24/feb/2012



ESTRAZIONE CHIRURGICA DEI DENTI DEL GIUDIZIO INFERIORI: UN METODO RAZIONALE E SICURO


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foto_ROBERTO

Dr. Roberto Barone
   
     
     

    
     
foto_CARLO    
        
   
Dr. Carlo Clauser    
                    


                         
                                      
    
foto_ANGELO 
  
  Dr. Angelo Baleani




 
 
Introduzione
     
L'estrazione di denti del giudizio inferiori rappresenta l'intervento più comune in chirurgia orale, e, come tutti gli interventi chirurgici, si associa talvolta a complicanze più o meno gravi. Fra queste, la più temuta è il danno al nervo alveolare inferiore.
1 radiografia panoramica ottavo incluso
Nel corso degli ultimi decenni, grazie alla migliore capacità di individuare i casi a rischio e all'affinamento della tecnica chirurgica, la frequenza delle complicanze si è progressivamente ridotta.
In questo articolo si descrive un metodo razionale per l’asportazione chirurgica dei denti del giudizio inferiori, finalizzato alla riduzione delle complicanze.
Quando si parla di metodo, si intende un insieme di fattori che concorrono al successo e che comprendono:
✓ una diagnosi preoperatoria correttamente eseguita
✓ una scelta razionale dello strumentario chirurgico
✓ una tecnica chirurgica poco invasiva
Gli ultimi due punti sono strettamente interdipendenti.

   
Diagnosi preoperatoria
           
La diagnosi comprende:
✓ studio delle indicazioni e controindicazioni all’intervento chirurgico
✓ valutazione del rischio e della difficoltà
✓ pianificazione dell’intervento
L’OPT è l’esame standard per la diagnosi preoperatoria.
Sull’OPT è possibile valutare:
✓ posizione dell’ottavo (inclinazione, profondità e vicinanza con il fascio vascolonervoso)
✓ presenza di fattori di rischio di danno al nervo alveolare inferiore, secondo i criteri di Rood & Shehab (1990)
✓ patologie (carie, cisti ecc.)
Indicatori di rischio di danno al nervo alveolare inferiore identificabili sulla radiografia panoramica, secondo Rood & Shebab
✓ radiotrasparenza della radice
✓ radici angolate
✓ interruzione delle linee bianche che delimitano il canale alveolare
✓ restringimento del canale alveolare inferiore
✓ radice radiotrasparente e bifida
✓ restringimento della radice
✓ deviazione del canale alveolare inferiore
Oggi, in alcune circostanze, dato che l’OPT non è in grado di stabilire la posizione delle radici e del fascio vascolonervoso in senso vestibolo-linguale, ricorriamo all’imaging 3D, in particolare alla tecnologia a fascio conico (Cone Beam).
Le indicazioni cliniche all’imaging 3D sono:
✓ presenza di segni di rischio con sovrapposizione completa dell’immagine del canale con le radici
✓ canale alveolare che incrocia le radici in prossimità della biforcazione
Dal punto di vista operativo, l’indicazione all’imaging 3D consiste nella necessità di sapere su quale lato del dente decorre il canale alveolare, per pianificare correttamente la resezione ossea e l’odontotomia.
2 ortopantomografia dente del giudizio incluso
Sull’OPT, a carico del 48, si osserva: incrocio fra canale alveolare e ottavo all’altezza della biforcazione e interruzione della linea radiopaca che delimita il canale alveolare (segno di rischio secondo Rood & Shehab, 1990).
Sulla TC, si osserva il canale linguale alle radici.
3 tac dente del giudizio
Nonostante gli esami 3D rappresentino un notevole aiuto nella pianificazione dell’intervento, a oggi non sono stati pubblicati studi che dimostrino una migliore capacità di prevenire il danno neurologico.

