22/lug/2008

Mini rialzo del seno mascellare mediante SinCrest



Tecnica Mini invasiva di rialzo del seno mascellare per via crestale.

Dott. Fabio Cozzolino

Dott. Giuseppe Cozzolino


L’inserimento di impianti nelle zone posteriori del mascellare superiore può mostrare problematiche tecniche non indifferenti. Molto spesso dobbiamo confrontarci con quote ossee ridotte in senso corono-apicale dovute a riassorbimenti ossei crestali oppure a pneumatizzazione del seno mascellare, soprattutto quando in queste zone sono state effettuate estrazioni già da molti anni.

Se l’altezza ridotta è dovuta principalmente a riassorbimenti ossei crestali, prima di inserire impianti bisogna rigenerare l’osso in senso coronale per evitare la protesizzazione con denti troppo lunghi che comporterebbero un rapporto sfavorevole corona/radice.

Quando invece il riassorbimento è dovuto principalmente alla pneumatizzazione del seno mascellare, è importante valutare la quantità di osso residuo.
Se, infatti, l’altezza ossea è <> 4mm, abbiamo osso a sufficienza per ottenere la stabilità primaria dell’impianto; in questo caso la chirurgia sarà effettuata in un unico tempo eseguendo un mini-rialzo del seno mascellare contestualmente all’inserimento della fixture.

La tecnica di mini-rialzo del seno mascellare mediante osteotomi, illustrata da Summers nel 1994, prevede la preparazione del sito implantare fino a 2 mm dal pavimento del seno. A questo punto, mediante l’utilizzo di un osteotomo concavo, si procede alla frattura dei 2 mm residui di osso e si inserisce il bio-materiale determinando il sollevamento della membrana di Schneider aiutandosi con gli osteotomi . Secondo questa tecnica sarà la spinta del bio-materiale a sollevare il pavimento del seno e gli osteotomi non dovranno mai penetrare nel seno mascellare.

Sollevato il pavimento del seno, si può procedere all’inserimento dell’impianto. La tecnica del mini-rialzo, quando può essere utilizzata, offre notevoli vantaggi rispetto al grande rialzo del seno mascellare.

Con questa tecnica, infatti, il paziente necessita di un unico intervento chirurgico con una morbilità notevolmente inferiore rispetto al grande rialzo, si riducono sensibilmente i rischi di complicanze vascolari ed infine si abbattono sensibilmente i tempi della riabilitazione protesica.

Come svantaggio bisogna dire che con tale tecnica operiamo alla cieca, senza una visibilità diretta e pertanto aumenta notevolmente il rischio di lacerare la membrana di Schneider che a volte risulta avere uno spessore di pochi decimi di millimetro.

In questo lavoro analizziamo un nuovo dispositivo prodotto dalla Meta che dovrebbe permettere di sollevare il pavimento del seno in modo più sicuro e controllato.

Il SinCrest è un kit per rialzo del pavimento del seno mascellare per via crestale composto da frese per manipolo elettrico, stop di profondità di altezze differenti e da un osteotomo manuale. L’osteotomo manuale è stato progettato per ottenere la frattura controllata del pavimento osseo in corrispondenza della mucosa del seno mascellare senza danneggiare la mucosa stessa.

La paziente, di 64 anni, non fumatrice, giunge alla nostra osservazione lamentando una scarsa efficienza masticatoria dopo aver subito l’estrazione dei sesti superiori molti anni prima, non sostituiti protesicamente. Radiograficamente si evidenzia una quota ossea ridotta in altezza a causa della pneumatizzazione dei seni mascellari.

Dalle rx endorali effettuate con centratori di Rinn, e dalla Tac, l’altezza residua è valutata in poco meno di 8 mm. Decidiamo dunque per l’inserimento di impianti contestualmente ad un rialzo del pavimento del seno per via crestale mediante il dispositivo SinCrest.






