Ortodonzia invisibile

Articoli e tecniche di ortodonzia invisibile linguale senza attacchi

14/01/15
Ortodonzia invisibile: caso clinico di grave morso aperto
Anna Mariniello

20/12/12
Ortodonzia invisibile: malocclusione caratterizzata da un canino ectopico vestibolare
Anna Mariniello

25/04/12
Ortodonzia Linguale senza Attacchi nel trattamento delle seconde classi
Anna Mariniello Fabio Cozzolino

22/09/10
Fasi di procedura clinica nell’applicazione dei Retainers Attivi
Anna Mariniello Fabio Cozzolino

14/11/09
Ortodonzia Invisibile: malocclusione di prima classe con canino incluso e morso profondo.
Anna Mariniello Fabio Cozzolino

03/05/09
Ortodonzia Invisibile: Ortodonzia Linguale senza Attacchi.
Anna Mariniello

16/02/09
Ortodonzia Linguale
Anna Mariniello

05/10/08
Ortodonzia linguale senza attacchi: i retainers attivi
Anna Mariniello

18/06/08
Il mantenitore attivo di contenzione (MAC): Ortodonzia linguale mediante retainers attivi
Aldo Macchi Nunzio Cirulli

02/05/08
Ortodonzia Invisibile: chiusura dei diastemi
Anna Mariniello Fabio Cozzolino

11/04/08
I retainers attivi per la risoluzione dei disallineamenti anteriori: una metodica innovativa di Ortodonzia linguale senza attacchi
Anna Mariniello

24/02/08
Ortodonzia invisibile
Anna Mariniello Fabio Cozzolino Giuseppe Cozzolino

23/11/07
Ortodonzia Invisibile contro Ortodonzia Estetica: Ortodonzia linguale senza attacchi mediante l’utilizzo di retainers preattivati
Anna Mariniello Giuseppe Cozzolino Fabio Cozzolino

30/10/07
Microviti in Ortodonzia: problematiche cliniche
Fabio Cozzolino Anna Mariniello

21/10/07
Ortodonzia invisibile: trattamento di un caso di affollamento dell’arcata inferiore mediante l’utilizzo dei pre-actived retainers
Anna Mariniello


Introduzione all'ortodonzia invisibile - Apparecchio invisibile

Gli enormi progressi in campo di diagnosi e possibilità di trattamento ed i canoni di bellezza proposti dai mass media hanno aumentato in maniera esponenziale la richiesta di trattamento ortodontico soprattutto da parte dei pazienti adulti, sempre più attenti al proprio aspetto estetico e funzionale, per questo colpiti da ansia e imbarazzo all’idea di portare l’apparecchio per i denti. Un sorriso bello, sano ed armonico aumenta l’autostima e contribuisce al benessere psico-fisico. Si sono pertanto sviluppate ed affermate negli anni metodiche di trattamento ortodontico negli adulti al fine di rendere la terapia meno visibile o del tutto invisibile.

Gli apparecchi ortodontici fissi vestibolari mediante brackets in metallo sono stati affiancati da quelli in ceramica che avendo un colore più simile a quello dei denti si vedono di meno, anche se non es-sendo invisibili non eliminano l’eventuale imbarazzo sociale provato dai pazienti. Le uniche terapie assolutamente invisibili sono quelle fisse attaccate sulla superficie interna o linguale dei denti, con o senza attacchi.

L’ortodonzia invisibile linguale senza attacchi è un trattamento innovativo che consente l’allineamento dei denti mediante apparecchiature linguali fisse. E’ realizzata mediante dei fili molto sottili, spessi poco più di 1 mm, che vengono attaccati alla superficie linguale dei denti. La metodica di adesione è la stessa dei classici dispositivi con attacchi (brackets sia vestibolari che linguali) e quando terminata la terapia l’apparecchio invisibile viene rimosso le superfici dei denti tornano ad avere lo stesso aspetto pre-trattamento senza alcun danno o variazione di forma e colore. A diffe-renza degli attacchi linguali, che pure consentono la realizzazione di un trattamento invisibile, i fastidi alla lingua e le alterazioni fonetiche sono eventi rari e comunque limitati solo alle prime ore dall’applicazione dei dispositivi. Questo perché l’apparecchio invisibile è molto più sottile e non pre-senta sporgenze che possono ferire la lingua. Gli stessi pazienti che in passato si sono sottoposti ad un trattamento con attacchi linguali prima di essere trattati con la terapia invisibile senza brac-kets confermano che i fastidi sono praticamente nulli rispetto agli attacchi linguali.