        
Strumentario chirurgico
     
La scelta dello strumentario chirurgico non è casuale, ma è parte integrante del metodo.
Il vassoio per l’estrazione chirurgica di elementi dentali inclusi comprende, oltre agli strumenti standard per la chirurgia (bisturi, scollatore, pinza per tessuti, pinza portaghi e pinza ossivora) anche alcuni strumenti dedicati, come il divaricatore, le leve di Friedman, sia standard che ridotte, e una pinza per frammenti.
 4 strumentario estrazione dente del giudizio
Infine, completa lo strumentario, un manipolo chirurgico ad alta velocità con frese progettate per l’odontotomia.
5 fresa per osteotomia

Tecnica chirurgica
 
L’intervento si articola in una serie di fasi, che possono essere schematizzate in:
✓ anestesia
✓ lembo di accesso
✓ resezione ossea
✓ odontotomia
✓ sutura
Ciascuna fase dell’intervento è stata studiata per prevenire complicanze.
✓ anestesia: danni alla parotide e al nervo facciale
✓ lembo di accesso: danni al linguale e al parodonto del settimo
✓ resezione ossea e odontotomia: danni al parodonto del settimo e ai nervi alveolare inferiore e linguale
✓ sutura: infezione postoperatoria e danni parodontali al settimo
In particolare, l’odontotomia sistematica eseguita secondo criteri razionali serve per conservare l’osso utile, per ridurre le forze, per ridurre la necessità di portare gli strumenti in profondità e quindi gioca un ruolo determinante nel ridurre i danni più temibili,  soprattutto quelli all’alveolare inferiore.

   
Anestesia
    
L’estrazione dei denti del giudizio inclusi e seminclusi si esegue in anestesia locale nella quasi totalità dei casi.
L’anestetico di scelta è l’articaina con adrenalina 1:100.000.
L’anestesia si esegue in diverse fasi:
✓ tronculare alla spina dello Spix
✓ tronculare al buccinatorio
✓ locale, nel fornice vestibolare all’altezza del settimo e dell’ottavo, e sul versante esterno della mandibola
✓ locale, poche gocce nella regione retromolare, anche sul versante linguale


 
Lembo di accesso
 
L’incisione dei tessuti molli deve essere progettata in modo da:
✓ procurare un sufficiente accesso visivo e strumentale
✓ non danneggiare le strutture anatomiche circostanti, in particolare il nervo linguale
✓ consentire una sutura corretta e possibilmente agevole
L’ottavo non si trova di regola esattamente dietro il settimo, come si potrebbe sospettare dall’osservazione dell’OPT, ma è piuttosto spostato vestibolarmente, con l’asse lungo diretto medialmente.
6 radiografia ottavo inferiore
7 tac dente del giudizio inferiore7b tac ottavo inferiore incluso
Questo fatto comporta che nella zona immediatamente dietro al settimo è possibile incrociare il nervo linguale.
Il lembo viene pertanto ottenuto mediante due incisioni: la prima inizia all’angolo distolinguale del settimo e si porta vestibolarmente e indietro, per circa 15 mm, con un angolo di circa 45°; la seconda parte dalla prima e continua in avanti nel solco gengivale del settimo, fino all’angolo mesiovestibolare.
  
  FIG. 9 b




 
Lo scollamento si esegue partendo dal solco del settimo e si completa con l’incisione del periostio.
Il triangolo di mucosa masticatoria delimitato dalle due incisioni viene poi eliminato per consentire una migliore guarigione parodontale e il drenaggio della ferita chirurgica.
In questo modo si delimita un lembo triangolare a cerniera vestibolare, che consente un accesso chirurgico adeguato e una divaricazione stabile e agevole.
    




   
In caso di seminclusione, la prima incisione inizia nel punto più distale della zona di eruzione dell’ottavo e prosegue poi in direzione vestibolare e distale per circa 1 cm.
    




                   
Resezione ossea e lussazione del dente
                       
Gli obbiettivi della resezione ossea sono: esporre almeno la metà della corona dentale e creare un solco sul lato vestibolare, che garantisca un punto di leva favorevole.




La lussazione si esegue con leve angolate di Friedman.
                
