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	<title>Nunzio Cirulli, Autore per Zerodonto</title>
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	<title>Nunzio Cirulli, Autore per Zerodonto</title>
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		<title>Ripristino della salute parodontale di un incisivo inferiore mediante controllo selettivo del Torque Radicolare con Apparecchiatura Ortodontica Linguale Fissa: case report</title>
		<link>https://www.zerodonto.com/2010/12/ripristino-della-salute-parodontale-di-un-incisivo-inferiore-mediante-controllo-selettivo-del-torque-radicolare-con-apparecchiatura-ortodontica-linguale-fissa-case-report/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nunzio Cirulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Dec 2010 16:37:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ortodonzia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La paziente di anni 25, trattata ortodonticamente in passato con apparecchiatura ortodontica fissa, si presenta alla nostra attenzione a causa della progressiva scopertura della radice dell’elemento 4.1, dell’aumento della sensibilità dello stesso e della difficoltà a mantenere una adeguata igiene orale domiciliare. All’esame clinico si evidenzia una grave recessione gengivale dell’elemento in oggetto, associata a vestibolarizzazione della radice e contatto traumatico con l’antagonista per estrusione. Presenta inoltre una contenzione fissa all’arcata inferiore, da 3.2 a 4.2, ripetutamente riparata e trasformatasi, per deformazione e bondaggio inadeguato, in un retainer attivo, che mediante una coppia di forze sull’elemento 4.1 ne ha provocato un torque radicolo-vestibolare incontrollato. Il piano di trattamento ha previsto la rimozione del vecchio retainer, associata ad igiene orale professionale, e l’applicazione di una apparecchiatura linguale fissa mediante attacchi autoleganti i-TT? da 3.4 a 4.4, con l’obiettivo di allineare, livellare il gruppo frontale inferiore, eliminando il trauma occlusale, e correggere il torque radicolare di 4.1, per consentire il recupero di adeguate condizioni di salute parodontale e mantenibilità igienica. (Figg: 01-05) &#160; Il bondaggio è stato effettuato con tecnica indiretta senza necessità di set-up preliminare. Dopo l’applicazione degli attacchi emerge con evidenza la marcata ectopia della radice di 4.1. E’ stato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.zerodonto.com/2010/12/ripristino-della-salute-parodontale-di-un-incisivo-inferiore-mediante-controllo-selettivo-del-torque-radicolare-con-apparecchiatura-ortodontica-linguale-fissa-case-report/">Ripristino della salute parodontale di un incisivo inferiore mediante controllo selettivo del Torque Radicolare con Apparecchiatura Ortodontica Linguale Fissa: case report</a> proviene da <a href="https://www.zerodonto.com">Zerodonto</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La paziente di anni 25, trattata ortodonticamente in passato con apparecchiatura ortodontica fissa, si presenta alla nostra attenzione a causa della progressiva scopertura della radice dell’elemento 4.1, dell’aumento della sensibilità dello stesso e della difficoltà a mantenere una adeguata igiene orale domiciliare.</p>
<p>All’esame clinico si evidenzia una grave recessione gengivale dell’elemento in oggetto, associata a vestibolarizzazione della radice e contatto traumatico con l’antagonista per estrusione.</p>
<p>Presenta inoltre una contenzione fissa all’arcata inferiore, da 3.2 a 4.2, ripetutamente riparata e trasformatasi, per deformazione e bondaggio inadeguato, in un retainer attivo, che mediante una coppia di forze sull’elemento 4.1 ne ha provocato un torque radicolo-vestibolare incontrollato.</p>
<p>Il piano di trattamento ha previsto la rimozione del vecchio retainer, associata ad igiene orale professionale, e l’applicazione di una apparecchiatura linguale fissa mediante attacchi autoleganti i-TT? da 3.4 a 4.4<i>,</i> con l’obiettivo di allineare, livellare il gruppo frontale inferiore, eliminando il trauma occlusale, e correggere il torque radicolare di 4.1, per consentire il recupero di adeguate condizioni di salute parodontale e mantenibilità igienica. <b>(Figg: 01-05)</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/12/01_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img fetchpriority="high" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="recessione gengivale" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/12/01_thumb-5B1-5D.jpg" alt="recessione gengivale" width="590" height="296" border="0" /></a></p>
<p><span id="more-79"></span> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/12/02a_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="02a" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/12/02a_thumb-5B1-5D.jpg" alt="02a" width="590" height="314" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/12/02b_thumb-5B2-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="02b" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/12/02b_thumb-5B2-5D.jpg" alt="02b" width="590" height="644" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/12/03_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="03" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/12/03_thumb-5B1-5D.jpg" alt="03" width="590" height="357" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/12/04_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="gingival inflammation" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/12/04_thumb-5B1-5D.jpg" alt="gingival inflammation" width="590" height="228" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/12/05_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="05" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/12/05_thumb-5B1-5D.jpg" alt="05" width="590" height="274" border="0" /></a></p>
<p>Il bondaggio è stato effettuato con tecnica indiretta senza necessità di set-up preliminare.</p>
<p>Dopo l’applicazione degli attacchi emerge con evidenza la marcata ectopia della radice di 4.1.</p>
<p>E’ stato quindi inserito un arco preformato in nichel-titanio .014 (forma d’arcata large) all’interno dello slot occlusale, modellato con i corretti “in-out” tra canini e premolari e pieghe terminali distali antistress per mantenere la lunghezza d’arcata. A livello dello slot gengivale degli elementi 3.1 e 4.1 è stato applicato un sezionale preformato .014 (forma d’arcata small;a livello gengivale il perimetro d’arcata si riduce) e inserito nel tubo centrale degli elementi 3.2, 4.2, 3.3, 4.3, per generare immediatamente, già durante l’allineamento e il livellamento iniziale, una coppia di forze, a livello del gruppo frontale, più marcata sugli incisivi centrali, e conferire torque radicolo-linguale. <b>(Figg: 06-09)</b></p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/12/06_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="i-TTR attacchi linguali" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/12/06_thumb-5B1-5D.jpg" alt="i-TTR attacchi linguali" width="590" height="287" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/12/07_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="apparecchiatura con attacchi" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/12/07_thumb-5B1-5D.jpg" alt="apparecchiatura con attacchi" width="590" height="327" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/12/08_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="self ligating" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/12/08_thumb-5B1-5D.jpg" alt="self ligating" width="590" height="223" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/12/09_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="torque" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/12/09_thumb-5B1-5D.jpg" alt="torque" width="590" height="234" border="0" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ad 1 mese dal bondaggio si evidenzia il completo allineamento dell’arcata e l’iniziale modifica del torque radicolare a livello di 4.1. Mantenendo lo stesso arco occlusale di base .014 Ni-Ti large, è stata modificata l’applicazione del sezionale da canino a canino .014 Ni-Ti small, ora inserito gengivalmente sui 4 incisivi, per aumentare l’espressione del torque. <b>(Figg: 10-13)</b></p>
<p><b><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/12/10_thumb-5B2-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="10" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/12/10_thumb-5B2-5D.jpg" alt="10" width="590" height="274" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/12/11_thumb-5B2-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="11" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/12/11_thumb-5B2-5D.jpg" alt="11" width="590" height="307" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/12/12_thumb-5B2-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="12" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/12/12_thumb-5B2-5D.jpg" alt="12" width="590" height="353" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/12/13_thumb-5B2-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="13" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/12/13_thumb-5B2-5D.jpg" alt="13" width="590" height="257" border="0" /></a> </b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A distanza di 10 settimane è visibile l’iniziale riduzione della recessione gengivale a livello di 4.1 associata al ripristino del corretto torque radicolare dell’elemento in oggetto, ben evidenziato dall’immagine di profilo. Mantenendo sempre lo stesso arco di base, il sezionale gengivale viene modificato inserendo una piega di primo ordine di “in” solo per l’elemento 4.1, al fine di ipercorreggere il suo torque radicolo linguale. <b>(Figg: 14-18)</b></p>