Ortodonzia linguale fissa senza attacchi Questa tecnica innovativa è stata presentata dalla dottoressa Anna Mariniello a congressi ortodon-tici nazionali ed internazionali (World Society of Lingual Orthodontics, European Orthodontic Socie-ty, Società Italiana di ortodonzia) ed è stata pubblicata su riviste del settore (scarica il pdf). Con questa terapia ortodontica possono essere trattate tutte le malocclusioni, con tempi e risultati che dipendono dalla gravità della malocclusione e che sono comunque sovrapponibili a quelli ottenuti con i classici dispositivi con attacchi. I fili maggiormente utilizzati sono fili da retainer, ossia fili in ac-ciaio costituiti da più filamenti intrecciati che da molti anni vengono usati per realizzare i retainers passivi, contenzioni post trattamento fisse. In questo caso poiché vengono attivati e modellati per spostare i denti prendono il nome di retainer attivi. Possono essere utilizzati fili in Nichel Titanio (Ni-Ti), in beta Titanio (TMA), in acciaio inox (SS) ed altri ancora. Talvolta per il trattamento di malocclu-sioni più complesse dal semplice affollamento, come ad esempio le seconde o le terze classi di An-gle, oppure il morso aperto o profondo (open e deep bite) si associa l’uso di miniimpianti ortodontici di ancoraggio per uno spostamento più veloce e sicuro dei denti. Come in ogni tecnica ortodontica fissa la creazione di spazio per lo spostamento dei denti può essere realizzata mediante espansio-ne delle arcate dentarie, stripping oppure estrazioni dentarie. Solo attraverso una corretta diagnosi il clinico può scegliere la metodica più appropriata. Se la terapia necessita estrazioni dentarie vengo-no adoperate delle corone provvisorie in resina attaccate sempre al dispositivo ortodontico, quindi fisse, per mascherare in modo del tutto estetico lo spazio estrattivo.

Nonostante la presenza dei dispositivi è comunque possibile spazzolare i denti e mantenerli sempre puliti, anche se è raccomandato sottoporsi ogni 3-4 mesi a sedute di pulizia dei denti professio-nali per la rimozione del tartaro.

Comunemente si parla di ortodonzia invisibile riferendosi alle mascherine e o allineatori traspa-renti tipo l’Invisalign. Ma questo riferimento è improprio e si dovrebbe parlare di ortodonzia estetica in quanto le mascherine sono comunque visibili, ma sicuramente di meno rispetto agli attacchi ve-stibolari in metallo o ceramica che invece possono essere annoverati tra gli apparecchi invisibili. Con l’uso delle mascherine però possono essere trattate solo poche malocclusioni poiché non pos-sono eseguire tutti gli spostamenti dentari. Inoltre creano un fastidioso rialzo dell’occlusione (spes-sore tra i denti) che può causare alterazioni della fonetica. Per informazioni utili: DbPedia Ortodonzia

Ortodonzia invisibile: caso clinico di grave morso aperto

Ortodonzia invisibile: caso clinico di grave morso aperto

 ENGLISH VERSION

 

 

Avere una dentatura allineata è un’esigenza che molti pazienti adulti richiedono per migliorare la propria estetica, essendo l’esposizione dentaria ed il sorriso fondamentali per la bellezza di un viso.

Per tale motivo il piano di trattamento ortodontico è frutto di un accurato esame radiografico e relativo tracciato cefalometrico, di un approfondito esame dei modelli in gesso, con relativa analisi dello spazio, ma anche di un’accurata analisi estetica del viso.

Senza addentrarci nei dettagli di quest’ultima vogliamo focalizzare la nostra attenzione sull’esposizione degli incisivi superiori con le labbra a riposo. Questo è fondamentale ad esempio quando trattiamo un caso che presenta alterazioni nell’overbite sia in eccesso che in difetto.