Effettuiamo l’incisione in cresta con un bisturi Bard Parker n°15 e scolliamo un lembo a spessore totale eseguendo una doppia sutura divaricante sia vestibolare che palatale.





Come fresa iniziale utilizziamo la Locator Drill che lavora solo per 3,5 mm andando a perforare esclusivamente l’osso corticale.



Successivamente utilizziamo la Probe Drill da 1,2 mm di diametro. Per prelevare le frese dal Kit senza toccarle con le mani la Meta mette a disposizione un accessorio detto Drill Gripper. La fresa Probe Drill, a testa piatta, è tagliente esclusivamente in punta; non è perciò possibile esercitare forze di taglio laterali e correggere quindi la direzione del foro implantare .
La profondità di lavoro deve essere calcolata ad almeno 2 mm dal pavimento del seno mascellare mediante l’ausilio della rx endorale. In questo caso, avendo una distanza tra cresta e pavimento di circa 8 mm, è stato inserito uno stop a 6 mm.





E’ necessario a questo punto effettuare una rx endorale avvalendosi dell’ Rx Pin da 1,2 mm per controllare la giusta distanza dal seno mascellare.


Dopo controllo radiografico scendiamo ad una profondità di 6 mm.



Verificata tale distanza, si utilizza la Guide Drill da 3 mm di diametro. Tale fresa lavora solo per 2 mm di profondità e ci garantisce il corretto centraggio della fresa successiva.




Una volta inserito lo stop a 6 mm, infatti, si utilizza la SinCrest Drill da 3 mm di diametro che creerà un preciso alloggio per l’inserimento del dispositivo SinCrest da 3 mm.









Nel video seguente viene illustrato il funzionamento del dispositivo Sin Crest.

VIDEO


Si comincia, a questo punto, ad avvitare manualmente il dispositivo finchè non compare la banda bianca presente sulla sonda. La comparsa di tale banda indica il raggiungimento da parte del SinCrest della profondità ottenuta con le frese.




A questo punto si ruota l’impugnatura di ½ giro prima in senso antiorario e poi in senso orario esercitando una pressione in direzione assiale. Ripetendo questo movimento di “avvita e svita”, in cui la filettatura del dispositivo rimane assolutamente ferma, si effettuerà un’osteotomia di ½ mm in senso apicale. A questo punto si può procedere ad un nuovo avvitamento del SinCrest che avanzerà di ½ mm in senso apicale. Bisogna sempre valutare con una leggera pressione sulla sonda, la residua resistenza del pavimento del seno. Se la sonda non avanza, bisogna ripetere la sequenza di avanzamento del dispositivo.


Quando scompare la banda bianca, vuol dire che è avvenuta la frattura dell’ opercolo osseo e si può procedere all’inserimento del biomateriale per il rialzo.



Nel Video seguente è illustrato il funzionamento clinico del dispositivo SinCrest
.




VIDEO


In questo caso abbiamo utilizzato del Bio-Oss inserito nel seno mediante l’ausilio di un carrier e spinto apicalmente mediante l’uso di osteotomi, avendo l’accortenza di non spingersi oltre gli 8 mm. Infine viene avvitato il maschiatore Straumann per portare il foro ad un diametro di 3,5 mm per poter inserire un impianto Straumann con superficie SLActive da 4,1 mm di diametro e 10 mm di lunghezza che viene affondato di 1,5 mm per ragioni estetiche.











Dopo aver inserito una vite di guarigione da 2 mm di altezza, si è proceduto ad effettuare una sutura a punti staccati in poliestere intrecciato rivestito in ePTFE (Tevdek 4.0)




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In conclusione si è rilevato un dispositivo estremamente valido che permette di rialzare la membrana di Schneider in modo estremamente sicuro anche in mani non esperte.

Ha come limite che non può essere utilizzato quando la distanza verticale dal pavimento del seno mascellare al tavolato occlusale del dente adiacente alla sede da trattare è superiore a 23mm e quando ci troviamo di fronte ad un osso di tipo 4 poiché determinerebbe una ridotta stabilità in fase di avvitamento del dispositivo SinCrest.

