Restauro con faccette in ceramica feldspatica in un settore ad elevata valenza estetica

Restauro con faccette in ceramica feldspatica in un settore ad elevata valenza estetica

RICOSTRUZIONE DI INCISIVI CENTRALI MASCELLARI MEDIANTE PREPARAZIONE BUTT-JOINT MINIMAMENTE INVASIVA E VENEERS IN CERAMICA FELDSPATICA STRATIFICATA SU MODELLO REFRATTARIO.

 

ENGLISH VERSION

 

PRESENTAZIONE DEL CASO

E’ stato trattato il caso di una paziente di 26 anni di sesso femminile, che presentava la frattura dei margini incisali di 11 e 21.

2 affollamento inferiore

3 occlusione centrica

La paziente riferiva di aver già provveduto alla ricostruzione di tali elementi dentari in due occasioni e che in entrambe le circostanze i restauri erano andati in contro a frattura; inoltre, la paziente lamentava un risultato estetico non soddisfacente.

4 incisivi centrali

La paziente presentava buone condizioni di salute generale, condizioni di igiene orale modeste e si dichiarava fumatrice moderata (circa 10 sigarette al giorno). Sono stati riscontrati problemi di affollamento e malposizioni dentarie nonché diverse lesioni cervicali ma la paziente richiedeva esclusivamente il restauro degli incisivi centrali mascellari.

Rifiutando una nuova ricostruzione con materiali compositi, è stato deciso in accordo con la paziente di procedere alla realizzazione di due faccette in ceramica feldspatica. Tale tipologia di restauro adesivo permette di ripristinare estetica e funzione con un approccio conservativo e preparazioni minimamente invasive.

In posizione di riposo, l’esposizione del margine degli elementi da restaurare è stato giudicato soddisfacente.

1 frattura incisivi

Sono stati identificati i precedenti restauri in composito al fine di valutare la probabile estensione delle preparazioni anche sul versante palatale.

5 compositi

7 frattura denti

Considerato l’affollamento del gruppo mandibolare anteriore e la tipologia di frattura dei margini incisali con cui si presentava la paziente, particolare attenzione è stata prestata alla valutazione di overjet ed overbite, in modo da valutare la disponibilità degli spazi funzionali dei futuri restauri.

49 protrusione incisivi

8 overjet.jpg

Sono state rilevate le impronte di studio e registrati i rapporti intermascellari mediante una cera di occlusione centrica, in modo da analizzare il caso mediante montaggio in articolatore a valori medi.

9 cera occlusale

10 impronte di studio

La paziente è stata sottoposta ad una seduta di igiene orale professionale ed è stata motivata all’igiene domiciliare da un igienista dentale. Successivamente, al fine di ottimizzare il risultato estetico, la paziente ha richiesto uno sbiancamento dentale realizzato mediante applicazione domiciliare di perossido di carbammide al 15% e fluoruro di potassio. Dal momento che gli agenti ossidanti possono interferire con la polimerizzazione delle resine composite, la finalizzazione del caso è stata procrastinata di due settimane.

 

STUDIO DEL CASO, REALIZZAZIONE DEL MOCKUP E DEI RESTAURI PROVVISORI

E’ stata realizzata una ceratura di lavoro al fine di armonizzare forme e volumi degli elementi da trattare. La ceratura è stata realizzata in base ad un primo progetto della ricostruzione basato sulle indicazioni cliniche comunicate dall’odontoiatra e sulla richieste ed aspettative della paziente.

11 modello master

12 ceratura diagnostica

13 wax up

14 profilo di emergenza

15 overbite

Dopo un incontro multidisciplinare mirato ad ottimizzare la comunicazione nel team di lavoro e l’accettazione della ceratura, il laboratorio odontotecnico ha proceduto alla realizzazione di un mockup additivo diretto-indiretto in resina acrilica con spessore medio pari a 0.3 mm, convertendo la ceratura in resina.

17 mockup faccette

18 previsualizzazione estetica faccette

19 mock up veneer

21 spessore faccette

Per la realizzazione di tale mockup, i due elementi in resina sono stati mantenuti uniti al fine di incrementarne la ritenzione.

20 mockup veneer

22 previsualizzazione veneer

23 faccette provvisorie

24 provvisori faccette

I gusci estetici in resina così ottenuti sono stati sovrapposti agli elementi dentari ancora intatti, in modo da poter previsualizzare il risultato finale del lavoro, discuterne con il paziente ed apportare eventuali modifiche.

Il mockup è stato provato intraoralmente mediante frizione sugli elementi non ancora preparati in modo da ottenere una previsualizzazione del possibile risultato definitivo. Sono state effettuate prove estetiche e fonetiche, valutando sia la posizione di riposo sia la linea del sorriso, a seguito delle quali il mockup è risultato eccessivamente lungo a livello dei margini incisali.

25 prova estetica

26 linea del sorriso

27 faccette mock up intraorale

28 faccette mockup intraorale

Quindi, si è proceduto alla modifica immediata degli elementi in resina direttamente alla poltrona; le modifiche sono state effettuate solo su uno dei due elementi in resina, in modo da permettere sia agli operatori che alla paziente di valutare i risultati delle modifiche apportate. La porzione del margine incisale da accorciare è stata identificata e segnata mediante un pennarello dermografico nero; quindi, si è proceduto alla modifica di tale area mediante una fresa diamantata montata su un manipolo dritto da laboratorio.

29 prove estetiche faccette

30 modifica mock up faccette

31 rifinitura mockup faccette

Subito dopo, il mockup è stato nuovamente provato in sede intraorale; eventuali modifiche additive (ad esempio per la presenza di regioni in sottosquadro da eliminare) possono essere effettuate mediante resine composite secondo le convenzionali tecniche di stratificazione. Una volta raggiunta la previsualizzazione desiderata, la forma del mockup è stata trasferita e rifinita sul modello di studio.

32 ricostruzione diretta faccette

33 faccette provvisori tecnica indiretta

34 faccette provvisori tecnica diretta

35 faccette provvisorie ricostruzione diretta

Pur essendo disponibili svariate metodiche di provvisorizzazione (diretta, diretta-indiretta, indiretta), al fine di ottimizzare il rendimento estetico, si è optato per la realizzazione di due faccette provvisorie indirette in resina acrilica.

Dopo le modifiche intraorali, il mockup è stato riposizionato sul modello di lavoro mediante cera per modellazione e si è proceduto alla realizzazione di due faccette provvisorie prelimate a caldo.

38 faccette usura incisale37 faccette wax up additivo

42 veneers provvisorie

43 faccette overlap palatale

41 faccette template posizionamento

44 prova faccette45 prova veneers

Sulla base di tale morfologia, sono state realizzate diverse mascherine in silicone da utilizzarsi durante le fasi cliniche al fine di controllare gli spessori di preparazione.

