<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Carlo Montesarchio, Autore per Zerodonto</title>
	<atom:link href="https://www.zerodonto.com/author/carlomontesarchio/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.zerodonto.com/author/carlomontesarchio/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Tue, 19 Jun 2018 11:30:23 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1</generator>

<image>
	<url>https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2024/10/cropped-pitto_red-32x32.png</url>
	<title>Carlo Montesarchio, Autore per Zerodonto</title>
	<link>https://www.zerodonto.com/author/carlomontesarchio/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Estetica in Protesi Totale Rimovibile</title>
		<link>https://www.zerodonto.com/2014/05/estetica-in-protesi-totale-rimovibile/</link>
					<comments>https://www.zerodonto.com/2014/05/estetica-in-protesi-totale-rimovibile/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carlo Montesarchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 May 2014 16:44:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Odontotecnica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.zerodonto.com/?p=59</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dal portaimpronte al manufatto protesico: tecniche per la realizzazione La perdita degli elementi dentari è percepita dai pazienti come un netto peggioramento della qualità di vita. Benchè negli ultimi anni la prevenzione odontoiatrica abbia raggiunto livelli sempre più confortanti, l’allungamento della vita media si associa spesso ad un aumento dell’incidenza delle malattie parodontali e della perdita di supporto dentario, causando con il tempo una condizione di edentulia totale. Il superamento dei problemi che il paziente edentulo pone nell’ambito della riabilitazione richiede allo specialista di esercitare tutta la sua perizia e stimola la ricerca nel campo di materiali e tecniche innovative. Ogni fase sia clinica che tecnica, infatti, va eseguita nel rispetto di concetti tradizionali, dall’estensione dell’area basale alla precisone dell’interfaccia tra tessuti molli e superficie d’impronta della protesi, dalla funzionalizzazione del bordo alla modellazione del corpo protesico, da una corretta e fisiologica determinazione dei rapporti maxillo-facciali orizzontali e verticali ad un ottimale montaggio dei denti artificiali. PRESENTAZIONE DEL CASO CLINICO All’osservazione degli autori è giunta una paziente di sesso femminile di 58 anni di età. La raccolta dei dati anamnestici ha permesso di evidenziare buone condizioni di salute generale; la paziente non era fumatrice. Giunta all’osservazione del clinico, la paziente [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.zerodonto.com/2014/05/estetica-in-protesi-totale-rimovibile/">Estetica in Protesi Totale Rimovibile</a> proviene da <a href="https://www.zerodonto.com">Zerodonto</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="font-size: large;"><span style="font-size: medium;">Dal portaimpronte al manufatto protesico: tecniche per la realizzazione</span> </span></h2>
<p>La perdita degli elementi dentari è percepita dai pazienti come un netto peggioramento della qualità di vita. Benchè negli ultimi anni la prevenzione odontoiatrica abbia raggiunto livelli sempre più confortanti, l’allungamento della vita media si associa spesso ad un aumento dell’incidenza delle malattie parodontali e della perdita di supporto dentario, causando con il tempo una condizione di edentulia totale. Il superamento dei problemi che il paziente edentulo pone nell’ambito della riabilitazione richiede allo specialista di esercitare tutta la sua perizia e stimola la ricerca nel campo di materiali e tecniche innovative. Ogni fase sia clinica che tecnica, infatti, va eseguita nel rispetto di concetti tradizionali, dall’estensione dell’area basale alla precisone dell’interfaccia tra tessuti molli e superficie d’impronta della protesi, dalla funzionalizzazione del bordo alla modellazione del corpo protesico, da una corretta e fisiologica determinazione dei rapporti maxillo-facciali orizzontali e verticali ad un ottimale montaggio dei denti artificiali.</p>
<h2><b></b><span id="more-59"></span><br />
<b>PRESENTAZIONE DEL CASO CLINICO</b></h2>
<p><b></b><br />
All’osservazione degli autori è giunta una paziente di sesso femminile di 58 anni di età. La raccolta dei dati anamnestici ha permesso di evidenziare buone condizioni di salute generale; la paziente non era fumatrice. Giunta all’osservazione del clinico, la paziente presentava problematiche sia di natura funzionale che comunicativa, causando una crescente sensazione di discomfort nelle relazioni interpersonali. Di conseguenza, esprimeva il desiderio di effettuare una riabilitazione radicale della propria situazione stomatognatica, ponendo particolare attenzione all’estetica.<br />
Obiettivo primario, pertanto, era la realizzazione di un manufatto protesico che, nel più totale rispetto della funzione, garantisse un’estetica ottimale sia per la paziente che per gli operatori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/1_thumb1.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px 0px 5px; display: inline; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="1" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/1_thumb1.jpg" alt="1" width="584" height="419" align="left" border="0" /></a><br />
<b><span style="font-size: medium;">Procedure tecniche</span></b></h3>
<p><b></b><br />
Concordemente con le metodiche convenzionali, Il clinico rilevava le impronte di studio utilizzando un idrocolloide irreversibile. Le impronte preliminari devono essere sovraestese in modo da rilevare la completa estensione della superfice del mascellare superiore e mandibolare inferiore e delle strutture molli ad esse adiacenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/3_thumb-25255B1-25255D.jpg"><img decoding="async" style="background-image: none; float: none; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="3" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/3_thumb-25255B1-25255D.jpg" alt="3" width="585" height="589" border="0" /></a><br />
Le impronte giunte in laboratorio venivano disinfettate e si procedeva alle fasi di lavorazione a partire dal boxaggio con un listello di cera e successivamente inscatolate</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/4_thumb.jpg"><img decoding="async" style="background-image: none; float: none; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="4" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/4_thumb.jpg" alt="4" width="585" height="524" border="0" /></a><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/05_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: none; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="05" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/05_thumb.jpg" alt="05" width="585" height="528" border="0" /></a><br />
e pronte ad accogliere il gesso; questo permetterà di ottenere dei modelli preliminari dettagliati ed esteticamente validi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/6_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: none; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="6" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/6_thumb.jpg" alt="6" width="585" height="393" border="0" /></a><br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/7_thumb-25255B2-25255D.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: none; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="7" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/7_thumb-25255B2-25255D.jpg" alt="7" width="585" height="536" border="0" /></a><br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/8_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: none; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="8" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/8_thumb.jpg" alt="8" width="585" height="468" border="0" /></a><br />
Ottenuti i modelli preliminari, in base alle indicazioni del clinico, veniva indicata la tecnica del Prof. Passamonti per la realizzazione dei portaimpronta. Quindi, si procedeva alle fasi di lavoro. Puntando una matita colorata blu nel fondo del fornice, tracceremo la sua profondità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/9_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: none; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="9" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/9_thumb.jpg" alt="9" width="585" height="466" border="0" /></a><br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/10_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: none; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="10" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/10_thumb.jpg" alt="10" width="585" height="530" border="0" /></a><br />
