Ortodonzia Invisibile: Ortodonzia Linguale senza Attacchi.

Ortodonzia Invisibile: Ortodonzia Linguale senza Attacchi.

 

 

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Dott.ssa Anna Mariniello

 

La richiesta di trattamento ortodontico da parte dei nostri pazienti è spesso motivata dal desiderio di poter migliorare l’estetica del proprio sorriso e sempre più frequentemente è richiesto un apparecchio ortodontico che oltre ad essere poco fastidioso sia anche completamente invisibile. In questi casi si può realizzare un’ortodonzia linguale fissa senza attacchi, una tecnica innovativa ideata dal Prof. Aldo Macchi agli inizi degli anni novanta e pubblicata per la prima volta in Italia e all’estero dallo stesso Prof. Macchi e dal dott. Nunzio Cirulli ( Macchi A, Cirulli N. “Fixed Active Retainer for Minor Anterior Tooth Movement”. Journal of Clinical Orthodontics, 2000; Macchi A, Rania S, Cirulli N . “Una proposta per la gestione di disallineamenti anteriori: il mantenitore attivo di contenzione (MAC)”).

Tale tecnica, che negli anni ha subito continue evoluzioni, ha il vantaggio di unire la caratteristica di non visibilità della terapia al notevole confort dovuto all’assenza di attacchi a contatto con la lingua.

La paziente che mostrerò in questo lavoro presentava una malocclusione di prima classe dentaria caratterizzata da un severo affollamento all’arcata inferiore (fig. 1-6) e notevole difficoltà nell’effettuare le comuni manovre di igiene orale domiciliare.

affollamento dentariooverjet e overbite

mancanza del primo molare inferiore laterale di sinistra affollamento nell'arcata superiore alterazione dell'indice di Bolton

La richiesta di un trattamento invisibile e poco fastidioso effettuata dalla stessa ci ha spinti a realizzare una terapia linguale fissa senza attacchi, in questo caso con l’utilizzo di retainers attivi (fig. 7).

apparecchio invisibile

Si tratta di dispositivi realizzati con un filo intrecciato in acciaio dello spessore di .0175 pollici comunemente adoperato per la realizzazione di contenzioni fisse. Questo filo viene modellato con pieghe di primo e secondo ordine ed ulteriormente attivato secondo le leggi della biomeccanica. Per il recupero di spazio necessario ad ottenere l’allineamento oltre all’espansione è stata realizzata una procedura di stripping da distale 36 a distale 45.

Il primo retainer utilizzato è stato modellato in modo che si adattasse passivamente alla superficie linguale dei denti dal 34 al 44, tranne che al 31, ed a livello interdentale con delle anse verticali ad U della larghezza di circa 2 mm e lunghe circa 4-5mm. L’aggiunta delle anse ha lo scopo di aumentare l’elasticità del filo e, come vedremo nella procedura di bondaggio, ci consentirà di attivare il dispositivo per ottenere l’espansione dell’arcata.

Il retainer è stato ulteriormente attivato aprendo le anse di circa 2 mm e piegando vestibolarmente la porzione di filo da bondare sui denti 32 e 41 e lingualmente quella da bondare sui canini.

La procedura di adesione del dispositivo si realizza mordenzando le superfici linguali con acido ortofosforico per 30 secondi. Dopo aver aspirato il mordenzante, sciacquato abbondantemente e soffiato dell’aria fino a visualizzare la superficie disidratata dello smalto, si applica l’adesivo e si polimerizza.

A questo punto si applica il filo ricoprendolo con del composito fluido a media viscosità per uno spessore di circa 2 mm. Anche la sequenza di bondaggio è fondamentale per ottenere lo spostamento dentario desiderato. In questo caso il retainer è stato bondato dapprima sul 41 dopodiché chiudendo di circa 2 mm le anse è stato bondato sul 32 e sul 42. Nella fase di chiusura anse e di bondaggio per non ottenere indesiderati spostamenti verticali è importante non ribaltare il filo e mantenere il piano orizzontale, aiutandosi per esempio con 2 strumenti di utilità.

Quindi si è proceduti a bondare il retainer sulle fossette mesiali dei quarti, normalmente non in occlusione con l’arcata antagonista, chiudendo sempre le anse come precedentemente descritto.

A questo punto la porzione di retainer da bondare sui canini, che precedentemente è stata attivata piegandola lingualmente, viene ribaltata con uno strumento di utilità sulla superficie linguale di tali elementi dentali e bondata. In questo modo il retainer attivato in senso vestibolo-linguale consentirà l’allineamento man mano che le anse creano lo spazio.

La paziente è stata controllata ogni 3 settimane ed ad ogni seduta il retainer è stato staccato dai denti che si desiderava attivare per poterlo riattivare e bondare nuovamente. Il distacco si realizza adoperando una fresa a basso numero di giri sotto irrigazione continua per consumare lo strato di composito che riveste il filo ma senza arrivare al filo per non danneggiarlo. Pertanto non si consuma lo strato di composito a ridosso del filo ed il retainer viene staccato facendo leva tra il dente ed il filo con uno specillo o uno strumento di utilità. Dopo la riattivazione del dispositivo il bondaggio viene realizzato senza dover mordenzare, applicando l’adesivo sullo strato di composito ancora presente sui denti ed irruvidito con una frese diamantata.