39 faccette mascherina silicone

40 faccette indice silicone incisale

46 modelli faccette

 

PREPARAZIONE DENTARIA

Prima della preparazione dentaria, è stato effettuato un sondaggio parodontale al fine di identificare i fili di retrazione più adatti al caso in esame: la paziente presentava un biotipo gengivale sufficientemente fibroso con una profondità media del solco pari a circa 3 mm.

47 preparazione faccette48 sondaggio solco parodontale faccette

Prima di procedere alla preparazione dentaria, è stato misurato lo spessore degli elementi da trattare a livello cervicale, medio ed incisale mediante spessimetro, in modo da poter risalire in ogni fase della preparazione allo spessore di tessuti duri asportati mediante calcolo sottrattivo. A tal riguardo, va notato, tuttavia, che tale procedura è valida solo in presenza di elementi strutturalmente integri e risulta, in ogni caso, piuttosto indaginosa e poco precisa, non essendo possibile mantenere dei punti di repere anatomici univoci durante le fasi cliniche di preparazione.

50 spessore incisivi centrali mascellari

E’ stata utilizzata una particolare mascherina in silicone sfenestrata che ha permesso di visualizzare sia la riduzione incisale che la preparazione vestibolare.

51 tecnica preparazione veneers

52 preparazione margine incisale faccette ceramica

E’ stato utilizzato un filo di retrazione gengivale poliintrecciato singolo, al fine di dislocare apicalmente i tessuti marginali ed identificare agevolmente la giunzione amelo-cementizia.

53 filo retrazione gengivale faccette ceramica

Fatta eccezione per situazioni cliniche particolari, la linea di finitura della preparazione per faccette in ceramica viene posizionata 0.5 mm coronalmente alla giunzione amelo-cementizia, in modo da ottimizzare le procedure di cementazione adesiva su smalto. Gli incisivi laterali mascellari sono stati protetti mediante matrici metalliche a nastro.

54 matrici protezione preparazione denti

La preparazione per faccette in ceramica deve avere uno spessore vestibolare ideale pari a 0.5-0.7 mm, in modo da rimanere nell’ambito dello smalto (sulla base di misurazioni antropometriche medie) e da ottimizzare lo spessore della ceramica feldspatica. E’ stata realizzata una geometria di preparazione a butt-joint su entrambi gli elementi dentari. La preparazione della superficie vestibolare degli incisivi centrali mascellari è stata effettuata mediante due differenti tecniche: la “dimple technique” sull’11 e la “depth slot technique” sul 21.

55 geometria preparazione faccette ceramica

La “dimple technique” prevede la realizzazione di un numero imprecisato di fossette sulla superficie vestibolare da preparare mediante una fresa sferica di diametro pari a 1.2 mm affondata per metà, in modo da ottenere una serie di pozzetti profondi 0.6 mm nelle diverse aree del dente. La “depth slot technique”, invece, prevede la realizzazione di uno o più solchi guida longitudinali sulla superficie vestibolare, analogamente a quanto viene convenzionalmente effettuato per la preparazione di un moncone; a tal scopo, si consiglia l’utilizzo di una fresa cilindrica con spessore pari a 1.2 mm affondata per metà, in modo da ottenere dei solchi profondi 0.6 mm in base alle considerazioni effettuate in precedenza. Fossette e solchi guida possono essere evidenziati marcandone il fondo con una matita. Nell’opinione degli autori, la “dimple technique” risulta più indaginosa e meno affidabile, dal momento che il superamento del massimo equatore della fresa può avvenire facilmente anche sotto ingrandimento, esitando in fossette guida di preparazione estremamente disomogenee.

Dopo avere effettuato la sgrossatura della superficie vestibolare, si è proceduto alla preparazione della linea di finitura cervicale mediante un mini-chamfer profondo 0.3 mm e delle aree interprossimali; è consigliabile posizionare i margini interdentali in posizione palatale rispetto alle aree di contatto, al fine di evitare indesiderate pigmentazioni dei margini di cementazione nel corso del tempo.

56 tecniche preparazione faccette anteriori

Dal momento che i pregressi restauri in composito presentavano margini scalfiti ed infiltrati, si è proceduto alla loro completa rimozione dalle superfici di preparazione. Le chiavi in silicone realizzate sul modello di lavoro opportunamente sezionate in direzione vestibolo-palatale, hanno permesso di controllare gli spessori di preparazione mediante tutte le fasi cliniche.

57 mascherine preparazione faccette composito

58 spessore preparazione margine incisale faccette59 preparazione vestibolare faccette ceramica

Le procedure di rifinitura sono state effettuate mediante una fresa diamantata a grana media montata su manipolo sonico e mediante una pietra di Arkansas montata su micromotore mediante tecnica di taglio intermittente e sotto abbondante irrigazione. Gli spigoli interprossimali sono stati ulteriormente rifiniti mediante strip metalliche abrasive.

60 preparazione linea finitura cervicale faccette61 rifinitura faccette62 preparazione interprossimale faccette

Pur non essendo ad oggi disponibili metodiche cliniche che permettano di identificare integralmente ed in maniera univoca le aree dentinali esposte durante la preparazione (meno affidabili per la cementazione adesiva), al termine delle procedure cliniche risultava apprezzabile una cornice di smalto sulla periferia di entrambe le preparazioni. Come descritto in precedenza, gli elementi preparati sono stati misurati mediante spessimetro, al fine di effettuare una misurazione quantitativa dei tessuti mineralizzati asportati.

63 spessore faccette ceramica

Al termine della preparazione, un ultimo controllo è stato effettuato mediante le chiavi in silicone come precedentemente riportato, in modo da verificare la congruenza della geometria di preparazione con la forma ed il volume del mockup.

64 preprazione smalto faccette65 preparazione dentina faccette66 rifinitura preparazione smalto veneers67 rifinitura preparazioni veneers composito68 rifinitura preparazioni veneers ceramica69 rifinitura occlusale faccette

 

IMPRONTA E PROVVISORIZZAZIONE

Allo stereomicroscopio è stata evidenziata una lieve sofferenza acuta della papilla interincisiva determinata dall’azione dislocante del filo di retrazione gengivale; al fine di evitare ogni possibile danno ai tessuti molli, prima di procedere alla registrazione dell’impronta, il filo è stato rimosso e sostituito mediante due fili singoli. Sono state posizionate due matrici metalliche a nastro nelle aree di contatto con gli incisivi laterali, in modo da consentire una lettura ottimale di tali zone da parte del materiale da impronta.

70 preservazione papilla faccette71 protezione gengiva faccette

E‘ stata rilevata un’impronta bifasica in un tempo con polieteri a bassa e media viscosità. Le matrici metalliche sono rimaste incarcerate nell’impronta stessa, ottimizzando la lettura delle aree di contatto con gli elementi adiacenti.