Si completava il disegno con il limite del portaimpronta ed i <i>tissue stop</i>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/11_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: none; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="11" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/11_thumb.jpg" alt="11" width="585" height="568" border="0" /></a></p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/12_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: none; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="12" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/12_thumb.jpg" alt="12" width="585" height="393" border="0" /></a></p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/14_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px 0px 5px; display: inline; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="14" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/14_thumb.jpg" alt="14" width="584" height="392" align="left" border="0" /></a></p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/13_thumb-25255B2-25255D.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: none; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="13" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/13_thumb-25255B2-25255D.jpg" alt="13" width="585" height="471" border="0" /></a><br />
La fase di preparazione del portaimpronta veniva completata adagiando uno spessore di cera sui modelli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/15_thumb-25255B1-25255D.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: none; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="15" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/15_thumb-25255B1-25255D.jpg" alt="15" width="585" height="559" border="0" /></a><br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/16_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: none; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="16" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/16_thumb.jpg" alt="16" width="585" height="458" border="0" /></a><br />
Quindi si procedeva alla realizzazione dei portaimpronta individuali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/19_thumb-25255B1-25255D.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: none; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="19" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/19_thumb-25255B1-25255D.jpg" alt="19" width="585" height="445" border="0" /></a><br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/20_thumb-25255B1-25255D.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: none; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="20" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/20_thumb-25255B1-25255D.jpg" alt="20" width="585" height="393" border="0" /></a><br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/17_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: none; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="17" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/17_thumb.jpg" alt="17" width="585" height="379" border="0" /></a><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/18_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: none; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="18" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/18_thumb.jpg" alt="18" width="585" height="515" border="0" /></a><br />
Il clinico rilevava delle impronte correttamente sovraestese, effettuando le convenzionali manovre cliniche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/22_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: none; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="22" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/22_thumb.jpg" alt="22" width="585" height="480" border="0" /></a><br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/21_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px 0px 5px; display: inline; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="21" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/21_thumb.jpg" alt="21" width="581" height="439" align="left" border="0" /></a><br />
Al fine di realizzare i modelli di lavoro, è indispensabile boxare le impronte master in modo da proteggere il bordo delle future protesi;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/23_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: none; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="23" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/23_thumb.jpg" alt="23" width="585" height="393" border="0" /></a><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/24_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: none; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="24" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/24_thumb.jpg" alt="24" width="585" height="367" border="0" /></a><br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/25_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px 0px 5px; display: inline; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="25" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/25_thumb.jpg" alt="25" width="584" height="392" align="left" border="0" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>le impronte vengono colate con gesso di IV classe.<br />
Successivamente, si realizzavano le basi di registrazione in resina fotopolimerizzabile; tale procedura veniva eseguita in più steps in modo da controllare la contrazione del materiale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/26_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px 0px 5px; display: inline; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="26" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/26_thumb.jpg" alt="26" width="584" height="392" align="left" border="0" /></a></p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/27_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px 0px 5px; display: inline; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="27" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/27_thumb.jpg" alt="27" width="584" height="392" align="left" border="0" /></a></p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/28_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="28" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/28_thumb.jpg" alt="28" width="585" height="367" align="left" border="0" /></a></p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/29_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="29" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/29_thumb.jpg" alt="29" width="585" height="367" align="left" border="0" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il medesimo materiale fotopolimerizzabile veniva, inoltre, utilizzato per produrre una placca per facilitare la registrazione dell’arco facciale con una struttura ritentiva per farla aderire alla forchetta occlusale</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/30_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: none; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="30" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/30_thumb.jpg" alt="30" width="585" height="367" border="0" /></a><br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/31_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px 0px 5px; display: inline; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="31" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/31_thumb.jpg" alt="31" width="584" height="391" align="left" border="0" /></a><br />
Si procedeva al rilevamento delle registrazioni intra ed extraorali mediante arco facciale, in modo da restituire alla paziente un corretto sostegno labiale ed armonizzare i rapporti oro-facciali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/33_thumb1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px 0px 5px; display: inline; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="33" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/33_thumb1.jpg" alt="33" width="584" height="391" align="left" border="0" /></a><br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/32_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px 0px 5px; display: inline; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="32" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/32_thumb.jpg" alt="32" width="584" height="366" align="left" border="0" /></a><br />
L’attenzione del bloccaggio in articolatore è importante al fine di non perdere i rapporti intermascellari rilevati dal clinico.<br />
Si procedeva dapprima con il bloccaggio del modello superiore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/34_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: none; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="34" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/34_thumb.jpg" alt="34" width="585" height="393" border="0" /></a><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/35_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: none; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="35" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/35_thumb.jpg" alt="35" width="585" height="393" border="0" /></a><br />
Successivamente, si finalizzava il bloccaggio dei modelli in articolatore</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/36_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: none; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="36" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/36_thumb.jpg" alt="36" width="585" height="393" border="0" /></a><br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/37_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px 0px 5px; display: inline; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="37" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/37_thumb.jpg" alt="37" width="584" height="392" align="left" border="0" /></a><br />