<p><b><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/12/14_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="14" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/12/14_thumb-5B1-5D.jpg" alt="14" width="590" height="250" border="0" /></a></b></p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/12/15_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="15" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/12/15_thumb-5B1-5D.jpg" alt="15" width="590" height="273" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/12/16_thumb-5B4-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="16" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/12/16_thumb-5B4-5D.jpg" alt="16" width="590" height="852" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/12/17_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="17" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/12/17_thumb-5B1-5D.jpg" alt="17" width="590" height="352" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/12/18_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="18" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/12/18_thumb-5B1-5D.jpg" alt="18" width="590" height="248" border="0" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo 8 settimane, ovvero a distanza di 5 mesi e mezzo dalla rimozione del vecchio retainer e contestuale bondaggio linguale, la correzione ortodontica del caso è ultimata. Il trattamento ha richiesto l’utilizzo di 1 solo arco Ni-Ti .014 large e 1 solo sezionale Ni-Ti .014 small. La recessione gengivale vestibolare di 4.1 risulta notevolmente migliorata, insieme ad una apprezzabile riduzione della sensibilità dell’elemento stesso. In attesa della completa maturazione dei tessuti parodontali l’apparecchiatura linguale, molto ben tollerata dalla paziente, anche per quanto concerne l’igiene domiciliare, viene mantenuta in arcata come contenzione fissa, anche dato il fallimento del precedente retainer fisso. Verrà successivamente valutata la possibilità di ridurne l’estensione da canino a canino, contestualmente alla rivalutazione per una eventuale chirurgia parodontale, anche in merito alle esigenze della paziente. <b>(Figg: 19-22)</b></p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/12/19_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="terapia della recessione gengivale" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/12/19_thumb-5B1-5D.jpg" alt="terapia della recessione gengivale" width="590" height="274" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/12/20_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="20" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/12/20_thumb-5B1-5D.jpg" alt="20" width="590" height="244" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/12/21_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="21" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/12/21_thumb-5B1-5D.jpg" alt="21" width="590" height="362" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/12/22_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="22" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/12/22_thumb-5B1-5D.jpg" alt="22" width="590" height="264" border="0" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>dr.matteoberetta@libero.it</p>
<p>aldo.macchi@uninsubria.it</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Per Informazioni:</strong></p>
<p><a href="mailto:zerodonto@gmail.com">zerodonto@gmail.com</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Gli attacchi i-TTR: una nuova tipologia di attacchi linguali.</title>
		<link>https://www.zerodonto.com/2010/01/gli-attacchi-i-ttr/</link>
					<comments>https://www.zerodonto.com/2010/01/gli-attacchi-i-ttr/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nunzio Cirulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 12:23:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ortodonzia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; L’ortodonzia estetica, iniziata con l’applicazione dei primi attacchi linguali nel 1978 da parte di Fujta e Craven Kurz, ha assunto un’enorme importanza negli ultimi anni. E’ sempre più frequente la richiesta di trattamento da parte dei pazienti adulti e con essa la necessità di avere delle terapie ortodontiche non visibili. La risposta a queste esigenze ha portato allo sviluppo di tecniche ortodontiche “invisibili”, quale appunto l’ortodonzia linguale, ossia l’applicazione dei brackets sulla superficie interna dei denti. Gli attacchi i-TTr hanno dato un grande contributo all’ortodonzia linguale. Nati dall’idea e dal progetto del Prof. Aldo Macchi e realizzati dalla Rocky Mountain Orthdontics company(Novaxa Ortodonzia), questi attacchi permettono un controllo preciso dei tre movimenti di tip, torque e rotazione. La denominazione i-TTR si riferisce appunto alla possibilità del controllo modulare, da cui l’acronimo, T orque, T ip e R otazione. L’i-TTR è un attacco non Edgewise a bassa frizione. Presenta 2 slots auto leganti per l’inserzione di archi tondi ed un tubo centrale a sezione rettangolare per l’inserzione di ausiliari o di ancoraggio o di movimento ortodontico attivo. L’inserzione e la disinserzione degli archi non necessità di legature ed è possibile controllare in maniera completa il movimento dentario singolo o di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>L’ortodonzia estetica, iniziata con l’applicazione dei primi attacchi linguali nel 1978 da parte di Fujta e Craven Kurz, ha assunto un’enorme importanza negli ultimi anni.<br />
E’ sempre più frequente la richiesta di trattamento da parte dei pazienti adulti e con essa la necessità di avere delle terapie ortodontiche non visibili. La risposta a queste esigenze ha portato allo sviluppo di tecniche ortodontiche “invisibili”, quale appunto l’ortodonzia linguale, ossia l’applicazione dei brackets sulla superficie interna dei denti.<br />
Gli attacchi i-TTr hanno dato un grande contributo all’ortodonzia linguale. Nati dall’idea e dal progetto del Prof. Aldo Macchi e realizzati dalla Rocky Mountain Orthdontics company(Novaxa Ortodonzia), questi attacchi permettono un controllo preciso dei tre movimenti di tip, torque e rotazione. La denominazione i-TTR si riferisce appunto alla possibilità del controllo modulare, da cui l’acronimo, T orque, T ip e R otazione. L’i-TTR è un attacco non Edgewise a bassa frizione. Presenta 2 slots auto leganti per l’inserzione di archi tondi ed un tubo centrale a sezione rettangolare per l’inserzione di ausiliari o di ancoraggio o di movimento ortodontico attivo.<br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/clip_image0024_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="i-TTR" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/clip_image0024_thumb-5B1-5D.jpg" alt="i-TTR" width="590" height="452" border="0" /></a></p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/clip_image0044_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="attacchi linguali" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/clip_image0044_thumb-5B1-5D.jpg" alt="attacchi linguali" width="590" height="459" border="0" /></a><span id="more-86"></span></p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/clip_image0064_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="clip_image006[4]" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/clip_image0064_thumb-5B1-5D.jpg" alt="clip_image006[4]" width="590" height="445" border="0" /></a></p>
<p>L’inserzione e la disinserzione degli archi non necessità di legature ed è possibile controllare in maniera completa il movimento dentario singolo o di gruppi di denti fin dall’inizio senza la necessità di passare da un arco tondo ad uno rettangolare.</p>
<p>Il bracket può lavorare sia a bassa frizione che a frizione controllata in quanto il controllo della stessa dipende dal numero di archi utilizzato e dalla loro inserzione. Il loro utilizzo è semplificato al massimo poiché vi è un unico disegno di bracket che può essere applicato su tutti i denti ed il margine gengivale ed occlusale sono identici, per cui non vi è il rischio di sbagliare nell’applicazione. A livello dei molari non viene applicato un tubo ma 2 brackets. In questo caso la distanza tra gli stessi può variare a seconda dell’anatomia del dente in quanto verranno scelte le superfici in cui i brackets si adattano meglio e dove quindi anche lo spessore di composito sotto la basetta è ridotto.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/clip_image0084-5B1-5D.jpg" alt="[clip_image0084[1].jpg]" width="590" height="359" border="0" /><br />