72 impronta faccette ceramica73 materiale impronta faccette

Dopo la registrazione dell’impronta, i fili di retrazione sono stati rimossi ed i solchi parodontali ispezionati e detersi. Successivamente, è stato rilevato il colore degli elementi dentari adiacenti a quelli da restaurare; particolare attenzione è stata rivolta alla considerazione dell’ipersaturazione determinata dallo sbiancamento dentale.

74 rilevazione colore faccette

I restauri provvisori indiretti sono stati ribasati intraoralmente mediante resina acrilica a freddo; eventuali imprecisioni derivanti da micromovimenti dei restauri in particolare a livello del mini-chamfer cervicale, sono state corrette mediante una seconda ribasatura fluida.

75 ribasatura faccette provvisorie76 ribasatura veneers provvisorie77 imprecisione faccette

A seguito della rifinitura, i restauri sono stati posizionati intraoralmente a frizione e bloccati mediante piccole aree di sottosquadro sulle superfici interdentali palatali, in modo da non contaminare le superfici di adesione mediante mezzi di fissaggio.

78 temporary veneers79 preparazione palatale faccette

I contatti in occlusione centrica e durante le escursioni eccentriche sono stati attentamente controllati e bilanciati.

80 articolazione centrica faccette81 articolazione protrusiva veneers82 preparazione butt joint faccette

 

REALIZZAZIONE DELLE FACCETTE

I restauri definitivi sono stati realizzati in ceramica feldspatica mediante stratificazione e rifinitura su modello refrattario.

L’impronta è stata sviluppata mediante gesso extraduro di classe IV e con la prima colata è stato realizzato un primo modello (modello settoriale) fondamentale per le successive procedure odontotecniche.

83 preparazione window faccette

Successivamente, con l’ausilio di un check in silicone realizzato sul modello intero (modello non segmentato), si è proceduto al settaggio degli elementi protesici nel modello alveolare.

84 tecnica window faccette

85 tecnica butt joint faccette

Di seguito, i monconi in massa refrattaria sono stati attentamente posizionati nel modello di lavoro assemblato.

86 minichamfer faccette87 modello refrattario faccette

E’ stato realizzato un primo strato di ceramica stabile, preciso ed in intimo contatto con la superficie sottostante; di seguito si è proceduto ad una seconda cottura dell’interfaccia.

88 stratificazione ceramica faccette

Successivamente, è stata eseguita la strutturazione morfologica e cromatica dello scheletro dentinale, del piatto incisale e degli accenni degli effetti incisali in sospensione.

89 stratificazione ceramica massa smalto faccette90 stratificazione ceramica massa dentina faccette

Una volta completata la cottura della ceramica feldspatica, si è proceduto ad un minuzioso lavoro di tessitura di superficie e, successivamente, di rifinitura e lucidatura.

91 stratificazione ceramica glasura faccette92 rifinitura superficie faccette ceramica93 tessitura superficie faccette cermica

Solo al termine di queste procedure, le faccette sono state separate dal rivestimento ed accuratamente settate sul modello settoriale, in modo da poter effettuare un controllo delle superfici di contatto con i denti adiacenti. Particolare attenzione è stata dedicata all’ispezione delle superfici interne dei manufatti, in modo da verificare la compattezza della ceramica, l’assenza di bolle e l’integrità dei margini.

94 faccette foglio platino95 faccette ceramica feldspatica96 faccette disilicato litio97 veneers ceramica vetrosa

Lo spessore delle faccette (compreso tra 0.5 e 0.7 mm) è stato misurato mediante spessimetro a livello del terzo cervicale, medio ed incisale.

98 spessimetro faccette ceramica

 

CEMENTAZIONE ADESIVA

Al fine di ottimizzare le procedure di cementazione adesiva, è importante che tra la preparazione dentaria e la finalizzazione del caso non intercorra un periodo superiore a 7-10 giorni; nel caso in esame, la cementazione è stata effettuata 8 giorni dopo la preparazione protesica, previo controllo dello stato di salute dei tessuti gengivali.

99 pigmentazione faccette resina composito100 estetica faccette composito resina

Dopo aver rimosso i restauri provvisori, le superfici di preparazione sono state deterse e lucidate mediante pomice e feltrini e, successivamente, ispezionate sotto stereomicroscopio.

101 precisione faccette gengiva102 precisione faccette tessuti parodontali

 

La corretta saturazione del colore è stata verificata prima provando le faccette intraoralmente senza alcun mezzo intermedio e mediante semplice umettatura.

103 try in faccette ceramica

Successivamente, sono state applicate due paste prova di colore differente (bianco su 11 e trasparente su 21), in modo da valutare gli effetti di traslucenza, rifrazione e riflessione della luce e si è optato per la massa trasparente. Tali paste idrosolubili sono state rimosse mediante risciacquo con acqua ed asciugatura con aria.

104 pasta prova cemento composito faccette105 paste prova cemento resina faccette106 pasta prova idrosolubile cemento resinoso estetico veneers

 

Successivamente, le faccette, precedentemente mordenzate in laboratorio con acido fluoridrico al 10%, sono state ripulite e condizionate con acido ortofosforico al 37%, risciacquate e silanizzate.

107 silanizzazione con silano faccette ceramica

Quindi, si è proceduto alla cementazione mediante un cemento resinoso dedicato fotopolimerizzabile.

108 cemento composito resinoso duale estetico per facette

La cementazione adesiva è stata effettuata secondo le convenzionali procedure di adesione mediante isolamento con diga di gomma.

109 diga di gomma faccette110 digia di gomma veneers111 isolamento diga di gomma cementazione faccette112 cementazione adesiva faccette ceramica113 rimozione eccessi cemento adesivo faccette

 

Gli eccessi di cemento sono stati rimossi previa gelificazione; quindi si è proceduto alla completa polimerizzazione del cemento composito.114 polimerizzazione gelificazione cemento faccette

115 rimozione cemento veneers116 eliminazione cemento in eccesso porcelain veneers117 isolamento cementazione adesiva veneers118 transilluminazione luce alogena faccette

 

119 margine cementazione cervicale faccette

 

Le aree interprossimali sono state rifinite e lucidate con strip abrasive a granulometria sottile.

120 strip abrasive rifinitura interdentale faccetteAl termine della cementazione, i solchi parodontali sono stati detersi ed ispezionati con una curette in teflon, in modo da non danneggiare i margini dei restauri.

121 ispezione detersione controllo solco parodontale faccette

Il corretto adattamento delle faccette è stato verificato mediante radiografia endorale standardizzata.

122 radiografia endorale facette

FOLLOW-UP

A 7 giorni dalla cementazione, i restauri sono apparsi ben integrati ed i tessuti parodontali in salute. I contatti occlusali sono stati controllati e bilanciati.