Dopo aver attentamente valutato i movimenti centrici ed eccentrici realizzabili durante le escursioni mandibolari simulate in articolatore ed avendo considerato la presenza di protesi totali rimovibili, si decideva di ottimizzare la stabilità occlusale mediante uno schema di occlusione bilateralmente bilanciata.<br />
Utilizzando le misurazioni che il clinico aveva riportato sui valli in cera, era possibile determinare la misurazione della sestina frontale mascellare da utilizzare ed anche la lunghezza di ogni singolo dente.<br />
SI decideva di utilizzare denti in resina VITAPAN PLUS. L‘andamento individualizzato del bordo incisale, la naturalezza delle caratteristiche di curvatura ed angolari e la vitalità della tessitura superficiale labiale fanno sì che il dente sembri essere un elemento naturale. Le chiusure interdentali non solo consentono una configurazione naturale delle papille ma agevolano anche una corretta pulizia della protesi da parte del paziente. La configurazione palatale sostiene la guida anteriore e contribuisce ad una migliore fonesi a protesi inserita.<br />
La tecnica di montaggio dei denti frontali avviene per “sostituzione”; quindi, si eliminava il giusto quantitativo di cera per sostituirlo con il dente corrispondente,</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/38_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px 0px 5px; display: inline; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="38" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/38_thumb.jpg" alt="38" width="584" height="366" align="left" border="0" /></a><br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/39_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px 0px 5px; display: inline; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="39" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/39_thumb.jpg" alt="39" width="584" height="392" align="left" border="0" /></a></p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/40_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="40" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/40_thumb.jpg" alt="40" width="585" height="367" border="0" /></a><br />
procedendo, così, al montaggio dei denti frontali antero-superiori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/41_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: none; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="41" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/41_thumb.jpg" alt="41" width="585" height="367" border="0" /></a><br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/42_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: none; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="42" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/42_thumb.jpg" alt="42" width="585" height="367" border="0" /></a><br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/43_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px 0px 5px; display: inline; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="43" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/43_thumb.jpg" alt="43" width="584" height="405" align="left" border="0" /></a></p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/44_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px 0px 5px; display: inline; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="44" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/44_thumb.jpg" alt="44" width="584" height="411" align="left" border="0" /></a></p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/45_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px 0px 5px; display: inline; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="45" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/45_thumb.jpg" alt="45" width="584" height="396" align="left" border="0" /></a><br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/46_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="46" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/46_thumb.jpg" alt="46" width="585" height="345" border="0" /></a><br />
La tecnica di montaggio portava a montare gli elementi 33 e 43 in modo da determinare lo scivolamento dei canini superiori su quelli inferiori, senza avere diastemi nei settori posteriori ed ottenendo un’adeguata proporzione di ovebite ed overjet.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/47_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: none; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="47" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/47_thumb.jpg" alt="47" width="585" height="367" border="0" /></a><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/48_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: none; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="48" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/48_thumb.jpg" alt="48" width="585" height="367" border="0" /></a><br />
Stabilita la posizione di 33 e 43, si posizionavano 31 e 41 rispettando la mediana dei due centrali superiori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/49_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px 0px 5px; display: inline; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="49" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/49_thumb.jpg" alt="49" width="584" height="366" align="left" border="0" /></a><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/50_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px 0px 5px; display: inline; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="50" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/50_thumb.jpg" alt="50" width="584" height="366" align="left" border="0" /></a><br />
Nello spazio restante venivano inseriti rispettivamente 32 e 42.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/51_thumb1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px 0px 5px; display: inline; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="51" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/51_thumb1.jpg" alt="51" width="584" height="366" align="left" border="0" /></a><br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/52_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="52" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/52_thumb.jpg" alt="52" width="585" height="367" border="0" /></a><br />
Si finalizzava il montaggio osservando che ci fosse un giusto rapporto tra estetica e funzione</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/53_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: none; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="53" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/53_thumb.jpg" alt="53" width="585" height="316" border="0" /></a><br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/55_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px 0px 5px; display: inline; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="55" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/55_thumb.jpg" alt="55" width="584" height="422" align="left" border="0" /></a></p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/54_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="54" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/54_thumb.jpg" alt="54" width="585" height="384" border="0" /></a><br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/56_thumb-25255B1-25255D.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="56" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/56_thumb-25255B1-25255D.jpg" alt="56" width="585" height="553" border="0" /></a><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/57_thumb-25255B5-25255D.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="57" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/57_thumb-25255B5-25255D.jpg" alt="57" width="585" height="644" border="0" /></a><br />
Si eseguiva una prima prova per verificare la correttezza della posizione dei denti anteriori con ulteriori prove fonetiche ed estetiche. In questa fase del trattamento, la fidelizzazione ed il rapporto di fiducia instaurato con il paziente risultano di fondamentale importanza per coinvolgerlo in una costruttiva collaborazione. Si possono finanche seguire eventuali suggerimenti forniti dal paziente stesso, qualora, ovviamente, non interferiscano con gli aspetti funzionali controllati dall’odontoiatra.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/58_thumb-25255B1-25255D.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: none; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; src: 'file:///C:/Users/Utente/AppData/Local/Temp/WindowsLiveWriter-429641856/supfiles1B42F9/58.jpg'; border-width: 0px;" title="58" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/58_thumb-25255B1-25255D.jpg" alt="58" width="585" height="367" border="0" /></a><br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/59_thumb-25255B1-25255D.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: none; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="59" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/59_thumb-25255B1-25255D.jpg" alt="59" width="585" height="367" border="0" /></a><br />
Si completava il montaggio dei denti posteriori, optando per lo schema dell’occlusione bilateralmente bilanciata, previo controllo di tutti i parametri occlusali ed estetici.<br />
Per il montaggio dei denti posteriori, si sceglieva di utilizzare i VITA LINGOFORM.<br />
