo<span class="Apple-converted-space">  </span>quella che ne determina una<span class="Apple-converted-space">  </span>maggiore produzione.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Uno studio del gruppo di Versiani, ha dimostrato che l’ XPEF ha rimosso meglio<span class="Apple-converted-space">  </span>i detriti post strumentazione nelle radici dei molari inferiori, migliorando anche i risultati ottenuti con il SAF<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />ritenuto il gold standard per questo scopo </span><span class="s2">[15]</span><span class="s1">.</span></p>
<p><iframe loading="lazy" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/dOrdTyJx514?feature=oembed" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
<p class="p1"><span class="s1">Risultati analoghi sono stati ottenuti in questo studio dalla PUI, ma quest’ultima metodica ha solo la funzione di amplificare l’azione degli irriganti, ma non di disgregare per contatto il biofilm presente sulle pareti </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Uno studio di Azim et al</span><span class="s2"> [5]</span><span class="s1"> ha valutato l’estrusione di ipoclorito che si poteva avere dall’uso dell’ XPEF , in considerazione del suo movimento vorticoso all’interno dell’ endodonto, ed è emerso che rispetto all’Endovac@ ha una fuoriuscita di ipoclorito superiore, ma paragonabile a quella di altri sistemi in uso come l’Endoactivator@.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Clinicamente si è cercato di valutare anche la possibilità di rimuove guttaperca dai canali utilizzando alla fine delle tradizionali sequenze l’XPEF e, come già dimostrato per la rimozione di paste da medicazione, il file si è dimostrato molto efficace </span><span class="s2">[4,17]</span><span class="s1"><span class="Apple-converted-space">  </span>con valori statisticamente significativi, ma dipendenti comunque dalle manovre precedentemente eseguite.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Purtroppo la necessità di dover utilizzare metodiche di preparazioni preliminari all’uso di XPEF, non risolveva il problema legato ad esempio alla formazione di crack dentinali, o alla produzione massiva di detriti;<span class="Apple-converted-space">  </span>così come in taluni studi </span><span class="s2">[3,17] </span><span class="s1">la qualità finale del risultato era spesso inficiata dalla preparazione iniziale eseguita.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Per risolvere alcune di queste problematiche, e per definire meglio il concetto di shaping tridimensionale del canale, nel 2016<span class="Apple-converted-space">  </span>la FKG esce sul mercato con uno strumento per la sagomatura dell’intero endodonto:<span class="Apple-converted-space">  </span>l’ <b>XP-Endo-Shaper<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></b>(XPES). </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Lo strumento è fabbricato sempre in lega Max-Wire<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> , ma presenta una conicità del 4% e un apice ISO #.30. L’anatomia dello strumento è singolare; infatti non si tratta del classico strumento tronco-conico che imprime la sua forma nel canale, ma presenta delle ondulazioni lungo tutto il suo corpo che, durante la fase di rotazione espansiva, fanno sì che lo strumenti impatti al meglio la superficie del canale (Adaptive Core Tecnology).</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Anche la punta presenta delle peculiarità ( Booster-Tip). Ha sei lame di taglio per una guida ottimale del file nel canale; il diametro minimo della punta corrisponde ad un ISO #.15 fino ad arrivare al massimo diametro che è un #.30. Se utilizzato a temperatura corporea, lo strumento ritorna alla forma delineata per la fase austenitica; la rotazione cui è sottoposto (800 rpm), e la sua eccellente flessibilità, fanno sì che lo strumento possa arrivare a coprire conicità fino all’ 8% e diametri canalari fino ad un #.90.</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7196" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Fig6-75.jpg" alt="" width="800" height="450" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Fig6-75.jpg 800w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Fig6-75-300x169.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Fig6-75-768x432.jpg 768w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Fig6-75-550x309.jpg 550w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7197" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/pasted-image-42.jpg" alt="" width="600" height="224" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/pasted-image-42.jpg 600w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/pasted-image-42-300x112.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/pasted-image-42-550x205.jpg 550w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">Gli studi iniziali condotti alla micro- CT, dimostrano come l’ XPES riesca a venire in contatto con la maggior parte della pareti dei canali, e come vada a migliorare la pulizia di tutti gli apici a sezione ovoidale.</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7198" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Schermata-2017-08-17-alle-18.47.12-48.jpg" alt="" width="589" height="346" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Schermata-2017-08-17-alle-18.47.12-48.jpg 589w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Schermata-2017-08-17-alle-18.47.12-48-300x176.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Schermata-2017-08-17-alle-18.47.12-48-550x323.jpg 550w" sizes="auto, (max-width: 589px) 100vw, 589px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7199" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Schermata-2017-08-17-alle-18.47.35-51.jpg" alt="" width="594" height="344" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Schermata-2017-08-17-alle-18.47.35-51.jpg 594w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Schermata-2017-08-17-alle-18.47.35-51-300x174.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Schermata-2017-08-17-alle-18.47.35-51-550x319.jpg 550w" sizes="auto, (max-width: 594px) 100vw, 594px" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">Inoltre considerato che si lavora con un torque minimo (1 Nw), i rischi di creare crack dentinali sono minimizzati (video5)</span><span class="s2"> [18]</span><span class="s1"> e soprattutto la quantità di detriti prodotti dalla lavorazione sono minimi (fig9).</span></p>
<p><iframe loading="lazy" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/4_kpM-VzYfo?feature=oembed" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7200" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Schermata-2017-08-17-alle-18.48.03-57.jpg" alt="" width="518" height="260" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Schermata-2017-08-17-alle-18.48.03-57.jpg 518w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Schermata-2017-08-17-alle-18.48.03-57-300x151.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 518px) 100vw, 518px" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">Come per l’ XPEF la sua forma austenitica, viene mantenuta sopra i 35°C, quindi gli irriganti devono mantenere questa temperatura per rendere la performance ottimale.</span></p>
<p><iframe loading="lazy" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/0sXITPiizL0?feature=oembed" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
<p class="p1"><span class="s1">Dai test eseguiti alla torsione, l’XPES si dimostra alquanto delicato se paragonato a Flex-Master<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />(VDV) , Pro-file Vortex Blue<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />( Dentply-Tulsa ), e True Shape<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> ( Dentsply-Tulsa) </span><span class="s2">[19]</span><span class="s1">, ma per la natura stessa file, non necessita di una resistenza torsionale perché non lavora impegnandosi nelle pareti canalari. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il suo movimento vorticoso infatti non permette alle lame di impegnarsi nella dentina, e ciò si traduce in un minor stress<span class="Apple-converted-space">  </span>sulle pareti e in una maggiore quantità di spazio libero all’interno del canale nel quale l’azione degli irriganti si può espletare al meglio. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">L’ 84% di spazio libero che si crea<span class="Apple-converted-space">  </span>( paragonato al 46% di uno strumento convenzionale), permette di mettere in sospensione i detriti e favorirne la fuoriuscita con gli irriganti </span><span class="s2">[21]</span><span class="s1">. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Negli studi si sono ottenuti i migliori risultati con una irrigazione continuata durante la fase di alesatura, sia con XPEF che con XPES .</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Lo strumento non vuole essere un single file e prevede<span class="Apple-converted-space">  </span>pre-flaring iniziale che ha una duplice funzione. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Come prima cosa la creazione di<span class="Apple-converted-space">  </span>un glide path iniziale:<span class="Apple-converted-space">  </span>soprattutto se eseguito con strumenti rotanti </span><span class="s2">[35,43] </span><span class="s1">minimizza il rischio di alterare la naturale anatomia endodontica riducendo anche lo stress degli strumenti più grandi.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">In secondo luogo permette di arrivare al raggiungimento di un diametro ISO#.15 (conicità minima 2%) che consente la successiva introduzione del XPES. (Video7)</span></p>
<p><iframe loading="lazy" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/eo2jTyXv2QE?feature=oembed" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
<p class="p1"><span class="s1">La metodica prevede di eseguire movimenti di andirivieni dalle 3 alle 5 volte, cercando di raggiungere l’apice. Se ciò non dovesse<span class="Apple-converted-space">  </span>riuscire, lo strumento viene estratto e pulito, il canale irrigato , e si ricomincia la stessa sequenza;<span class="Apple-converted-space">  </span>un volta raggiunta la LDL, si eseguono<span class="Apple-converted-space">  </span>10 movimenti di up-down lungo il canale.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Questa operazione consentirà di conferire al canale la conicità prevista e il diametro di #.30. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Successivamente si possono metter in atto le manovre di detersione finale da eseguire con </span><span class="s1">l’ XPEF </span><span class="s2">[22]</span><span class="s1">(Video8)</span></p>
<p><iframe loading="lazy" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/AJEpiFHpH4k?feature=oembed" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