Il caso clinico che presentiamo è un esempio di trattamento in caso di morso aperto anteriore. La paziente chiedeva una terapia ortodontica invisibile fissa linguale senza attacchi, per nascondere completamente la presenza dell’apparecchio e non avere alterazioni fonetiche ed irritazioni alla lingua.

 

Ortodonzia invisibile: malocclusione caratterizzata da un canino ectopico vestibolare

Ortodonzia invisibile: malocclusione caratterizzata da un canino ectopico vestibolare

ENGLISH VERSION

 

L’ortodonzia invisibile senza attacchi è una nuova metodica ortodontica che consiste nel trattamento delle malocclusioni dentarie mediante fili molto sottili bondati alla superfice dei denti, in zone non visibili. Tale apparecchio oltre a non essere visibile è anche molto comodo alla lingua ed ai tessuti molli, grazie alla modellazione estremamente personalizzata ed anatomica ed è meno ingombrante rispetto ai brackets (attacchi) linguali.

Rappresenta pertanto una possibile alternativa terapeutica da proporre a tutti quei pazienti che desiderano un trattamento invisibile e senza fastidi.

Il campo di applicazione va dalle terapie più semplici di allineamento dentario a quelle più complesse, in cui ad esempio sono necessarie estrazioni dentarie e spostamenti settoriali corporei e, come accade anche per le classiche terapie con attacchi, l’associazione a miniviti di ancoraggio nei casi più complicati può essere molto utile.

Il caso che proponiamo è un esempio di trattamento estrattivo, con ancoraggio sia dentario che scheletrico.

Il paziente, giunto alla nostra osservazione, presentava una malocclusione caratterizzata da:

  • prima classe molare e canina a destra;
  • seconda classe molare a sinistra;
  • completa mancanza di spazio per il canino di sinistra ectopico vestibolare;
  • affollamento dentario superiore ed inferiore
  • deviazione della linea mediana superiore verso sinistra di 2,5 mm
  • overbite di 1 mm a livello del 12, 3 mm per l’11 ed il 21, 0 per il 22
  • overjet di 2,5 mm per il 12, 2 mm per l’11 ed il 21, 0 per il 22.

 

Ortodonzia Linguale senza Attacchi nel trattamento delle seconde classi

Ortodonzia Linguale senza Attacchi nel trattamento delle seconde classi

 

ENGLISH VERSION

 

L’ortodonzia fissa rappresenta il trattamento di elezione per tutti i pazienti che si trovano in dentatura permanente, a qualsiasi età. Nella maggior parte dei casi, infatti, solo con un’apparecchiatura fissa è possibile realizzare uno spostamento dentario preciso e controllato.
Se il paziente ha l’esigenza di eseguire un trattamento che non sia visibile, in quanto sensibile a problemi di ansia e imbarazzo, allora la risposta è data da un trattamento fisso linguale, il quale può essere realizzato con o senza attacchi.L’apparecchio è pertanto applicato sulla superficie interna, quindi non visibile, dei denti. L’ortodonzia linguale senza attacchi è nata dall’esigenza di trattare recidive di casi precedentemente realizzati con apparecchiature classiche, i quali non avrebbero accettato di applicare nuovamente i brackets. E’ stata successivamente utilizzata per risolvere malocclusioni in pazienti che si sottoponevano al trattamento per la prima volta, in quanto non dava i classici fastidi alla lingua, ai tessuti molli e le alterazioni fonetiche tipiche delle apparecchiature linguali con attacchi.
Con l’ortodonzia linguale fissa senza attacchi è possibile trattare ogni tipo di malocclusione, mediante l’utilizzo di fili ortodontici direttamente bondati sulla superficie linguale dei denti, come i retainers attivi, ed eventuali altri dispositivi, come le miniviti.
Queste ultime rappresentano una recente svolta in ortodonzia e sono molto utilizzate anche nei classici apparecchi con brackets poiché consentono un ancoraggio massimo di tipo scheletrico ed una maggiore velocità di spostamento dentario.
Il seguente caso clinico è un esempio di risoluzione di una malocclusione di II Classe dentaria e scheletrica trattata con questa terapia innovativa.