La riproduzione univoca della centrica e l‘intersecazione sferica delle superfici approssimali consentono un montaggio sicuro e controllabile dei LINGOFORM con tutti i tipi di morso. Essendo predisposto per le molteplici tecniche di montaggio, anche quella lingualizzata, soprattutto in protesi totale, il dente VITA LINGOFORM è in grado di prevenire atrofia delle creste alveolari anche quando in occlusione statica e dinamica i rapporti mandibolari sono sfavorevoli. Il design occlusale è indicato sia per il montaggio dente-dente che per il rapporto uno-a-due. La possibilità di ampliare lo spazio per la lingua e la realizzazione di un importante sostegno per le guance offerte dai denti VITA LINGOFORM completano il comfort protesico del paziente.<br />
Si proseguiva al montaggio degli elementi di sostituzione dei settori latero-posteriori di ambedue le arcate, iniziando dal 14 che contattava con entrambe le cuspidi il piano del vallo inferiore, il 15 toccava solo con la cuspide palatale ed il 16 solo con la cuspide mesio-palatale, in modo da creare sia la curva di Spee che la curva di Wilson.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/60_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: none; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="60" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/60_thumb.jpg" alt="60" width="585" height="393" border="0" /></a><br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/61_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px 0px 5px; display: inline; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="61" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/61_thumb.jpg" alt="61" width="584" height="392" align="left" border="0" /></a></p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/62_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px 0px 5px; display: inline; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="62" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/62_thumb.jpg" alt="62" width="584" height="392" align="left" border="0" /></a></p>
<p>In egual modo, veniva montata l’emiarcata controlaterale</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/63_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px 0px 5px; display: inline; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="63" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/63_thumb.jpg" alt="63" width="584" height="392" align="left" border="0" /></a></p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/64_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="64" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/64_thumb.jpg" alt="64" width="585" height="367" border="0" /></a><br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/65_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="65" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/65_thumb.jpg" alt="65" width="585" height="393" border="0" /></a><br />
Eseguito il montaggio dell’arcata superiore, veniva effettuato il montaggio dei quadranti inferiori partendo dal 36 rispettando la chiusura in chiave di Angle, il 35 con un rapporto di uno-a-due e così anche il 34, facendo in modo che le cuspidi dei denti superiori cadessero nelle fosse degli inferiori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/66_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: none; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="66" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/66_thumb.jpg" alt="66" width="585" height="393" border="0" /></a><br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/67_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px 0px 5px; display: inline; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="67" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/67_thumb.jpg" alt="67" width="584" height="392" align="left" border="0" /></a></p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/68_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px 0px 5px; display: inline; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="68" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/68_thumb.jpg" alt="68" width="584" height="366" align="left" border="0" /></a><br />
Analogamente, veniva montata l’emiarcata controlaterale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/69_thumb1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px 0px 5px; display: inline; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="69" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/69_thumb1.jpg" alt="69" width="584" height="392" align="left" border="0" /></a><br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/70_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="70" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/70_thumb.jpg" alt="70" width="585" height="393" border="0" /></a><br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/71_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="71" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/71_thumb.jpg" alt="71" width="585" height="393" border="0" /></a><br />
Nuovamente, indi, l’odontoiatra effettuava le definitive prove di centrica, dimensione verticale, estetiche e fonetiche, ricercando la massima naturalezza e collaborazione da parte della paziente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/72_thumb-25255B2-25255D.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: none; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="72" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/72_thumb-25255B2-25255D.jpg" alt="72" width="447" height="767" border="0" /></a><br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/73_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px 0px 5px; display: inline; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="73" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/73_thumb.jpg" alt="73" width="584" height="367" align="left" border="0" /></a><br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/74_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px 0px 5px; display: inline; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="74" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/74_thumb.jpg" alt="74" width="584" height="391" align="left" border="0" /></a></p>
<p>Lo step successivo che effettuava il clinico era stabilire i limiti posteriori della protesi superiore, definendo il disegno dell’area di chiusura e la porzione di gesso da asportare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/75_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px 0px 5px; display: inline; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="75" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/75_thumb.jpg" alt="75" width="584" height="392" align="left" border="0" /></a><br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/76_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="76" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/76_thumb.jpg" alt="76" width="585" height="367" border="0" /></a><br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/77_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="77" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/77_thumb.jpg" alt="77" width="585" height="393" border="0" /></a><br />
Effettuato il disegno sul modello avendo avuto segnalazione sul quantitativo + o – da sottrarre, si procedeva alla manovra in senso antero-posteriore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/78_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: none; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="78" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/78_thumb.jpg" alt="78" width="585" height="367" border="0" /></a><br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/79_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px 0px 5px; display: inline; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="79" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/79_thumb.jpg" alt="79" width="584" height="366" align="left" border="0" /></a><br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/80_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px 0px 5px; display: inline; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="80" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/80_thumb.jpg" alt="80" width="584" height="392" align="left" border="0" /></a><br />
Come premesso, al fine di ottenere un risultato estetico ottimale, si dedicava particolare attenzione alla corretta integrazione tra i contorni gengivali degli elementi dentari di sostituzione e la loro colorazione. Si procedeva, dapprima, alla modellazione in cera delle festonature gengivali, cercando di riprodurre una morfologia del tutto naturale delle papille e delle parabole gengivali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/81_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px 0px 5px; display: inline; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="81" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/81_thumb.jpg" alt="81" width="584" height="366" align="left" border="0" /></a></p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/82_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="82" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/82_thumb.jpg" alt="82" width="585" height="367" border="0" /></a><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/83_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="83" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/83_thumb.jpg" alt="83" width="585" height="393" border="0" /></a><br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/84_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="84" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/84_thumb.jpg" alt="84" width="585" height="393" border="0" /></a><br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/85_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px 0px 5px; display: inline; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="85" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/85_thumb.jpg" alt="85" width="584" height="392" align="left" border="0" /></a></p>