<p class="p1"><span class="s1">Nel 2017 l’FKG completa la gamma di questi strumenti con uno dedicato ai ritrattamenti : l’XP-Endo Finsher-R<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/2122.png" alt="™" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> (XPEF-R) . Gia precedentemente si era apprezzata la capacità di XPEF e XPES di rimuovere la guttaperca, con questo nuovo strumento dotato di un core più resistente rispetto ad XPEF e un diametro in punta di ISO.30# (fig10) , la qualità della pulizia risulterebbe essere superiore, anche se alcuni studi indicano come non statisticamente significativa la differenza in pulizia della gutta tra XPEF e XPEF-R </span><span class="s2">[7]</span><span class="s1">.</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7201" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Foto-Rit.001-69.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Foto-Rit.001-69.jpg 1280w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Foto-Rit.001-69-300x169.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Foto-Rit.001-69-768x432.jpg 768w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Foto-Rit.001-69-1024x576.jpg 1024w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Foto-Rit.001-69-550x309.jpg 550w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">Una volta sagomato e deterso in maniera “ideale” il canale, si può procedere alla fase di chiusura con le metodiche convenzionali anche se, nell’ottica di creare anche un sigillo tridimensionale, questa tecnica di strumentazione ben si presta concettualmente e clinicamente ad essere completata utilizzando le bioceramiche come sealer. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Così facendo il<span class="Apple-converted-space">  </span>cono di gutta ha la sola<span class="Apple-converted-space">  </span>funzione di carrier e<span class="Apple-converted-space">  </span>mantenitore di spazio per un eventuale ritrattamento e,<span class="Apple-converted-space">  </span>tutto lo spazio pulito sarà occupato dalle bioceramiche. Grazie alle loro caratteristiche peculiari fisiche e chimiche, queste ben si adatteranno alle pareti e sigilleranno gli spazi dove la guttaperca<span class="Apple-converted-space">  </span>non arriverebbe neanche con una compattazione a caldo di tipo verticale.</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7202" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Bioceramic-Sealer.001-67.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Bioceramic-Sealer.001-67.jpg 1280w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Bioceramic-Sealer.001-67-300x169.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Bioceramic-Sealer.001-67-768x432.jpg 768w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Bioceramic-Sealer.001-67-1024x576.jpg 1024w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Bioceramic-Sealer.001-67-550x309.jpg 550w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">Inoltre in questo modo si elimina il problema della contrazione del materiale post-raffreddamento, che sappiamo essere causa di gap sulle pareti canalari e<span class="Apple-converted-space">  </span>possibili fallimenti.</span></p>
<p><iframe loading="lazy" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/8oQZRyXfBcw?feature=oembed" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
<h2 class="p1"><span class="s1">GentleFile ( MedicNRG )</span></h2>
<p class="p1"><span class="s1">Rispetto al SAF e alla serie Xp-Endo, il Gentlefile (GF) è quello con le caratteristiche anatomiche meno “espansive” . Infatti lo strumento non si adatta propriamente al canale comprimendosi, ma cerca di sfruttare la<span class="Apple-converted-space">  </span>velocità di rotazione e la forza centrifuga per contattarlo al meglio. Inoltre anche la composizione dello strumento è in controtendenza rispetto agli strumenti più recenti.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Lo strumento infatti non è realizzato in lega Ni-Ti ma in acciaio, E’ caratterizzato da una serie di strati di fili<span class="Apple-converted-space">  </span>avvolti come una spirale su uno stelo centrale. La porzione apicale dello strumento è quella che presenta la maggiore flessibilità e varia a seconda dei diametri che prendiamo in considerazione</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7284" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/11/FIG12.png" alt="" width="800" height="455" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/11/FIG12.png 800w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/11/FIG12-300x171.png 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/11/FIG12-768x437.png 768w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/11/FIG12-550x313.png 550w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">La superficie abrasiva delle lame e la forte velocità di rotazione (6500 rpm), fanno sì che lo strumento impatti al meglio le pareti canalari determinando una asportazione di dentina in maniera uniforme e conservativa.<span class="Apple-converted-space">  </span>La sistematica prevede una serie di 6<span class="Apple-converted-space">  </span>strumenti, che sono scelti a seconda della tipologia e complessità del canale da trattare. La serie è completata da un file di rifinitura ( Finsiher) che viene utilizzato alla fine della sagomatura per amplificare la fase finale di detersione, rimuovere il biofilm dalle pareti e migliorare quindi la qualità della futura otturazione canalare. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">L’effetto vorticoso a cui viene sottoposto l’irrigante (Tornado Disinfection System) determina una maggiore penetrazione dell’ipoclorito nei tubuli, garantendo una pulizia evidenziata anche dalle sezioni al SEM. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il Finisher ha la caratteristica di avere dei filamenti di acciaio nel terzo apicale che si aprono a formare una sorta di spazzola che deterge<span class="Apple-converted-space">  </span>le pareti canalari in maniera conservativa, senza alterarne l’anatomia. </span></p>
<p><iframe loading="lazy" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/aflgJtuPkFE?feature=oembed" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
<p class="p1"><span class="s1">In letteratura è riportato purtroppo un solo studio sulla sistematica</span><span class="s2">[44]</span><span class="s1"> , nel quale si mette in evidenza come il GF rispetto a strumenti Ni-Ti rotanti<span class="Apple-converted-space">  </span>(Pro-Taper Next, Revo S ), abbia un comportamento simile o spesso superiore,<span class="Apple-converted-space">  </span>soprattutto se si prendono in esame i test di resistenza alla fatica ciclica. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il sistema è completato da un manipolo cordless ,con testine monouso, che consente di avere il giusto torque e numero di giri sullo strumento (il valore del torque non è specificato dalla casa costruttrice)</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7285" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/11/Fig-13.png" alt="" width="800" height="462" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/11/Fig-13.png 800w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/11/Fig-13-300x173.png 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/11/Fig-13-768x444.png 768w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/11/Fig-13-550x318.png 550w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p class="p1"><span class="s1">Purtroppo non è stato possibile testare clinicamente la sistematica in quanto la distribuzione in Italia e gran parte d’Europa e Nord-America non è garantita.</span></p>
<h2>CASI CLINICI</h2>
<h3><strong>Caso clinico n° 1</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7260" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso-6.001-90.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso-6.001-90.jpg 1280w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso-6.001-90-300x169.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso-6.001-90-768x432.jpg 768w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso-6.001-90-1024x576.jpg 1024w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso-6.001-90-550x309.jpg 550w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7261" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso-6.002-92.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso-6.002-92.jpg 1280w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso-6.002-92-300x169.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso-6.002-92-768x432.jpg 768w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso-6.002-92-1024x576.jpg 1024w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso-6.002-92-550x309.jpg 550w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h3><strong>Caso clinico n° 2</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7262" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso2.001-filtered-70.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso2.001-filtered-70.jpg 1280w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso2.001-filtered-70-300x169.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso2.001-filtered-70-768x432.jpg 768w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso2.001-filtered-70-1024x576.jpg 1024w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso2.001-filtered-70-550x309.jpg 550w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7263" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso2.002-32.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso2.002-32.jpg 1280w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso2.002-32-300x169.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso2.002-32-768x432.jpg 768w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso2.002-32-1024x576.jpg 1024w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso2.002-32-550x309.jpg 550w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h3>Caso clinico n° 3</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7264" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso3.001-34.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso3.001-34.jpg 1280w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso3.001-34-300x169.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso3.001-34-768x432.jpg 768w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso3.001-34-1024x576.jpg 1024w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso3.001-34-550x309.jpg 550w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7265" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso3.002-36.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso3.002-36.jpg 1280w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso3.002-36-300x169.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso3.002-36-768x432.jpg 768w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso3.002-36-1024x576.jpg 1024w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso3.002-36-550x309.jpg 550w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7266" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso3.003-38.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso3.003-38.jpg 1280w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso3.003-38-300x169.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso3.003-38-768x432.jpg 768w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso3.003-38-1024x576.jpg 1024w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso3.003-38-550x309.jpg 550w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h3>Caso clinico n° 4</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7267" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Copia-di-Caso-4.001-86.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Copia-di-Caso-4.001-86.jpg 1280w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Copia-di-Caso-4.001-86-300x169.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Copia-di-Caso-4.001-86-768x432.jpg 768w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Copia-di-Caso-4.001-86-1024x576.jpg 1024w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Copia-di-Caso-4.001-86-550x309.jpg 550w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7268" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Copia-di-Caso-4.002-88.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Copia-di-Caso-4.002-88.jpg 1280w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Copia-di-Caso-4.002-88-300x169.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Copia-di-Caso-4.002-88-768x432.jpg 768w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Copia-di-Caso-4.002-88-1024x576.jpg 1024w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Copia-di-Caso-4.002-88-550x309.jpg 550w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h3>Caso clinico n° 5</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7269" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso-5.001-44.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso-5.001-44.jpg 1280w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso-5.001-44-300x169.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso-5.001-44-768x432.jpg 768w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso-5.001-44-1024x576.jpg 1024w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso-5.001-44-550x309.jpg 550w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7270" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso-5.002-46.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso-5.002-46.jpg 1280w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso-5.002-46-300x169.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso-5.002-46-768x432.jpg 768w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso-5.002-46-1024x576.jpg 1024w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso-5.002-46-550x309.jpg 550w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h3>Caso clinico n° 6</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7273" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso7.001-94.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso7.001-94.jpg 1280w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso7.001-94-300x169.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso7.001-94-768x432.jpg 768w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso7.001-94-1024x576.jpg 1024w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso7.001-94-550x309.jpg 550w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7274" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso7.002-96.jpg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso7.002-96.jpg 1280w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso7.002-96-300x169.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso7.002-96-768x432.jpg 768w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso7.002-96-1024x576.jpg 1024w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2017/10/Caso7.002-96-550x309.jpg 550w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 class="p1"><span class="s3"><b>CONCLUSIONI</b></span></h2>