Lo stesso design della base del bracket che si presenta sferica consente un buon adattamento alla superficie linguale di tutti i denti, riducendo lo spessore di composito e aumentando le forze di adesione.</p>
<p>E’ possibile utilizzare archi in Ni-Ti preformati o Australiani. Tali archi devono essere modellati con delle pieghe di primo ordine tra canino e primo premolare e tra secondo premolare e primo molare per compensare la differenza di spessore della superficie linguale di questi denti. Altre eventuali pieghe di primo ordine come quelle tra incisivi laterali e canini variano da caso a caso.</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/clip_image0104_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="modellazione dell'arco linguale" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/clip_image0104_thumb-5B1-5D.jpg" alt="modellazione dell'arco linguale" width="590" height="435" border="0" /></a></p>
<p>La scelta della forma dell’arco, che può essere small medium e large, dipende dalla forma d’arcata. Possono essere scelti archi di spessore variabile .012, .014, .016 ottenendo una frizione variabile, a seconda delle necessità, nelle varie fasi della terapia,differenziandola ulteriormente tra settore anteriore e laterale per via delle base dello slot semicurva.</p>
<p>L’attacco permette l’uso di diversi ausiliari, che possono essere usati sfruttando il terzo slot centrale a sezione rettangolare. Un esempio di sistemi ausiliari sono gli ancoraggi pear to pear, i ganci per elastici intermascellari o per la chiusura degli spazi.</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/clip_image0124_thumb.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: block; float: none; margin-left: auto; margin-right: auto; border-width: 0px;" title="clip_image012[4]" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/clip_image0124_thumb.jpg" alt="clip_image012[4]" width="400" height="471" border="0" /></a></p>
<p>E’ possibile utilizzare gli attacchi anche per realizzare delle contenzioni a fine terapia da canino a canino o da quarto a quarto ed in questo caso si può eseguire il bondaggio diretto.<br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/clip_image0144_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="attacchi linguali i-TTR" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/clip_image0144_thumb-5B1-5D.jpg" alt="attacchi linguali i-TTR" width="590" height="326" border="0" /></a><br />
Per il trattamento delle mal occlusioni è necessario eseguire il bondaggio indiretto bondando gli attacchi sui modelli in gesso del paziente e realizzando delle mascherine termoplastiche di trasferimento.</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/clip_image016_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="bondaggio indiretto" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/clip_image016_thumb-5B1-5D.jpg" alt="bondaggio indiretto" width="590" height="445" border="0" /></a></p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/clip_image018_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="trasferimento degli attacchi linguali" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/clip_image018_thumb-5B1-5D.jpg" alt="trasferimento degli attacchi linguali" width="590" height="445" border="0" /></a></p>
<p>Le mascherine di trasferimento possono anche essere tagliate per realizzare un bondaggio settoriale o diversamente utilizzate intere per un’adesione dei brackets su tutti i denti dell’arcata.</p>
<p>L’attacco viene posizionato alla stessa distanza al margine su tutti i denti della stessa arcata. All’arcata inferiore l’altezza di posizionamento è determinata dall’elemento con minor emergenza dal margine gngivale, solitamente il secondo premolare.</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/clip_image020_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: block; float: none; margin-left: auto; margin-right: auto; border-width: 0px;" title="posizionamento degli attacchi linguali" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/clip_image020_thumb-5B1-5D.jpg" alt="posizionamento degli attacchi linguali" width="400" height="418" border="0" /></a></p>
<p>All’arcata superiore l’altezza è determinata dall’elemento dentale con il maggior overbite.</p>
<p>Per tale motivo, soprattutto nei casi di morso profondo ed affollamento si sceglie di iniziare la terapia applicando dapprima gli attacchi all’arcata inferiore. Questo approccio infatti consente di ridurre l’overbite e di poter pertanto posizionare successivamente gli attacchi sulla superficie linguale dei frontali superiori senza generare disclusione dei settori posterori.<br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/clip_image022_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="clip_image022" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/clip_image022_thumb-5B1-5D.jpg" alt="clip_image022" width="590" height="450" border="0" /></a><br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/clip_image024_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="altezza dell'attacco" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/clip_image024_thumb-5B1-5D.jpg" alt="altezza dell'attacco" width="590" height="390" border="0" /></a></p>
<p>Essendo il bracket i-TTR non edgewise non necessita mai di una applicazione tramite set up, neanche nei casi caratterizzati da marcato affollamento o estrattivi.</p>
<p>È possibile trattare i casi più semplici utilizzando un solo arco, mentre i casi più complessi possono essere gestiti utilizzando il controllo fornito dai due archi posti a 2mm di distanza l’uno dall’altro.</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/clip_image026_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="clip_image026" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/clip_image026_thumb-5B1-5D.jpg" alt="clip_image026" width="590" height="361" border="0" /></a></p>
<p>Il movimento di torque è generato da 2 forze dirette in direzione opposta mediante l’utilizzo di 2 archi o sezionali. Esso pertanto non necessita l’utilizzo di pieghe di terzo ordine ma solo di pieghe di primo ordine realizzate su uno dei 2 archi a sezione tonda in relazione al movimento dentario desiderato e può essere eseguito fin dall’inizio della terapia.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-7292 size-full" title="Attacchi linguali i-TTr ideati dal Prof. Aldo Macchi" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/attacchi-professore.gif" alt="attacchi linguali i-TTr" width="620" height="465" /></p>
<p>Gli attacchi linguali i-TTr ideati dal Prof. Aldo Macchi rappresentano pertanto un grande contributo all’ortodonzia linguale in quanto la loro versatilità ne rende molto semplice l’utilizzo e la loro progettazione biomeccanica permette un controllo molto fine dei movimenti dentari consentendo il trattamento di casi molto complessi.<br />
<b></b><br />
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<p><b></b><br />
<b>CASI CLINICI</b><br />
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<p><b>Caso clinico 1</b><br />
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<p>Il primo caso clinico, trattato dal dott. Nunzio Cirulli, è un ragazzo con una malocclusione di prima classe molare, prima classe canina destra, testa a testa canino a sinistra ed affollamento dentario all’arcata inferiore (fig. 1-5).</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine1_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="Immagine1" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine1_thumb-5B1-5D.jpg" alt="Immagine1" width="590" height="396" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine2_thumb.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="Immagine2" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine2_thumb.jpg" alt="Immagine2" width="590" height="416" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine3_thumb.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="Immagine3" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine3_thumb.jpg" alt="Immagine3" width="590" height="403" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine4_thumb.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="Immagine4" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine4_thumb.jpg" alt="Immagine4" width="590" height="470" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine5_thumb.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="Immagine5" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine5_thumb.jpg" alt="Immagine5" width="590" height="429" border="0" /></a></p>
<p>Il caso è stato trattato mediante l’applicazione degli attacchi i-TTR all’arcata inferiore. Dopo aver eseguito il bondaggio indiretto degli attacchi linguali mediante delle mascherine termo stampate, l’ arco preformato 014 Ni-Ti utilizzato, modellato con delle pieghe a gradino tra i canini ed i primi premolari ed i secondi premolari ed i primi molari, è stato inserito in tutti gli attacchi tranne nell’attacco dell’incisivo centrale di destra (fig. 6).</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine6_thumb.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="terapia linguale con attacchi" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine6_thumb.jpg" alt="terapia linguale con attacchi" width="590" height="400" border="0" /></a></p>