Odontotomia
                                 
Gli ottavi inclusi e seminclusi non possono quasi mai essere estratti interi, perché la traiettoria di estrazione può interessare il settimo, la branca montante della mandibola o la teca linguale.
Inoltre le radici degli ottavi possono essere fortemente ritentive.
Si ricorre quindi all’odontotomia per:
✓ eliminare le porzioni di corona che bloccano la traiettoria naturale di estrazione, senza eliminare punti di presa utili per estrarre le radici;
✓ dividere le radici ritentive curve
✓ risparmiare tessuto osseo.
Per frammentare il dente si usano frese al carburo di tungsteno con taglio in testa per l’alta velocità, che dividono i denti in tempi molto ridotti, anche dove lo smalto ha spessori considerevoli.
Le frese ad alta velocità sono molto efficaci, ma richiedono attenzione quando ci si avvicina alle le strutture circostanti: il nervo alveolare inferiore, il nervo linguale, il settimo, l’osso. la fresa lavora in sicurezza fino a quando si trova all’interno del dente.
Perciò l’odontotomia si inizia con la fresa, ma si conclude sempre per frattura, inserendo una leva nella breccia fatta dalla fresa.
I frammenti di corona possono venire inghiottiti o peggio aspirati nelle vie aeree. Per questo vanno afferrati saldamente, per esempio con una pinza per frammenti. I frammenti mobili di piccole dimensioni possono essere prelevati facilmente con la cannula dell’aspirazione.
L’odontotomia è la chiave di volta di ogni intervento di asportazione chirurgica di denti del giudizio inferiori. Quando viene eseguita secondo criteri precisi riduce considerevolmente i danni. L’odontotomia disattenta e non ben pianificata probabilmente è responsabile dell’elevata frequenza di danni neurologici riportata anche in alcune casistiche pubblicate.
Una animazione schematica serve a visualizzare l’impostazione dell’odontotomia di un ottavo orizzontale: si tenga presente che il frammento coronale richiede spesso un’ulteriore suddivisione.
                                                         
Animazione di Tommaso Clauser




Sutura
                                
Gli obbiettivi della sutura sono: ottenere l’emostasi e fissare i tessuti nella posizione più favorevole.
Le difficoltà maggiori si incontrano dietro al settimo: se si dà un punto per accostare il margine del lembo ai tessuti linguali, si solleva il lembo verso l’alto. In questo modo si crea una pseudotasca dietro il settimo.
Per evitare questi inconvenienti, la sutura deve posizionare il lembo all’altezza della linea amelocementizia. Questo si ottiene semplicemente con un punto a materassaio, che àncora il lembo dietro il settimo nella posizione più apicale possibile. In questo modo non si altera il fornice, si evita la formazione di una pseudotasca e si facilita l’igiene dentale nel periodo postoperatorio e a guarigione avvenuta.
La tecnica del punto a materassaio è illustrata mediante un filmato su modello, per rendere chiari i passaggi.




Questa tecnica riporta il lembo nella sede originale o in una posizione più apicale e quindi più favorevole, ma non chiude completamente la ferita e dunque consente un utile drenaggio.
                           
Conclusioni
                 
La tecnica per l’asportazione chirurgica di un ottavo inferiore incluso e semincluso deve innanzitutto essere in grado di prevenire i danni alle strutture anatomiche circostanti, come il nervo linguale, il nervo alveolare inferiore e il parodonto del settimo.
La letteratura riporta spesso percentuali di danno elevate, sia a carico del nervo alveolare inferiore che del linguale, associate ad approcci chirurgici obsoleti e non ben descritti, di solito indicati come “tecnica standard”.
La tecnica chirurgica standard è un mito da sfatare, non esiste.
La tecnica si è evoluta insieme alla tecnologia: per esempio, la comparsa di manipoli ad alta velocità progettati per la chirurgia (inclinazione a 135° e raffreddamento senza aria) ha reso possibile un approccio molto meno invasivo di quello imposto dal manipolo dritto, che obbligava spesso a demolire la corticale vestibolare.
L’avvento della piezochirurgia permette oggi di lavorare con maggior tranquillità nelle immediate vicinanze del canale alveolare.
FIG. 10
Ovviamente, oltre alla tecnica si deve sempre tenere presente che:
✓ lo studio delle indicazioni è indispensabile per stabilire il rapporto rischio/beneficio dell’intervento: quando l’indicazione è forte è più ragionevole accettare il rischio;
✓ esiste uno stretto rapporto fra le complicanze postestrattive e l’età del paziente: la maggior parte della letteratura corrente indica un peggioramento netto della prognosi dopo i 25 anni di età (Chiapasco et al, 1993; Cheung et al, 2010; Linee guida SIGN, 2000).
L’approccio razionale quindi si può riassumere in:
✓ attenta valutazione delle indicazioni
✓ scelta del momento migliore per intervenire
✓ attenta pianificazione del caso
✓ uso di uno strumentario adeguato
✓ perfetta padronanza di una tecnica poco invasiva