<p class="p1"><span class="s1">L’esperienza clinica e la ricerca ci insegnano che ancora non esiste la metodica perfetta e lo strumento universale per eseguire un trattamento endodontico<span class="Apple-converted-space">  </span>che consenta di pulire la totalità del canale, ma di certo le recenti<span class="Apple-converted-space">  </span>acquisizioni ci hanno fatto fare dei passi in avanti per ridurre i rischi di insuccesso e aumentare le percentuali di guarigione. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Sicuramente serviranno ulteriori studi per confermare la validità delle nuove leghe e delle varie metodiche di sagomatura, ma l’esperienza clinica iniziale </span><span class="s1">con la metodica Xp-Endo</span><span class="s1">, unita alla semplicità d’utilizzo e ai risultati evidenziati dalla letteratura, appare molto promettente.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 class="p1"><span class="s1"><b><i>Bibliografia </i></b></span></h2>
<p class="p3"><span class="s3">1</span><span class="s4">&#8211; </span><span class="s2">Adjunctive Steps for Disinfection of the Mandibular Molar Root Canal System: A Correlative Bacteriologic, Micro- Computed Tomography, and Cryopulverization Approach. </span></p>
<p class="p5"><span class="s2">Alves FR</span><span class="s5">,<span class="Apple-converted-space">  </span></span><span class="s2">Andrade-Junior CV</span><span class="s5">,<span class="Apple-converted-space">  </span></span><span class="s2">Marceliano-Alves MF</span><span class="s5">,<span class="Apple-converted-space">  </span></span><span class="s2">Pérez AR</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Rôças I</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Versiani ,</span> <span class="s2">Sousa Neto </span><span class="s5">, </span><span class="s2">Provenzano JC</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Siqueira JF Jr</span><span class="s5">. </span></p>
<p class="p6"><span class="s2">Endod. 2016 Nov;42(11):1667-1672. doi: 10.1016/j.joen.2016.08.003. Epub 2016 Sep 15. </span></p>
<p class="p6"><span class="s6">2</span><span class="s7">&#8211;</span><span class="s2">An in vitro evaluation of various irrigation techniques for the removal of double antibiotic paste from root canal surfaces. </span></p>
<p class="p6"><span class="s2">Gokturk H</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Ozkocak I</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Buyukgebiz F</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Demir O</span><span class="s5">.</span></p>
<p class="p7"><span class="s2">J Appl Oral Sci. 2016 Nov-Dec;24(6):568-574. doi: 10.1590/1678-7757 </span></p>
<p class="p8"><span class="s1">3</span><span class="s2">&#8211; Apical extrusion of debris during the preparation of oval root canals: a comparative study between a full-sequence SAF system and a rotary file system supplemented by XP-endo finisher file. </span></p>
<p class="p6"><span class="s2">Kfir A</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Moza-Levi R</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Herteanu M</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Weissman A</span><span class="s5">,<span class="Apple-converted-space">  </span></span><span class="s2">Wigler R</span><span class="s5">. </span></p>
<p class="p9"><span class="s8">Clin Oral Investig. </span><span class="s2">2017 Jun 12. doi: 10.1007/s00784-017-2144-9</span></p>
<p class="p8"><span class="s9">4</span><span class="s10"><b> </b>&#8211; </span><span class="s2">Cleanliness of Canal Walls following Gutta-Percha Removal with Hand Files, RaCe and RaCe plus XP-Endo Finisher Instruments: A Photographic in Vitro Analysis. </span></p>
<p class="p6"><span class="s2">Karamifar K1, Mehrasa N1, Pardis P1, Saghiri MA2. </span></p>
<p class="p8"><span class="s8">Iran Endod J. </span><span class="s2">2017 Spring;12(2):242-247. doi: 10.22037/iej.2017.47. </span></p>
<p class="p8"><span class="s1">5</span><span class="s2">&#8211; Comparison of sodium hypochlorite extrusion by five irrigation systems using an artificial root socket model and a quantitative chemical method. </span></p>
<p class="p6"><span class="s2">Azim AA</span><span class="s5">,<span class="Apple-converted-space">  </span></span><span class="s2">Aksel H</span><span class="s5">,<span class="Apple-converted-space">  </span></span><span class="s2">Margaret Jefferson M</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Huang GT</span><span class="s5">. </span></p>
<p class="p8"><span class="s8">Clin Oral Investig. </span><span class="s2">2017 Jul 26. doi: 10.1007/s00784-017-2187-y. [Epub ahead of print] </span></p>
<p class="p8"><span class="s1">6</span><span class="s2">&#8211; Effectiveness of various irrigation protocols for the removal of calcium hydroxide from artificial standardized grooves. </span></p>
<p class="p6"><span class="s2">Gokturk H, Ozkocak I, Buyukgebiz F, Demir O. </span></p>
<p class="p8"><span class="s2">J Appl Oral Sci. 2017 May-Jun;25(3):290-298. doi: 10.1590/1678-775 </span></p>
<p class="p8"><span class="s1">7</span><span class="s2">&#8211; Effectiveness of XP-endo Finisher and XP-endo Finisher R in removing root filling remnants: a micro-CT study. </span></p>
<p class="p6"><span class="s2">Silva EJNL,</span> <span class="s2">Belladonna FG</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Zuolo AS</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Rodrigues E</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Ehrhardt IC</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Souza EM</span><span class="s5">, </span><span class="s2">De-Deus G</span><span class="s5">. </span></p>
<p class="p8"><span class="s8">Int Endod J. </span><span class="s2">2017 May 3. doi: 10.1111/iej.12788. </span></p>
<p class="p8"><span class="s1">8</span><span class="s2">-Effectiveness of XP-endo Finisher, EndoActivator, and File agitation on debris and smear layer removal in curved root canals: a comparative study. </span></p>
<p class="p6"><span class="s2">Elnaghy AM</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Mandorah A</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Elsaka SE</span></p>
<p class="p8"><span class="s8">Odontology. </span><span class="s2">2017 Apr;105(2):178-183. doi: 10.1007/s10266-016-0251-8. Epub 2016 May 20. </span></p>
<p class="p8"><span class="s1">9</span><span class="s2">-Efficacy of 4 Irrigation Protocols in Killing Bacteria Colonized in Dentinal Tubules Examined by a Novel Confocal Laser Scanning Microscope Analysis. </span></p>
<p class="p6"><span class="s2">Azim AA</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Aksel H</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Zhuang T</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Mashtare T</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Babu JP</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Huang GT</span></p>
<p class="p6"><span class="s2">J Endod. 2016 Jun;42(6):928-34. doi: 10.1016/j.joen.2016.03.009. Epub </span></p>
<p class="p6"><span class="s1">10</span><span class="s2">&#8211; Efficacy of self-adjusting file, XP-endo finisher and passive ultrasonic irrigation on the removal of calcium hydroxide paste from an artificial standardized groove. </span></p>
<p class="p6"><span class="s2">Kfir A</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Blau-Venezia N</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Goldberger T</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Abramovitz I</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Wigler R</span><span class="s5">.</span></p>
<p class="p6"><span class="s2">Aust Endod J. 2017 Jun 23. doi: 10.1111/aej.12204.</span></p>
<p class="p6"><span class="s1">11</span><span class="s2">&#8211; Efficacy of XP-endo finisher and TRUShape 3D conforming file compared to conventional and ultrasonic irrigation in removing calcium hydroxide. </span></p>
<p class="p6"><span class="s2">Uygun AD</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Gündoğdu EC,</span> <span class="s2">Arslan H</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Ersoy İ</span><span class="s5">.</span></p>
<p class="p6"><span class="s2">Aust Endod J. 2016 Nov 12. doi: 10.1111/aej.12176. </span></p>
<p class="p6"><span class="s1">12</span><span class="s2">&#8211; Efficacy of XP-endo Finisher File in Removing Calcium Hydroxide from Simulated Internal Resorption Cavity. </span></p>
<p class="p6"><span class="s2">Keskin C</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Sariyilmaz E</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Sariyilmaz Ö</span><span class="s5">.</span></p>
<p class="p6"><span class="s2">J Endod. 2017 Jan;43(1):126-130. doi: 10.1016/j.joen.2016.09.009. Epub 2016 Dec 6. </span></p>
<p class="p6"><span class="s1">13</span><span class="s2">-Efficacy of XP-endo finisher files in the removal of calcium hydroxide paste from artificial standardized grooves in the apical third of oval root canals. </span></p>
<p class="p6"><span class="s2">Wigler R</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Dvir R</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Weisman A</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Matalon S</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Kfir A</span><span class="s5">. </span></p>
<p class="p8"><span class="s8">Int Endod J. </span><span class="s2">2017 Jul;50(7):700-705. doi: 10.1111/iej.12668. Epub 2016 Jun 25. </span></p>
<p class="p8"><span class="s1">14</span><span class="s2">&#8211; Efficacy of XP-Endo Finisher in the Removal of Triple Antibiotic Paste from Immature Root Canals. </span></p>
<p class="p6"><span class="s2">Turkaydin D</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Demir E</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Basturk FB</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Sazak Övecoglu H</span><span class="s5">. </span></p>
<p class="p8"><span class="s8">J Endod. </span><span class="s2">2017 Jul 13. pii: S0099-2399(17)30523-X. doi: 10.1016/j.joen.2017.04.017 </span></p>
<p class="p8"><span class="s1">15</span><span class="s2">&#8211; Ex vivo evaluation of four final irrigation protocols on the removal of hard-tissue debris from the mesial root canal system of mandibular first molars. </span></p>
<p class="p6"><span class="s2">Leoni GB</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Versiani MA</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Silva-Sousa YT</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Bruniera JF</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Pécora JD, Sousa-Neto MD</span></p>
<p class="p8"><span class="s2">I</span><span class="s8">nt Endod J. </span><span class="s2">2017 Apr;50(4):398-406. doi: 10.1111/iej.12630. Epub 2016 Apr 8. </span></p>
<p class="p8"><span class="s1">16</span><span class="s2">&#8211; In Vitro Efficacy of XP-endo Finisher with 2 Different Protocols on Biofilm Removal from Apical Root Canals. </span></p>