<p>In un secondo momento, con la riduzione dell’affollamento, è stato possibile inserire l’arco anche nell’attacco di questo incisivo (fig. 7).</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine7_thumb.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="Immagine7" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine7_thumb.jpg" alt="Immagine7" width="590" height="425" border="0" /></a></p>
<p>In pochi mesi si è avuto una riduzione dell’affollamento (fig. 8) e sono state successivamente applicate delle catenelle elastiche per completare l’allineamento con la derotazione dei canini e la chiusura degli spazi (fig. 9).<br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine8_thumb.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="Immagine8" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine8_thumb.jpg" alt="Immagine8" width="590" height="430" border="0" /></a><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine9_thumb.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="Immagine9" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine9_thumb.jpg" alt="Immagine9" width="590" height="399" border="0" /></a></p>
<p>Ad allineamento ottenuto (fig. 10) sono stati lasciati gli attacchi linguali da canino a canino come contenzione (fig. 11).</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine10_thumb.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="Immagine10" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine10_thumb.jpg" alt="Immagine10" width="590" height="426" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine11_thumb.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="Immagine11" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine11_thumb.jpg" alt="Immagine11" width="590" height="412" border="0" /></a></p>
<p>Questo da la possibilità di poter intervenire attivamente in caso di recidiva passando da una contenzione “passiva” ad una “attiva”. Successivamente è stato applicato un retainer passivo (fig. 12).</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine12_thumb.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="Immagine12" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine12_thumb.jpg" alt="Immagine12" width="590" height="408" border="0" /></a></p>
<p>Nelle successive immagini vediamo la visione frontale e laterale del caso al termine del trattamento (fig. 13-14-15).</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine13_thumb.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="Immagine13" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine13_thumb.jpg" alt="Immagine13" width="590" height="338" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine14_thumb.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="Immagine14" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine14_thumb.jpg" alt="Immagine14" width="590" height="366" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine15_thumb.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="Immagine15" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine15_thumb.jpg" alt="Immagine15" width="590" height="366" border="0" /></a></p>
<p><b>Casi clinico 2</b></p>
<p>Il secondo caso clinico, trattato dal dott. Nunzio Cirulli, è una giovane ragazza con una malocclusione di prima classe molare e canina sinistra, testa a testa molare e canino a destra, arcata superiore contratta e con diastema interincisivo (fig.1-3).</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine1_thumb-5B2-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="Immagine1" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine1_thumb-5B2-5D.jpg" alt="Immagine1" width="590" height="322" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine2_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="Immagine2" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine2_thumb-5B1-5D.jpg" alt="Immagine2" width="590" height="415" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine3_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="Immagine3" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine3_thumb-5B1-5D.jpg" alt="Immagine3" width="590" height="439" border="0" /></a></p>
<p>L’espansione dell’arcata superiore è stata realizzata mediante l’applicazione di un Quad Helix saldato alle bande (fig. 4).</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine4_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="quad helix" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine4_thumb-5B1-5D.jpg" alt="quad helix" width="590" height="442" border="0" /></a></p>
<p>L’allineamento dentario e la chiusura degli spazi è stato ottenuto mediante trattamento linguale con attacchi i-TTr (fig. 5-6).</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine5_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="Immagine5" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine5_thumb-5B1-5D.jpg" alt="Immagine5" width="590" height="426" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine6_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="Immagine6" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine6_thumb-5B1-5D.jpg" alt="Immagine6" width="590" height="410" border="0" /></a></p>
<p>Le immagini successive mostrano il caso a fine trattamento (fig. 7-11).</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine7_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="Immagine7" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine7_thumb-5B1-5D.jpg" alt="Immagine7" width="590" height="333" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine8_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="Immagine8" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine8_thumb-5B1-5D.jpg" alt="Immagine8" width="590" height="426" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine9_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="Immagine9" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine9_thumb-5B1-5D.jpg" alt="Immagine9" width="590" height="438" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine10_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="Immagine10" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine10_thumb-5B1-5D.jpg" alt="Immagine10" width="590" height="413" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine11_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="Immagine11" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/Immagine11_thumb-5B1-5D.jpg" alt="Immagine11" width="590" height="392" border="0" /></a></p>
<p><b>Caso Clinico 3</b></p>
<p>Il terzo caso clinico, trattato dal dott. Matteo Beretta, è una recidiva di un trattamento ortodontico in una donna di 39 anni (fig. 1-7).</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig.-201_thumb.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig. 1" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig.-201_thumb.jpg" alt="fig. 1" width="590" height="281" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-202_thumb.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig 2" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-202_thumb.jpg" alt="fig 2" width="590" height="308" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-203_thumb.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig 3" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-203_thumb.jpg" alt="fig 3" width="590" height="319" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-204_thumb.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig 4" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-204_thumb.jpg" alt="fig 4" width="590" height="413" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-205_thumb.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig 5" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-205_thumb.jpg" alt="fig 5" width="590" height="385" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-206_thumb.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: block; float: none; margin-left: auto; margin-right: auto; border-width: 0px;" title="fig 6" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-206_thumb.jpg" alt="fig 6" width="400" height="445" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-207_thumb.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig 7" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-207_thumb.jpg" alt="fig 7" width="590" height="291" border="0" /></a></p>
<p>Il caso è stato trattato mediante distalizzazione del 23 e derotazione ed allineamento del 22. Per iniziare sono state realizzate le mascherine di trasferimento per bondare gli attacchi i-TTR sulla superficie linguale degli elementi 23, 24, 25 e 26 (fig. 8).</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-208_thumb.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig 8" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-208_thumb.jpg" alt="fig 8" width="590" height="438" border="0" /></a></p>