La paziente di anni 25 presentava all’esame clinico (fig. 1-6):

  • a sinistra un testa a testa molare e canino, un morso a forbice 24-34
  • a destra un testa a testa canino ed una pregressa estrazione del 46 con mesializzazione ed inclinazione del 47.

1 frontale malocclusione di seconda classe

 

Fasi di procedura clinica nell’applicazione dei Retainers Attivi

Fasi di procedura clinica nell’applicazione dei Retainers Attivi

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Il seguente caso clinico è caratterizzato da un affollamento dentario in una giovane ragazza di 28 anni. La sistematica fotografica intraorale mostra un affollamento dentario maggiore all’arcata inferiore con il 43 in posizione ectopica vestibolare e la linea mediana inferiore deviata verso destra.

Sistematica iniziale:

visione frontale pre-trattamento

 

Ortodonzia Invisibile: malocclusione di prima classe con canino incluso e morso profondo.

Ortodonzia Invisibile: malocclusione di prima classe con canino incluso e morso profondo.

ENGLISH VERSION

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Il paziente giunto alla nostra osservazione presentava una malocclusione di prima classe caratterizzata da morso profondo ed inclusione del 43 (Foto 1-7).

morso profondo

 

Ortodonzia Invisibile: Ortodonzia Linguale senza Attacchi.

Ortodonzia Invisibile: Ortodonzia Linguale senza Attacchi.

 

 

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Dott.ssa Anna Mariniello

 

La richiesta di trattamento ortodontico da parte dei nostri pazienti è spesso motivata dal desiderio di poter migliorare l’estetica del proprio sorriso e sempre più frequentemente è richiesto un apparecchio ortodontico che oltre ad essere poco fastidioso sia anche completamente invisibile. In questi casi si può realizzare un’ortodonzia linguale fissa senza attacchi, una tecnica innovativa ideata dal Prof. Aldo Macchi agli inizi degli anni novanta e pubblicata per la prima volta in Italia e all’estero dallo stesso Prof. Macchi e dal dott. Nunzio Cirulli ( Macchi A, Cirulli N. “Fixed Active Retainer for Minor Anterior Tooth Movement”. Journal of Clinical Orthodontics, 2000; Macchi A, Rania S, Cirulli N . “Una proposta per la gestione di disallineamenti anteriori: il mantenitore attivo di contenzione (MAC)”).

Tale tecnica, che negli anni ha subito continue evoluzioni, ha il vantaggio di unire la caratteristica di non visibilità della terapia al notevole confort dovuto all’assenza di attacchi a contatto con la lingua.

La paziente che mostrerò in questo lavoro presentava una malocclusione di prima classe dentaria caratterizzata da un severo affollamento all’arcata inferiore (fig. 1-6) e notevole difficoltà nell’effettuare le comuni manovre di igiene orale domiciliare.

affollamento dentariooverjet e overbite

 

Ortodonzia Linguale

Ortodonzia Linguale

Caso clinico realizzato mediante Terapia Ortodontica Linguale Fissa senza Attacchi.

.ENGLISH VERSION

Dott.ssa Anna Mariniello

L’ortodonzia linguale nasce dalla necessità di soddisfare la richiesta di un trattamento non visibile effettuata essenzialmente dai pazienti adulti. Tale richiesta non può essere soddisfatta a pieno con un trattamento con gli attacchi vestibolari in ceramica e nemmeno con le mascherine trasparenti. Queste terapie sono entrambe da considerarsi più estetiche degli attacchi vestibolari in metallo ma non invisibili, come può essere solo un ortodonzia linguale.

L’ortodonzia linguale con attacchi , nonostante il miglioramento che si è avuto negli anni circa il design degli attacchi, può essere fonte di fastidi fonetici e di decubito alla lingua. Inoltre la riduzione di grandezza del bracket realizzata per ridurre il discomfort rende in alcuni casi difficile sia il controllo delle rotazioni dentarie che del torque, anche se i recenti attacchi i-TTR realizzati dal Prof. Aldo Macchi consentono un controllo accurato pure di questi parametri. Lo stesso Prof. Aldo Macchi è stato il primo ad eseguire, agli inizi degli anni novanta, trattamenti ortodontici linguali senza attacchi mediante fili super elastici bondati sulla superficie linguale dei denti.