<p class="p6"><span class="s2">Bao P</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Shen Y</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Lin J</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Haapasalo M</span></p>
<p class="p8"><span class="s8">J Endod. </span><span class="s2">2017 Feb;43(2):321-325. doi: 10.1016/j.joen.2016.09.021. Epub 2016 Dec 7 </span></p>
<p class="p8"><span class="s12">17</span><span class="s13">&#8211;</span><span class="s2">Removal of Root Canal Fillings in Curved Canals Using Either Reciprocating Single- or Rotary Multi-instrument Systems and a Supplementary Step with the XP-Endo Finisher. </span></p>
<p class="p6"><span class="s2">Alves FR</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Marceliano-Alves MF</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Sousa JC</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Silveira SB</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Provenzano JC</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Siqueira JF Jr</span><span class="s5">. </span></p>
<p class="p8"><span class="s8">J Endod. </span><span class="s2">2016 Jul;42(7):1114-9. doi: 10.1016/j.joen.2016.04.007. Epub 2016 May 20. </span></p>
<p class="p6"><span class="s14">18</span><span class="s5">&#8211; </span><span class="s2">Effect of ProTaper Gold, Self-Adjusting File, and XP-endo Shaper Instruments on Dentinal Microcrack Formation: A Micro-computed Tomographic Study. </span></p>
<p class="p6"><span class="s2">Bayram HM</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Bayram E</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Ocak M,</span> <span class="s2">Uygun AD</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Celik HH</span></p>
<p class="p6"><span class="s2">J Endod. 2017 Jul;43(7):1166-1169. doi: 10.1016/j.joen.2017.02.005. Epub 2017 May 2. </span></p>
<p class="p6"><span class="s1">19</span><span class="s2">&#8211;<span class="Apple-converted-space">  </span>Torsional resistance of XP-endo Shaper at body temperature compared with several nickel-titanium rotary instruments. </span></p>
<p class="p6"><span class="s2">Elnaghy AM</span><span class="s5">, </span><span class="s2">Elsaka SE</span></p>
<p class="p8"><span class="s2">Int </span><span class="s8">Endod J. </span><span class="s2">2017 Jul 12. doi: 10.1111/iej.12815. </span></p>
<p class="p8"><span class="s1">20</span><span class="s2">&#8211; Xp-3D Finisher@ file- the next step in restorative endodontics</span></p>
<p class="p8"><span class="s2">M.Trope, G. Debellian</span></p>
<p class="p8"><span class="s2">Endodontic Practice US2015; Volume 8, Issue 8, p 14-16</span></p>
<p class="p8"><span class="s1">21</span><span class="s2">&#8211; Cleaning the third dimension.</span></p>
<p class="p8"><span class="s2">M.Trope, G. Debellian</span></p>
<p class="p8"><span class="s2">Endodontic Practice US 2015; Volume 8, issue6, p22-24</span></p>
<p class="p8"><span class="s1">22</span><span class="s2">&#8211; Anatomical shaping with 3-D Shaper and Finisher</span></p>
<p class="p8"><span class="s2">Endodontic Practice US 2017; Volume 10, issue1, p 30-32</span></p>
<p class="p8"><span class="s2">Allen ALì Nasseh</span></p>
<p class="p8"><span class="s1">23</span><span class="s2">&#8211; Endodonzia, trincipi di base, procedure operative<span class="Apple-converted-space">  </span>e tecniche (sec Edizione)</span></p>
<p class="p8"><span class="s2">Edito da Edra</span></p>
<p class="p8"><span class="s2">Somma F. et al</span></p>
<p class="p8"><span class="s1">24</span><span class="s2">&#8211; Cyclic fatigue testing of nichel-titanium endodontic instrument</span></p>
<p class="p8"><span class="s2">J.Endod 1997; 23 (2) : 77-85</span></p>
<p class="p8"><span class="s2">Pruett JP., et al </span></p>
<p class="p8"><span class="s1">25</span><span class="s2">&#8211;<span class="Apple-converted-space">  </span>Rotazione alternata nell’uso di strumenti Ni-Ti </span></p>
<p class="p8"><span class="s2">G .It Endo &#8211; vol 16-n2, p 79-84</span></p>
<p class="p8"><span class="s2">Malentacca A., Lalli F.</span></p>
<p class="p8"><span class="s1">26</span><span class="s2">&#8211; Extending cyclec fatigue life of F2 Pro-Taper instruments used in reciprocating movement </span></p>
<p class="p8"><span class="s2">Int. Endod J 2010</span></p>
<p class="p8"><span class="s2">De Deus G. et al</span></p>
<p class="p8"><span class="s1">27</span><span class="s2">&#8211; Cyiclic fatigue analysis of twisted file rotary NiTi instruments used in reciprocating motion</span></p>
<p class="p8"><span class="s2">Gambarini G. et al</span></p>
<p class="p8"><span class="s2">J. Endod 2012; 45 (9) :802-6</span></p>
<p class="p8"><span class="s1">28-</span><span class="s2"> Apically extruded debris with reciprocating single-file and full-sequence rotary instrumentation system</span></p>
<p class="p8"><span class="s2">Burklein S, Shafer E.</span></p>
<p class="p8"><span class="s2">J Endod 2012 ; 38(6); 850-2</span></p>
<p class="p8"><span class="s1">29</span><span class="s2">&#8211; Incidence of dentinal defects after root canal preparation: reciprocating versus rotary instrumentation </span></p>
<p class="p8"><span class="s2">Burkein S. et al </span></p>
<p class="p8"><span class="s2">J.Endod 2013; 39: 501-4</span></p>
<p class="p8"><span class="s1">30</span><span class="s2">&#8211; Cyclic fatigue resistance of race and M-Two files in continuos rotation and reciprocating motion</span></p>
<p class="p8"><span class="s2">Vadhana S. et al</span></p>
<p class="p8"><span class="s2">J. Endod 2014 Jul; 40(7): 995-9</span></p>
<p class="p8"><span class="s1">31</span><span class="s2">&#8211; Influence of continuos rotation or reciprocation of OTR motion on cyclic fatigue resistance of Ni-Ti rotary instruments</span></p>
<p class="p8"><span class="s2">Int.Endod.Journ </span></p>
<p class="p8"><span class="s2">Pedullà E., Cosentino G., Ambu E., Rovai F., Campedelli F., Rapisarda S., La Rosa GR., Rapisarda E., Grandini S.</span></p>
<p class="p8"><span class="s1">32</span><span class="s2">-Current Challenges and concepts of the thermomechanical treatment of Ni-Ti instruments</span></p>
<p class="p8"><span class="s2">Shen, Zhou, Zheng; Peng; Haapasalo</span></p>
<p class="p8"><span class="s2">JOE, vol 39, numb 2, February 2013</span></p>
<p class="p8"><span class="s1">33</span><span class="s2">&#8211; Torsional Andcycling fatigue resistance of a new Ni-Ti instrument manufactured by electrical discharge machining</span></p>
<p class="p8"><span class="s2">E.Pedullà, F.LSavio, S.Boninelli, G. Plotino, N.M.Grande, G.L.Rosa, E.Rapisarda</span></p>
<p class="p8"><span class="s1">34-</span><span class="s2"> Influence of Cyclic torsional preloading on cyclic fatigue resistance of Ni-Ti instruments</span></p>
<p class="p8"><span class="s2">E. Pedullà, F.Lo Savio, S. Boninelli, G.Plotino, N.M.Grande, E. Rapisarda, G.La Rosa</span></p>
<p class="p8"><span class="s2">International Endod. Journal</span></p>
<p class="p8"><span class="s1">35</span><span class="s2">&#8211; Computed Micro-Tomography evaluation of glide path with nickel-titanium rotary PathFiles in maxillary first molars curved canals.</span></p>
<p class="p14"><span class="s2">Pasuqlaini D et al </span></p>
<p class="p14"><span class="s2">Journal of Endodontics 2012; 38(3): 389-93</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">36</span><span class="s2">-. Accumlated hard tissue debris levels in mesial roots of ,mandibular molars after sequential irrigation steps. </span></p>
<p class="p3"><span class="s2">Paqué F, Boessler C, Zehender M</span></p>
<p class="p3"><span class="s2">Int Endod J 2011;44:148-53</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">37</span><span class="s2">&#8211; Preparatinj of oval-shaped root canals in mandibular molars using Ni-Ti rotary instruments: A micro-computed tomography study.</span></p>
<p class="p3"><span class="s2">Paqué F, Ballmer M, Attin T, Peters OA.</span></p>
<p class="p3"><span class="s2"> J Endod 2010;36:703-7</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">38</span><span class="s2">&#8211; The effects of canal preparation and filling on the incidence of dentinal defects.</span></p>
<p class="p3"><span class="s2">Shemesh H, Bier CA, Wu MK, TanomaruFilho M, Wesselink PR.</span></p>
<p class="p3"><span class="s2"> Int J Endod 2009;42:208-13</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">39-</span><span class="s2">Analisys of apical root trasportation<span class="Apple-converted-space">  </span>associated with Pro taper universal F3 and F4instruments by using digital subtraction radiology. </span></p>
<p class="p3"><span class="s2">Kunert GG, Camargo Fontanella VR, de Moura AA, Barletta FB.</span></p>
<p class="p3"><span class="s2">J Endod 2010;36:1052-5</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">40</span><span class="s2">-. Preparatinj of oval-shaped root canals in mandibular molars using Ni-Ti rotary instruments: A micro-computed tomography study. </span></p>
<p class="p3"><span class="s2">Paqué F, Ballmer M, Attin T, Peters OA</span></p>
<p class="p3"><span class="s2">J Endod 2010;36:703-7</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">41</span><span class="s2">&#8211; Micro computed tomography evaluation of the preparation of long oval root canals in mandibular molars with SAF. </span></p>
<p class="p3"><span class="s2">Paqué F, Peters OA.</span></p>
<p class="p3"><span class="s2">J Endod 2011;37:517-21</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">42</span><span class="s2">&#8211; Effect of photon-initiated photo acoustic streaming on removal of apically placed dentinal debris</span></p>
<p class="p3"><span class="s2">Arslan, Capar, Saygili, Gok, Akcay</span></p>
<p class="p3"><span class="s2">Int. Endodo Journ 2014; 47(11): 1072-7</span></p>
<p class="p3"><span class="s2">43- Use of NiTi rotary PathFile to create<span class="Apple-converted-space">  </span>the glide path:<span class="Apple-converted-space">  </span>comparison with manual preflaring in simulated root canals</span></p>
<p class="p3"><span class="s2">Journal of Endodontics 2009; 35 (3): 408-12</span></p>
<p class="p3"><span class="s2">Berutti E et Al.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1">43-</span><span class="s2"> Three-Dimensional Anatomic Cleaning and Shaping </span></p>
<p class="p3"><span class="s2">Allen Nasseh Alì.</span></p>
<p class="p3"><span class="s2">Dentistry Today ,1 July2017</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">44- Evaluation of Time to Fracture and Vertical Forces Applied by a Novel Gentlefile System for Root Canal Preparation in Simulated Roots Canal</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">D. Moreinos, A.Dakar, N.J. Stone, J. Moshonov</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Journal Of Endodontic 2016; 42(3), 505-508</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.zerodonto.com/2017/12/sagomatura-canalare-strumenti-espansivi/">La sagomatura canalare con strumenti espansivi di ultima generazione</a> proviene da <a href="https://www.zerodonto.com">Zerodonto</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.zerodonto.com/2017/12/sagomatura-canalare-strumenti-espansivi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>4</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La tecnica Self-Adjusting-File (SAF)</title>
		<link>https://www.zerodonto.com/2015/06/la-tecnica-self-adjusting-file/</link>
					<comments>https://www.zerodonto.com/2015/06/la-tecnica-self-adjusting-file/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Bellucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2015 13:49:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Endodonzia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.zerodonto.com/?p=4713</guid>