<p>Per distalizzare il 23 è stato modellato un sezionale di ancoraggio .016x .022 in acciaio inserito negli attacchi degli elementi 24, 25 e 26 ed una ed un ansa di chiusura con un filo australiano .012 (fig. 9-12).</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-209_thumb.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig 9" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-209_thumb.jpg" alt="fig 9" width="590" height="439" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2010_thumb.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig 10" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2010_thumb.jpg" alt="fig 10" width="590" height="252" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2011_thumb.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig 11" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2011_thumb.jpg" alt="fig 11" width="590" height="333" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2012_thumb.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig 12" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2012_thumb.jpg" alt="fig 12" width="590" height="469" border="0" /></a></p>
<p>Terminata la distalizzazione del 23 (fig.13) si è proceduto con il bondaggio indiretto degli attacchi i-TTR fino al primo premolare di destra, sempre con la realizzazione di mascherine di trasferimento, ed in questi attacchi è stato inserito un sezionale di arco preformato medio .012 Ni.Ti (fig. 14).</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2013_thumb.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig 13" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2013_thumb.jpg" alt="fig 13" width="590" height="439" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2014_thumb.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig 14" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2014_thumb.jpg" alt="fig 14" width="590" height="479" border="0" /></a></p>
<p>Sono state inserite delle pieghe di inset per derotare gli elementi 21 e 23 (fig. 15) e sono state modellate delle pieghe a gradino per estrudere gli elementi 22 e 23.</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2015_thumb.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig 15" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2015_thumb.jpg" alt="fig 15" width="590" height="412" border="0" /></a></p>
<p>E’ stata applicata successivamente una catenella elastica per il controllo della chiusura degli spazi (fig. 16).</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2016_thumb.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig 16" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2016_thumb.jpg" alt="fig 16" width="590" height="479" border="0" /></a></p>
<p>Le immagini seguenti mostrano la laterale di sinistra prima e dopo il trattamento (fig. 17-18) , la foto frontale a fine trattamento (fig. 19) ed il retainer passivo (fig. 20) .</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2017_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig 17" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2017_thumb-5B1-5D.jpg" alt="fig 17" width="590" height="319" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2018_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig 18" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2018_thumb-5B1-5D.jpg" alt="fig 18" width="590" height="308" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2019_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig 19" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2019_thumb-5B1-5D.jpg" alt="fig 19" width="590" height="252" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2020_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig 20" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2020_thumb-5B1-5D.jpg" alt="fig 20" width="590" height="480" border="0" /></a></p>
<p><b>Caso Clinico 4</b></p>
<p>Il quarto caso clinico, trattato dal dott. Matteo Beretta, è anch’esso una recidiva di un precedente trattamento ortodontico in un paziente di 39 anni. Osserviamo una malocclusione di prima classe dentaria caratterizzata da morso profondo ed affollamento all’arcata inferiore (fig. 1-8).</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-201_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig 1" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-201_thumb-5B1-5D.jpg" alt="fig 1" width="590" height="268" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-202_thumb-5B2-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig 2" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-202_thumb-5B2-5D.jpg" alt="fig 2" width="590" height="312" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-203_thumb-5B2-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig 3" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-203_thumb-5B2-5D.jpg" alt="fig 3" width="590" height="302" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-204_thumb-5B2-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig 4" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-204_thumb-5B2-5D.jpg" alt="fig 4" width="590" height="371" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-205_thumb-5B2-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig 5" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-205_thumb-5B2-5D.jpg" alt="fig 5" width="590" height="375" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-206_thumb-5B2-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: block; float: none; margin-left: auto; margin-right: auto; border-width: 0px;" title="fig 6" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-206_thumb-5B2-5D.jpg" alt="fig 6" width="400" height="524" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-207_thumb-5B2-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig 7" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-207_thumb-5B2-5D.jpg" alt="fig 7" width="590" height="271" border="0" /></a></p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/figura-208_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="figura 8" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/figura-208_thumb-5B1-5D.jpg" alt="figura 8" width="590" height="443" border="0" /></a></p>
<p>L’apertura del morso ed il livellamento dentario sono stati ottenuti mediante il bondaggio degli attacchi linguali i-TTR all’arcata inferiore dal secondo premolare di sinistra al secondo premolare di destra e con l’applicazione di un arco preformato medio .014 Ni-Ti (fig. 9).</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-209_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig 9" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-209_thumb-5B1-5D.jpg" alt="fig 9" width="590" height="314" border="0" /></a></p>
<p>Allineato il gruppo frontale inferiore (fig. 10) si è proceduti a restaurare i margini incisali usurati per ottenere un livellamento verticale (fig. 11-12).<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2010_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig 10" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2010_thumb-5B1-5D.jpg" alt="fig 10" width="590" height="314" border="0" /></a></p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig.-2011_thumb.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig. 11" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig.-2011_thumb.jpg" alt="fig. 11" width="590" height="239" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig.12._thumb.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig.12." src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig.12._thumb.jpg" alt="fig.12." width="590" height="265" border="0" /></a></p>
<p>Le immagini seguenti mostrano la visione frontale prima e dopo l’apertura del morso (fig. 13-14).</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2013_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig 13" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2013_thumb-5B1-5D.jpg" alt="fig 13" width="590" height="268" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2014_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig 14" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2014_thumb-5B1-5D.jpg" alt="fig 14" width="590" height="265" border="0" /></a></p>
<p>Rimossi gli attacchi linguali è stato applicato un retainer passivo da 34 a 44 (fig. 15).</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2015_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig 15" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2015_thumb-5B1-5D.jpg" alt="fig 15" width="590" height="325" border="0" /></a></p>
<p><b>Caso Clinico 5</b></p>