                                   
BIBLIOGRAFIA
   
Per maggiori informazioni sul ruolo dell’età del paziente, dell’anatomia locale, e dell’abilità dell’operatore, nel definire il rischio di complicanze, vedi:
    

  • Valmaseda-Castellón E, Berini-Aytés L, Gay-Escoda C. Inferior alveolar nerve damage after lower third molar surgical extraction: a prospective study of 1117 surgical extractions. Oral Surg Oral Med Oral Pathol Oral Radiol Endod. 2001;92:377-83.
  • Bui CH, Seldin EB, Dodson T. Types, frequencies, and risk factors for complications after third molar extraction. J Oral Maxillofac Surg 2003;61:1379-89.
  • Queral-Godoy E. Valmaseda-Castellón E., L.Berini-Aytés,C. Gay-Escoda . Incidence and evolution of inferior alveolar nerve lesions following lower third molar extraction. Oral Surg Oral Med Oral Pathol Oral Radiol Endod 2005;99:259-64.
  • Haug, RH, Perrott DH, Gonzalez, Talwar RM. The American Association of Oral and Maxillofacial Surgeons Age-Related Third Molar Study. J Oral Maxillofac Surg 2005;63:1106-14.
  • Chuang SK; Perrott DH, Susarla SM, Dodson TB. Age as a risk factor for third molar surgery complications. J Oral Maxillofac Surg 2007;65:1685-92.
  • Cheung LK, Leung YY, Chow LK, Wong MC, Chan EK, Fok YH. Incidence of neurosensory deficits and recovery after lower third molar surgery: a prospective clinical study of 4338 cases. Int J Oral Maxillofac Surg 2010;39:320-6.
  • Bruce RA, Frederickson GC, Small GS. Age of patients and morbidity associated with mandibular third molar surgery. J Am Dent Ass 1980;101:240-45.
  • Chiapasco M, De Cicco L, Marrone G. Side effect complications associated with third molar surgery. Oral Surg Oral Med Oral Pathol 1993;76:412-20.
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  • Kaminishi RM, Kaminishi KS. New considerations in the treatment of compromised third molars. J Calif Dent Ass 2004; 32(10): 823-5.
  • Rood JP, Shehab BAA.The radiological prediction of inferior alveolar nerve injury during third molar surgery. Br J Oral Maxillofac Surg 1990;28:20-5.
  • Jerjes W, Upile T, Shah P, Nhembre F, Gudka D, Kafas P, McCarthy E, Abbas S, Patel S, Hamdoon Z, Abiola J, Vourvakis M, Kalkani M, All-Khawalde M, Leerson R, Banu B, Rob J, El-Maaytah M, Hopper C. Risk factors associated with injury to the inferior alveolar and lingual nerves following third molar surgery-revisited. Oral Surg Oral Med Oral Pathol Oral Radiol Endod 2010;109:335-45.
                                     
Per revisioni della letteratura, vedi:

  • Scottish Intercollegiate Guidelines Network. Management of unerupted and impacted third molar teeth (Marzo 2000) http://www.sign.ac.uk/guidelines/fulltext/43/index.html. Consultato il 6-12-2011
  • Mettes TG, Nienhuijs ME, van der Sanden WJ et al. Interventions for treating asymptomatic impacted wisdom teeth in adolescents and adults. Cochrane Database Syst Rev 2005; 18: 2.
                                   
Per la disciplina legale degli esami radiografici, vedi:

  • Decreto Legislativo del 26 maggio 2000, n. 187. Attuazione della direttiva 97/43/Euratom in materia di protezione sanitaria delle persone contro i pericoli delle radiazioni ionizzanti connesse ad esposizioni mediche. Gazzetta Ufficiale n. 157 del 07-07-2000.