					<description><![CDATA[<p>Introduzione &#160; Nel 1993 venivano introdotti nel mercato odontoiatrico i primi file endodontici composti da una lega in Nichel Titanio (NiTi) che di certo contribuirono a cambiare radicalmente l’approccio operativo all’endodonto [1]. Rispetto alle precedenti lime in acciaio risultavano molto più flessibili, più efficienti e performanti nel sagomare i canali radicolari. Negli ultimi anni poi, il progredire delle conoscenze e della tecnica , ha permesso di apportare una serie di interessanti modifiche a queste leghe, permettendo di renderle sempre più resistenti alle forze torsionali e quindi più sicure nel loro utilizzo. Si è così arrivati alla creazione di “single file” per la sagomatura con un solo strumento di tutto il canale come i Wave One ® (Maillefer-Dentsply, Ballaugues, Svizzera) o i Reciproc ® (VDW, Monaco, Germania )[2]. Nonostante questi miglioramenti in ambito strutturale, il design del file rimane sempre lo stesso : un uno corpo solido con scanalature più o meno accentuate, che incidono il canale con con varie angolazioni raccogliendo  i detriti di lavorazione nelle loro spire. Da ciò si deduce che, nonostante le differenti varianti endodontiche riscontrabili in natura, noi non facciamo altro che improntare la forma dello strumento all’interno del canale, indipendentemente dal tipo di anatomia  che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.zerodonto.com/2015/06/la-tecnica-self-adjusting-file/">La tecnica Self-Adjusting-File (SAF)</a> proviene da <a href="https://www.zerodonto.com">Zerodonto</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2></h2>
<h2><em>Introduzione</em></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel 1993 venivano introdotti nel mercato odontoiatrico i primi file endodontici composti da una lega in Nichel Titanio (NiTi) che di certo contribuirono a cambiare radicalmente l’approccio operativo all’endodonto [1]. Rispetto alle precedenti lime in acciaio risultavano molto più flessibili, più efficienti e performanti nel sagomare i canali radicolari. Negli ultimi anni poi, il progredire delle conoscenze e della tecnica , ha permesso di apportare una serie di interessanti modifiche a queste leghe, permettendo di renderle sempre più resistenti alle forze torsionali e quindi più sicure nel loro utilizzo. Si è così arrivati alla creazione di “single file” per la sagomatura con un solo strumento di tutto il canale come i Wave One ® (Maillefer-Dentsply, Ballaugues, Svizzera) o i Reciproc ® (VDW, Monaco, Germania )[2].</p>
<p>Nonostante questi miglioramenti in ambito strutturale, il design del file rimane sempre lo stesso : un uno corpo solido con scanalature più o meno accentuate, che incidono il canale con con varie angolazioni raccogliendo  i detriti di lavorazione nelle loro spire. Da ciò si deduce che, nonostante le differenti varianti endodontiche riscontrabili in natura, noi non facciamo altro che improntare la forma dello strumento all’interno del canale, indipendentemente dal tipo di anatomia  che ci troviamo di fronte, con la conseguenza di affrontare allo stesso modo canali a sezione rotonda o ovale, con curvature più o meno accentuate.</p>
<p>Dagli studi effettuati da Paqué [3] analizzando delle sezioni di Micro-CT, si evince bene come la strumentazione con classici strumenti Ni-Ti non riesca a fornire una adeguata pulizia di tutto il sistema canalare (fig1). Questi ultimi infatti, proprio per la loro conformazione, non riescono a venire in contatto con tutte le pareti della radice, lasciando in sede una quantità di tessuto non rimosso che riduce anche la qualità della successiva chiusura, cosa già evidenziata da De Deus (Fig2) [4,5].</p>
<p><span id="more-4713"></span></p>
<div id="attachment_4715" style="width: 733px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-133.png"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-4715" class="wp-image-4715 size-full" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-133.png" alt="pasted-image-133" width="723" height="443" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-133.png 723w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-133-300x184.png 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-133-550x337.png 550w" sizes="auto, (max-width: 723px) 100vw, 723px" /></a><p id="caption-attachment-4715" class="wp-caption-text">Fig.1 &#8211; Adapted from Paquè et Al</p></div>
<div id="attachment_4732" style="width: 543px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/File-28-05-15-10-03-14-137.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-4732" class="wp-image-4732 size-customThumbZeroD" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/File-28-05-15-10-03-14-137-533x400.jpg" alt="File 28-05-15 10 03 14-137" width="533" height="400" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/File-28-05-15-10-03-14-137-533x400.jpg 533w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/File-28-05-15-10-03-14-137-300x225.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/File-28-05-15-10-03-14-137-768x576.jpg 768w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/File-28-05-15-10-03-14-137-1024x768.jpg 1024w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/File-28-05-15-10-03-14-137.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 533px) 100vw, 533px" /></a><p id="caption-attachment-4732" class="wp-caption-text">Fig. 2 &#8211; Adapted from DeDeus et Al.</p></div>
<p>La ricerca di strumenti più efficienti ha portato di conseguenza a creare files con angoli di taglio sempre più “attivi” con conseguente formazione di maggior quantità di  detriti,  ma anche di maggiori stress dentinali  che   molto spesso  causano dei “micro-crack” all’interno delle radici che possono portare a vere e proprie incrinature radicolari prima, e possibili fratture verticali poi [6,7,8,9]</p>
<p>Con l’introduzione nel 2010 del SAF® (Self Adjusting File, ReDent Nova, Israele), si è cercato di dare una nuova definizione al concetto di sagomatura 3D , di detersione e di rispetto dell’endodonto, il tutto grazie ad un approccio completamente differente rispetto al passato.</p>
<p>Oggi affermare che il trattamento endodontico è più sicuro e minimamente invasivo rispetto al passato, può essere convalidato da oltre 50 studi pubblicati  sulle principali riviste scientifiche internazionali, e dalle applicazioni cliniche sempre più numerose.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><em>La Sistematica SAF</em></h2>
<p>&nbsp;</p>
<h3>1.IL FILE</h3>
<p>Il SAF è il primo file endodontico che ha un’anima cava e non è caratterizzato da un struttura solida. Questo è infatti  uno strumento formato da un tubo cavo  con due montanti paralleli tra loro tenuti insieme da una rete di Nichel Titanio; il processo di creazione dello strumento non  prevede tecniche  di intaglio, bensì di sottrazione mediante sabbiatura.</p>
<p>La porzione lavorante non presenta alcuna scanalatura, ma solo una  superficie ruvida che garantisce una azione di levigatura della radice molto delicata ed efficiente(Fig 3).</p>
<p>La struttura interna cava, oltre a far scorrere il liquido al suo interno, consente di raccogliere i detriti prodotti e ne facilita l’asportazione grazie al flusso continuo di irrigazione. Questo avviene grazie all’innesto di un tubicino  posto sul gambo dello strumento  attaccato ad un motore endodontico (Fig.4) dotato di una pompa peristaltica (Endostation ® , ReDent Nova,Israele) che fornisce una erogazione di irrigante costante e pre calibrata (4ml/min) [10,11,12].</p>
<div id="attachment_4735" style="width: 560px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/SAF_25mm-20.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-4735" class="wp-image-4735 size-customThumbZeroD" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/SAF_25mm-20-550x277.jpg" alt="SAF_25mm-20" width="550" height="277" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/SAF_25mm-20-550x277.jpg 550w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/SAF_25mm-20-300x151.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/SAF_25mm-20-768x387.jpg 768w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/SAF_25mm-20-1024x516.jpg 1024w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/SAF_25mm-20.jpg 1057w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></a><p id="caption-attachment-4735" class="wp-caption-text">Fig. 3</p></div>
<div id="attachment_4734" style="width: 472px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/image56-22.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-4734" class="wp-image-4734 size-customThumbZeroD" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/image56-22-462x400.jpg" alt="image56-22" width="462" height="400" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/image56-22-462x400.jpg 462w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/image56-22-300x260.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/image56-22-768x665.jpg 768w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/image56-22-1024x886.jpg 1024w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/image56-22.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 462px) 100vw, 462px" /></a><p id="caption-attachment-4734" class="wp-caption-text">Fig. 3</p></div>
<div id="attachment_4736" style="width: 437px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/Schermata-2015-05-29-alle-15.47.18.png"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-4736" class="wp-image-4736 size-customThumbZeroD" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/Schermata-2015-05-29-alle-15.47.18-427x400.png" alt="Schermata 2015-05-29 alle 15.47.18" width="427" height="400" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/Schermata-2015-05-29-alle-15.47.18-427x400.png 427w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/Schermata-2015-05-29-alle-15.47.18-300x281.png 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/Schermata-2015-05-29-alle-15.47.18-768x719.png 768w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/Schermata-2015-05-29-alle-15.47.18-1024x958.png 1024w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/Schermata-2015-05-29-alle-15.47.18.png 1089w" sizes="auto, (max-width: 427px) 100vw, 427px" /></a><p id="caption-attachment-4736" class="wp-caption-text">Fig. 4</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>La particolare struttura cava, conferisce al SAF delle caratteristiche peculiari, come  ad esempio la capacità di comprimersi all’ interno dei canali. In effetti il diametro dello strumento standard è di 1,5mm ma, se completamente compresso, arriva al calibro di un K-file manuale da 0,20. Se invece viene inserito all’interno  di un canale ovale da 0,2mm, il SAF arriva a distendersi bucco-lingualmente fino a 2,4 mm, rendendo così possibile il contatto con buona parte della superficie interna del canale. Questo succede indipendentemente dal tipo di canale che si trova perché è il file che si adatta ad esso in base alla sua conformazione , e non viceversa (da qui il nome di Self-Adjusting -File) [10].</p>
<p>Questa  struttura particolarmente flessibile, fa del SAF uno strumento molto sicuro ed affidabile in quanto a fratture.</p>
<p>Infatti la sua rete cava gli permette di torcersi ma, anche in caso di distacco dal manico, lo strumento non rimane incastrato in quanto non possiede lame e quindi si sfila facilmente. Questa peraltro è una evenienza alquanto rara; più frequentemente può accadere che con l’utilizzo possano staccarsi dei piccoli pezzetti della rete (FIg.5) che finiscono direttamente nel liquido che fuoriesce dal canale e quindi nell’aspiratore.</p>
<p>Il file viene montato su una testina RTD3  (Fig.6) che svolge una duplice funzione: trasformare il movimento di rotazione in un movimento up-dowm del gambo dello</p>
<div id="attachment_4742" style="width: 543px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/image95-26.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-4742" class="wp-image-4742 size-customThumbZeroD" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/image95-26-533x400.jpg" alt="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" width="533" height="400" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/image95-26-533x400.jpg 533w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/image95-26-300x225.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/image95-26-768x576.jpg 768w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/image95-26-1024x768.jpg 1024w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/image95-26.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 533px) 100vw, 533px" /></a><p id="caption-attachment-4742" class="wp-caption-text">Fig. 5</p></div>