123 cementazione estetica faccette ceramica

125 controllo estetico faccette post cementazione

126 tessitura vestibolare faccette

127 profilo emergenza faccette ceramica

128 adattamento marginale faccette ceramica

129 precisione adattamento margine veneers ceramica

130 papilla interincisiva interdentale faccette

124 controllo occlusione veneers

131 occlusione faccette chamfer palatal overlap

132 tecnica preparazione palatale incisale faccette

143

144

I successivi controlli allo steromicroscopio a 3 e 12 mesi hanno evidenziato un adattamento ottimale dei restauri e confermato l’elevato potenziale biomimetico delle faccette.

133 maturazione tessuti gengiva faccette

134 follow up faccette ceramica

135 followup faccette ceramica

136 follow-up faccette ceramica

137 sopravvivenza breve medio lungo termine faccette ceramica

138 successo breve medio lungo termine faccette ceramica

139 sopravvivenza breve medio lungo termine veneers ceramica composito resina

140 successo breve medio lungo termine veneers ceramica composito resina

 

Immagini pre-operatorie e post-operatorie:

PRIMA:

2 affollamento inferiore

DOPO:

143

PRIMA:

4 incisivi centrali

DOPO:

137 sopravvivenza breve medio lungo termine faccette ceramica

 

BIBLIOGRAFIA

1. Beier US, Kapferer I, Dumfahrt H. Clinical long-term evaluation and failure characteristics of 1,335 all-ceramic restorations. Int J Prosthodont. 2012 Jan-Feb;25(1):70-8.

2. Beier US, Kapferer I, Burtscher D, Dumfahrt H. Clinical performance of porcelain laminate veneers for up to 20 years. Int J Prosthodont. 2012 Jan-Feb;25(1):79-85.

3. Sorrentino R, Apicella D, Riccio C, Gherlone E, Zarone F, Aversa R, Garcia-Godoy F, Ferrari M, Apicella A. Nonlinear visco-elastic finite element analysis of different porcelain veneers configuration. J Biomed Mater Res B Appl Biomater. 2009 Nov;91(2):727-36.

 

Per informazioni:

zerodonto@gmail.com

Restauro con faccette in ceramica feldspatica in un settore ad elevata valenza estetica ultima modifica: 2012-07-20T14:36:00+00:00 da Roberto Sorrentino
 

40 Commenti

Giacomo Olvi

about 5 anni ago

Bel lavoro. Complimenti a tutti. Giacomo Olivi

Rispondi

Enrico Conserva

about 5 anni ago

Caso molto ben documentato però vorrei fare alcune considerazioni: in un momento in cui si va verso una protesi estetica minimamente invasiva, la scelta di una riabilitazione con preparazioni così aggressive in rapporto al tipo di lesione iniziale mi è sembrata un pò eccessiva. Si potevano fare preparazioni più conservative e scegliere materiali più idonei a tal fine. Enrico Conserva

Rispondi

Anonymous

about 5 anni ago

Concordo pienamente con Conserva. Si sarebbe potuto fare un approccio più conservativo risparmiando sicuramente molto più tessuto dentale visto poi che si tratta di incisivi centrali con tessuto pulpare molto evidente(come si vede da Rx). Qui considerando il caso iniziale effettuare delle faccette con questo materiale è stato estremamente invasivo.

Rispondi

Giorgio Ferrari

about 5 anni ago

Io da odontotecnico,credo che l'esecuzione di un manufatto ancora più ridotto di quello evidenziato nel caso preso in esame, non sia di facile esecuzione, che tutto si possa fare siamo d'accordo ma non con la facilità con cui si discute in questo caso. Anche la manualità da parte del clinico non è cosi facile da gestire su spessori ancora più ridotti.

Rispondi

Anonymous

about 5 anni ago

buongiorno, volevo sapere se Lei aveva uno studio a Melzo

Rispondi

Enrico Conserva

about 5 anni ago

Non sono d'accordo! Un caso così andava risolto con una conservativa d'eccellenza! Non credo avrei sacrificato così tanto tessuto sano sui denti dei miei figli! Non c'e proporzione tra entità della lesione ed entità della preparazione! Oggi presi dalla smania della cosmetica si perdono di vista le soluzioni piu semplici!

Rispondi

Anonymous

about 5 anni ago

un caso che poteva essere risolto semplicemente con delle ricostruzioni in composito. Molto bravi ma questa volta avete "esagerato"!!

Rispondi

Anonymous

about 5 anni ago

Bello il materiale iconografico ma per la risoluzione del caso beh....... Sono pienamente d'accordo con Enrico Conserva ,in biblografia non vedo nominato prof Buser e i fratelli Magne come mai ,vedendo il caso mi è sembrato un tratto di un loro libro bellissimo tra l' altro ,tranne la parte tecnica con tutto rispetto ( complimenti al sig.Sommella) ma i Rac del sig. Magne opere d'arti..........;-(

Rispondi

Anonymous

about 5 anni ago

overtreatment

Rispondi

Daniele

about 5 anni ago

gentile team zerodonto,Ho scoperto da poco il vostro blog e da blogger vi faccio i complimenti per il lavoro di divulgazione.Come odontotecnico non mi permetto di giudicare il lavoro altrui (anche se la messa in rete di materiale equivale alla pubblicazione su rivista cartacea e richiede una discussione del lavoro svolto)come blogger giudico apprezzabile l iniziativa e impiegherò del tempo per visitare il vostro blog.Daniele Di Nenno

Rispondi

Daniele

about 5 anni ago

gentile team zerodonto,Ho scoperto da poco il vostro blog e da blogger vi faccio i complimenti per il lavoro di divulgazione.Come odontotecnico non mi permetto di giudicare il lavoro altrui (anche se la messa in rete di materiale equivale alla pubblicazione su rivista cartacea e richiede una discussione del lavoro svolto)come blogger giudico apprezzabile l iniziativa e impiegherò del tempo per visitare il vostro blog.Daniele Di Nenno

Rispondi

Giuseppe Stefanelli

about 5 anni ago

In generale siete proprio bravi ma questo caso è senza dubbio un overtreatment...oltretutto il terzo cervicale è giallo rispetto ai denti naturali.

Rispondi

Anonymous

about 5 anni ago

caso molto ben documentato,concordo con i commenti precedenti riguardo all'overtreatment......da odontotecnico avrei scelto più 2 addictional....comunque bel risultato finale

Rispondi

Mauro

about 5 anni ago

E' ovvio che i vostri interventi, di carattere divulgativo e destinati a colleghi, debbano essere impeccabili, e infatti così sono: davvero da manuale l'intero lavoro, ed eccellente la documentazione fotografica.Tuttavia mi sento di intervenire per accostarmi ai colleghi che parlano di overtreatment: il rapporto personale col paziente è un aspetto fondamentale del nostro lavoro, e in quanto "terzo" non sono in grado di valutare il tipo di informazione che è stato dato alla ragazza (sicuramente l'avrete edotta in modo pieno sul senso del trattamento in questione, e lei avrà scelto oculatamente di sottoporvisi), tuttavia nel mio studio mi sarei categoricamente rifiutato di avviare da subito la preparazione di faccette, ma avrei preteso dalla paziente (a costo di perderla) che si sottoponesse in prima istanta a ricostruzione in composito (nonostante le precedenti esperienze negative), e solo poi, in caso di inadeguatezza dovuta alla ricostruzione (e non alla paziente, che chiaramente non può pretendere di morderci il cocco in spiaggia), allora avrei acconsentito a interventi più invasivi. Considerata l'estensione della preparazione ad ogni modo, non ravviso un significativo vantaggio rispetto a due corone in zirconio-ceramica.L'altra mia considerazione è relativa al vostro target: avete senz'altro la fortuna di rivolgervi a pazienti in grado di autofinanziarsi lavori di questo livello, che sicuramente vi farete compensare in modo commisurato all'impegno mostrato.