Secondo noi è da evitarne l’uso anche in caso di profili del pavimento del seno estremamente obliqui poiché in questo caso la lama potrebbe ledere la membrana del seno.

Un altro limite del sistema per noi è stata la sequenza di frese. Lo scarto tra la prima (1,2mm) e la seconda fresa (3 mm) nella preparazione del sito impiantare è di 1,8 mm. Uno scarto molto grande che può sottoporre l’osso a surriscaldamento, ma soprattutto non permette nessuna correzione della direzione del foro impiantare. A questo si può ovviare mediante l’utilizzo delle frese del proprio sistema impiantare.

Bibliografia


1: Summers RB.
A new concept in maxillary implant surgery: the osteotome technique.
Compendium. 1994 Feb;15(2):152, 154-6, 158 passim; quiz 162.

2: Summers RB.
The osteotome technique: Part 2--The ridge expansion osteotomy (REO) procedure.
Compendium. 1994 Apr;15(4):422, 424, 426, passim; quiz 436.

3: Summers RB.
The osteotome technique: Part 3--Less invasive methods of elevating the sinus
floor.
Compendium. 1994 Jun;15(6):698, 700, 702-4 passim; quiz 710.

4: Summers RB.
The osteotome technique: Part 4--Future site development.
Compend Contin Educ Dent. 1995 Nov;16(11):1080, 1092 passim; quiz 1099.

5: Summers RB.
A new concept in maxillary implant surgery: the osteotome technique.
Compendium. 1994 Feb;15(2):152, 154-6, 158 passim; quiz 162.

6: Summers RB.
Sinus floor elevation with osteotomes.
J Esthet Dent. 1998;10(3):164-71.

7: Brägger U, Gerber C, Joss A, Haenni S, Meier A, Hashorva E, Lang NP.
Patterns of tissue remodeling after placement of ITI dental implants using an
osteotome technique: a longitudinal radiographic case cohort study.
Clin Oral Implants Res. 2004 Apr;15(2):158-66.

8: Woo I, Le BT.
Maxillary sinus floor elevation: review of anatomy and two techniques.
Implant Dent. 2004 Mar;13(1):28-32.

9: Diserens V, Mericske E, Schäppi P, Mericske-Stern R.
Transcrestal sinus floor elevation: report of a case series.
Int J Periodontics Restorative Dent. 2006 Apr;26(2):151-9.

10: Draenert GF, Eisenmenger W.
A new technique for the transcrestal sinus floor elevation and alveolar ridge
augmentation with press-fit bone cylinders: a technical note.
J Craniomaxillofac Surg. 2007 Jun-Jul;35(4-5):201-6. Epub 2007 Jun 20.

Per informazioni:








14 commenti:

G.Musti ha detto...

ma le pensate di notte? Conoscevo il sistema ma il video è veramente esplicativo. A me però avevano detto che si poteva usare anche nei seni obliqui. è vero?
Complimeti

Danilo Savini ha detto...

Innanzi tutto complimenti per la chiarezza didattica sia del testo che delle immagini che, soprattutto, dei filmati. Estremamente chiaro ed intelligente il simulatore di seno mascellare (balsa e che altro?).
La sistematica mi sembra interessante perchè abbina la sensibilità manuale all'assenza di "martellate".
A cercare il pelo nell'uovo mi sembra più o meno sicura come una MISE ma più "lenta" (con però il vantaggio del controllo manuale). Per quanto riguarda gli ingombri, tu fra i "limiti" hai indicato i 23mm massimi di dislivello fra il tavolato occlusale dei denti viciniori ed il piano osseo, a me sembra invece che il problema potrebbe risiedere in pazienti con scarsa apertura e denti antagonisti, dovendo inserire il drill ed il pushing indice.
Posso solo dire di nuovo complimenti per la chiarezza e l'onestà dell'analisi.