<p>Con la stessa tecnica di modellazione, venivano modellate anche le flange protesiche posteriori e la protesi inferiore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/86_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px 0px 5px; display: inline; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="86" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/86_thumb.jpg" alt="86" width="584" height="392" align="left" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/87_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px 0px 5px; display: inline; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="87" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/87_thumb.jpg" alt="87" width="584" height="366" align="left" border="0" /></a><br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/88_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="88" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/88_thumb.jpg" alt="88" width="585" height="393" border="0" /></a><br />
Con l’aiuto di un pennello metallico veniva creato un effetto a buccia d’arancia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/89_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: none; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="89" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/89_thumb.jpg" alt="89" width="585" height="395" border="0" /></a><br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/90_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: none; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="90" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/90_thumb.jpg" alt="90" width="585" height="367" border="0" /></a><br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/91_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px 0px 5px; display: inline; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="91" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/91_thumb.jpg" alt="91" width="584" height="366" align="left" border="0" /></a></p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/92_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px 0px 5px; display: inline; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="92" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/92_thumb.jpg" alt="92" width="584" height="367" align="left" border="0" /></a></p>
<p>Le protesi modellate in cera venivano messe in muffola una per volta, così da poter controllare in maniera ottimale il rimontaggio in articolatore. Una volta rimosse dalle muffole, le protesi venivano sottoposte a pulitura e rifinitura, in modo da rimuovere ogni eventuale impurità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/93_thumb1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px 0px 5px; display: inline; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="93" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/93_thumb1.jpg" alt="93" width="584" height="366" align="left" border="0" /></a></p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/94_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="94" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/94_thumb.jpg" alt="94" width="585" height="393" border="0" /></a><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/95_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="95" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/95_thumb.jpg" alt="95" width="585" height="393" border="0" /></a><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/96_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="96" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/96_thumb.jpg" alt="96" width="585" height="404" border="0" /></a><br />
La finalizzazione estetica delle flange protesiche prevedeva, infine, il disegno di una micro-geografia della marezzatura vascolare venosa ed arteriolare sulla superficie della mucosa alveolare di sostituzione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/97_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px 0px 5px; display: inline; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="97" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/97_thumb.jpg" alt="97" width="584" height="392" align="left" border="0" /></a></p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/98_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px 0px 5px; display: inline; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="98" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/98_thumb.jpg" alt="98" width="584" height="392" align="left" border="0" /></a></p>
<p>Venivano impiegati dei compositi per la caratterizzazione delle flange protesiche. Spessori controllati di resina sono stati asportati e sostituiti con masse di composito, al fine di delineare i limiti tra gengiva aderente e mucosa alveolare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/99_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px 0px 5px; display: inline; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="99" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/99_thumb.jpg" alt="99" width="584" height="366" align="left" border="0" /></a><br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/100_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="100" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/100_thumb.jpg" alt="100" width="585" height="393" border="0" /></a><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/101_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="101" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/101_thumb.jpg" alt="101" width="585" height="367" border="0" /></a><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/102_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="102" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/102_thumb.jpg" alt="102" width="585" height="393" border="0" /></a><br />
La lucidatura delle protesi veniva eseguita in due tempi, mediante pulitrice ed al banco.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/103_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px 0px 5px; display: inline; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="103" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/103_thumb.jpg" alt="103" width="584" height="392" align="left" border="0" /></a></p>
<h3><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/104_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px 0px 5px; display: inline; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="104" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/104_thumb.jpg" alt="104" width="584" height="392" align="left" border="0" /></a><br />
<b><span style="font-size: medium;">Conclusioni</span></b></h3>
<p><b></b><br />
I criteri di valutazione estetica possono essere molteplici a seconda del punto di vista dell’osservatore, sia esso l’odontoiatra, l’odontotecnico o il paziente. Si riscontra che quasi la totalità dei pazienti desidera denti bianchi, perfettamente dritti e senza imperfezioni di sorta. Di contro, gli operatori tendono a ricercare il colore, la tessitura di superficie, le caratterizzazioni e le modellazioni anatomiche, al fine di riprodurre nel modo più fedele possibile i tessuti naturali. Tuttavia, la riabilitazione di pazienti totalmente edentuli presenta la necessità di modellare e caratterizzare le flange protesiche spesso al fine di migliorare la fonetica e di mascherare eventuali deformità crestali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/105_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px 0px 5px; display: inline; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="105" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/105_thumb.jpg" alt="105" width="584" height="392" align="left" border="0" /></a></p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/106_thumb-25255B1-25255D.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="106" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/106_thumb-25255B1-25255D.jpg" alt="106" width="541" height="808" border="0" /></a><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/107_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="107" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/107_thumb.jpg" alt="107" width="585" height="367" border="0" /></a><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/108_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px auto 5px; display: block; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="108" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/108_thumb.jpg" alt="108" width="585" height="393" border="0" /></a><br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/109_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px 0px 5px; display: inline; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="109" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/109_thumb.jpg" alt="109" width="584" height="392" align="left" border="0" /></a><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/110_thumb.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="background-image: none; float: left; padding-top: 0px; padding-left: 0px; margin: 0px 0px 5px; display: inline; padding-right: 0px; border-width: 0px;" title="110" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2014/05/110_thumb.jpg" alt="110" width="584" height="392" align="left" border="0" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">Bibliografia</span></strong><br />