Rispondi

Renato

about 5 anni ago

Complimenti per la presentazione che per il risultato!...Forse ci sara' un po' di "overtreatment", infatti personalmente avrei utilizzato una ceramica pressurizzata, tipo Cerinate della "Lumineers", che consente di ottenere spessori piu' ridotti e conservativi. Per la scelta tra restauri in composito e ceramica, anch'io non avrei avuto dubbi, visto l'anamnesi e la richiesta della paziente, anche perche' come risultato a lungo termine penso che non ci sia proprio paragone.

Rispondi

Lobefalo P.Luigi

about 5 anni ago

Discutibile l'approcio terapeutico su elementi minimamente lesionati!!! Con i materiali attualmente in commercio si risolveva benissimo con ricostruzioni estetiche in un unica seduta!!! Sicuro beneficio......per il paziente!!!

Rispondi

Anonymous

about 5 anni ago

Sicuramente overtreatment senza nulla togliere all'impegno profuso e passione che gli autori mettono nel blog ma in questo caso con una conservativa d'eccellenza si sarebbe risolto il caso brillantemente. Scusate ma non basta scrivere : "Rifiutando una nuova ricostruzione con materiali compositi, è stato deciso in accordo con la paziente di procedere..." Siamo medici, concordo con Mauro, a costo di perdere la paziente avrei preteso anch'io in prima istanza il rifacimento delle due ricostruzioni. Inoltre non sono d'accordo con Renato, che scrive: ..."vista l'anamnesi e la richiesta del paziente..." non avresti avuto dubbio sulla scelta tra composito e faccette? Per quanto riguarda l'anamnesi proprio il fatto della minima entità delle lesioni doveva far propendere per una scelta più conservativa e per il risultato a lungo termine beh, dovremmo sentire qualche amico dell'accademia con controlli anche a venti anni di ricostruzioni estetiche( anche complesse) sugli anteriori.Daniele scrive : "(anche se la messa in rete di materiale equivale alla pubblicazione su rivista cartacea e richiede una discussione del lavoro svolto)"Che significa? Che questo case report avrebbe valore "scientifico" come se fosse pubblicato su una rivista? Non esageriamo! Anche (non è naturalmente il caso di questo blog) chi scrive queste fandonie dovrebbe essere ritenuto attendibile come se avesse scritto su riviste cartacee!?!? Ed è solo un esempio il web ne è colmo: http://www.odontotecnicanaturale.it/ZIRCONIA/index.htmhttp://www.medicinenon.it/come-un-dente-devitalizzato-puo-rovinare-una-vita

Rispondi

Anonymous

about 5 anni ago

questa volta avete toppato!!

Rispondi

Roberto Sorrentino

about 5 anni ago

Innanzitutto, saluto e ringrazio quanti hanno dedicato un po' di tempo a visionare il nostro ultimo articolo. Ringrazio anche per le critiche che, secondo lo spirito del nostro gruppo, quando sono costruttive, spronano a mettersi in discussione per cercare di ottenere risultati sempre migliori. Per motivi di spazio, mi vedo obbligato a postare questo commento in due parti!In quanto alla scelta terapeutica, come specificato nell'articolo, la realizzazione di restauri in ceramica è stata fortemente voluta dalla paziente, alla quale, come prima opzione, era stato proposto il rifacimento dei pregressi restauri in composito. La paziente, avendo avuto due esperienze negative con tale tipologia di restauro, sia per le fratture incisali sia per le pigmentazioni legate ad un severo consumo di nicotina, si è detta disposta ad un maggiore sacrificio biologico (per quanto molto ridotto rispetto a coperture coronali complete che richiedono un’asportazione di tessuto 4.3 volte maggiore rispetto alla preparazione per faccette - cfr. Edelhoff & Sorensen. J Prosthet Dent. 2002;87:503-9, McLaren & LeSage. Compend Contin Educ Dent. 2011;32:44-9 e Radz. Dent Clin North Am. 2011;55:353-70) pur di avere maggiori garanzie di stabilità nel medio-lungo termine. Comprendo il punto di vista di chi avrebbe insistito per i compositi (li abbiamo proposti con insistenza alla paziente!) ma, a fronte di ripetute ed esplicite richieste (peraltro motivate), credo che l’esecuzione di una terapia comunque minimamente invasiva (le faccette avevano uno spessore massimo di circa 0.6 mm come documentato nelle immagini con il calibro) non rappresenti un approccio eccessivo. Ciò non toglie che, in condizioni standard, si sarebbe potuto risolvere egregiamente il caso anche con due ricostruzioni in composito (gli amici dell’AIC che seguono il nostro blog hanno più volte presentato a corsi e congressi casi eccellenti). A fronte di ciò, tuttavia, come documentato da ampia letteratura scientifica, le faccette in ceramica, seppur lievemente più invasive, presentano nel lungo termine percentuali di successo maggiori ed insorgenza di complicanze inferiori rispetto ai restauri in composito nelle mani del dentista medio (cfr. Beier et al. Int J Prosthodont. 2012;25:79-85, Petridis et al. Eur J Esthet Dent. 2012;7:138-52 e Layton & Walton. Int J Prosthodont. 2007;20:389-96), in particolare in pazienti in cui esigenze funzionali ed estetiche richiedano l'allungamento dei margini incisali per il corretto ripristino delle funzioni di guida anteriore.La “mancata” citazione ai classici lavori del Prof. Belser e dei fratelli Magne (Magne & Belser. J Esthet Restor Dent. 2004;16:7-16 e Magne et al. Int J Periodontics Restorative Dent. 2000;20:440-57) è giustificata dal fatto che la loro bibliografia è stata riportata nel precedente articolo sulle faccette! Tra l’altro, chi conosce il celeberrimo libro e gli articoli da loro pubblicati ne avrà senza dubbio ritrovato la falsariga sia nelle tecniche che nelle procedure di preparazione che abbiamo seguito. Il paragone (sicuramente scherzoso ed immeritato!) ci fa sorridere ma prendere spunto da grandi operatori è il nostro costante punto di partenza.