Inizialmente questo trattamento era effettuato in casi di recidiva di allineamento in pazienti precedentemente sottoposti a terapia con attacchi, sia con tecnica vestibolare che linguale. Lo scopo era quello di risolvere la recidiva evitando di sottoporre nuovamente il paziente alla terapia con attacchi, offrendogli una soluzione completamente invisibile e confortevole. Il passo successivo fu il trattamento di casi molto più difficili ed in pazienti che eseguivano la terapia per la prima volta.

La terapia linguale senza attacchi, successivamente eseguita anche da altri autori, oltre ad essere invisibile è estremamente confortevole. La maggior parte dei pazienti, che dopo essersi sottoposti a terapia linguale con attacchi eseguono poi un trattamento linguale senza attacchi, dichiarano di avere molti meno fastidi o non averne proprio rispetto alla prima terapia. Le alterazioni fonetiche non ci sono quasi mai e se ci sono spariscono in poche ore.

 

Ortodonzia linguale senza attacchi: i retainers attivi

Ortodonzia linguale senza attacchi: i retainers attivi

Dott.ssa Anna Mariniello

Sempre più frequentemente nella pratica clinica ci troviamo a dover trattare casi di allineamento in pazienti adulti che richiedono un trattamento non visibile e poco fastidioso. Questo ha determinato una sempre più ampia diffusione degli attacchi linguali. Al fine di realizzare una terapia non visibile e poco fastidiosa alcuni il Prof. Aldo Macchi ed il dott. Nunzio Cirulli (1-2) hanno ideato una tecnica di allineamento mediante l’utilizzo di fili in Nickel Titanio bondati sulla superficie linguale dei denti anteriori. Tali autori eseguono terapie linguali senza attacchi da circa 15 anni. Tal tecnica è stata successivamente utilizzata anche da altri autori (3-4-5).

In questo lavoro viene presentata una metodica di allineamento mediante l’utilizzo di fili per retainer modellati ed attivati, secondo i principi di biomeccanica descritti da Burstone e Melsen (6-7-8) in modo da ottenere lo spostamento dentario desiderato.

Procedura clinica

I fili utilizzati per l’allineamento dentario sono dei retainer costituiti da 5 fili intrecciati dello spessore di 0.175”. La modellazione di questi fili è realizzata seguendo le leggi della biomeccanica descritte da Burstone e Melsen6-8.
Per la risoluzione dell’affollamento dentario vengono modellate delle anse verticali ad U e delle step bends. Le anse ad U aumentano l’elasticità del filo e consentono di aumentare la forza applicata in caso di affollamenti più marcati. Le pieghe a gradino, che possono essere utilizzate senza anse ad U in caso di affollamenti minimi, oltre a ridurre l’affollamento, consentono la derotazione degli elementi dentari. Il filo viene modellato con queste pieghe ed in maniera che si adatti alla superficie linguale da canino a canino. Prima del bondaggio le anse vengono aperte di circa 2 mm per poi essere bondate successivamente in contrazione. In questo modo il ritorno elastico del filo determinerà la riduzione dell’affollamento.

 

Il mantenitore attivo di contenzione (MAC): Ortodonzia linguale mediante retainers attivi

Il mantenitore attivo di contenzione (MAC): Ortodonzia linguale mediante retainers attivi

ENGLISH VERSION

 

Quando eseguiamo un trattamento ortodontico l’obiettivo è quello di creare un’occlusione dentaria che risponda ai canoni estetici e funzionali. Compito forse ancore più arduo è il mantenimento negli anni dei risultati raggiunti. Una buona diagnosi su cui impostare il piano di trattamento e l’utilizzo dopo la terapia di un apparecchio di contenzione fisso o rimovibile dovrebbero garantire la stabilità dei risultati. Tuttavia si possono creare negli anni malposizioni dentarie e non sempre è facile distinguere tra recidiva della malocclusione trattata e manifestazione di un affollamento terziario (1).
Qualora si manifesti un affollamento dentario in un paziente già sottoposto a terapia ortodontica la necessità di dover intervenire nuovamente ci pone dinanzi a delle problematiche. Sicuramente i pazienti non gradiscono di dover rimontare l’apparecchio multi-brackets, sia dal lato vestibolare che linguale. Bisogna poi considerare l’ulteriore impegno economico cui gli stessi sono sottoposti.