                                     
Per maggiori informazioni sulle implicazioni parodontali, vedi:

  • Kugelberg CF. Impacted lower third molars and periodontal health. An epidemiological, methodological, retrospective and prospective clinical study. Swed Dent J 1990; 68(suppl): 1-52.
  • Kugelberg CF, Ahlstrom U, Ericson S et al. Periodontal healing after lower third molar surgery in adolescents and adults. A prospective study. Int J Oral Maxillofac Surg 1991; 20(1): 18-24.
                              
Per maggiori informazioni sul ruolo dei denti del giudizio nel (non) determinare l’affollamento, vedi:

  • Niedzielska I. Third molar influence on dental arch crowding. Eur J Orthod 2005; 27(5): 518-23.
  • Zachrisson BU. Mandibular third molars and late lower arch crowding-the evidence base. World J Orthod 2005; 6(2): 180-6.
                       
Per maggiori informazioni sulle conseguenze della permanenza in sede dei denti del giudizio inclusi o seminclusi, vedi:

  • Guven O, Keskin A, Akal UK. The incidence of cystis and tumors around impacted third molars.Int J Oral Maxillofac Surg 2000; 29:13-5.
                                   
CURRICULUM
                     
Roberto Barone
Laureato in medicina e chirurgia e specializzato in odontoiatria presso l’Università di Firenze.
Esercita la libera professione a Firenze dove si dedica esclusivamente alla chirurgia orale e all'implantologia.
Socio fondatore della Società Italiana di Chirurgia Orale, di cui è stato presidente per il biennio 1999-2000.
Autore di articoli scientifici su riviste italiane e internazionali.
Autore di libri su argomenti di chirurgia orale.
Relatore in conferenze e congressi su argomenti di chirurgia orale e di implantologia
Organizza insieme al Dott.Clauser corsi di aggiornamento annuali in chirurgia orale e implantare, sia di livello base che avanzato.
I programmi dei corsi di aggiornamento sono scaricabili da www.dentidelgiudizio.com


Carlo Clauser
Esercita la sua professione a Firenze dove si dedica esclusivamente alla chirurgia orale.
E' autore di oltre 40 articoli scientifici pubblicati su riviste italiane e oltre 30 articoli pubblicati su riviste internazionali, su argomenti di chirurgia orale, di chirurgia implantare e di parodontologia.
E' autore di capitoli di libri italiani ed esteri su argomenti di chirurgia orale, di chirurgia implantare e di parodontologia.
E' coautore di un libro sulla chirurgia estrattiva dei terzi molari inferiori e di uno sulle cisti dei mascellari.
Ha tenuto conferenze e corsi di aggiornamento e di formazione in chirurgia orale in Italia e all'estero (USA, Spagna).
E' stato Assistente di ruolo presso l'unità di Chirurgia Maxillo-Facciale del Policlinico di Careggi (Firenze).
E' stato professore a contratto di Parodontologia presso la scuola di Specializzazione in Odontostomatologia della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Firenze.
E' socio attivo della Società Italiana di Chirurgia Orale e Implantologia e della Società Italiana di Parodontologia.
E' socio fondatore dell' European Association for Osseointegration.
Organizza insieme al Dott. Barone corsi di aggiornamento annuali in chirurgia orale e implantare, sia di livello base che avanzato.
I programmi dei corsi di aggiornamento sono scaricabili da www.dentidelgiudizio.com

           
Angelo Baleani
Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Ancona nel 1989. Dal 1996 al 1999 si perfeziona in posturologia presso l’Università degli Studi di Palermo; consegue l’attestato base ed avanzato della società Francese di Occlusodonzia diretta dal Prof L. Nahmani. Nel 2000 frequenta il reparto di gnatologia dell’I.S.I. di Milano. Dal 1998 al 2000 si forma in chirurgia orale ed implantare. Nel 2005 consegue il diploma postgraduate in “funzione e disfunzione dell’apparato masticatorio” presso l’università di Krems (A). Nel 2007 supera gli esami del Master Internazionale Universitario ”interdisciplinary therapy” presso la Donau University, diretto dal prof. R. Slavicek, conseguendo il titolo di Academic Expert. Esercita la libera professione presso il Centro Odontoiatrico Techne di Osimo occupandosi prevalentemente di chirurgia orale, implantare e protesi dentaria.
È autore di articoli scientifici e relatore a corsi e congressi.
                                         