Rispondi

Roberto Sorrentino

about 5 anni ago

Le preparazioni hanno richiesto una estensione interprossimale più evidente per la necessità di rimuovere del tutto i precedenti restauri in composito. Sono stati, infatti, evidenziati due strati sovrapposti di composito con interfacie infiltrate che non fornivano sufficienti garanzie per l'adesione. Sulla base di tale considerazione, non è stato ritenuto opportuno mantenere i pregressi compositi sabbiandoli intraoralmente, dal momento che la loro estensione complessiva rappresentava più del 30% della superficie di adesione (cfr. Peumans et al. J Adhes Dent. 2004;6:65-76 e Chiche. Pract Periodontics Aesthet Dent. 1998;10:964). Inoltre, si è optato per un posizionamento dei margini in regione palatale per limitare il rischio di pigmentazione dello strato adesivo, evenienza molto frequente anche nel breve termine in pazienti forti fumatori o dediti all’assunzione di cromogeni alimentari. In casi del genere, nella nostra esperienza, la preparazione interprossimale sacrifica sicuramente più tessuto dentario ma, se mantenuta in smalto in particolare a livello cervicale, consente una gestione più congrua delle aree di transizione.In merito alla scelta del materiale, la ceramica feldspatica è un materiale che usiamo da anni e che conosciamo bene, sia in termini meccanici sia da un punto di vista di traslucenza (superiore rispetto al disilicato di litio - cfr. Heffernan et al. J Prosthet Dent. 2002;88:4-9). I dati della letteratura, inoltre, riportano, ad oggi, una maggiore resistenza meccanica rispetto alle faccette in disilicato stratificato (Nikzad et al. J Oral Rehabil. 2010;37:569-74 e Lin et al. J Dent. 2012;40:202-9) mentre non ci sono dati comparativi con il disilicato monolitico pigmentato (fatta esclusione per alcuni case reports). I restauri in disilicato stratificato raggiungono spessori paragonabili a quelli necessari per una faccetta in feldspatica; spessori ridotti si possono, invece, ottenere con faccette in disilicato monolitico pigmentato. Il caso presentato risale a circa un anno e mezzo fa e preferivamo utilizzare il materiale con la maggiore validazione scientifica nel lungo termine; oggi utilizziamo di routine anche le faccette in disilicato con risultati molto positivi (a breve pubblicheremo sul blog i primi due casi). La scelta del materiale, pertanto, in assenza di severe discromie degli elementi dentari (in cui è preferibile sfruttare la minor traslucenza del disilicato), resta soggettiva ed a discrezione degli operatori.Chiedo venia per questa risposta lunga e, probabilmente, noiosa ma lo spirito del blog è proprio confrontarsi e discutere in modo costruttivo. A fronte di interventi così attenti, mi sembrava doveroso motivare le nostre scelte con dati scientifici!

Rispondi

Anonymous

about 5 anni ago

Complimenti per la realizzazione del caso e per ladocumentazione. Mi appresto a realizzarele mie prime faccette in DISILICATO e visto che le utilizzi di routine mi piacerebbe vedere i primi due casi da te anticipato. Ne approfitto per farti delle domande: - cosa utlizzi per posizionare le faccette con il cemento?(dalla foto sembra che inserisci le faccette in posizione con le mani) - il disilicato prima di cementarlo va trattato come la ceramica? - mi è stato proposto come cemento il kit Relix ultimate traslucente......consigli in merito?Grazie...e complimenti ancora per il blog (conosciuto grazie ad Odontoline )

Rispondi

Roberto Sorrentino

about 5 anni ago

Grazie mille per i complimenti! I casi in disilicato sono in fase di realizzazione grafica e a brevissimo il primo verrà pubblicato sul blog. Per quanto riguarda il posizionamento delle faccette, dopo aver attentamente verificato i contatti interprossimali, posiziono sempre le faccette con le dita (controllando il corretto raggiungimento del fondo corsa), elimino gli eccessi non polimerizzati di cemento e verifico la posizione mediante la mascherina incisale in silicone realizzata sul modello master. Il disilicato è una vetroceramica e, come tale, può essere mordenzato. Successivamente, utilizzo un silano come agente accoppiante e lo tratto esattamente come una ceramica feldspatica. Non utilizzo il RelyX Ultimate per le faccette dato che, come consigliato anche dal produttore, pur essendo un valido cemento adesivo, non è dedicato per faccette (la stessa azienda ne produce uno specifico per laminati in ceramica).

Rispondi

Anonymous

about 5 anni ago

ero proprio in attesa di una vostra risposta ma non immaginavo una risposta tanto dettagliata ed esauriente... mamma mia... complimenti!

Rispondi

Fabio Cozzolino

about 5 anni ago

Anche io attendevo una tua risposta Roberto prima di intervenire. E noto con piacere che l’incidente che hai avuto col motorino per evitare il cagnolino che aveva deciso di suicidarsi tra le tue ruote ha solo ritardato la tua risposta che è assolutamente ineccepibile. Anche se avrai avuto qualche difficoltà a scrivere fasciato in quel modo… ☺ A questo punto posso intervenire anche perché sono stato il primo a visitare la paziente. La paziente venuta apposta presso il nostro studio per una riabilitazione dei due centrali mediante faccette richiedeva essenzialmente due cose: predicibilità e stabilità di risultato, viste le sue passate esperienze negative. Sono certo che se avessi insistito e mi fossi opposto in modo categorico alle faccette probabilmente l’avrei convinta a fare delle ricostruzioni in composito ma non avrei certo potuto darle le garanzie che voleva. Oggi farei la stessa scelta terapeutica proprio per soddisfare l’esigenza della paziente. Avere un risultato il più possibile garantito, predicibile e stabile. Non entro invece nel merito del materiale utilizzato e di conseguenza del tipo di preparazione eseguita avendo già risposto su questo ampiamente Roberto. Per chi poi alla fine lo volesse sapere, il cagnolino non ha avuto neanche un graffio ☺. Grazie in ogni caso veramente a tutti per queste critiche costruttive che ci stimolano non poco a migliorarci. Infatti a breve posteremo un caso con i disilicati. Grazie a tuttiFabio Cozzolino

Rispondi

Vincenzo Urciuolo

about 5 anni ago

Veramente tanti complimenti Roberto un abbraccio Vincenzo Urciuolo

Rispondi

Dario Mari

about 5 anni ago

Per prima cosa mi congratulo col dott. Sorrentino, più per la sua risposta che per la qualità dell'articolo, sul quale non avrei potuto dubitare. Credo non sia da tutti rispondere, citando esclusivamente dati di letteratura, punto su punto a critiche così dure, seppur orientate al dialogo costruttivo. Personalmente, credo che sia troppo facile nascondere dietro l'anonimato critiche così aspre; ma questa è solo una stuzzicante sfida per chi è padrone della materia ed è in grado di motivare con l'Evidence-Based Dentistry il proprio operato, mettendoci sempre la faccia. Ed è a questo che gli odontoiatri dovrebbero far riferimento, la letteratura di riviste impattate... Per ritornare alla scelta terapeutica, credo che gli operatori sapessero molto bene i pro e i contro di tale opzione; ciò che ha inciso è sicuramente la volontà della paziente. Perchè quando i nostri pazienti optano per scelte terapeutiche meno predicibili (seppur presenti nel ventaglio delle alternative) ci vediamo costretti "obtorto collo" ad assecondare la loro ridotta disponibilità economica, mentre quando i pazienti altrui insistono per terapie più costose e più predicibili (seppur meno conservative) ci scandalizziamo?