<div id="attachment_4741" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/image-28.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-4741" class="wp-image-4741 size-medium" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/image-28-300x280.jpg" alt="image-28" width="300" height="280" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/image-28-300x280.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/image-28-768x717.jpg 768w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/image-28-429x400.jpg 429w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/image-28.jpg 826w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-4741" class="wp-caption-text">Fig. 6</p></div>
<p>strumento con oscillazioni di 0,4mm, e inoltre generare una rotazione  in assenza di torque [10,11,13].</p>
<p>Tutto questo si traduce clinicamente nella possibilità che il SAF ha di entrare ed uscire dal canale sempre in posizioni differenti esercitando una azione di levigatura dentinale impattando quasi l’80% di tutto il canale (contro il 50-60% della normale strumentazione rotante o reciprocante)[13,14] .</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>2. NO-PRESSURE IRRIGATION</h3>
<p>Il manipolo viene comandato da una Endostation® alla velocità di 5000 rpm . Quest’ultima  è dotata di una pompa peristaltica che inietta all’interno di un tubo di polietilene la soluzione irrigante all’interno del manico dello strumento (alla velocità di 4ml x min) e di conseguenza all’interno del canale. La soluzione irrigante in questo modo, data la particolare conformazione dello strumento, riesce ad arrivare alla LDL, permettendo di disinfettare e detergere durante tutto il tempo di trattamento l’endodonto. Il flusso dell’irrigante non ha pressione rendendo il sistema anche molto sicuro contro le possibili fuoriuscite di ipoclorito dall’apice .</p>
<p>In questo modo si evitano le estrusioni causate da un errato uso di siringhe (metodi a pressione positiva), o il ricorso a sistematiche a pressione negativa (Endovac® ,SybronEndo ) certamente valide, ma che richiedono, per portare la cannula alla lunghezza di lavoro desiderata, un allargamento del canale fino a diametri di #40-#45 [15,16] .</p>
<p>Se il tutto lo mettiamo in relazione al movimento di andirivieni con il quale si lavora ,  si comprende come il liquido possa defluire dal canale di continuo portando con se tutti i detriti di lavorazione, e garantendo nel contempo sempre un rinnovo di soluzione fresca in apice. Questo turn-over avviene ogni 30 secondi, (Video1)</p>
<p><iframe loading="lazy" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/IrhdE3shkF0?feature=oembed" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
<p>quindi per ben 8 volte durante i 4 minuti lavoro raccomandati, e il tutto avviene senza la minima estrusione di liquido dall’apice dell’elemento (Video2)[12].</p>
<p><iframe loading="lazy" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/nV8M5iRBgGM?feature=oembed" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
<p>L’azione sinergica di irrigazione e movimento di “scrubbing” sulle pareti del canale, garantiscono una detersione sicura dell’endodonto, senza produzione di detriti (che vengono messi in sospensione come polvere e portati via dal liquido in uscita dal canale), e senza l’utilizzo di accessori esterni che amplifichino l’azione degli irriganti stessi. Non va dimenticato che l’anatomia è un fattore importante e condizionante l’utilizzo di alcune metodiche di irrigazione, basti pensare che l’irrigazione passiva con ultrasuoni è difficile da applicare in zone con radici curve per l’impossibilità di  capire dove fermare la punta senza farle toccare le pareti del canale; stessa cosa anche per le metodiche a pressione negativa. In questo caso, come già accennato, affinché siano realmente efficienti, si devono raggiungere diametri apicali di #40.04 o #40 0.6,[17] che in un canale curvo, potrebbero essere eccessivi  e non privi da rischi[9,18,19].</p>
<p>Gli studi effettuati al SEM (Fig7) hanno messo in evidenza che la pulizia che si riesce ad ottenere nel terzo medio e coronale è in linea a quella ottenibile con i classici strumenti rotanti, usando una normale siringa da irrigazione. Il terzo apicale rappresenta la zona più impervia dove anche l’utilizzo di EDTA non riesce a disgregare bene i detriti e lo smear-layer, lasciando la zona spesso non detersa; in questo caso l’uso del SAF, con irrigazione continua, ha avuto nel 65% dei campioni trattati la assenza di detriti e di smear layer dalle pareti con campioni risultati</p>
<p>puliti [20,21,22]. Queste caratteristiche fanno del SAF l’unico con strumento con effetto chemo-meccanico anche nelle zone del terzo apicale con radici curve.</p>
<div id="attachment_4748" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-36.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-4748" class="wp-image-4748 size-full" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-36.jpg" alt="pasted-image-36" width="459" height="465" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-36.jpg 459w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-36-296x300.jpg 296w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-36-60x60.jpg 60w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-36-300x304.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-36-395x400.jpg 395w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-36-32x32.jpg 32w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-36-64x64.jpg 64w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-36-96x96.jpg 96w" sizes="auto, (max-width: 459px) 100vw, 459px" /></a><p id="caption-attachment-4748" class="wp-caption-text">Fig.7 &#8211; Adapted from Lin et Al</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h3>3.SAGOMATURA E DETERSIONE IN 3-D</h3>
<p>Solitamente giudichiamo come “soddisfacente” una terapia canalare da un immagine in 2D come la Rx endorale,  ma questa ci permette  di comprendere ben poco rispetto a quella che è la reale anatomia dentale. Gli studi eseguiti su Micro-CT, hanno messo in evidenza come solitamente una anatomia canalare  di forma ovoidale, raramente sia interamente compresa nella preparazione  usando i tradizionali files rotanti o reciprocanti, nonostante buone Rx endorali. Stessa cosa dicasi per radici complesse come le mesiali dei molari inferiori o i premolari superiori [23,24,25,39]. Gli studi di Paquè  hanno dimostrato come nel trattare la radice distale del molare inferiore con strumenti rotanti (Pro-Taper®, Dentsply) circa il 69% della superficie risultava non toccato dalla azione rotante di questi strumenti [13,27]</p>
<p>Lo stesso studio eseguito  dopo l’uscita del SAF, ha evidenziato una percentuale residua di superficie non trattata del 23% [25]. Questo di certo non è un risultato “perfetto”, ma si avvicina di gran lunga di più a quello che è lo scopo della nostra terapia.</p>
<p>A questo studio ne sono seguiti degli altri per verificare che gli strumenti rotanti realmente riuscissero ad avere questi valori, ed è emerso che, a meno che non vogliamo de-coronare gli elementi, o usare strumenti eccessivamente aggressivi rimuovendo dentina sana dal canale (Versiani et al [28]), il SAF resta il solo file in grado di prendere contatto con la maggiore superficie del lume canalare.</p>
<p>Questa sua caratteristica di adattamento, fa si che il SAF sia particolarmente adatto anche nel trattare i canali C-Shaped (Fig.8)[29] e i canali curvi dove riusciamo ad avere un ottimo contatto perimetrale con le pareti, garantendo un minimo dispendio di dentina , di trasporto del forame apicale, e di raddrizzamento dei canali ad “S” (Fig.9) [13,14,23].</p>
<div id="attachment_4750" style="width: 560px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/gjltg.001.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-4750" class="wp-image-4750 size-customThumbZeroD" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/gjltg.001-550x155.jpg" alt="gjltg.001" width="550" height="155" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/gjltg.001-550x155.jpg 550w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/gjltg.001-300x85.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/gjltg.001-768x217.jpg 768w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/gjltg.001-1024x289.jpg 1024w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/gjltg.001.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></a><p id="caption-attachment-4750" class="wp-caption-text">Fig. 8 &#8211; Adapted from Solomonov et Al</p></div>
<div id="attachment_4751" style="width: 560px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-40.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-4751" class="wp-image-4751 size-customThumbZeroD" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-40-550x309.jpg" alt="pasted-image-40" width="550" height="309" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-40-550x309.jpg 550w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-40-300x169.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-40-768x432.jpg 768w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-40-1024x576.jpg 1024w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-40.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></a><p id="caption-attachment-4751" class="wp-caption-text">Fig. 9 &#8211; Adapted from Peters et Al</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Inoltre, la possibilità&#8221; di avere una importante azione di detersione, permette di raggiungere aree come quelle degli istmi, dove sappiamo che è fondamentale andare a rimuovere il tessuto residuo, ma spesso non riusciamo ad arrivare. La capacità di comprimersi, gli permette di percorrere istmi fino ad uno spessore di 0.2mm, al di sotto del quale l’azione è lasciata solo agli irriganti.</p>
<p>Gli studi effettuati da Paquè (Fig10)[30,31] hanno messo in evidenza come nel movimento di rotazione dei classici strumenti ni-ti montati, ci sia la tendenza ad accumulare detriti in senso centrifugo, e si finisca spesso per “impacchettare”  questi ultimi all’interno degli istmi o dei recessi del canale.</p>
<p>In queste aree, dove possiamo trovare residui di polpa o batteri, l’azione di detersione dei file e dell’ipoclorito diventa quindi impossibile, e come evidenziato dallo stesso Paquè [31] anche l’azione degli ultrasuoni, non riesce a potenziare l’effetto dell’ipoclorito rimuovendo il 50% dei detriti in queste aree. Naturalmente tutto questo si traduce in una diminuita capacità di pulizia e ridotta capacità di otturazione [4,32,33,34].</p>
<div id="attachment_4753" style="width: 560px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-42.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-4753" class="size-customThumbZeroD wp-image-4753" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-42-550x309.jpg" alt="Adapted from Paqué et Al " width="550" height="309" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-42-550x309.jpg 550w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-42-300x169.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-42-768x432.jpg 768w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-42-1024x576.jpg 1024w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-42.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></a><p id="caption-attachment-4753" class="wp-caption-text">Fig. 10 &#8211; Adapted from Paqué et Al</p></div>
<p>Non avendo alcuna azione di taglio, bensì lavorando con un movimento  di “filing e scrubbing”, il  SAF produce  polvere dentinale che è veicolata, dall’ipoclorito dentro il file e verso l’esterno del canale[10,11,12]. Inoltre  gli studi effettuati con micro-CT, hanno messo bene in evidenza come i canali trattati con il SAF presentino solo l’1,7% di volume di istmi non puliti ,contro il 10,1% degli strumenti tradizionali.</p>
<p>Come si analizzerà successivamente parlando della otturazione questo si traduce in una migliore capacita di adattamento della guttaperca contro le pareti del canale e di conseguenza con un miglior sigillo[34].</p>
<p>Per ciò che concerne l’efficacia della detersione, sono molteplici gli studi effettuati su canali contaminati con E Faecalis o biofilm batterici.  Da questi si è ben evidenziata la capacità del SAF di eradicare una percentuale superiore di colonie batteriche dai canali, sopratutto lì dove l’anatomia può risultare particolarmente complessa e difficilmente detergibile con strumenti che sono certamente flessibili, ma che non riescono ad entrare nei recessi più profondi dei canali  (Fig11) [32,35]</p>