<p>Il quinto caso clinico, trattato dal dott. Matteo Beretta, è rappresentato da una malocclusione di prima classe dentaria con affollamento inferiore e morso profondo in una paziente di 24 anni (fig. 1-8).</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-201_thumb-5B2-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig 1" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-201_thumb-5B2-5D.jpg" alt="fig 1" width="590" height="249" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-202_thumb-5B3-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig 2" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-202_thumb-5B3-5D.jpg" alt="fig 2" width="590" height="311" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-203_thumb-5B3-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig 3" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-203_thumb-5B3-5D.jpg" alt="fig 3" width="590" height="285" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-204_thumb-5B3-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig 4" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-204_thumb-5B3-5D.jpg" alt="fig 4" width="590" height="463" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-205_thumb-5B3-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig 5" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-205_thumb-5B3-5D.jpg" alt="fig 5" width="590" height="419" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-206_thumb-5B3-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: block; float: none; margin-left: auto; margin-right: auto; border-width: 0px;" title="fig 6" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-206_thumb-5B3-5D.jpg" alt="fig 6" width="400" height="598" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-207_thumb-5B3-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig 7" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-207_thumb-5B3-5D.jpg" alt="fig 7" width="590" height="286" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-208_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: block; float: none; margin-left: auto; margin-right: auto; border-width: 0px;" title="fig 8" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-208_thumb-5B1-5D.jpg" alt="fig 8" width="400" height="573" border="0" /></a></p>
<p>Dall’analisi dei modelli possiamo notare l’estrusione del gruppo frontale inferiore (fig. 9).</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-209_thumb-5B2-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig 9" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-209_thumb-5B2-5D.jpg" alt="fig 9" width="590" height="388" border="0" /></a></p>
<p>Inizialmente sono stati bondati gli attacchi i-TTR all’arcata inferiore da 36 a 46 con un arco preformato 012 Ni-Ti (fig 10).</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2010_thumb-5B2-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig 10" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2010_thumb-5B2-5D.jpg" alt="fig 10" width="590" height="410" border="0" /></a></p>
<p>Dopo un’iniziale apertura del morso (fig. 11) è stato possibile applicare gli attacchi all’arcata superiore applicando un arco 012 Ni-Ti (fig. 12).</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2011_thumb-5B1-5D1.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig 11" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2011_thumb-5B1-5D1.jpg" alt="fig 11" width="590" height="398" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2012_thumb-5B1-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig 12" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2012_thumb-5B1-5D.jpg" alt="fig 12" width="590" height="442" border="0" /></a></p>
<p>Sono state poi realizzate delle pieghe di intrusione per gli elementi 11 e 12 e delle pieghe di inset per derotare i canini (fig. 13).</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2013_thumb-5B2-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig 13" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2013_thumb-5B2-5D.jpg" alt="fig 13" width="590" height="428" border="0" /></a></p>
<p>La chiusura degli spazi è stata realizzata con una catenella elastica (fig. 14).</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2014_thumb-5B2-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig 14" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2014_thumb-5B2-5D.jpg" alt="fig 14" width="590" height="430" border="0" /></a></p>
<p>Le immagini seguenti sono un confronto tra la visione frontale prima e dopo il trattamento (fig 15-16).<br />
<a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2016_thumb-5B2-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig 16" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2016_thumb-5B2-5D.jpg" alt="fig 16" width="590" height="248" border="0" /></a></p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2017_thumb-5B3-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig 17" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2017_thumb-5B3-5D.jpg" alt="fig 17" width="590" height="285" border="0" /></a></p>
<p>Come contenzione all’arcata superiore è stato applicato un retainer passivo 12-22 mentre all’arcata inferiore sono stati lasciati gli attacchi i-TTr da 34 a 44 (fig. 17-18).</p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2018_thumb-5B3-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig 18" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2018_thumb-5B3-5D.jpg" alt="fig 18" width="590" height="449" border="0" /></a> <a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2019_thumb-5B2-5D.jpg" target="_blank" rel="noopener"><img loading="lazy" decoding="async" style="display: inline; border-width: 0px;" title="fig 19" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2010/01/fig-2019_thumb-5B2-5D.jpg" alt="fig 19" width="590" height="406" border="0" /></a><br />
<b></b></p>
<p><b>BIBLIOGRAFIA</b><br />
<b></b><br />
<b>1. </b><b>Fujita K. et al. </b>New orthodontic treatment with lingual bracket mushroom archwire appliance. Am Journal Orthod – Vol.76;1976: 657-675.<b></b></p>
<p><b>2. </b><b>Alexander C.M., Alexander R.G., Hilghers J.J., Craven Kurz et al. </b>Lingual orthodontics: a status report. Journal of Clinc Orthod. Vol. 16;1982:255-262<b></b></p>
<p><b>3. </b><b>Macchi A.</b> Ortodonzia ed estetica: nuove soluzioni terapeutiche. Ortodonzia Tecnica. 2008 (1): 21-22<b></b></p>
<p><b>4. </b><b>Macchi A., Nidoli G., Lazzati M. </b>Applicazione diretta o indiretta dei bracket linguali. Mondo Ortodontico Vol.9; 1984:63-72.</p>
<p><b></b><br />
<b></b></p>
<p><b>CURRICULUM</b><br />
<b></b><br />
<b></b><br />
<b>Prof. Aldo Macchi</b></p>
<p>Medico Chirurgo<br />
Specialista in Odontostomatologia<br />
Specialista in Ortognatodonzia<br />
Direttore della Clinica Odontostomatologica dell&#8217; Università dell&#8217;Insubria- sede di Varese<br />
Professore Ordinario med.28 dell&#8217; Università dell&#8217;Insubria dove svolge l&#8217;insegnamento di Materiali Dentari e Tecnologie protesiche per il Corso di laurea di Odontoiatria e Protesi dentaria dell&#8217;Università dell&#8217;Insubria .<br />
Ha l&#8217;incarico e svolge insegnamento di &#8220;Biomeccanica&#8221; per la Scuola di Specializzazione in Ortognatodonzia dell&#8217;Università dell&#8217;Insubria.<br />
È autore di 108 pubblicazioni scientifiche di Ortognatodonzia, di Chirurgia Odontostomatologica, di Materiali Dentali e di Medicina computerizzata, molte riguardano studi sulla Biomeccanica ortodontica e la Tecnica Ortodontica Linguale.<br />
Ha tenuto numerosi corsi e seminari di Ortodonzia presso Università italiane e straniere.<br />
E-mail aldo.macchi@uninsubria.it</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Dott. Nunzio Cirulli</b><br />
Specializzato in Ortognatodonzia<br />
Dottore di Ricerca in Orto-fonato-rino-stomato-gnatodonzia presso l&#8217;Università degli Studi di Bari.<br />
Professore a contratto presso l’Università degli Studi dell’Aquila e presso la Università di Santiago di Compostela- Spagna.<br />
Relatore con lavori clinici e di ricerca a Congressi nazionali ed internazionali.<br />
Autore di pubblicazioni e traduzioni su riviste specialistiche nazionali ed internazionali.<br />
Ha tenuto Corsi di Ortodonzia in diverse sedi Universitarie Italiane (Roma La Cattolica, Torino, Genova, Varese, Messina) e Straniere (Madrid, Barcellona, Valencia..)<br />
E’ Socio ordinario della Società Italiana di Ortodonzia, della European Society of Lingual Orthodontics, della European Orthodontic Society, della World Federation of Orthodontists.<br />
E-mail info@studiocirulli.it</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Dott. Matteo Beretta</b><br />
Specialista in Ortognatodonzia<br />
Durante il periodo trascorso presso la Scuola di Specializzazione in Ortognatodonzia, dell’Università degli Studi dell’Insubria, sede di Varese, sotto la guida del Prof. Aldo Macchi ha studiato e praticato l’Ortodonzia linguale.<br />
Collabora sin dagli esordi della professione con il dott. Claudio Lanteri, presso lo Studio di Casale Monferrato (AL) e presso lo Studio Pescarmona di Saluzzo (CN), dedicandosi esclusivamente alla Pedodonzia e all’Ortodonzia, occupandosi in modo particolare di tecnica linguale, di chirurgia orale al servizio dell’Ortodonzia (recupero chirurgico-ortodontico dei denti inclusi, soprannumerari, ecc) e di Ortodonzia pre e post chirurgica.<br />