Rispondi

Adriano Mincato

about 5 anni ago

Io mi congratulo con gli autori, la cui fama è nota non solo grazie a questo interessante blog ma anche per le loro relazioni congressi nazionali ed internazionali. Questo caso è sicuramente la dimostrazione che i grandi non hanno problemi a mostrare ciò che tutti facciamo ma senza dirlo o farlo vedere perché abbiamo paura delle critiche. E poi concordo pienamente con la decisione perché se la paziente chiedeva un risultato duraturo e predicibile questa era l’unica scelta. Siamo onesti. Trovo banali le considerazioni di carattere economico visto che l’onorario dipende molto dall’operatore (conosco colleghi che per una ricostruzione in composito chiedono quanto me per una corona in oro ceramica) ed il paziente è libero di scegliere da chi farsi curare. In attesa dei vostri prossimi lavori vi saluto con stima.

Rispondi

gianni

about 5 anni ago

Da quello che vedo ,da quello che si vede in giro,in molti studi italiani questo caso si sarebbe risolto con 2 metal-ceramica e probabilmente 2 devitalizzazioni.Innanzitutto i piu' vivvi complimenti x il lavoro svolto.Si parlava di salvaguardare sostanza dentaria,teniamo presente che i desiderata del paziente era x un lavoro a lungo termine,teniamo in considerazione anche il fatto che ogni volta che andiamo a rifare una ricostruzione diretta andiamo anche se minimmente ad asportare tessuto dentale sano...inoltre nell'articolo si parla del 30% in composito,le indicazioni x una faccetta ci sono tutte!Poi ho letto delle additional,mi viene da chiedere ,ma le avete mai fatte???Innanzitutto nn ci sono indicazioni x additional in quanto il protocollo prevede LA NON PREPARAZIONE dentaria,in queste caso avevamo 2 incisivi fratturati,poi io personalmente conosco pochissimi studi in Italia che fanno additional,oltre all'indubbia preparazione clinica ci vuole un'eccellente tecnico con i contro co... Infine vorrei chiudere con il fatto che nessuno dei partecipanti ha sottolineato che si trattava di 2 SOLE FACCETTE,tutti sappiamo che x aver un risultato 'omogeneo ed uniforme' , tendenzialmente le preparazioni si estendono da canino a canino...in questo caso solo 11 e 21 con un risultato che definirei eccellente.

Rispondi

Roberto Sorrentino

about 5 anni ago

Grazie davvero agli amici ed ai colleghi per i complimenti! Noto con piacere che, come al solito, le discussioni si animano con l'apporto di colleghi da tutta Italia, permettendo di confrontare realtà differenti sia in termini di richieste dei pazienti che di scelte terapeutiche. In quanto ai restauri di tipo "addictional", concordo con Gianni, dal momento che le indicazioni principali riguardano restauri di piccole dimensioni (chiusura di diastemi, armonizzazione dei margini incisali, etc.) e con una valida superficie adesiva, condizioni che, come precedentemente discusso, non sussistevano nel caso in esame.

Rispondi

Attilio Sommella

about 5 anni ago

Mi associo con piacere ai saluti d’apertura di Roberto e Fabio a tutti voi, e colgo l’occasione nel ringraziare gli intervenuti per l’attenzione mostrata nonché per le riflessioni maturate in merito al caso clinico in oggetto.Per motivi di spazio, risponderò anche io in due commenti!Entro subito nel vivo della discussione rispondendo in primis a Renato che avrebbe optato per una ricostruzione con il materiale pressabile Cerinate della Lumineers e rispondo : Ottima osservazione e bella la tecnica ! Anch’io eseguo tante ricostruzioni in questo modo ma , volendo essere obiettivi, ritengo questa metodica e tutti i materiali pressabili attualmente in commercio poco performanti soprattutto in termini estetici. In poche parole , osservando con occhio attento e da breve distanza una ricostruzione “totalmente pressata” e una “ ricostruzione stratificata “ , ci si rende subito conto dell’indubbia naturalezza del manufatto stratificato, dettata proprio dalla possibilità di sovrapporre in spessori ridottissimi numerose masse ceramiche con luminosità differenti , creando così una miriade di contrasti cromatici interni, i quali ci consentono di avvicinarsi maggiormente al modello naturale di riferimento ; cosa alquanto difficile da farsi con una colorazione superficiale anche se, negli anni , abbiamo perfezionato modificando e affinando la tecnica di pittura. Ribadisco , non c’è confronto ! Il target clinico che ormai da tanti anni mi fa richiesta di dispositivi medici su misura , necessita sempre più di ricostruzioni in ceramica molto spinte sotto il profilo estetico- funzionale al punto che, la riproduzione del dettaglio sia esso interno alla ricostruzione “stratificazione” (cito alcune pubblicazioni : Estetica funzionale degli incisivi MEA Editrice 1991 ; Una sfida al dente naturale – Il colore e oltre- 1° parte Dental Dialogue anno XV 1/2008 pag. 49/77 e 2° parte Dental Dialogue Anno 3/2008 Pag. 81/98 Naoki Hayashi ) , sia esso esterno “morfologia e tessitura “ (cito alcune pubblicazioni : Analysis di Gerard Ubassy TWM ; Morfologia naturale dei denti . Aspetto e forma dei restauri ceramici di Shigeo Kataoka e Yoshimi Nishimura ; Zero , Vol. 9 No.1 Giappone 2010 Pag.73/85 ) è diventato per me un’ossessione , creando in automatico una forte selezione dei materiali e delle tecniche attualmente disponibili , per cui detto fatto , non vi sono dubbi nella mia mente, il materiale prescelto è la ceramica feldspatica sia in termini meccanici sia da un punto di vista di traslucenza ovviamente stratificata e, la tecnica che meglio funziona nelle mie mani è quella su massa refrattaria ; tecnica che ho ampiamente stressato e ottimizzato negli ultimi anni. Per chi avesse tempo e voglia, il protocollo protesico operativo da me impiegato è ampiamente illustrato nel testo “Veneers ricostruzioni mini-invasive. Aspetti clinico- tecnici TWM 2010 A.Sommella-G.Paolantoni “ attualmente in traduzione.