<div id="attachment_4754" style="width: 560px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-44.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-4754" class="wp-image-4754 size-customThumbZeroD" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-44-550x309.jpg" alt="pasted-image-44" width="550" height="309" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-44-550x309.jpg 550w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-44-300x169.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-44-768x432.jpg 768w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-44-1024x576.jpg 1024w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-44.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></a><p id="caption-attachment-4754" class="wp-caption-text">Fig. 11 &#8211; Adapted from Siqueraet Al</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<h3>4. RISPARMIO DELLA STRUTTURA RADICOLARE RESIDUA</h3>
<p>Già gli studi di Peters sui Pro-Taper del 2003 [23 avevano messo in evidenza come l’utilizzo di strumenti rotanti in Ni-Ti creasse dei trasporti del canale  (Fig.9). Questo porta ad una  perdita della anatomia originaria e sottrazione di quella che è definita “sound dentin”.</p>
<p>Il raddrizzamento delle curve “S-shaped”  deforma quella che è la reale anatomia, e in particolari sedi anatomiche (es. radici mediali dei molari inf), si ha maggiore possibilità di creare stripping o assottigliamenti della dentina nelle zone maggiormente a rischio.</p>
<p>Il SAF lavora asportando in modo uniforme  un sottile strato di dentina perimetralmente al canale, lavorando in maniera assolutamente rispettosa della anatomia originale.</p>
<p>D’altro canto questo non si traduce in una minore efficacia dello strumento anzi, gli studi Metzger del 2010 [33], hanno ben messo in evidenza come il SAF raggiunga un più intimo contatto all’interno del canale con tutte le pareti rispetto a uno strumento rotante in Ni-Ti. Oltre al rischio di alterazione del sistema canalare, si capisce come l’eccessiva asportazione della dentina possa portare a riduzione della capacità di sopportare gli stress da parte della radice che si possono poi trasformare in micro-crack e successivamente in vere e proprie fratture verticali. Quindi se in passato un allargamento del canale veniva considerato in senso positivo per quanto concerne la possibililtà di detersione, oggi questo si è visto poter essere controproducente [36]</p>
<p>Diversi studi sono stati condotti in tal senso  sia su denti estratti [6,23,27] che mediante analisi computerizzata con elementi finiti [19], e da tutti si evince come i momenti torcenti che gli strumenti Ni-Ti esercitano sulle pareti possono portare a crack dentinali,(Fig.12) e di come al variare dei diametri di questi ultimi, le forze aumentino in maniera vertiginosa. Dallo studio di Kim [19] si può notare che un Pro-Taper® può arrivare ad esecitare dai 98 ai 386 Mpa di forza a seconda se parliamo di un F1 o un F3, contro i 10 MPa esercitati da un SAF (fig13).</p>
<div id="attachment_4755" style="width: 377px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-46.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-4755" class="wp-image-4755 size-full" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-46.jpg" alt="pasted-image-46" width="367" height="341" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-46.jpg 367w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-46-300x279.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 367px) 100vw, 367px" /></a><p id="caption-attachment-4755" class="wp-caption-text">Fig. 12 &#8211; Adapted from Yoldas et Al</p></div>
<div id="attachment_4756" style="width: 949px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/etyr.001.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-4756" class="wp-image-4756 size-full" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/etyr.001.jpg" alt="etyr.001" width="939" height="477" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/etyr.001.jpg 939w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/etyr.001-300x152.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/etyr.001-768x390.jpg 768w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/etyr.001-550x279.jpg 550w" sizes="auto, (max-width: 939px) 100vw, 939px" /></a><p id="caption-attachment-4756" class="wp-caption-text">Fig. 13 &#8211; Adapted from Kim et Al</p></div>
<p>Questa differenza importante è da ricercare nella azione delle lame (completamente assenti nel SAF) e nella forza rotatoria esercitata dai motori tradizionali con torque spesso elevati. La possibilità di usufruire di motori e strumenti con movimento reciprocante di certo garantisce un minore stress sulle pareti del canale (ed anche sullo strumento), ma non è comunque paragonabile ad uno strumento che lavora in assenza di torsioni.</p>
<p>Ad oggi studi clinici “in vivo” che possano dimostrare questo non ce ne sono (considerata anche la difficoltà nel poterli eseguire), ma è ragionevole supporre che quanto visto nella pratica in vitro possa essere riconducibile alla prassi clinica [37].</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>5. APPLICAZIONI CLINICHE DEL SAF</h3>
<p>Sulla base delle osservazioni evidenziate dagli studi sulla meccanica dello strumento[10,12] si possono trarre le linee guida per l’uso del SAF.</p>
<p>Come gli altri strumenti Ni-Ti necessita di glide path, che in questo caso si può eseguire con un file rotante #20.04; questa infatti , come recentemente dimostrato dagli studi di Kfir del 2015, sembra essere la conicità ed il diametro in grado di non produrre crack dentali anche in canali curvi [38].</p>
<p>Fatto questo si consiglia di portare manualmente  il SAF nel canale avendo l’accortezza di percepire come si comprime il file e come si riesce ad arrivare fino alla lunghezza di lavoro (LDL) precedentemente stimata (Video3).</p>
<p>Solo ora è possibile montare il SAF sul manipolo e cominciare a sagomare il canale per i 4 minuti raccomandati (Video4).</p>
<p><iframe loading="lazy" width="1170" height="878" src="https://www.youtube.com/embed/zori9Z071u0?feature=oembed" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
<p><iframe loading="lazy" width="1170" height="878" src="https://www.youtube.com/embed/nPIsjvA0py0?feature=oembed" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
<p>La scelta del SAF deve essere eseguita in base al diametro del canale. Per canali fino  a  30-35 si puo usare un SAF da 1,5mm di diametro, dal 35 in poi si userà un SAF da 2.0mm. Questa operazione, che di per sè risulta molto semplice, è purtroppo alla base spesso di errate interpretazioni dei risultati comparativi tra SAF e Ni-Ti rotanti. Ci sono infatti diversi studi che concludono dicendo che la metodica SAF risulti essere paragonabile alle altre in quanto a detersione, ma leggendo con attenzione si vede che spesso in questi studi sono usati SAF da 1,5 in canali larghi e con apici di diametri superiore al 35.</p>
<p>Durante i 4 minuti di lavorazione, gli irriganti (ipoclorito prima, ed EDTA poi), svolgono la loro azione di continuo permettendo alla fine di dover semplicemente calcolare il gauging finale e procedere alla prova del cono.</p>
<p>Il non dover ragionare più per conicità prestabilite, ci impone di provare coni di conicità differenti o non standardizzati al fine di trovare quello che meglio si adatta al canale oppure, come ben evidenziato da Metzger, ricorrere all’uso di coni “customizzati” per il singolo canale, soprattutto in presenza di canali ovali con apici rimaneggiati o particolarmente rastremati.</p>
<p>Considerato l’intimo accoppiamento del cono con le pareti, che non appariranno intagliate dalle lame, ma saranno molto più lisce, la quantità</p>
<p>di cemento richiesta è davvero minima. In letteratura sono state analizzate</p>
<p>tutte le metodiche di chiusura, dalla laterale a freddo, alla verticale a caldo  con o senza carrier (Thermafill), e tutte si sono dimostrate con percentuali di contatto gutta-pareti canalari, al sopra della media (Fig 14) [33,34]</p>
<div id="attachment_4757" style="width: 376px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-60.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-4757" class="wp-image-4757 size-full" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-60.jpg" alt="pasted-image-60" width="366" height="290" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-60.jpg 366w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-60-300x238.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 366px) 100vw, 366px" /></a><p id="caption-attachment-4757" class="wp-caption-text">Fig. 14 &#8211; Adapted from Metzger et Al</p></div>
<p>Date le sue caratteristiche il SAF trova indicazioni d’uso in ogni elemento dentario. Sicuramente diventa indispensabile nei canali con sezione ovoidale; in ogni caso se pensiamo alla possibilità di preservare dentina radicolare e ridurre le forze esercitate all’interno dei canali, possiamo sicuramente preferirli ai tradizionali NI-Ti</p>
<p><iframe loading="lazy" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/d3U8YMqIIPY?feature=oembed" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3></h3>
<h3>6.CASI CLINICI</h3>
<p>Da questa foto si può evidenziare come il SAF rispetti al meglio l’anatomia degli imbocchi a goccia del premolare superiore, detergendo  l’istmo</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/sefg.001.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-customThumbZeroD wp-image-4760" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/sefg.001-550x309.jpg" alt="sefg.001" width="550" height="309" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/sefg.001-550x309.jpg 550w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/sefg.001-300x169.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/sefg.001-768x432.jpg 768w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/sefg.001-1024x576.jpg 1024w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/sefg.001.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/rhe.001.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-customThumbZeroD wp-image-4761" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/rhe.001-550x309.jpg" alt="rhe.001" width="550" height="309" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/rhe.001-550x309.jpg 550w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/rhe.001-300x169.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/rhe.001-768x432.jpg 768w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/rhe.001-1024x576.jpg 1024w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/rhe.001.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe loading="lazy" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/3YAmKG5oSW8?feature=oembed" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe loading="lazy" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/Nr4bTZV2saA?feature=oembed" frameborder="0" allow="autoplay; encrypted-media" allowfullscreen></iframe></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-customThumbZeroD wp-image-4766" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-66-550x309.jpg" alt="pasted-image-66" width="550" height="309" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-66-550x309.jpg 550w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-66-300x169.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-66-768x432.jpg 768w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-66-1024x576.jpg 1024w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-66.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/06/pasted-image-64.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-customThumbZeroD wp-image-4791" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/06/pasted-image-64-550x309.jpg" alt="pasted-image-64" width="550" height="309" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/06/pasted-image-64-550x309.jpg 550w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/06/pasted-image-64-300x169.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/06/pasted-image-64-768x432.jpg 768w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/06/pasted-image-64-1024x576.jpg 1024w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/06/pasted-image-64.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></a></p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/06/pasted-image-62.