1. Bortolotti L. Protesi mobile: tradizione e innnovazione. Masson, Milano, 2004..<br />
2. Fradeani M. La riabilitazione estetica in protesi fissa. Quintessenza Edizioni Srl, Milano, 2004.<br />
3. Hayakawa I. La protesi totale: principi e tecniche. Scienza e Tecnica Dentistica Edizioni Internazionali Milano, 2000.<br />
4. Kinoshita S. Atlante a colori di parodontologia. Piccin-Nuova Libraria, Padova, 1987.<br />
5. Linde J. Parodontologia 3a ed. Edi. Ermes, Milano, 1991.<br />
6. Mutschelknauss RE. Testo atlante di parodontologia clinica. Scienza e Tecnica Dentistica Edizioni Internazionali s.n.c./Milano, 2000.<br />
7. Preti G. Riabilitazione protesica. UTET, Torino, 2003.<br />
8. Schärer P, Rinn LA, Kopp FR. Principi estetici nella ricostruzione protesica. Scienza e Tecnica Dentistica Edizioni Internazionali s.n.c./Milano, 1984.<br />
9. Valletta G, Matarasso S. Atlante di parodontologia. Ed. Idelson, Napoli, 1984.<br />
10.Carlo Montesarchio.Una solozione estetica in protesi totale Dental Labor .2000<br />
11.Marino G. Cantoni A.: Guida al successo in protesi mobile completa . Ed. Saccardin, Martina Bologna1991<br />
12.Lerch P. : Laprotesi totale. Resch. Ed. Verona 1987<br />
13.Shay. J Contemp Dent Pract, 2000; 1:28-41.<br />
14.Yeung et al. J Oral Rehabil, 2000; 27:183-189.<br />
15.Carlsson. J Prosthet Dent, 1998; 79:17-23.<br />
16.Orr et al. J Clin Periodontol, 1992; 19:589-594.<br />
17.Jagger &amp; Harrsion. Br Dent J, 1995; 178:413-417.</p>
<p>Si ringrazia per il contributo scientifico i sig. Vincenzo D’urso, Luca Di Maglie, Giovanni Martinelli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><!--EndFragment--></p>
<div>
<p><strong>Curriculum Carlo Montesarchio</strong></p>
<p><strong>MONTESARCHIO CARLO </strong>nato a Napoli nel 1964 ha conseguito il diploma di Odontotecnico nel 1982, titolare del laboratorio sito in Napoli dal 1983. Autore di Pubblicazioni su riviste nazionali ed internazionali, tiene seminari tecnici su invito dell&#8217;Università &#8220;Federico II&#8221; nei corsi di Laurea in Igienista Dentale , Odontoiatria e Protesi Dentaria  presso  L’UNIVERSITA’DEGLI STUDI DI NAPOLI” FEDERICO II”. Dall’A. A. 2005\06 è Coordinatore Tecnico del Corso in TECNOLOGIE PROTESICHE DI LABORATORIO .Docente di ANTLO FORMAZIONE.</p>
<p>Collabora attivamente con primarie Aziende del settore in qualità di ricercatore e collaudatore di materiali e  tecnologie innovative . Relatore dei corsi master di protesi totale  per  VITA ZANFABRIK. Collaboratore esterno di laboratorio per l’Azienda Universitaria Policlinico Università degli studi di Napoli    “FEDERICO II “.</p>
<p>Si occupa esclusivamente di protesi  rimovibile totale.</p>
<p>La sua formazione  è legata  ad una lunga serie di esperienze maturate su varie sistematiche d’autore ,anche in collaborazione con altri  specialisti della materia italiani  e stranieri.</p>
<p>E-mail: cmontesarchio@alice.it</p>
<p>For Info: zerodonto@gmail.com</p>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.zerodonto.com/2014/05/estetica-in-protesi-totale-rimovibile/">Estetica in Protesi Totale Rimovibile</a> proviene da <a href="https://www.zerodonto.com">Zerodonto</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.zerodonto.com/2014/05/estetica-in-protesi-totale-rimovibile/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>11</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Impianti Straumann: riabilitazione di edentulia totale mandibolare con overdenture a supporto implantare mediante sistema di ancoraggio Locator®</title>
		<link>https://www.zerodonto.com/2007/10/impianti-straumann-riabilitazione-di-edentulia-totale-mandibolare-con-overdenture-a-supporto-implantare-mediante-sistema-di-ancoraggio-locator/</link>
					<comments>https://www.zerodonto.com/2007/10/impianti-straumann-riabilitazione-di-edentulia-totale-mandibolare-con-overdenture-a-supporto-implantare-mediante-sistema-di-ancoraggio-locator/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carlo Montesarchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Oct 2007 20:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Implantologia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.zerodonto.com/?p=135</guid>

					<description><![CDATA[<p>INTRODUZIONE Nella riabilitazione delle edentulie totali, la qualità di vita dei pazienti può essere migliorata con la realizzazione di protesi rimovibili stabilizzate da impianti. Con il termine “overdenture (OVD)” si intende una protesi parziale o totale rimovibile che ricopre e poggia su una o più radici dentarie, denti e/o impianti, che determinano un aumento della stabilità primaria ed una riduzione del riassorbimento crestale. In pazienti completamente edentuli, tale soluzione implanto-protesica si pone come valido compromesso tra una riabilitazione di tipo fisso ed una convenzionale protesi totale rimovibile. Scarsi problemi sono stati descritti in letteratura in merito alle capacità di adattamento dei pazienti portatori di protesi totali rimovibili all’arcata mascellare superiore mentre difficoltà masticatorie correlate alla scarsa stabilità delle protesi sono state spesso riportate in sede mandibolare. Molteplici sono i vantaggi delle OVDs riportati nella letteratura scientifica, quali i miglioramenti estetici e fonetici, l’incremento dell’efficienza masticatoria rispetto alle protesi totali rimovibili tradizionali, la minore suscettibilità della tecnica al preciso posizionamento del supporto implantare. Il riassorbimento post-estrattivo della cresta ossea residua mandibolare preserva nella regione interforaminale una quota di osso basale solitamente sufficiente, in termini di spessore ed altezza, al corretto posizionamento di almeno 2 impianti. Il posizionamento nella regione interforaminale mandibolare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.zerodonto.com/2007/10/impianti-straumann-riabilitazione-di-edentulia-totale-mandibolare-con-overdenture-a-supporto-implantare-mediante-sistema-di-ancoraggio-locator/">Impianti Straumann: riabilitazione di edentulia totale mandibolare con overdenture a supporto implantare mediante sistema di ancoraggio Locator®</a> proviene da <a href="https://www.zerodonto.com">Zerodonto</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>INTRODUZIONE</h2>
<p>Nella riabilitazione delle edentulie totali, la qualità di vita dei pazienti può essere migliorata con la realizzazione di protesi rimovibili stabilizzate da impianti. Con il termine “overdenture (OVD)” si intende una protesi parziale o totale rimovibile che ricopre e poggia su una o più radici dentarie, denti e/o impianti, che determinano un aumento della stabilità primaria ed una riduzione del riassorbimento crestale. In pazienti completamente edentuli, tale soluzione implanto-protesica si pone come valido compromesso tra una riabilitazione di tipo fisso ed una convenzionale protesi totale rimovibile.</p>
<p>Scarsi problemi sono stati descritti in letteratura in merito alle capacità di adattamento dei pazienti portatori di protesi totali rimovibili all’arcata mascellare superiore mentre difficoltà masticatorie correlate alla scarsa stabilità delle protesi sono state spesso riportate in sede mandibolare.</p>
<p>Molteplici sono i vantaggi delle OVDs riportati nella letteratura scientifica, quali i miglioramenti estetici e fonetici, l’incremento dell’efficienza masticatoria rispetto alle protesi totali rimovibili tradizionali, la minore suscettibilità della tecnica al preciso posizionamento del supporto implantare. Il riassorbimento post-estrattivo della cresta ossea residua mandibolare preserva nella regione interforaminale una quota di osso basale solitamente sufficiente, in termini di spessore ed altezza, al corretto posizionamento di almeno 2 impianti. Il posizionamento nella regione interforaminale mandibolare di 2 o 4 impianti osteointegrati non incide in maniera sensibile sul successo della riabilitazione mediante OVDs: la ritenzione, la stabilità, la distribuzione degli stress e la salute peri-implantare risultano sovrapponibili. La riabilitazione con OVDs supportate da 2-4 impianti è un trattamento con un alto indice di successo in caso di edentulia mandibolare [10]; viceversa, lo stesso trattamento al mascellare superiore sembra avere risultati meno predicibili. Le percentuali di successo variano tra il 92% ed il 100% indipendentemente dal sistema di ancoraggio utilizzato e dall’età dei pazienti. Per quanto concerne il sistema implantare, è stato dimostrato che i risultati sono sovrapponibili sia con impianti sommersi che non sommersi. L’introduzione di sistemi implantari non sommersi ha reso possibile la messa a punto di procedure chirurgiche ad un tempo, riducendo, in tal modo, lo stress a carico dei pazienti nonché i costi delle riabilitazioni. Nei soggetti di età avanzata, o in presenza di rilevanti patologie sistemiche, la procedura chirurgica in un sol tempo (tecnica non sommersa) può costituire un ulteriore vantaggio.</p>