Per informazioni:
 
 
Roberto Barone
dottorbarone@gmail.com
Angelo Baleani
angelobaleani@live.it



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23 commenti:

  1. voglio fare agli autori i miei vivissimi complimenti riguardo all'articolo e porre una domanda: l'articaina 1:100.000 la utilizzate anche per l'anestesia tronculare alla spina dello spix?? Ci sono controindicazioni sull'uso di questo anestetico?? Quali farmaci prescrivete prima e dopo l'intervento e qual'è la loro posologia? Grazie

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  2. Angelo Baleani11/3/12 6:54 PM

    L'articaina 4% con adrenalina 1:100000 è utilizzata anche per la anestesia tronculare. Non ci sono controindicazioni se non quelle date dalla situazione medica del soggetto (sono quei soggetti per i quali solitamente è controindicato il trattamento in studio). Prima dell'intervento viene somministrato l'antinfiammatorio e una dose di cortisone. Quando è indicato anche la profilassi antibiotica.

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  3. Articolo banale e inutile

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  4. Il commento invece è intelligente e utilissimo, sicuramente opera di un maestro delle chirurgia orale che per umiltà non si firma...:))

    Ercole Romagnoli

    RispondiElimina
  5. natale romeo12/3/12 10:44 AM

    molto utile è chiaro grazie

    RispondiElimina
  6. Bellissimo articolo, complimenti!
    Quali sono le complicanze che riscontrate più di frequente?
    A me è capitato più volte di avere un lieve enfisema dei tessuti molli dopo circa 24-48 ore dall'estrazione. Ho notato che consigliate l'utilizzo di rotanti raffreddati senza aria: è questo il segreto?
    Grazie

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  7. Ogni descrizione di esperienza è utile per i colleghi. Ho al mio attivo circa 560 estrazioni di ottavi in disodontiasi (lavoro da oltre 32 anni e registro sulle cartelle tutti gli interventi fatti con una breve descrizione delle difficoltà incontrate)e, quindi, una certa esperienza. Vorrei fare una sola domanda agli autori: siete proprio sicuri che il lembo di accesso sia corretto e utile? A mio parere non sembra che possa soddisfare gli interventi un pò complessi.
    Saluti

    RispondiElimina
  8. guido prando12/3/12 8:17 PM

    complimenti a tutti e tre gli Autori.
    Lavoro da 38 anni e gli ottavi mi fanno sempre "sudare"!
    Nonostante gli anni ho colto suggerimenti che mi saranno utili.
    Come gli Autori invito i giovani ad essere "cauti": la prudenza non è mai troppa e....bravo Ercole!! nel nostro lavoro ci sono sempre dei "fenomeni" nascosti!!!

    Guido Prando

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  9. g.a. volpicelli13/3/12 11:52 AM

    Bello l'articolo, ma nella pratica quotidiana spesso si deve prolungare l'incisione per avere un buon accesso; nella tecnica proposta verso qual edirezione si può prolungare la prima incisione ?
    grazie in anticipo per la risposta

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  10. grazie ancora per il bellissimo articolo. Mi è capitato un paio di volte di avere nel post-operatorio e per molti giorni una sensibilità al freddo a carico del settimo. dando dei gel desensibilizzanti con molto tempo la sensibilità si è risolta. Quale può essere la causa di questo problema e come devo comportarmi per evitarla??