Rispondi

Attilio Sommella

about 5 anni ago

In quanto alle addictional , oltre alle giuste osservazioni di Roberto Sorrentino e Gianni , mi permetto di evidenziare l’enorme limite di questa tecnica e cioè : “ mimetizzare il margine di finitura della ricostruzione parziale “ ! Vi ricordo che , mimetizzare un margine di finitura lungo l’asse maggiore dell’elemento dentario ( in verticale ) in casi con una tessitura di superficie alquanto spiccata è cosa fattibile, infatti, in queste condizioni tendo a nascondere il margine di finitura in qualche solco possibilmente profondo viceversa , in caso di usura grave della superficie dentaria (superficie estremamente liscia) risulta quasi impossibile nascondere il limite di transizione tra ceramica e il dente naturale ………… complice la dinamica della luce che non perdona . Impossibile invece a mio avviso , mimetizzare il margine di finitura in piena superficie vestibolare con un decorso orizzontale dello stesso , più volte ho provato ad affrontare questa problematica ma ahimè con scarso successo . Ultimo motivo e non meno importante , è la decolorazione sgradevole nel tempo del micro strato di cemento. Ecco perché non amo le addictional ! Invece rispondo a Giuseppe Stefanelli con una domanda : lei ha mai trattato pazienti con faccette in ceramica ai quali ha eseguito sbiancamento in precedenza ? Io di routine diversi ! Le posso dire con grande onestà oltretutto basata sulla mia pratica quotidiana che……. mi hanno fatto semplicemente impazzire !!!! Il colore dei denti naturali tende a mutare continuamente ( micro - mutamenti cromatici) , per cui diventa complicato tal volta la gestione di spessori ceramici sottilissimi (0,1/0,3 dm ) e di conseguenza controllare e compensare fenomeni foto-ottici come “la trasmittanza e l’assorbanza secondo la legge di lambert-Beer ( Veneers , aspetti clinico-tecnici TWM 2010 pag.114 ; Trasmittanza da Wikipedia, l'enciclopedia libera ).Personalmente i risultati migliori li ho ottenuti sempre e solo su denti non sottoposti a sbiancamento. Colgo l’occasione per chiedere a chiunque eventuali strategie per arginare il problema. Ultimo punto , mi riferisco all’intervento anonimo del 24/7/12 11:30 PM ( settimo intervento della lista ), mi lusinga il confronto con i restauri del mio amico Magne e la ringrazio di cuore , le dico però con grande schiettezza e sincerità che , mimetizzare denti artificiali realizzati con un materiale amorfo (Dente naturale vs dente artificiale , Sasha Hein Dental Dialogue anno XIII 5/2006 pag. 82/92 ) quale la ceramica in un contesto naturale , è cosa difficilissima , soprattutto per chi come me quotidianamente s’impegna nella riproduzione del micro particolare interno o esterno che sia. Sa qual è la mia amarezza ogni qualvolta finalizzo un caso clinico? Che non sempre tutte le ciambelle escono dal forno con il buco ! Però una cosa mi rincuora e mi sprona a continuare , anche in altre parti del mondo illustri colleghi producono a volte ciambelle senza buchi ………. proprio come le mie. Ringrazio di cuore il team e tutti gli intervenuti per l’opportunità offerta.

Rispondi

Anonymous

about 5 anni ago

Lasciamo perdere queste risposte eccessivamente tecniche "secondo letteratura" palesemente dettate dall'imbarazzo! La realtà è che avete limato (male e troppo sia in senso cervicale che interprossime) due incisivii centrali ad una giovane ragazza. PUNTO. Tutto il resto sono chiacchiere. Il caso andava risolto con del semplice composito. Sarebbe venuto meglio e sarebbe durato anche di più!!!!! Overtratment !!!! Carlo.

Rispondi

Michele

about 5 anni ago

Seguo da tempo questo blog ed ho sempre apprezzato la qualità dei casi presentati e la correttezza degli autori nel descrivere pro e contro di ogni procedura. Trovo davvero esagerato il giudizio di Carlo, dal momento che è stato detto chiaramente che in una situazione "standard" la prima scelta sarebbero stati due RAC. Detto ciò e lette le specifiche del caso in esame, non trovo la scelta restaurativa sbagliata né le preparazioni mal effettuate (anzi, molto controllate secondo le tecniche cliniche che tutti conosciamo!). Su cosa si basa l'affermazione che con dei compositi il risultato sarebbe stato migliore e più duraturo??? Dal mio punto di vista, bravi, anche per il coraggio di mostrare la routine clinica che tutti applichiamo! Aspettiamo i casi in disilicato!

Rispondi

Anonymous

about 5 anni ago

In letteratura si può trovare tutto e il contrario di tutto, è fin troppo facile (come fanno tutti ovviamente) portare acqua al proprio mulino scegliendo questo o quell'articolo anche quando si sbaglia.

Rispondi

Osvaldo

about 5 anni ago

Se posso permettermi , per quello che sia dato valutare dalle foto, mi pare che il croma delle faccette sia più alto rispetto ai denti naturali

Rispondi

Attilio Sommella

about 5 anni ago

Caro Osvaldo, nell’ultimo strato della stratificazione ho inserito un trasparente giallo puro e non diluito, al fine di compensare cromaticamente l'integrazione dei restauri nel corso del tempo. Come specificato nell'articolo, infatti, la paziente, severa fumatrice, aveva effettuato uno sbiancamento circa 3 settimane prima della realizzazione delle faccette. Nella nostra esperienza, in situazioni del genere si osserva sempre una sovrasaturazione dei bianchi che non va sottovalutata. Pertanto, >considerando il normale "invecchiamento" cromatico dei denti naturali adiacenti (senza dubbio accelerato in paziente severi fumatori), preferiamo sempre compensare questo fenomeno rendendo i restauri circa mezzo tono più scuri mediante l'applicazione del trasparente giallo a cui accennavo prima. Pertanto, fotograficamente la dominante cromatica dei restauri può risultare leggermente alterata ……anche se in vivo questa differenza non si percepisce.

Rispondi

fabio savarese

about 5 anni ago

Grazie per la vostra illustrazione. Decisamente un buon lavoro. Complimenti!Fabio Savarese

Rispondi

Anonymous

about 5 anni ago

Conservativa! http://www.styleitaliano.org/category/clinical-cases/

Rispondi

Renato

about 5 anni ago

Ringrazio molto sia Roberto Sorrentino che Attilio Sommella per le loro risposte!! Per me sono state molto utili!!....Bellissimo questo blog!!!! Grazie ragazzi!!

Rispondi

cinzia minola

about 5 anni ago

Complimenti per l'articolo,per le fotografie e per i preziosi consigli che con professionalità e competenza avete dato Ottimo il risultato

Rispondi

Lascia un commento

Lascia replica a fabio savarese oppure Cancella replica

Si prega di essere corretti. I commenti educati saranno apprezzati.
Gli indirizzi email non saranno pubblicati. I campi marcati sono obbligatori.