<p>Svariati sono i dispositivi di ancoraggio per OVDs oggi disponibili sul mercato: barre, attacchi singoli (ball-attachments), magneti, corone telescopiche. La scelta della connessione tra sovrastruttura protesica e fixture implantare deve essere effettuata valutando svariati fattori, tra cui le condizioni anatomiche e morfologiche del mascellare edentulo, il biotipo scheletrico, il tipo di occlusione, l’arcata antagonista, la posizione degli impianti, le abitudini igieniche del soggetto e le possibilità economiche dello stesso. L’impiego di ancoraggi singoli è consigliabile in caso di buon parallelismo tra gli assi di inserzione degli impianti. Eventuali correzioni dettate da un non ideale inserimento degli impianti sono, oggi, possibili grazie a sistemi di ancoraggio mediante ball-attachments che prevedono abutments angolati. L’assenza di un vincolo rigido permette agli attacchi singoli di seguire le distorsioni della mandibola durante i movimenti funzionali; in tal modo, la maggior parte dello stress si concentra nella regione sinfisaria, evitando situazioni di sovraccarico implantare. Principali vantaggi degli attacchi singoli sono i costi contenuti e la semplicità di utilizzo. Tra gli svantaggi, di contro, vanno menzionati la minore efficienza ritentiva e la più frequente manutenzione della componentistica protesica rispetto ai sistemi a barra. Pur offendo l’indubbio vantaggio di realizzare strutture solide e molto ritentive, i sistemi di ritenzione a barra sono fortemente condizionati dall’anatomia mandibolare, comportando il rischio di invadere lo spazio funzionale della lingua. La connessione rigida determina un riassorbimento osseo minore rispetto alle ritenzioni singole ma, al contempo, determina una maggiore concentrazione di stress a livello dell’osso peri-implantare. Tra gli svantaggi delle barre vanno menzionati il difficile accesso igienico e la scarsa tolleranza ai carichi extra-assiali.</p>
<p>Il sistema Locator® del sistema implanto-protesico Straumann è indicato nella riabilitazione di edentulie totali con OVDs su attacchi singoli, qualora si opti per un sistema di connessione non completamente rigido. In virtù di componentistiche autoposizionanti e di ridotte dimensioni verticali, il sistema Locator® presenta una serie di vantaggi sia per l’odontoiatra che per il paziente: possibilità di restauro in caso di ridotto spazio protesico, facile manutenzione e sostituzione degli inserti ritentivi, agevole posizionamento intraorale. Inoltre, Il sistema Locator®, infine, può essere impiegato in presenza di divergenze assiali degli impianti fino a 40°.</p>
<p>CASO CLINICO &#8211; Si è presentata all’attenzione degli autori una paziente di 63 anni, non fumatrice, interessata da edentulia totale mandibolare secondaria a parodontite cronica dell’adulto (1,2).</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2007/10/1.jpg"><img decoding="async" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2007/10/1.jpg" alt="" border="0" /></a><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2007/10/2.jpg"><img decoding="async" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2007/10/2.jpg" alt="" border="0" /></a><span id="more-135"></span></p>
<p>La paziente era stata precedentemente riabilitata con una protesi totale rimovibile inferiore antagonista di un restauro protesico fisso in metallo-ceramica di tipo full-arch all’arcata superiore. Nel corso della visita, lamentando una scarsa stabilità della protesi inferiore, la paziente si dimostrò molto scontenta dell’assenza di ancoraggi meccanici per la protesi evidenziando, inoltre, che ciò le comportava un notevole disagio psicologico con una conseguente condizione di insicurezza nei rapporti interpersonali. A ciò si aggiungeva la netta sensazione di una minore efficacia funzionale che le aveva provocato una sgradevole condizione di “rifiuto del cibo” per la difficoltà di compiere efficienti cicli masticatori. La condizione economica non agiata e lo stato psicologico non ottimale, hanno indotto a progettare l’inserimento di quattro impianti Straumann nella zona compresa tra i forami mentonieri per riabilitare la paziente mediante una nuova OVD inferiore ancorata mediante il sistema Locator®.</p>
<p>Procedure chirurgiche &#8211; Al momento dell’intervento chirurgico, si è effettuata un incisione in cresta con un bisturi Bard Parker nr. 15c, prestando molta attenzione a salvaguardare vestibolarmente una sufficiente quant ità di mucosa cheratinizzata.<br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2007/10/3.jpg"><img decoding="async" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2007/10/3.jpg" alt=""/></a><br />
A livello della zona mediana è stato effettuato un unico taglio di rilascio verticale vestibolare per permettere di ottenere una adeguata visione del campo operatorio. Dopo aver effettuato lo scollamento del lembo a spessore totale, sono state eseguite suture divaricanti vestibolari e linguali al fine di evitare che i lembi potessero interferire con le procedure chirurgiche (3). Successivamente, rilevando uno spessore osseo estremamente sottile nella porzione più coronale del margine alveolare, si è proceduto ad osteotomia ed osteoplastica della cresta edentula mediante una fresa a rosetta al carburo di tungsteno montata su moltiplicatore a basso numero di giri sotto costante ed abbondante irrigazione con soluzione fisiologica.<br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2007/10/4.jpg"><img decoding="async" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2007/10/4.jpg" alt=""/></a><br />
Tale procedura ha permesso sia di regolarizzare il profilo della cresta ossea sia di ottenere uno spessore osseo nella porzione basale più adeguato per l’inserimento degli impianti (4). Per poter avere sempre sotto controllo la quantità di tessuto osseo rimossa, tale rimodellamento è stato inizialmente eseguito monolateralmente; solo in seguito tale procedura è stata ripetuta controlateralmente al fine di poter conoscere la reale quantità in altezza di tessuto osseo rimosso. Successivamente, mediante l’ausilio di uno scollaperiostio e procedendo in modo estremamente delicato, sono stati visualizzati i fori mentonieri per preparare i siti implantari nella zona interforaminale (5). Sono stati utilizzati 4 impianti cilindrici ITI Straumann a vite piena: 2 Regular Neck 3.3 Ø x 10 mm distalmente e 2 Regular Neck 3.3 Ø x 12 mm mesialmente.<br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2007/10/5.jpg"><img decoding="async" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2007/10/5.jpg" alt=""/></a><br />
La scelta di impiegare 4 impianti è stata dettata dalla richiesta di massima ritenzione e stabilità da parte della paziente. I siti implantari distali sono stati realizzati 7 mm mesialmente rispetto ai forami mentonieri in modo da non ledere l’ansa che il nervo alveolare inferiore effettua prima di uscire dalla compagine ossea mandibolare attraverso il forame mentoniero. Successivamente sono stati inseriti i due impianti mesiali 12 mm mesialmente rispetto agli impianti distali ed in posizione equidistante tra loro.<br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2007/10/6.jpg"><img decoding="async" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2007/10/6.jpg" alt=""/></a><br />
Estrema cautela è stata prestata per non danneggiare la corticale linguale nè l’arteria sublinguale. I 4 impianti sono stati inseriti in maniera quanto più possibile parallela tra loro ed al contempo quanto più perpendicolare rispetto al piano occlusale (6). Dopo il posizionamento delle viti tappo da 1.5 mm di altezza, è stata eseguita una sutura in poliestere rivestito in e-PTFE (Tevdek 3-0) (7). Alla fine dell’intervento è stata prescritta alla paziente terapia antibiotica (amoxicillina 1g 2 volte/die per 5 gg) ed antinfiammatoria (nimesulide 100 mg 2 volte/die per 3 gg); l’igiene orale domiciliare è stata implementata dall’uso di clorexidina 0.2% per 3 settimane.<br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2007/10/7.jpg"><img decoding="async" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2007/10/7.jpg" alt=""/></a><br />
Procedure protesiche &#8211; Durante il periodo di guarigione degli impianti, la paziente ha utilizzato la sua preesistente protesi adeguatamente modificata e ribasata con resina morbida per non comprimere i siti chirurgici, così da consentire l’osteointegrazione degli impianti e l’adeguata guarigione dei tessuti peri-implantari. Dopo 3 mesi dalla chirurgia, sono state rimosse le viti di guarigione (8) e si è proceduto al rilevamento dell’impronta definitiva di precisione con le relative componenistiche (9). Dopo aver rimosso le viti di guarigione, le componenti secondarie da 1 mm di altezza del sistema Locator® sono state avvitate manualmente a 35 Ncm con l’ausilio di un cricchettoo dinamometrico sulle fixtures implantari (10).<br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2007/10/8.jpg"><img decoding="async" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2007/10/8.jpg" alt=""/></a><br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2007/10/9.jpg"><img decoding="async" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2007/10/9.jpg" alt=""/></a><br />