Per ovviare a tali problematiche il Prof Aldo Macchi ed il Dott. Nunzio Cirulli hanno ideato il “Mantenitore attivo di Contenzione” (MAC) (2,3) . Tale apparecchiatura può essere utilizzata sia per la risoluzione delle recidive di allineamento dentario sia per effettuare terapie di allineamento anteriore in pazienti non sottoposti a precedente trattamento. Tale dispositivo, di semplice applicazione e ben tollerato dai pazienti, è stato perfezionato negli anni dagli stessi Autori per realizzare la risoluzione di malocclusioni più complesse. Pertanto il dispositivo descritto in questo lavoro è denominato MAC 1, per distinguerlo dalle seguenti evoluzioni che verranno descritte in successivi articoli.

Il MAC 1 è costituito da un filo in Nickel-Titanio (NI-TI) di 0.12 pollici bondato mediante una resina composita foto-polimerizzabile ai denti da spostare. L’utilizzo di tale dispositivo sfrutta le caratteristiche delle leghe al Ni-Ti, ovvero:

 

alta memoria elastica e resilienza, ovvero una grande capacità di rilasciare l’energia accumulata nel processo di deformazione.

  • bassa modificazione dello stato di sollecitazione durante la disattivazione per cui le forze applicate hanno una estrinsecazione più duratura e costante nel tempo.

 

Queste erano le caratteristiche dei primi fili al Ni-Ti, dotati cioè di “memoria di forma” ma non ancora di “superelasticità”. La “memoria di forma” (4) è la capacità del materiale di ricordare la sua forma originale dopo che è stato deformato in modo plastico, quando si trova nella sua forma martensitica stabilizzata (5).

Tale memoria di forma è sfruttata dagli Autori per la loro procedura clinica mentre la superelasticità garantisce lo sviluppo di forze leggere e costanti.

 

Ortodonzia Invisibile: chiusura dei diastemi

Ortodonzia Invisibile: chiusura dei diastemi

ORTODONZIA LINGUALE SENZA ATTACCHI: LA MECCANICA PER CHIUSURA DEGLI SPAZI

ENGLISH VERSION

Dr Anna Mariniello
Dr Fabio Cozzolino


Lo scopo del presente lavoro è quello di spiegare come in un approccio ortodontico linguale senza attacchi è possibile effettuare la chiusura dei diastemi.

Le modalità suggerite sono le seguenti:

– Retainers con anse verticali
– Meccanica a scorrimento realizzata con fili rettangolari in acciaio

La scelta tra i 2 tipi di dispositivi dipende dalla necessità o meno di cambiare la forma di arcata e di risolvere un disallineamento. Nel caso sussista tale necessità utilizziamo un retainer con delle anse. Se la forma d’arcata è ideale ed anche la posizione dei denti (in senso vestibolo-linguale ed occluso-gengivale) si realizza una meccanica a scorrimento con dei fili rettangolari in acciaio.

Retainers con anse verticali

La chiusura spazi è realizzata modellando su un filo da retainer di 0.175 pollici delle anse verticali, ad esempio delle anse ad U.
Supponiamo vi sia la necessità di chiudere un diastema tra 2 incisivi centrali, ad esempio inferiori, slivellati in senso vestibolo-linguale (V-L). E supponiamo che il 31 sia più lingualizzato rispetto agli altri elementi dentari. E’ possiblite trattare questa malposizione dentaria modellando il filo da retainer in modo che si adatti passivamente alla superficie linguale da canino a canino. Questo filo verrà modellato con un ansa ad U tra gli elementi 31 e 41 e verrà attivato con le modalità precedentemente esposte negli altri articoli (pre-activated retainers).