Ha al suo attivo numerosi corsi, relazioni congressuali, soggiorni di studio all’estero ed è autore di vari lavori scientifici di argomento ortodontico.Socio della Società italiana di Ortodonzia (SIDO), della Società italiana degli Specialisti in Ortognatodonzia (ASIO), della Società italiana di Ortodonzia linguale ed estetica (SIOLE), dell’Accademia italiana di Ortodonzia linguale (AIOL).<br />
E-mail: dr.matteoberetta@libero.it</p>
<div style="background: white;"></div>
<p><a href="https://www.studiodentisticocozzolino.it/wp-content/uploads/2014/10/cv_AnnaMariniello.pdf"><b>Dott.ssa Anna Mariniello</b></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Per informazioni</strong>:</p>
<p>zerodonto@gmail.com</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.zerodonto.com/2010/01/gli-attacchi-i-ttr/">Gli attacchi i-TTR: una nuova tipologia di attacchi linguali.</a> proviene da <a href="https://www.zerodonto.com">Zerodonto</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il mantenitore attivo di contenzione (MAC): Ortodonzia linguale mediante retainers attivi</title>
		<link>https://www.zerodonto.com/2008/06/il-mantenitore-attivo-di-contenzione-mac-ortodonzia-linguale-mediante-retainers-attivi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nunzio Cirulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 22:03:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ortodonzia invisibile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Quando eseguiamo un trattamento ortodontico l’obiettivo è quello di creare un’occlusione dentaria che risponda ai canoni estetici e funzionali. Compito forse ancore più arduo è il mantenimento negli anni dei risultati raggiunti. Una buona diagnosi su cui impostare il piano di trattamento e l’utilizzo dopo la terapia di un apparecchio di contenzione fisso o rimovibile dovrebbero garantire la stabilità dei risultati. Tuttavia si possono creare negli anni malposizioni dentarie e non sempre è facile distinguere tra recidiva della malocclusione trattata e manifestazione di un affollamento terziario (1). Qualora si manifesti un affollamento dentario in un paziente già sottoposto a terapia ortodontica la necessità di dover intervenire nuovamente ci pone dinanzi a delle problematiche. Sicuramente i pazienti non gradiscono di dover rimontare l’apparecchio multi-brackets, sia dal lato vestibolare che linguale. Bisogna poi considerare l’ulteriore impegno economico cui gli stessi sono sottoposti. Per ovviare a tali problematiche il Prof Aldo Macchi ed il Dott. Nunzio Cirulli hanno ideato il “Mantenitore attivo di Contenzione” (MAC) (2,3) . Tale apparecchiatura può essere utilizzata sia per la risoluzione delle recidive di allineamento dentario sia per effettuare terapie di allineamento anteriore in pazienti non sottoposti a precedente trattamento. Tale dispositivo, di semplice applicazione e ben [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Quando eseguiamo un trattamento ortodontico l’obiettivo è quello di creare un’occlusione dentaria che risponda ai canoni estetici e funzionali. Compito forse ancore più arduo è il mantenimento negli anni dei risultati raggiunti. Una buona diagnosi su cui impostare il piano di trattamento e l’utilizzo dopo la terapia di un apparecchio di contenzione fisso o rimovibile dovrebbero garantire la stabilità dei risultati. Tuttavia si possono creare negli anni malposizioni dentarie e non sempre è facile distinguere tra recidiva della malocclusione trattata e manifestazione di un affollamento terziario (1).<br />
Qualora si manifesti un affollamento dentario in un paziente già sottoposto a terapia ortodontica la necessità di dover intervenire nuovamente ci pone dinanzi a delle problematiche. Sicuramente i pazienti non gradiscono di dover rimontare l’apparecchio multi-brackets, sia dal lato vestibolare che linguale. Bisogna poi considerare l’ulteriore impegno economico cui gli stessi sono sottoposti.</p>
<p>Per ovviare a tali problematiche il Prof Aldo Macchi ed il Dott. Nunzio Cirulli hanno ideato il “Mantenitore attivo di Contenzione” (MAC) (2,3) . Tale apparecchiatura può essere utilizzata sia per la risoluzione delle recidive di allineamento dentario sia per effettuare terapie di allineamento anteriore in pazienti non sottoposti a precedente trattamento. Tale dispositivo, di semplice applicazione e ben tollerato dai pazienti, è stato perfezionato negli anni dagli stessi Autori per realizzare la risoluzione di malocclusioni più complesse. Pertanto il dispositivo descritto in questo lavoro è denominato MAC 1, per distinguerlo dalle seguenti evoluzioni che verranno descritte in successivi articoli.</p>
<p>Il MAC 1 è costituito da un filo in Nickel-Titanio (NI-TI) di 0.12 pollici bondato mediante una resina composita foto-polimerizzabile ai denti da spostare. L’utilizzo di tale dispositivo sfrutta le caratteristiche delle leghe al Ni-Ti, ovvero:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms;">alta memoria elastica e resilienza, ovvero una grande capacità di rilasciare l’energia accumulata nel processo di deformazione.</span></p>
<ul>
<li>bassa modificazione dello stato di sollecitazione durante la disattivazione per cui le forze applicate hanno una estrinsecazione più duratura e costante nel tempo.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Queste erano le caratteristiche dei primi fili al Ni-Ti, dotati cioè di “memoria di forma” ma non ancora di “superelasticità”. La “memoria di forma” (4) è la capacità del materiale di ricordare la sua forma originale dopo che è stato deformato in modo plastico, quando si trova nella sua forma martensitica stabilizzata (5).</p>
<p>Tale memoria di forma è sfruttata dagli Autori per la loro procedura clinica mentre la superelasticità garantisce lo sviluppo di forze leggere e costanti.<span id="more-111"></span></p>
<p><strong>Procedura Clinica</strong></p>
<p>Il dente o i denti da spostare vengono mordenzati con acido orto fosforico al 37% e si applica l’adesivo. Successivamente il sezionale Ni-Ti viene adattato al dente da spostare mediante una pinza College e viene bondato con del composito fluido. Sul dente adiacente usato come ancoraggio il sezionale viene tagliato con una fresa in modo da eliminare l’eccesso di filo. Può essere necessaria una procedura di riduzione dello smalto interprossimale (stripping) per il recupero dello spazio in arcata.</p>
<p><span lang="EN-US" style="line-height: 115%; mso-fareast-language: en-us; mso-bidi-language: ar-sa mso-bidi-: en-usfont-family:'Calibri','sans-serif';"><br />
<a href="http://bp1.blogger.com/_i8bsCdF-MXo/SFg1Lb5qd5I/AAAAAAAAAzM/HMG2-yzjhjY/s1600-h/Immagine2.jpg"><span style="font-family: arial;"><img loading="lazy" decoding="async" style="cursor: hand;" title="MAC del prof. Aldo Macchi" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2008/06/Immagine2.jpg" alt="MAC del prof. Aldo Macchi" width="590" height="311" border="0" /></span></a> <a href="http://bp0.blogger.com/_i8bsCdF-MXo/SFg1MKk-lfI/AAAAAAAAAzU/KG7vqOJioO8/s1600-h/Immagine3.jpg"><span style="font-family: arial;"><img loading="lazy" decoding="async" style="cursor: hand;" title="applicazione del MAC" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2008/06/Immagine3.jpg" alt="applicazione del MAC" width="590" height="308" border="0" /></span></a> <a href="http://bp2.blogger.com/_i8bsCdF-MXo/SFg1MghycSI/AAAAAAAAAzc/I2TOkrnqhdE/s1600-h/Immagine4.jpg"><span style="font-family: arial;"><img loading="lazy" decoding="async" style="cursor: hand;" title="terapia ortodontica del prof. Aldo Macchi" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2008/06/Immagine4.jpg" alt="terapia ortodontica del prof. Aldo Macchi" width="590" height="305" border="0" /></span></a><span style="font-family: arial;"><br />
</span><a href="http://bp2.blogger.com/_i8bsCdF-MXo/SFg1NbMLlBI/AAAAAAAAAzk/A33f7QeJeHo/s1600-h/Immagine5.jpg"><span style="font-family: arial;"><img loading="lazy" decoding="async" style="cursor: hand;" title="procedura di adesione del MAC" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2008/06/Immagine5.jpg" alt="procedura di adesione del MAC" width="590" height="384" border="0" /></span></a> </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms;">Il sistema di forze che si realizza determina lo sviluppo di una forza singola (F) sul dente di ancoraggio e di un momento (M) sul dente dove il filo è fissato con il composito.</span></p>
<p><a href="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2008/06/Immagine6.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" style="cursor: hand;" title="momento ortodontico" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2008/06/Immagine6.jpg" alt="momento ortodontico" width="590" height="296" border="0" /></a></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms;">Il fulcro o “snodo” di tale sistema è rappresentato dal punto in cui il filo subisce la massima flessione. A tale livello la superficie esterna del filo subisce una trasformazione da austenite (stato in cui la memoria di forma è massima) a martensite (stato in cui la superelasticità è massima). Secondo l’esperienza degli Autori la forza singola è così leggera da non determinare movimenti di rilievo, mentre il momento determina sempre il movimento desiderato sul dente malposto. Inoltre man mano che l’elemento malposto si allinea il braccio di leva aumenta, incrementando anche il braccio del momento sul dente stesso.<br />