Franco Rizzi ha detto...

Leggo sempre il vostro blog e mi piace per la totale imparzialità.
Anche a me la stessa Meta aveva detto che in seni obliqui si poteva fare. In realtà guardando la radiografia si percepisce che lo strumento sia entrato nel seno prima a destra e poi a sinistra. Un po di dubbi ti vengono. Complimenti per il video. Prima di vederlo da voi ci avevo capito ben poco. :-)
Ciao

Anonimo ha detto...

Documentazione incredibile.
Strumento un po meno.
Lo trovo un po ingombrante e forse in pazienti con un apertura minima diventa difficile da utilizzare considerando che oltre lo strumento devono entrarci anche le nostre dita.
Ma perchè non farlo interamente in acciaio? e magari con un cricchetto?

Paolo68 ha detto...

Caso veramente pulito e documentazione impeccabile. Fabio, trovo limitante il diametro dello strumento. Ma se avessi voluto inserire un impianto di diametro più grande?

Anonimo ha detto...

Invece lo strumento io l'ho trovato geniale. Ci avvisa esattamente nel momento in cui solleva la membrana del seno. Ma chi lo ha ideato?

Anonimo ha detto...

strumento notevole.nessuno sa se è possibile l'acquisto del solo strumento senza il kit?
e complimenti per lo sforzo che fate in questo blog.

stefano granata ha detto...

volevo complimentarmi con il vostro zerodonto e per i casi descritti che, aldilà della validità clinica e/o scientifica manifesta una piacevole sensazione di passione per la professione, non comune.
ho qualche quesito da sottoporvi.avrei intenzione di acquistare il sistema sin crest e il sistema ostwill della meta.proprio per questo avevo durante una ricerca su google incrociato il vostro sito un paio di mesi fa.

1-alla luce di qualche altro mese passato rispetto alla pubblicazione del vostro caso,avete fatto altre esperienze con il kit?lo ritenete ancora valido o ne avete visionato altri migliori?(io sono indeciso tra sin crest,il kit di cosci(zimmer) e quello del dott carusi,m.i.s.e. (apollonia).mi piace l'idea che che si possa controllare manualmente le manovre di rottura del pavimento della membrana e non con uno strumento rotante.
2-avete provato ad utilizzare il sincrest e associarlo all'ostwill per spingere collagene o bioss o altro riempitivo per allontanare la membrana di shneider ed effettuare il mini rialzo?si può fare?

posso solo aggiungere che ho avuto modo di fare un corso per l'utilizzo delle punte sonosurgery del dott agabiti.queste punte facilitano la tecnica split crest in modo piuttosto netto rispetto ai dischi o alle frese rotanti.

grazie e complimenti ancora
stefano granata

ildente55 ha detto...

Buongiorno collega, ringrazio per l’importante progetto che stai portando avanti. da diversi anni nel mio ambulatorio affronto la gestione del minirialzo del seno, prima con le metodiche classiche con osteotomi poi con l’utilizzo di frese controllate, ma ho sempre riscontrato difficoltà nella gestione dei seni obliqui. Da poco tempo ho iniziato ad utilizzare la tecnica meta da te presentata ed ho riscontrato un avanzamento dell’osteotomo più controllato che mi permette di lavorare con più sicurezza anche nei seni con anatomia non eccessivamente obliqua.
Finora ho eseguito diversi casi e tutti sono risultati con esiti positivi. Grazie

Anonimo ha detto...

siete fantastici...sono un abusivo odontotecnico e grazie a voi ho capito come devo fare..ciao

D. Lomaglio ha detto...

Caso molto bello e ben gestito. Sono laureata da poco ed è ancora presto per me affrontare queste situazioni cliniche. Credo che sia importante gestire con scienza e coscienza perchè il nostro è un lavoro serio.
Bravi

Anonimo ha detto...

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Jah, ilmselt nii see on