 

I retainers attivi per la risoluzione dei disallineamenti anteriori: una metodica innovativa di Ortodonzia linguale senza attacchi

I retainers attivi per la risoluzione dei disallineamenti anteriori: una metodica innovativa di Ortodonzia linguale senza attacchi

Dott.ssa Anna Mariniello

La richiesta sempre maggiore di trattamenti ortodontici negli adulti ha determinato un incremento dell’ortodonzia linguale. Spesso la richiesta di trattamento è di tipo estetico e dettata dalla necessità di risolvere disallineamenti nel settore anteriore. Per tale motivo è stata sviluppata una metodica di allineamento mediante l’utilizzo di fili elastici bondati lingualmente (1-2) Tali dispositivi, come riferito dagli stessi pazienti, risultano essere molto più confortevoli rispetto agli attacchi linguali.
Gli inventori di questo nuovo dispositivo linguale sono il Prof. Aldo Macchi ed il Dott. Nunzio Cirulli. Nel 1999, hanno pubblicato due articoli inerenti una innovativa metodica linguale che sfruttava un presidio da loro ideato e definito “Mantenitore Attivo di Contenzione (MAC)”. Il MAC è un retainer fisso attivo, costituito da un filo in Nickel Titanio di .012 pollici bondato ai denti adiacenti a quelli da spostare mediante una resina composita foto-polimerizzante (1-2).
Nel 2001 il Dott. Eri J.W. Liou ha pubblicato un lavoro in cui la risoluzione degli affollamenti dentari anteriori veniva realizzata tramite dei fili in Nickel Titanio bondati a livello della superficie linguale dei canini e accostato alla superficie linguale degli incisivi centrali e laterali mediante delle legature metalliche interdentali (3).
La metodica di allineamento dentario mediante un ortodonzia linguale senza attacchi, che nasce da un associazione tra l’elasticità dei fili ed i principi di biomeccanica, ha subito successive evoluzioni da parte degli stessi autori che l’ hanno inventata.
Tali retainers sono costituiti da fili intrecciati dello spessore di 0.175 pollici
Il seguente caso clinico è stato realizzato tramite questa metodica.

 

Ortodonzia invisibile

Ortodonzia invisibile

APERTURA SPAZI MEDIANTE L’UTILIZZO DI RETAINERS ATTIVI.

English Version

 

In caso di affollamenti dentari l’allineamento può essere realizzato, con o senza stripping, con l’utilizzo di retainers pre-attivati (pre-actived retainers). L’ortodonzia linguale senza attacchi è stata ideata dal Prof. Aldo Macchi e dal Dott. Nunzio Cirulli (1-2). Successivamente è stata applicata anche da altri autori. Questa tecnica innovativa utilizza retainers costituiti da 5 fili intrecciati dello spessore di 0.0175 pollici, modellati ed attivati in maniera da ottenere gli spostamenti dentari desiderati. I retainers attivi, allo stesso modo dei passivi, vengono bondati sulla superficie linguale dei denti. Non essendo pertanto visibili risultano essere il trattamento ideale per tutti i pazienti che non vogliono che si veda la terapia. Inoltre sono molto sottili e risultano più confortevoli anche rispetto ai più piccoli attacchi linguali. Non danno alterazioni fonetiche, nemmeno nei primi giorni di terapia. Tutte queste caratteristiche fanno dei retainers attivi una modalità di trattamento sempre più richiesta e diffusa.
Con tale tecnica si possono risolvere tutti i tipi di malocclusione. Dalle malocclusioni di prima classe con disarmonie dento basali in eccesso o in difetto, a malocclusioni più complesse di II o III classe (per le quali ci si avvale anche dell’utilizzo di altri dispositivi sempre non visibili come le microviti).
Vediamo ora in che modo è possibile con i retainers attivi trattare l’affolamento dentario.
Se l’affollamento dentario è minimo, con sovrapposizione delle superfici interprossomali minore di 0,5 mm, delle pieghe a gradino sono sufficienti a sviluppare la forza necessaria per allineare l’arcata. In caso di affollamento dentario superiore è necessario aumentare l’elasticità del filo modellando delle pieghe verticali come le pieghe ad U. In questo modo riduciamo il rapporto carico/deflessione, realizzando un’attivazione maggiore e più lunga nel tempo.
Per preparare la superficie dentaria all’adesione si puliscono i denti. Successivamente vengono mordenzate per 30 sec le superfici dove verrà bondato il filo, si applica l’adesivo e si polimerizza per 20 sec.