Una volta raggiunto l’allineamento scompare lo “snodo” del sezionale e la lega ritorna in fase austenitica. In tale fase esprime al massimo la sua memoria di forma e si comporta da ottimo sistema di contenzione.</span></p>
<p><strong>Casi clinici </strong></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms;"><strong>Primo caso.<br />
</strong>Per risolvere il disallineamento del 12 è stato bondato un sezionale Ni-Ti 0.12” sul 12 e ancorato all’11. Successivamente è stato applicato un altro sezionale tra 21 e 22 per allineare anche il centrale ed il laterale di sinistra. Gli stessi sezionali dopo l’allineamento, ottenuto in circa 3 mesi, sono stati utilizzati come contenzione.</span></p>
<p><span lang="EN-US" style="line-height: 115%; mso-fareast-language: en-us; mso-bidi-language: ar-sa mso-bidi-: en-usfont-family:'Calibri','sans-serif';"><a href="http://bp2.blogger.com/_i8bsCdF-MXo/SFg1wUlb9xI/AAAAAAAAA0k/St2tw-KBHTc/s1600-h/Immagine8.jpg"><span style="font-family: arial;"><img loading="lazy" decoding="async" style="cursor: hand;" title="MAC" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2008/06/Immagine8.jpg" alt="MAC" width="590" height="407" border="0" /></span></a> <a href="http://bp1.blogger.com/_i8bsCdF-MXo/SFg1hdW6PzI/AAAAAAAAAz0/BkYtO_rNb_8/s1600-h/Immagine9.jpg"><span style="font-family: arial;"><img loading="lazy" decoding="async" style="cursor: hand;" title="apparecchio del prof. Aldo Macchi" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2008/06/Immagine9.jpg" alt="apparecchio del prof. Aldo Macchi" width="590" height="401" border="0" /></span></a> </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms;"><strong>Secondo caso.</strong></span></p>
<p>Per risolvere il disallineamento del 21-22 è stato bondato un sezionale Ni-Ti 0.12” sul 21 ed ancorato al 22. Lo stesso sezionale dopo l’allineamento, ottenuto in circa 3 mesi, è stato utilizzato come contenzione.</p>
<p><a href="http://bp2.blogger.com/_i8bsCdF-MXo/SFg1jUEXG4I/AAAAAAAAAz8/9uq14zqO0dE/s1600-h/Immagine10.jpg"><span style="font-family: trebuchet ms;"><img loading="lazy" decoding="async" style="cursor: hand;" title="MAC 1" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2008/06/Immagine10.jpg" alt="MAC 1" width="590" height="406" border="0" /></span></a><span lang="EN-US" style="line-height: 115%; mso-bidi-: en-us; mso-fareast-language: en-us; mso-bidi-language: ar-sa;"><a href="http://bp2.blogger.com/_i8bsCdF-MXo/SFg1kAOMbvI/AAAAAAAAA0E/T52H9MGB8Cs/s1600-h/Immagine11.jpg"><span style="font-family: trebuchet ms;"><img loading="lazy" decoding="async" style="cursor: hand;" title="terapia del prof. Aldo Macchi" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2008/06/Immagine11.jpg" alt="terapia del prof. Aldo Macchi" width="590" height="285" border="0" /></span></a> </span></p>
<p><span style="font-family: trebuchet ms;"><strong>Terzo caso.</strong></span></p>
<p>Per risolvere il disallineamento 11-21 è stato bondato un sezionale Ni-Ti 0.12” sul 21 ed ancorato all’11. Lo stesso sezionale dopo l’allineamento, ottenuto in circa 3 mesi, è stato utilizzato come contenzione.</p>
<p><a href="http://bp2.blogger.com/_i8bsCdF-MXo/SFg1kVb_HpI/AAAAAAAAA0M/tl0y29_6MM8/s1600-h/Immagine12.jpg"><span style="font-family: trebuchet ms;"><img loading="lazy" decoding="async" style="cursor: hand;" title="caso clinico del prof. Aldo Macchi" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2008/06/Immagine12.jpg" alt="caso clinico del prof. Aldo Macchi" width="590" height="378" border="0" /></span></a><span lang="EN-US" style="line-height: 115%; mso-bidi-: en-us; mso-fareast-language: en-us; mso-bidi-language: ar-sa;"><a href="http://bp2.blogger.com/_i8bsCdF-MXo/SFg1lZxTPCI/AAAAAAAAA0U/tD7f4G4MRmw/s1600-h/Immagine13.jpg"><span style="font-family: trebuchet ms;"><img loading="lazy" decoding="async" style="cursor: hand;" title="caso clinico 2 del prof. Aldo Macchi" src="https://www.zerodonto.com/wp-content/uploads/2008/06/Immagine13.jpg" alt="caso clinico 2 del prof. Aldo Macchi" width="590" height="373" border="0" /></span></a> </span></p>
<p><span lang="EN-US" style="line-height: 115%; mso-bidi-: en-us; mso-fareast-language: en-us; mso-bidi-language: ar-sa;"><strong>Conclusioni</strong></span></p>
<p>Il Mantenitore Attivo di contenzione 1 (MAC 1) è il primo retainer attivo fisso che è stato realizzato (2,3). Tale dispositivo, ideato dal Prof Aldo Macchi e dal Dott. Nunzio Cirulli è stato applicato a partire dal 1996. Presenta una semplice realizzazione ed un costo contenuto, consentendo la risoluzione di disallineamenti anteriori di lieve entità. Può essere utilizzato a qualsiasi età ed è ben tollerato dai pazienti, risultando più confortevole rispetto agli attacchi linguali (6,7) e completamente invisibile rispetto agli attacchi vestibolari.</p>
<p>Per la risoluzione di malposizioni dentarie più importanti il Prof Aldo Macchi ha negli anni successivi elaborato nuovi dispositivi più complessi e sofisticati. Tali dispositivi, che rappresentano un’ evoluzione del MAC 1 fino ad arrivare al MAC 4, saranno esposti nei prossimi articoli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span lang="EN-US" style="line-height: 115%; mso-bidi-: en-us; mso-fareast-language: en-us; mso-bidi-language: ar-sa;"><strong>Bibliografia</strong></span></p>
<p>1. F Van der Linden: Theoretical and practical aspects of crowding in the human dentition. J.A.D.A. 89: 139- 153, 1974</p>
<p>2. A Macchi, S Rania, N Cirulli. Una proposta per la gestione dei disallineamenti anteriori: il Mantenitore Attivo di Contenzione (MAC). Mondo Ortodontico 5:389-393, 1999.</p>
<p>3. A Macchi, N Cirulli. Fixed Active Retainer for Minor Anterior Tooth Movement. J Clin Orthod 34:48-49, 2000.</p>
<p>4. G Sander. Festigkeit und elastizitat kieferorthopadisher drahte unter berucksichtgung der superelastischen materialen. In: Informationen aus der orthodontie und kieferorthopadie. Huthing P.Heidelberg.</p>
<p>5. GF Andreasen . A clinical trial of alignment of teeth using a 0.019 inch thermal nitinol wire with a transition temperature range between 31 and 45 degrees. Am J Orthod 78:528-37, 1978.<br />
6. Miyawakaki, M Yasuhara, Y Koh. Discomfort caused by bonded orthodontic appliances in adult patients examined by retrospective questionnaire. Am J Orthod. 115:83-88, 1999.</p>
<p>7. PM Sinclair, MF Cannito, LJ Goates, LF Solomos, CM Alexander. Patient responses to lingual appliances. J Clin Orthod 20:396-404, 1986.</p>
<p><strong>Prof. Aldo Macchi</strong></p>
<p>Medico Chirurgo<br />
Specialista in Odontostomatologia<br />
Specialista in Ortognatodonzia</p>
<p>Direttore della Clinica Odontostomatologica dell&#8217; Università dell&#8217;Insubria- sede di Varese</p>
<p>Professore Ordinario med.28 dell&#8217; Università dell&#8217;Insubria dove svolge l&#8217;insegnamento di Materiali Dentari e Tecnologie protesiche per il Corso di laurea di Odontoiatria e Protesi dentaria dell&#8217;Università dell&#8217;Insubria . Ha l&#8217;incarico e svolge insegnamento di &#8220;Biomeccanica&#8221; per la Scuola di Specializzazione in Ortognatodonzia dell&#8217;Università dell&#8217;Insubria.</p>
<p>È autore di 108 pubblicazioni scientifiche di Ortognatodonzia, di Chirurgia Odontostomatologica, di Materiali Dentali e di Medicina computerizzata, molte riguardano studi sulla Biomeccanica ortodontica e la Tecnica Ortodontica Linguale. Ha tenuto numerosi corsi e seminari di Ortodonzia presso Università italiane e straniere.</p>
<p>E-mail: aldo.macchi@uninsubria.it<br />
<strong>Dott. Nunzio Cirulli</strong></p>
<p>Specializzato in Ortognatodonzia<br />
Dottore di Ricerca in Orto-fonato-rino-stomato-gnatodonzia presso l&#8217;Università degli Studi di Bari.</p>
<p>Professore a contratto presso l’Università degli Studi dell’Aquila e presso la Università di Santiago di Compostela- Spagna.</p>
<p>Relatore con lavori clinici e di ricerca a Congressi nazionali ed internazionali.</p>
<p>Autore di pubblicazioni e traduzioni su riviste specialistiche nazionali ed internazionali.</p>
<p>Ha tenuto Corsi di Ortodonzia in diverse sedi Universitarie Italiane (Roma La Cattolica, Torino, Genova, Varese, Messina) e Straniere (Madrid, Barcellona, Valencia..)</p>
<p>E’ Socio ordinario della Società Italiana di Ortodonzia, della European Society of Lingual Orthodontics, della European Orthodontic Society, della World Federation of Orthodontists.</p>
<p>E-mail: info@studiocirulli.it</p>
<p><strong>Per informazioni:</strong></p>
<p><a href="mailto:zerodonto@gmail.com">zerodonto@gmail.com</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.zerodonto.com/2008/06/il-mantenitore-attivo-di-contenzione-mac-ortodonzia-linguale-mediante-retainers-attivi/">Il mantenitore attivo di contenzione (MAC): Ortodonzia linguale mediante retainers attivi</a> proviene da <a href="https://www.zerodonto.com">Zerodonto</a>.</p>
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