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-customThumbZeroD wp-image-4792" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/06/pasted-image-62-550x309.jpg" alt="pasted-image-62" width="550" height="309" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/06/pasted-image-62-550x309.jpg 550w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/06/pasted-image-62-300x169.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/06/pasted-image-62-768x432.jpg 768w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/06/pasted-image-62-1024x576.jpg 1024w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/06/pasted-image-62.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></a></p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-68.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-customThumbZeroD wp-image-4767" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-68-550x309.jpg" alt="pasted-image-68" width="550" height="309" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-68-550x309.jpg 550w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-68-300x169.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-68-768x432.jpg 768w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-68-1024x576.jpg 1024w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-68.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></a></p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-70.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-customThumbZeroD wp-image-4768" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-70-550x309.jpg" alt="pasted-image-70" width="550" height="309" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-70-550x309.jpg 550w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-70-300x169.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-70-768x432.jpg 768w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-70-1024x576.jpg 1024w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/pasted-image-70.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></a></p>
<p>L’uso sinergico del SAF con i rotanti (Pro-Taper®), è stato analizzato al fine di comprendere quella che è la sua  possibilità d’uso  nei ritrattamenti.</p>
<p>E’ stato dimostrato[26] come l’azione dei soli rotanti risulti non del tutto sufficiente a rimuovere la gutta residua  nei canali, lì dove invece l’uso del SAF (passato successivamente) riesce a rimuovere e staccare più agevolmente il materiale residuo dalle aree che non vengono toccate dallo strumento rotante  per le sue limitazioni strutturali.</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/profileprotaper.001.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-customThumbZeroD wp-image-4780" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/profileprotaper.001-550x309.jpg" alt="profileprotaper.001" width="550" height="309" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/profileprotaper.001-550x309.jpg 550w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/profileprotaper.001-300x169.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/profileprotaper.001-768x432.jpg 768w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/profileprotaper.001-1024x576.jpg 1024w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/profileprotaper.001.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/aertn.001.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-customThumbZeroD wp-image-4782" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/aertn.001-550x161.jpg" alt="aertn.001" width="550" height="161" srcset="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/aertn.001-550x161.jpg 550w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/aertn.001-300x88.jpg 300w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/aertn.001-768x225.jpg 768w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/aertn.001-1024x300.jpg 1024w, https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2015/05/aertn.001.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px" /></a></h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3>7.  CONCLUSIONI</h3>
<p>Ad oggi ancora non è possibile trattare in maniera predicibile un canale radicolare causa le molteplici variabili che si riscontrano, e soprattutto non siamo ancora in grado di pulirlo e detergerlo completamente. Rimangono</p>
<p>ancora diversi punti da risolvere per fare dell’endodonzia  una disciplina con certezza di risultati, ma con il SAF sicuramente abbiamo fatto dei passi in avanti verso quello che è il fine della terapia canalare, e questo cambio di direzione potrà porre i presupposti per quella che sarà l’evoluzione della futura terapia endodontica.</p>
<p>La metodica richiede una naturale curva di apprendimento legata anche al fatto di avere uno strumento molto flessibile e delicato che potrebbe danneggiarsi se non adeguatamente maneggiato, motivo per cui anche gli operatori già esperti in endodonzia dovranno ricalibrare la loro sensibilità tattile al fine di trarre da questa metodica i risultati attesi.</p>
<p>i video n° 1 e 2 sono stati gentilmente concessi dalla ReDent Nova, Israele</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><em>Riferimenti Bibliografici</em></h3>
<p>Molander A, Caplan D, Bergenholtz, Reit C. Improved quality of root fillings provided by general dental practitioners educated in Ni-Ti rotary instrumentation. Int Endod J 2007;40:254-60</p>
<p>Al-Hadlaq SM, Aljarbou FA, alThumairy RI. Evaluation of cyclic flexural fatigue of Mwire Ni-Ti rotary instruments. J Endod 2010;36:305-307</p>
<p>Bier CA, Shemesh H, Tanomaru-Filho M, Wesselink PR, Wu MK. The ability of different Ni-Ti rotary instruments to induce dentinal damage during canal preparation. J Endod 2009;35:236,238</p>
<p>De Deus G, GurgelFilho ED, Magalhaes KM, Coutinho-Filho T. A laboratory analisys of gutta percha filled area obtained using thermafil, system-b and lateral condensation. Int Endod J 2006;39:378-83</p>
<p>De Deus G, Reis C, Beznos D, de Abranches AM, Coutinho-Filho T, Pacionrik S. Limited ability of three commonly used thermoplasticized gutta-percha. J Endod 2012;38:846-9</p>
<p>Shemesh H, Bier CA, Wu MK, TanomaruFilho M, Wesselink PR. The effects of canalpreparation and filling on the incidence of dentinal defects. Int J Endod 2009;42:208-13</p>
<p>Peters OA, Boessler C, Paqué F. Root canal preparation with a novel Ni-Ti instrument evaluated with micro tomography: Canal surface preparation over time. J Endod 2010;36:1068-72</p>
<p>Adorno GC, Yoshioka T, Suda H. Crack iniriation on the apical root surface caused by three different Ni-Ti rotary files at different working lengths. J Endod 2011;37:522-5</p>
<p>Yoldas O, Yilmaz S, Atakan G, Kuden C, Kasan Z. Dentinal microcrak formation during root canal preparation by different Ni-Ti rotary instruments and Saf. J Endod 2012;38:232-5</p>
<p>Metzeger Z, Teperovich E, Zary R, Cohen R, Hof R. The Self-adjusting file (SAF). Part 1:Respecting the root canal anatomy—a new concept of endodontic files and its implementation. J Endod 2010;36:679-90</p>
<p>Metzeger Z, Kfir A, Abramovitz I, Weissman A, Solomonov M. The Self-Adjusting-File system. Endo (Lond Eng) 2013;7:189-210</p>
<p>Hof R, Perevalov V, Eltanani M,Zary R, Metzeger Z. The SAF part2:Mechanical analisys. J Endod 2010;36:691-6</p>
<p>Peters OA, Paqué F. Root canal preparation of maxillary molars with SAF: A micro-computed tomography study. J Endod 2011;37:53-7</p>
<p>Paqué F, Ganahl D, Peters OA. Effects of root canal preparation on apical geometry assessed by micro-computed tomography. J Endod 2009;35:1056-59</p>
<p>Nielsen BA, Baumgartner J. Comparison of the Endo Vac System to needle irrigation of the canals. J Endod 2007;33:611-5</p>
<p>Shin SJ, Kim HK, Jung IY, Lee CY, Lee SJ, Kim E. Comparison of the clinical efficacy of a new apiece negative pressure irrigating system with conventional irrigation needles in the root canal. Oral Surg Oral Med Oral Pathology Oral Radiol Endod 2010;109:479-84</p>
<p>de Gregorio  C, Arias A, Navarrete N, Del Rio V, Oltra E, Cohenca N.Effect of apical size and taper on volume of irigant delivered at working length with apical negativ pressure at different root curvature. J Endod 2013;39:119-24</p>
<p>Kunert GG, Camargo Fontanella VR, de Moura AA, Barletta FB. Analisys of apical root trasportation  associated with Pro taper universal F3 and F4instruments by using digital subtraction radiology. J Endod 2010;36:1052-5</p>
<p>Kim HC, Lee MH, Yum J, Versius A, Lee CJ, Kim BM. Potential relationship  between  design of rotary Ni-Ti instruments and verticl root fracture. J Endod 2010;36:1195-9</p>
<p>Metzeger Z, Taperovich E, Coeh R, Zary R, Paqué F, Hulsmann M. The SAF part 3:removal of debris and smear layer-a scanning electron microscope study. J Endod 2010;36:697-702</p>
<p>Metzeger Z, Solomonov M, Kfir A. The role of mechanical instrumentation in the cleaning of root canals. Ended Topics 2013;29:87-109</p>
<p>Adiguzel O,YigitOzer S, Kaya S, Uysal I, Ganidauli-Ayas S, Akkus Z. Effectivenessof EDTA and MTAD on debris and smear layer removal using a SAF. Oral Surg Oral MEd Oral Pathol Oral Radiol Endod 2011;112:803-8</p>
<p>Peters OA, Petrs CI, Shonenberger K, Barbakow F. ProTaper rotary root canal preparation: Effects of canal anatomy on final shape analysed by micro CT. Int Endod J 2003;36:86,92</p>
<p>Paqué F, Ballmer M, Attin T, Peters OA. Preparatinj of oval-shaped root canals in mandibular molars using Ni-Ti rotary instruments: A micro-computed tomography study. J Endod 2010;36:703-7</p>
<p>Paqué F, Peters OA. Micro computed tomography evaluation of the preparation of long oval root canals in mandibular molars with SAF. J Endod 2011;37:517-21</p>
<p>Solomonov M,Paqué F, Kaya S, Adiguzel O, Kfir A, Yigit-Ozer S. SAF in retreatment. A hight resolution micro-computed tomography study. J Endod 2012;45:386-92</p>
<p>Shemesh H, Roeleveld AC, Wesselink PR, Wu MK. Damage to root dentin during  retreatment procedures. J Endod 2013;39:172-5</p>
<p>Versiani MA, Leoni GB, Steier L, De-Deus G, Tassani S, Pécora JD, et al. Micro-computed tomography study of oval shaped canals prepared with the SAF, Reciproc, WaveOne and ProTaper Universal Systems. J Endod 2013;39:1060-6</p>
<p>Solomonov M, Paqué F, Fan B, Eilat Y, Berman LH. The challenge of C-Shaped canal systems: A comparative study of the SAF and ProTaper. J Endod 2012;38-209-14</p>
<p>Paqué F, Laib A, Gautschi H, Zehnder M. Hard tissue drebris accumulation analisys by high resolution computed tomography scan. J Endod 2009;35:1044-7</p>
<p>Paqué F, Boessler C, Zehender M. Accumlated hard tissue debris levels in mesial roots of ,mandibular molars after sequential irrigation steps. Int Endod J 2011;44:148-53</p>
<p>Siquera JF jr, Alves FR, Almeida BM, de Oliveira JC, Rocas IN. Ability of chemiomechanical preparation with either rotary instruments or SAF to disinfect oval-shaped root canals. J Endod 2010;36:1860-5</p>
<p>Metzeger Z, Zary R, Cohen R, Taperovich E, Paqué F. The quality of root canal preparation and root canal obturation in canal treated with rotary versus SAF: A three dimensional micro-computed tomographic study. J Endod 2010;36:1569-73</p>
<p>De-DEus G, Barino B, Marins J, Magalhaes K, Thuanne E, Kfir A. SAF cleaning and shaping irrigation system optimizes the filling of oval shaped canals with thermoplasticized utta-percha. J Endod 2012;38:846-9</p>
<p>Lin J, Shen Y, Haapasalo M. A comparative study of biofilm removal with hand, rotary Ni-TI , and SAF instrumentation using a novel in vitro biofilm model. J Endod 2013;39:658-63</p>
<p>Wilcox LR, Roskelley C, Sutton. The relationship of root canal enlargement to finger spreader induced vertical root fracture. J Endod 1997;23:533-4</p>
<p>Metzger Z. The Self Adjusting File System: An evidence-based update. J Conserve Dent 2014;17:401-19</p>
<p>Kfir A.,Goldberg T,Koren T., Pawar A.M., Abramovitz I :Can size 20.04 taper rotary files reproducibily create a glide path fot the SAF? An ex-vivo study in MB canals of mandibular molars</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.zerodonto.com/2015/06/la-tecnica-self-adjusting-file/">La tecnica Self-Adjusting-File (SAF)</a> proviene da <a href="https://www.zerodonto.com">Zerodonto</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.zerodonto.com/2015/06/la-tecnica-self-adjusting-file/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>6</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