 

Ortodonzia Invisibile contro Ortodonzia Estetica: Ortodonzia linguale senza attacchi mediante l’utilizzo di retainers preattivati

Ortodonzia Invisibile contro Ortodonzia Estetica: Ortodonzia linguale senza attacchi mediante l’utilizzo di retainers preattivati

 

La maggiore richiesta di ortodonzia nel paziente adulto che si è avuta negli ultimi anni ha portato allo sviluppo di terapie sempre più estetiche. Attacchi in ceramica, archi e legature estetici si sono diffusi sempre di più nella pratica ortodontica. Oggi abbiamo tecniche per allineare gli elementi dentari attraverso l’utilizzo di mascherine trasparenti, ma tale tecnica può esser utilizzata in un limitato numero di malocclusioni. Tutti i dispostivi di questo tipo rendono l’ordodonzia meno visibile e quindi più estetica ma nessuno di essi è in grado di nascondere completamente la terapia. L’utilizzo degli attacchi linguali è invece una tecnica completamente invisibile, non priva però di fastidi per il paziente. Tali fastidi sono dovuti sia ad alterazioni della fonetica sia al decubito degli attacchi sulla lingua.
Nella mia pratica clinica realizzo l’ortodonzia linguale senza attacchi mediante fili superelastici direttamente bondati sui denti. Tale metodica,ideata dal Prof. A. Macchi e dal Dott. N. Cirulli(1-2) e successivamente applicata anche da altri autori, è considerata dai pazienti molto confortevole, non da problemi di natura fonetica e raramente risulta fastidiosa al contatto con la lingua. Questa terapia, realizzata in pazienti con recidiva che avevano precedentemente effettuato una terapia con attacchi linguali, è risultata molto più confortevole.

 

Microviti in Ortodonzia: problematiche cliniche

Microviti in Ortodonzia: problematiche cliniche

 

ENGLISH VERSION

 

L’utilizzo delle microviti come ancoraggio in ortodonzia è sempre più frequente
sia nella tecnica vestibolare e linguale con attacchi che nelle tecniche più estetiche e confortevoli senza attacchi.

L’inserimento delle microviti è da considerarsi comunque un atto chirurgico poiché
un’ errata manipolazione dell’osso può facilmente portare ad una reazione infiammatoria attorno alle stesse ed un errato posizionamento può portare al loro svitamento.

Pertanto cercando di fare un po’ di chiarezza e per rispondere alle domande che ci sono state fatte da molti colleghi, possiamo elencare i problemi che si possono avere e condividere la nostra esperienza con voi su come abbiamo cercato di risolverli.

 

Ortodonzia invisibile: trattamento di un caso di affollamento dell’arcata inferiore mediante l’utilizzo dei pre-actived retainers

Ortodonzia invisibile: trattamento di un caso di affollamento dell’arcata inferiore mediante l’utilizzo dei pre-actived retainers

 

Il paziente giunto alla mia osservazione presentava la seguente situazione clinica (fig.1-7):
-prima classe molare destra e sinistra, prima classe canina a sinistra e testa a testa canino a destra;
-un ponte provvisorio che coinvolge gli elementi 12, 11 e 22, realizzato a causa della perdita per trauma dell’elemento 21;
-affollamento all’arcata inferiore;
-OVB di 5mm, OVJ di 2 mm ;
-ottima salute parodontale con assenza di tasche,
-differente abrasione dei canini inferiori con maggiore abrasione di quello di sinistra.

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Il paziente desiderava effettuare l’ allineamento dell’arcata inferiore ma chiedeva una terapia non visibile e poco fastidiosa.

TERAPIA

La terapia è stata effettuata mediante una terapia linguale senza attacchi con l’ausilio dei retainers pre-attivati. La terapia linguale senza attacchi è stata ideata dal Prof. A. Macchi e dal Dott. N. Cirulli e successivamente applicata anche da altri autori. Mediante i retainers pre-attivati è stata espansa la regione intercanina ed è stato allineato il gruppo frontale inferiore. Grazia alla presenza del ponte in resina superiore, che è stato opportunamente scaricato, è stato possibile recuperare spazio per allineare tali elementi dentari mediante vestibolarizzazione degli stessi senza effettuare stripping.
Durante il primo appuntamento sono state prese le impronte, sono state effettuate le foto e sono state prescritte le radiografie. Successivamente si è proceduti ad applicare l’apparecchio ortodontico.