Le cappe da impronta sono state posizionate al di sopra di tali componenti (11) e si è proceduto alla presa dell’impronta con un portaimpronta individuale in resina e polieteri.<br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2007/10/10.jpg"><img decoding="async" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2007/10/10.jpg" alt=""/></a><br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2007/10/11.jpg"><img decoding="async" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2007/10/11.jpg" alt=""/></a><br />
Procedure odontotecniche &#8211; Gli analoghi implantari da laboratorio sono stati posizionati all’interno delle cappette da impronta; successivamente è stato realizzato il modello di lavoro in gesso extraduro (12,13).</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2007/10/12.jpg"><img decoding="async" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2007/10/12.jpg" alt=""/></a><img decoding="async" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2007/10/13.jpg" alt=""/></p>
<p align="justify">Le procedure tecniche di realizzazione dell’OVD sono state analoghe a quelle per la realizzazione di una protesi totale rimovibile tradizionale e l’occlusione è stata controllata in articolatore: non sono stati creati contatti anteriori in relazione centrica né nei movimenti eccentrici. Terminata la realizzazione della protesi, gli inserti da lavorazione (neri) (14) sono stati rimossi con l’apposito strumento (15) e sostituiti dagli inserti di ritenzione (azzurri) (16,17).</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2007/10/14.jpg"><img decoding="async" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2007/10/14.jpg" alt=""/></a><br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2007/10/16.jpg"><img decoding="async" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2007/10/16.jpg" alt=""/></a><br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2007/10/17.jpg"><img decoding="async" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2007/10/17.jpg" alt=""/></a><br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2007/10/15.jpg"><img decoding="async" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2007/10/15.jpg" alt=""/></a></p>
<p>Per ottenere un risultato estetico ottimale, l’OVD è stata caratterizzata sia nella componente dentaria che nella flangia protesica e successivamente rifinita e lucidata (18). Dopo 14 giorni dalla presa dell’impronta definitiva, la riabilitazione è stata finalizzata effettuando un minuzioso controllo intraorale dell’occlusione (19). <img decoding="async" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2007/10/18.jpg" alt=""/><img decoding="async" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2007/10/19.jpg" alt=""/><br />
In conclusione è possibile affermare che, pur considerando il limitato periodo di follow-up (6 mesi), il sistema Locator® ha presentato una buona stabilità, consentendo un valido ripristino delle funzioni estetiche, masticatorie e fonatorie. L’accesso igienico domiciliare è stato agevole e la soddisfazione della paziente è risultata ottimale.</p>
<p><b>Per informazioni:</b><br />
<a href="mailto:zerodonto@gmail.com">zerodonto@gmail.com</a></p>
<h2><strong>BIBLIOGRAFIA</strong></h2>
<p>1: Naert I, Gizani S, Vuylsteke M, Van Steenberghe D.<br />
A 5-year prospective randomized clinical trial on the influence of splinted and<br />
unsplinted oral implants retaining a mandibular overdenture: prosthetic aspects<br />
and patient satisfaction.<br />
J Oral Rehabil. 1999 Mar;26(3):195-202.</p>
<p>2: Geertman ME, Boerrigter EM, Van Waas MA, van Oort RP.<br />
Clinical aspects of a multicenter clinical trial of implant-retained mandibular<br />
overdentures in patients with severely resorbed mandibles.<br />
J Prosthet Dent. 1996 Feb;75(2):194-204.</p>
<p>3: Mericske-Stern R.<br />
Clinical evaluation of overdenture restorations supported by osseointegrated<br />
titanium implants: a retrospective study.<br />
Int J Oral Maxillofac Implants. 1990 Winter;5(4):375-83.</p>
<p>4: Meijer HJ, Starmans FJ, Steen WH, Bosman F.<br />
Location of implants in the interforaminal region of the mandible and the<br />
consequences for the design of the superstructure.<br />
J Oral Rehabil. 1994 Jan;21(1):47-56.</p>
<p>5: Batenburg RH, Meijer HJ, Raghoebar GM, Vissink A.<br />
Treatment concept for mandibular overdentures supported by endosseous implants:<br />
a literature review.<br />
Int J Oral Maxillofac Implants. 1998 Jul-Aug;13(4):539-45.</p>
<p>6: Ferrigno N, Laureti M, Fanali S, Grippaudo G.<br />
A long-term follow-up study of non-submerged ITI implants in the treatment of<br />
totally edentulous jaws. Part I: Ten-year life table analysis of a prospective<br />
multicenter study with 1286 implants.<br />
Clin Oral Implants Res. 2002 Jun;13(3):260-73.</p>
<p>7: Bergendal T, Engquist B.<br />
Implant-supported overdentures: a longitudinal prospective study.<br />
Int J Oral Maxillofac Implants. 1998 Mar-Apr;13(2):253-62.</p>
<p>8: Mericske-Stern RD, Taylor TD, Belser U.<br />
Management of the edentulous patient.<br />
Clin Oral Implants Res. 2000;11 Suppl 1:108-25.</p>
<p>9: Mericske-Stern R, Steinlin Schaffner T, Marti P, Geering AH.<br />
Peri-implant mucosal aspects of ITI implants supporting overdentures. A<br />
five-year longitudinal study.<br />
Clin Oral Implants Res. 1994 Mar;5(1):9-18.</p>
<p>10: Jemt T, Chai J, Harnett J, Heath MR, Hutton JE, Johns RB, McKenna S,<br />
McNamara DC, van Steenberghe D, Taylor R, Watson RM, Herrmann I.<br />
A 5-year prospective multicenter follow-up report on overdentures supported by<br />
osseointegrated implants.<br />
Int J Oral Maxillofac Implants. 1996 May-Jun;11(3):291-8.</p>
<p>11: Meijer HJ, Batenburg RH, Raghoebar GM.<br />
Influence of patient age on the success rate of dental implants supporting an<br />
overdenture in an edentulous mandible: a 3-year prospective study.<br />
Int J Oral Maxillofac Implants. 2001 Jul-Aug;16(4):522-6.</p>
<p>12: Romeo E, Lops D, Margotti E, Ghisolfi M, Chiapasco M, Vogel G.<br />
Long-term survival and success of oral implants in the treatment of full and partial arches: a 7-year prospective study with the ITI dental implant system.<br />
Int J Oral Maxillofac Impl 2004;19:247-59</p>
<p>13: Heckmann SM, Winter W, Meyer M, Weber HP, Wichmann MG.<br />
Overdenture attachment selection and the loading of implant and denture-bearing<br />
area. Part 2: A methodical study using five types of attachment.<br />
Clin Oral Implants Res. 2001 Dec;12(6):640-7.</p>
<p>14: Sadowsky SJ.<br />
Mandibular implant-retained overdentures: a literature review.<br />
J Prosthet Dent. 2001 Nov;86(5):468-73.</p>
<p>15: Menicucci G, Lorenzetti M, Pera P, Preti G.<br />
Mandibular implant-retained overdenture: a clinical trial of two anchorage<br />
systems.<br />
Int J Oral Maxillofac Implants. 1998 Nov-Dec;13(6):851-6.</p>
<h2>DIDASCALIE</h2>
<p>Fig.1: Visione vestibolare della cresta edentula mandibolare pre-operatoria.<br />
Fig.2: Visione occlusale della cresta edentula mandibolare pre-operatoria.<br />
Fig.3: Visione occlusale del sito chirurgico prima dell’osteotomia orizzontale ed osteoplastica.<br />
Fig.4: Visione occlusale del sito chirurgico dopo la regolarizzazione della cresta alveolare.<br />
Fig. 5: I misuratori di profondità inseriti intraoperatoriamente per verificare il corretto parallelismo degli impianti.<br />
Fig. 6: Inserimento degli impianti in fase intraoperatoria.<br />
Fig. 7: Visione occlusale del sito post-chirurgico. Sutura in polifilamento rivestito con e-PTFE.<br />
Fig. 8: Visione occlusale del sito post-chirurgico dopo 3 mesi di guarigione.<br />
Fig. 9: Kit da impronta del sistema Locator® (A: abutment da 1mm; B: cappa da impronta; C: abutment da laboratorio).<br />
Fig. 10: Gli abutments da 1 mm avvitati sugli impianti e serrati a 35 Ncm con cricchetto dinamometrico.<br />
Fig. 11: Le cappe da impronta posizionate al di sopra degli abutments.<br />
Fig. 12: Gli abutments da laboratorio inseriti nel modello di lavoro.<br />
Fig. 13: Gli inserti da lavorazione inseriti sugli abutments da laboratorio.<br />
Fig. 14: Gli inserti da lavorazione bloccati nella superficie di impronta della flangia protesica.<br />
Fig. 15: Rimozione degli inserti da lavorazione con l’apposito strumento.<br />
Fig. 16: Sostituzione degli inserti da lavorazione con gli inserti da ritenzione.<br />
Fig. 17: Gli inserti da ritenzione bloccati nella superficie di impronta della flangia protesica.<br />
Fig. 18: Caratterizzazioni anatomiche dei denti artificiali e della flangia protesica.<br />
Fig. 19: Visione intraorale della OVD dopo la finalizzazione del caso clinico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.zerodonto.com/2007/10/impianti-straumann-riabilitazione-di-edentulia-totale-mandibolare-con-overdenture-a-supporto-implantare-mediante-sistema-di-ancoraggio-locator/">Impianti Straumann: riabilitazione di edentulia totale mandibolare con overdenture a supporto implantare mediante sistema di ancoraggio Locator®</a> proviene da <a href="https://www.zerodonto.com">Zerodonto</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.zerodonto.com/2007/10/impianti-straumann-riabilitazione-di-edentulia-totale-mandibolare-con-overdenture-a-supporto-implantare-mediante-sistema-di-ancoraggio-locator/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>3</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