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  11. Angelo Baleani17/3/12 3:31 PM

    anche se con qualche giorno di ritardo, cerco di rispondere in poche parole alle domande.
    1. le COMPLICANZE più frequenti sono l'alveolite (3,4%) l'emorragia intraoperatoria (1,2%) e l'infezione tardiva (1%), mentre l'enfisema non lo consideriamo una complicanza perchè l'uso della turbina chirurgica, che non ha aria, ne evita la formazione
    2. Il LEMBO di accesso descritto, se utilizzato con lo strumentario che è parte integrante di questa tecnica, permette di estrarre la quasi totalità dei denti del giudizio, ma se è necessario estenderlo, per esempio in caso di lesioni cistiche estese, è possibile ampliarlo continuando l'incisione marginale ai denti più mesiali...
    3. la SENSBILITA' al freddo del settimo si ha quando la radice distale è scoperta per il riassorbimento osseo causato dall'ottavo. Si riduce progressivamente anche senza l'ausilio di desensibilizzanti.
    Spero di essere stato chiaro in queste poche righe e grazie per lo scambio di esperienze.
    Angelo Baleani

    RispondiElimina
  12. Complimenti, articolo molto chiaro ed interessante. Una domanda: potreste indicarmi marca e modello della fresa mostrata nell'immagine ?

    RispondiElimina
  13. Angelo Baleani22/3/12 4:03 PM

    Komet H 31 LR (si trovano corte, medie e lunghe)

    RispondiElimina
  14. Max Senior29/3/12 6:54 PM

    Complimenti autori per l'articolo. Del resto hanno insegnato a mezza Italia la sistematica estrattiva degli ottavi inferiori. Solo una domanda riguardo alle leve: sebbene le Friemnann, soprattutto la 31, abbiano semplificato la procedura, credo sia necessario avere leve con un terminale più lungo, più stretto e più sottile, e con varie larghezze di punta Che ne pensate?
    Altra curiosità: quale sutura e quale ago impiegate?
    Un saluto e un grazie anticipato agli illustr autori.

    RispondiElimina
  15. Desidero solo complimentarmi con gli Autori del blog, molto ben fatto e chiarissimo anche come iconografia.

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  16. Angelo Baleani28/4/12 7:55 AM

    Abbiamo giá i prototipi delle leve apicali (per ora sono le uniche che ancora devono essere perfezionate) Per ciò che riguarda la sutura utilizziamo un 4-0 riassorbibile con un ago mezzo cerchio lungo 17 mm.

    RispondiElimina
  17. Fernando Ricci18/6/12 5:11 PM

    Un articolo che da solo vale quasi un corso.
    Complimenti agli autori per la precisione e la disponibilità verso i colleghi.

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  18. Gianmarco Causo13/10/12 7:37 PM

    Quali sono i codici delle leve di friedmann che adoperate?Grazie

    RispondiElimina
  19. Francesca Parducci1/1/13 3:51 PM

    Complimenti per l'articolo.
    ho visto che utilizzate un kit frese specifico.
    potete dirmi quali frese lo compongono per standardizzare il mio kit e migliorarlo?
    Grazie
    Francesca Parducci

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Roberto Barone16/1/13 10:24 AM

      Sono frese Komet, quelle da ottavi più utilizzate sono le H31LR 316 016 e le H31LR 310 016 (leggermente più lunghe). Per le radici profonde si possono utilizzare le H254 010 oppure H254 LE314 012 che sono più aggressive.

      Elimina
  20. Ho recentemente letto un articolo interessante sulla coronectomia degli ottavi inclusi direttamente a contatto o con difficoltà elevatissime .( radici che avvolgono il nervo o molto uncinate e profondissime . cosa ne pensate e eventualmente proponete al paziente leventuale scelta con consenso.

    RispondiElimina
  21. complimenti per il bellissimo articolo , vorrei sapere cosa ne pensate della coronectomia dell'ottavo super complesso con intersezione del nervo o con difficoltà per posizione e anatomia estrema . al paziente viene indicata questa eventuale alternativa chirurgica visto quanto riportato dalla letteratura essendo quest'ultima molto meno invasiva e quasi sempre se ben condotta notevolmente più tollerata .forse i pazienti dovrebbero essere informati della possibile alternativa . vorrei una vostra opinione a riguardo cordiali saluti

    RispondiElimina
  22. Che costicosteroidi somministrate dopo l'intervento e a che dosaggio? Preferite fare un intramuscolo o un infiltrazione locale dopo aver suturato?
    Grazie per la risposta.

    RispondiElimina

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