Solo dopo un iniziale fase di espansione è stato bondato sul 31 un segmento di retainer, in overlay sul 32 e 42, per iniziare la lingualizzazione del 31 man mano che si creava lo spazio (fig. 8).

Fig. 8

Come precedentemente indicato è stata necessaria una procedura di stripping per poter allineare gli elementi dentari senza un’eccessiva espansione. Gli spazi ottenuti dallo stripping sono stati utilizzati per poter distalizzare i premolari e poi i canini per ottenere altro spazio per l’allineamento. Nella figura 8 notiamo un particolare proprio per la distalizzazione dei canini: dei sezionali di stabilizzazione con un filo in acciaio .018 x .022 modellati in modo che si adattassero alla superficie linguale del primo molare e dei premolari per poter distalizzare i canini mediante l’uso di anse modellate con il filo da retainer ed aperte di circa 2 mm al momento dell’adesione.

E’ stato applicato un unico retainer quando lo spazio ottenuto era ormai sufficiente ad allineare il gruppo anteriore (fig. 9).

ortodonzia invisibile

La terapia è durata circa 1 anno, con un appuntamento in media di 15 minuti ogni 3 settimane.

Ad allineamento ottenuto è stato applicato un retainer passivo (fig.10).

allineamento dentario invisibile

Bibliografia

1. Macchi A, Cirulli N. “Fixed Active Retainer for Minor Anterior Tooth Movement”. Journal of Clinical Orthodontics, 2000.

 

2.Macchi A, Rania S, Cirulli . “Una proposta per la gestione di disallineamenti anteriori: il mantenitore attivo di contenzione (MAC)”. Mondo Ortodontico, 1999.

3.Mariniello A, Cozzolino F. Lingual active retainers to achieve teeth levelling in orthodontics: case series. International Dentistry SA Vol 10 N 5, pag. 24-29, 2008.

 

 

Per informazioni:

zerodonto@gmail.com

Ortodonzia Invisibile: Ortodonzia Linguale senza Attacchi. ultima modifica: 2009-05-03T17:56:00+00:00 da Anna Mariniello
 

9 Commenti

Anonymous

about 9 anni ago

Ti stai superando Anna... :-) P.

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Anonymous

about 9 anni ago

Sono un assiduo lettore del vostro blog e fin dal primo articolo sono rimasto affascinato dalla tecnica della dott.ssa Mariniello. Esercito la libera professione a Roma, ma sono già iscritto al corso che la dottoressa terrà il 23 maggio. Grazie agli articoli sul blog ho iniziato a trattare qualche piccolo affollamento con i retainer attivi (amici collaboranti) con ottimi risultati. Spero durante il corso di avere la possibilità di mostrarle qualche caso in modo da poter ricevere qualche consiglio al riguardo e correggerne i difetti. Grazie per avermi offerto l'occasione di conoscere un' alternativa alle tradizionali terapie ortodontiche.

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Salvatore Carbone

about 8 anni ago

Complimenti ad Anna per i bei casi mostrati anche oggi al convegno col Prof. Macchi! Fammi sapere se tieni qualche corso più specifico sull'argomento.

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anna mariniello

about 8 anni ago

Ti ringrazio Salvatore! Io sono ancora emozionata per aver conosciuto chi ha contribuito alla mia formazione universitaria (e di centinaia di studenti della Federico II di Napoli che come me hanno studiato e continuano a studiare dalle tue sbobinature ed appunti. Stiamo organizzando un corso più dettagliato per il 2010. Purtroppo al corso AIO dello scorso 23 maggio ho dato solo delle indicazioni di massima, non potevo fare diversamente visto il poco tempo a disposizione ma c'è davvero tanto da dire sull'argomento. Ancora grazie Anna

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vincenzofiore

about 8 anni ago

Anna, complimenti per la relazione di sabato 23 maggio, un unico dubbio:il filo lo devo sempre oleare anche se i denti non devono scorrere? grazie e complimenti ancora.

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anna mariniello

about 8 anni ago

Ciao Vincenzo, grazie ancora per i complimenti. Il filo va isolato con olio o cera solo se si deve realizzare una tecnica a scorrimento. Contattami pure per qualsiasi altro dubbio,per me il confronto tra colleghi è un piacere ed un momento di crescita.

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Anonymous

about 8 anni ago

La ringrazio per intiresnuyu iformatsiyu

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Anonymous

about 8 anni ago

imparato molto

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Anonymous

about 8 anni ago

salve! sono interessata a questo tipo di ortodonzia perchè, dopo aver portato il normale apparecchio da piccola, i denti si sono spostati di nuovo purtroppo, ma adesso a 23 anni preferirei qualcosa che mi risolva il problema e che non si veda! gentilmente però vorrei sapere quali sono i costi di tale tipo di trattamento; so che questi variano da caso a caso, ma perfavore potreste darmi almeno una qualche indicazione per farmi un'idea? grazie e complimenti per il vostro lavoro flutist

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